Verginità e tabù

  • Ragazzi, prima di andare a letto volevo comunque ringraziare TUTTI voi per essere intervenuti attivamente alla discussione. Non ne parlavo da forse anni in maniera così sincera, e mi avete dato dei gran spunti. Continuo a dire che la maggior parte degli psicologi hanno ancora molto da imparare, in quanto i consigli ricevuti da alcuni utenti sono stati nettamente migliori.

    Sono sempre stato dello stesso pensiero, senza nulla togliere al lavoro di chi è professionista, anche io ho sempre trovato più sollievo nel parlare e sfogarmi dei miei problemi con utenti che a loro volta avevano lo stesso problema oppure uno differente. Secondo me ci si sente più capiti e a volte chi va dallo psicologo ci va non perché abbia un problema ma solo per essere ascoltato.

  • Non è possibile che TUTTI ma proprio TUTTI quelli che ho sentito la prendano male (e io sono niente in confronto, ne ho sentite di tutti i colori). C'è un qualcosa di fondo che non torna e che non ha avuto sufficienti ricerche, per cui di fatto è praticamente impossibile trovare un terapeuta che ti dia VERAMENTE una mano CONCRETA. Stessa esperienza che hanno avuto gli altri che ho sentito.

    E' quasi un problema biologico: E' mancata una parte fondamentale del nostro sviluppo per un lungo tempo, e purtroppo gli effetti psicologici/fisici ci sono eccome.

    Mah, io sono vergine a 28 anni e sinceramente non credo che fare sesso mi cambierebbe la vita. Quel che la cambierebbe davvero sarebbe essere amato, sentirmi importante per qualcuno per cui io a mia volta provo sentimenti significativi. Svegliarmi e ricevere una dimostrazione d'affetto per iniziare con un senso la giornata.

    Il sesso alla fine è solo un atto fisico. Sicuramente può essere piacevole e credo mi piacerebbe, ma non lo considero fondamentale.

    Nasci, studi, e vai a lavorare, per comprare quello che non hai, e così ti scordi che sei vivo.

  • Secondo me molti lo seguono senza intervenire.

    Per esempio io lo seguo con molto interesse dato che di indole sono attratto da tutto ciò che è considerato "poco comune". anche se non mi ricordo di aver mai postato alcunchè.

    Stessa osservazione da parte mia.

    Avevo risposto a una ragazza e da lì mi arrivano le notifiche, seguo il thread con interesse perché per natura mi piace sentire versioni diverse dalla mia, ascoltare ciò che si discosta dal percepito come "comune".

    Questo tema in particolare lo reputo centrale, sia per chi ancora non ha sperimentato il sesso, sia per chi lo sperimenta nella quotidianità: dire che il sesso è una questione secondaria sarebbe irreale, e non parlo di frequenza o modalità specifiche, ma proprio della pulsione e dell'unione intima con un altro essere umano, che dovrebbe essere un momento in cui ci spogliamo fisicamente e metaforicamente della nostra corazza e viviamo con i sensi, senza freni inibitori.

    Non intervengo anche per una forma di rispetto: la conversazione sta vertendo sulla specifica situazione di chi non è ancora approdato al sesso o non in maniera completa diciamo, quindi non vorrei essere inopportuna pretendendo di comprendere una situazione che non vivo.

    Sono però totalmente disponibile e aperta al dialogo e al confronto, qualora voleste anche solo un'opinione, un punto di vista. :)

  • Ragazzi, prima di andare a letto volevo comunque ringraziare TUTTI voi per essere intervenuti attivamente alla discussione. Non ne parlavo da forse anni in maniera così sincera, e mi avete dato dei gran spunti. Continuo a dire che la maggior parte degli psicologi hanno ancora molto da imparare, in quanto i consigli ricevuti da alcuni utenti sono stati nettamente migliori.

    È vero, in questo thread si è parlato in maniera diretta e completa dell'argomento, che è ancora un grande tabù, sia per noi ma anche per le altre persone e ne è riprova anche il fatto che gli specialisti siano in difficoltà ad affrontarlo.

  • Quello che mi sento di dire è che probabilmente, se alla mia età (over 30) fossi vergine, penso mi porrei le vostre stesse domande e sì, avrei un disagio interiore. Mi conosco, e per natura mi interrogo molto sulle mie scelte passate e presenti, sui miei comportamenti e tratti caratteriali, penso molto, mi metto (troppo) in discussione, quindi immagino che anche sull'argomento avrei un bel marasma dentro.

    Quello che osservo purtroppo è che, come per tanti altri argomenti, anche sul sesso la nostra società tende a dirci cosa "sarebbe opportuno e normale fare, perché lo fanno tutti": la facilità del sesso nei film per esempio, la sintonia che si trova con uno schiocco di dita.

