Scuola di solitudine

  • Mi sono riempita le settimane di appuntamenti

    Ciao Paoletta90 e grazie mille per la tua risposta e i tuoi spunti di riflessione :)

    Ho avuto anch'io fasi in cui dovevo avere tutti i weekend programmati, già in settimana sapevo cosa avrei fatto nel weekend e doveva essere qualcosa di stimolante, che mi facesse svagare. E in genere quando sto bene e sono serena, mi piace organizzare cose e vedere gente.

    Forse questa che sto vivendo è la prima vera fase di introspezione, di "pausa" dalla socialità, arrivata per vari motivi.


    Come ho letto nei tuoi post, anch'io ho avuto un allontanamento dalle amicizie di un tempo: lavoro, convivenze, matrimoni, un'amica ha avuto anche un figlio e un'altra lo ha in arrivo. Ognuno è concentrato sulla propria vita, e da un'uscita all'altra passano anche mesi. Io stessa probabilmente sono più concentrata su me stessa, poi aggiungi che ora ho anche i genitori con problemi di salute, quindi molti weekend li passo tra visite in ospedale (mio papà è in un'altra città quindi anche logisticamente è più impegnativo); quando ho un momento libero, preferisco rilassarmi, uscire a camminare o leggere, e non sto prendendo impegni anche per questa situazione familiare un po' delicata che mi fa desistere dal "programmare". Per via di questa situazione ho mollato anche la mia routine di sport perché non mi sento abbastanza concentrata, e so che anche questo ha influito perché lo sport ha sempre fatto parte della mia vita.

    Forse quello che mi manca è proprio quell'amica vera, che mi conosca bene e con la quale avere intimità e sintonia, anche solo per mangiare una pizza sul divano. Ho il mio compagno che mi sta vicino e mi fa ridere per fortuna, ma non è la stessa cosa di un'amica (o meglio, sono due aspetti che non si sostituiscono). Tra l'altro - piccola divagazione - io ho passato più anni in coppia che da single, però in tutte le mie storie mi sono sempre sentita prima "individuo" che coppia. Non sono quella che si appoggia totalmente al partner, ho sempre sentito un'individualità forte e preponderante, per quanto fossi innamorata e tenessi all'altra persona.

    Ho moltissime persone con le quali poter bere un caffè o un aperitivo, potrei riempirmi le serate, ma non è quello che voglio. Persone alle quali voglio bene e con le quali magari ho condiviso tanto, ma come scrivevo ci si è allontanati per le incombenze della vita, quindi quando ci si vede ci si "aggiorna", si parla del più e del meno, del lavoro, e basta.


    Penso che comunque non forzerò nulla, quello che ho capito è che una dose di solitudine è vitale per me e ci sto bene, quando però è eccessiva, e magari passo troppe sere a casa da sola mi pesa, perché entro nel loop lavoro-casa-lavoro. Poi mi basta davvero poco, una camminata nella natura il sabato mattina per dire, e già mi riprendo.

    Cercherò di fare tesoro dei momenti di libertà e al contempo proporre qualche serata alternativa, ora con l'arrivo del periodo di Natale ci sono moltissimi eventi, spettacoli, città addobbate, concerti, ecc.


    Ah, una domanda Paoletta90

    Che tipo di terapia stai facendo? L'avevi già fatta in passato?

    Se hai voglia di raccontare come ti sta aiutando :)

    Edited once, last by Saritta: Incorporato un post creato da Saritta in questo post. ().

  • l'accesso è esclusivo solo per chi accetta di indossare un pigiama a pulcini :hatching_chick: (almeno così ho sentito dire). io mi ci sono intrufolata lo stesso con il pigiama a righe :disguised_face:

    Peccato...:( mai usato. Ne ho uno nuovo nell'armadio comprato da mia moglie nel caso mi "succedesse" qualcosa e debba essere ricoverato d'urgenza. X/

  • Poi lui aveva orari diversi dai miei quindi quando si iniziava un film erano sempre le 22.30 passate.

    E lui al mattino poteva alzarsi all’ora che voleva a differenza mia :cursing:

    Ti capisco! :D

    Stessa mia situazione.

    Io la sera - a meno che il film non sia mooooolto interessante, difficilmente arrivo alla fine.

    Ma anche noi abbiamo orari diversi, lui finisce sempre tardi e spesso lo aspetto, se magari stiamo guardando una serie TV insieme. Infatti ho messo un limite: dopo le 22 io rinuncio, non inizio nemmeno :D

    Però lui ci ride su e mi prende in giro bonariamente. Quando riesco a star sveglia fino alla fine, mi prendo pure i complimenti!!!

    Quando invece non sono in vena e mi stizzisco, gli sottolineo che lui al mattino non si alza prima delle 7 come me!!!

    Ascoltarsi sembra semplice ma non lo è, non in questo mondo che ti dice come devi essere.

    Vero, troppe distrazioni e soprattutto un sentirsi inadeguati, sbagliati se non ci si riconosce nei luoghi comuni.

    Come dico spesso, la risposta è dentro di noi, anche se non è facile trovarla perché è nascosta sotto molti strati accumulati e limiti che ci imponiamo da soli.

    Grazie :)

  • Quest'anno avevo seguito un po' Sanremo, principalmente per poter far parte di un gruppo FB di conoscenti, in cui un ragazzo gossipparo ogni anno ha questa tradizione di avviare una discussione live durante Sanremo in cui ognuno può dire la sua, ma tutto improntato sulla battuta e su chi la dice più grossa :D ero piegata in due dal ridere, ho guardato Sanremo solo per quello. Solo che la puntata finisce molto tardi, penso oltre l'una di notte. Quindi io arrivavo al massimo alle 11 :grinning_face_with_sweat: poi mollavo, e il giorno dopo vedevo tutti i commenti dei superstiti che erano continuati fino alla fine...io proprio non ce la faccio.

  • Cercherò di fare tesoro dei momenti di libertà e al contempo proporre qualche serata alternativa, ora con l'arrivo del periodo di Natale ci sono moltissimi eventi, spettacoli, città addobbate, concerti, ecc.

    Questo aiuta sempre sicuramente, ma l'importante è fare ciò che senti senza "giudicarti" perché ogni cosa ha la sua utilità e non è "fare niente"... stare un po' da soli aiuta a chiarirci le idee, vedere amici ecc tira su il morale, anche semplicemente oziare è utile perché ricarica le batterie :D

  • Ah, una domanda Paoletta90

    Che tipo di terapia stai facendo? L'avevi già fatta in passato?

    Se hai voglia di raccontare come ti sta aiutando :)

    Ciao Saritta, ho fatto per qualche anno una terapia psicologica con una psi di cui non ho mai saputo l'orientamento. Il nostro lavoro insieme si concentrava sul raggiungimento di alcuni obiettivi che mi prefiggevo (come ad esempio il raggiungimento di una maggiore indipendenza, ho studiato molto fuori e una volta tornata nella mia città natale ho avuto difficoltà a uscire da casa dei miei genitori per andare a vivere da sola); con lei ho molto lavorato anche sul raggiungimento di un mio "balance" perché specie da molto giovane mi ritrovavo all'interno di dinamiche di coppia disfunzionali e ambigue in cui stavo malissimo e da cui facevo fatica a risollevarmi. Ho fatto un lavoro ben strutturato in cui ho preso coscienza del mio valore e posso dire che ora mi voglio molto più bene di un tempo. Ho imparato a darmi io ciò che mi rende felice, le attenzioni che ricercavo all'esterno, la comprensione e la validazione.
    Le delusioni sentimentali sono continuate, ma le ho affrontate molto diversamente rispetto a un tempo, in maniera più auto-tutelante, e con meno strascichi. Ora sono in un momento di pausa dal "dating".