    A volte fa sentire a disagio anche me. Mi spiego: mi piacciono le scene di sesso nei film. Però a volte mi fanno pensare "certo, come no, se fosse tutto così semplice...". Però probabilmente per molte persone lo è davvero.

    Come per tutto, ognuno ha i suoi tempi; vero che con la pubertà hanno inizio le famose pulsioni e desiderio di scoperta del proprio corpo e del piacere, ed è un dato di fatto. Però penso che l'approcciarsi intimamente a un'altra persona sia qualcosa di molto più complesso e coinvolgente, e non una semplice azione meccanica. Ovvio che esiste il sesso senza amore, si cede a una pulsione e può essere bellissimo. Ma non siamo tutti uguali, io da persona sensibile dico che può smuovere emozioni profonde, belle e non, e mentirei se dicessi che non coinvolge anche mentalmente.

    gli specialisti siano in difficoltà ad affrontarlo.

    Questo mi dispiace, ed è abbastanza assurdo.

    Penso comunque che ci siano specialisti (magari sessuologi) che sono in grado di affrontare il tema, voglio sperarlo.

  • La mia prima volta non è stata propriamente standard, ero letteralmente terrorizzato, e contemporaneamente attratto come una calamita.

    Fu all'estero, con una nord europea.

    Ero poco più che adolescente e strafatto di alcol ed altro.

    Accadde con una ragazza di 7 anni in più, fu lei a venirmi vicino, io malgrado fossi carico di sostanze non c'è l'avrei mai fatta.

    Fu quasi un abuso, lei sapeva bene cosa voleva e come ottenerlo, era decisa ma sempre assolutamente dolce.

    Ricordo che tremavo.

    Non le parlai mai della mia totale inesperienza, neppure dopo, ed ancor oggi mi chiedo se lei se ne fosse accorta ed avesse taciuto per rispetto o meno.

    La relazione andò avanti qualche mese sinché vissi nel suo paese, poi si spense per la distanza.

    Col senno di poi sono pentito, avrei dovuto stabilirmi lì con lei, lo voleva fortemente.

    Non me la sentii, ero davvero giovanissimo.

    Ogni tanto la penso, ho vividi ricordi di lei.

    Ai tempi avevo dei blocchi assurdi, se non ci fosse stata quell'occasione forse sarei qui a parlare della mia verginità.

    Darei qualsiasi cosa per rivedere, oggi, quello sguardo, mi basterebbe un attimo soltanto.

    Forse sto davvero invecchiando, questo desiderio odora di passato, di nostalgico.

    Eppure mi piace provarlo, non voglio respingerlo, è giusto che ci sia.

    Aveva un nome italiano, breve, semplice morbido: Lisa.

  • Ovvio che esiste il sesso senza amore, si cede a una pulsione e può essere bellissimo. Ma non siamo tutti uguali, io da persona sensibile dico che può smuovere emozioni profonde, belle e non, e mentirei se dicessi che non coinvolge anche mentalmente.

    Ovviamente non ho esperienza, ma non è certo la fisicità il punto cardine, è il contatto con l'altro senza corazza ad un livello mentale profondo. Il fisico può essere il mezzo ma non è il fine, almeno per me. Anche senza amore comunque sarebbe un essere umano quello dall'altra parte. Certo se non provassi almeno rispetto per l'altra persona, o un non rispetto parziale, ci sarebbe solo repulsione. In questo senso è più facile avere rispetto per uno sconosciuto. Se invece non superficialmente provi rispetto verso qualcuno che conosci davvero, ne rispetti anche i lati negativi che ormai conosci e che ognuno ha ma che non di tutti accogliamo allo stesso modo favorevolmente come inezie istintivamente non percepite come repulsive. Se anche i suoi lati negativi combaciano, il contatto mentale potrebbe essere su un altro livello totalmente aperto di sensazione, ed è quello che mi rammarica di non aver mai vissuto, al di là del banale flirt. Io accetto l'altro, ma non posso dire altrettanto di ogni lato di me, ma bisogna essere in due. Pazienza, per ora è così.

  • Ovviamente non ho esperienza, ma non è certo la fisicità il punto cardine, è il contatto con l'altro senza corazza ad un livello mentale profondo. Il fisico può essere il mezzo ma non è il fine, almeno per me.

    Sì assolutamente. Il punto non è - o non è solo - fare qualcosa di fisico, ma la ricerca di una connessione profonda.

    Aggiungo anche che per quanto mi riguarda, è molto più appagante e intimo quando ci si conosce reciprocamente, quindi le prime volte sono sopravvalutate e minate da timori, mentre le volte successive possono essere più vissute proprio perché ci si esplora, ci si conosce.

    In alcuni periodi ad esempio ho sperimentato la mancanza, e superficialmente poteva essere a livello fisico, ma in realtà erano le sensazioni a mancarmi davvero.

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