    A partire da settembre ho cambiato specialista e ho intrapreso un percorso di analisi. L'ho iniziata da relativamente poco tempo quindi non ti so ancora bene dire in che maniera mi sta concretamente aiutando, sicuramente sto mettendo in fila alcuni aspetti della mia vita molto profondi e radicati. Penso di essere in una fase di "carotaggio profondo" che sta portando in superficie parecchi irrisolti (ad esempio quello del mio ex, di cui parlai nell'altra discussione) ma ancora prima di lui, di fatti davvero lontani del tempo che evidentemente non avevo ben elaborato. Averli riportati a galla e dovermici confrontare, mi provoca na discreta ansia, e penso che anche da qui derivi la mia attuale tendenza a "frullare" e a tenermi sempre impegnata, assieme a una paura recondita di rimanere sola (senza compagno). Ho questa paura anche se paradossalmente quando sono single mi sento sempre "sollevata".


    Cerco di guardare a questi aspetti senza giudizio, alla stregua di un narratore eterodiegetico :/ come hai scritto tu, mi assecondo, l'importante come in ogni cosa è avere consapevolezza e non agire sull'onda dell'impulso senza cercare di capire i motivi.

    Quest'anno avevo seguito un po' Sanremo, principalmente per poter far parte di un gruppo FB di conoscenti, in cui un ragazzo gossipparo ogni anno ha questa tradizione di avviare una discussione live durante Sanremo in cui ognuno può dire la sua, ma tutto improntato sulla battuta e su chi la dice più grossa :D ero piegata in due dal ridere, ho guardato Sanremo solo per quello. Solo che la puntata finisce molto tardi, penso oltre l'una di notte. Quindi io arrivavo al massimo alle 11 :grinning_face_with_sweat: poi mollavo, e il giorno dopo vedevo tutti i commenti dei superstiti che erano continuati fino alla fine...io proprio non ce la faccio.

    Io idem, e ora con X factor... il giorno dopo mi sento un'aliena perchè non capisco battute e riferimenti ^^

  • Grazie Paoletta90

    Chissà magari un giorno mi deciderò anch'io.

    Io avrei bisogno di un percorso di crescita personale che mi aiuti a fare ordine nelle mie emozioni e a prendere il giusto distacco e obiettività nelle situazioni. A gestire meglio la comunicazione in certi ambiti, a tradurre in parole ciò che provo.

  • Ieri sera botta sociale, sono andata a due feste cui mi avevano invitata.

    Erano feste in casa, intime, di due care amiche:


    La prima amica ha un paio d'anni più di me, sposata con figli e il gruppo di amici suo e del marito è perfettamente omogeneo: tutte coppie molto giovani sposate da 10 anni con bimbi. Queste persone le conosco da anni anche io, avendole spesso incontrate ogni volta che questa amica organizzava qualcosa.

    Arrivo in casa e per prima cosa la mia amica mi accompagna al tavolo dei drink dove prendo un calice. Mi invita a prendere un segnabicchiere, un gommino da mettere attorno allo stelo del bicchiere. Mi fa vedere i gommini, erano tutti appaiati (2 verdi, 2 viola, 2 azzurri), mi dice: ce n'è solo uno spaiato, tieni! e mi da il gommino bianco.


    Le conversazioni vertono su pappe, ninne, cartoni animati, favolette, catechismi, messe e oratori. Io con il mio gommino bianco spaiato mi sento un pesce fuor d'acqua.

    A parte due ragazze che conosco più intimamente e con cui chiacchiero sempre volentieri, il resto delle mogli come al solito fa fatica a salutare, se non saluto io per prima.


    Dopo un paio d'ore mi dirigo verso la seconda festa, di una cara amica che fa parte del gruppo storico di amicizie, quello che ora è langue tristemente e non ci si vede più molto. Siamo 9 ragazze tutte sposate/con figli tranne me e altre 2. Un'amica è incinta del secondo figlio. Il gruppo si era diviso in 2, chi è rimasto seduto a tavola a chiacchierare chi invece ha cantato al karaoke. Poi sono stati dati dei regalini da consegnare ai bimbi, e questa mattina sul gruppo WhatsApp mi sono svegliata con manciate di video dei bimbi che aprono i loro doni. Dolcissimi.


    Io mi sento un pesce fuor d'acqua in questo contesto, come se mi fosse preclusa una gioia che invece vivono tutti. Come se fossi quella strana. È un pensiero forse inevitabile, perché se su 10 persone che conosci, 8 hanno quella vita, ti senti così diverso e fuori strada rispetto a loro.

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