Approccio al bullismo e rapporto con genitori

  • Dunque, da qualche anno mia figlia frequenta una bimbetta che ha dei comportamenti piuttosto allarmanti.

    Io conosco la bambina da quando aveva 2-3 anni, poiché abitando nella stessa zona ci si incontrava spesso al parco giochi e in altri luoghi di aggregazione, e ammetto che ho sempre avuto la sensazione che la bambina fosse problematica: era silenziosa, scontrosa, spesso arrabbiata. Mia figlia si è comunque ritrovata a frequentarla molto, perchè si sono trovate nella stessa classe a partire dalla scuola materna. Il loro rapporto è sempre stato di alti e bassi, dettati dagli umori della bambina, che un giorno la voleva e un giorno no; io ho sempre consigliato a mia figlia di non avere con lei un rapporto esclusivo ma cercare di legare anche con altri, e così ha fatto. Arrivati alla scuola elementare, si ritrovano di nuovo insieme, uniche della stessa scuola dell'infanzia, e logicamente si sono ulteriormente avvicinate. La bambina ha cominciato a fare dei veri e propri dispetti alla mia; le sottrae degli oggetti, matite, colori, gommine...e li trattiene fino al pagamento di un riscatto, che ad esempio può essere la consegna di una merenda o anche la partecipazione a dispetti verso altri bambini. Sottolineo che i furti non sono dettati da necessità perchè la bimba è di famiglia molto benestante. Mia figlia mi racconta queste cose la sera, prima di dormire, mostrandosi turbata, piangendo e chiedendomi di cambiare scuola. Io le consiglio di tenerle testa, e non cedere ai suoi ricatti, e la rassicuro sul fatto che se avviserà le maestre che sembrano non accorgersi di nulla la potranno aiutare. Il rapporto prosegue con alti e bassi, si frequentano molto perchè fanno anche attività extrascolastiche insieme. Un giorno, la bambina dice a mia figlia che vuole uccidere il suo fratellino (il mio bambino) neonato; mia figlia me lo racconta in lacrime e mi chiede di non portare più il piccolo davanti alla scuola perchè ha paura che la bambina gli possa fare del male. Resto sgomenta...con i genitori della bambina ho un rapporto piuttosto freddo, sono piuttosto assenti, la bimba è sempre affidata a terzi, e decido quindi di parlarne con le maestre a scuola; mi presento al colloquio e segnalo che avvengono piccole prepotenze in classe ai danni di mia figlia e di altri, decido anche di non fare nomi, non parlo direttamente della bimba vorrei che le maestre controllassero meglio ciò che accade, e non voglio che la cosa arrivi alla madre senza averle parlato. Le maestre si mostrano molto comprensive, sono molto dispiaciute per l'accaduto e mi assicurano che monitoreranno meglio gli eventi; peraltro mi dicono che la mia bimba è intelligente e sensibilissima e in ottima relazione con gli altri della classe, quindi troveranno sicuramente il modo di intervenire.

    Dopo un mesetto dal colloquio, vengo avvicinata da altri genitori, che sapendo della relazione di lunga data di mia figlia con la compagna mi chiedono se non abbiamo notato anche noi degli strani comportamenti della bambina in questione; esce fuori che la ragazzina è temuta da tutta la classe, tra dispetti, furti, ricatti. I bambini sono praticamente tutti assoggettati, è lei a decidere il buono e il cattivo tempo e addirittura decide lei chi può andare in giardino e chi no. Mia figlia conferma tutto.

    Peraltro, la bambina in questione è uno scricciolo, totalmente inibita con gli adulti, nemmeno saluta, silenziosa e serissima, eppure è tutto vero, ha preso il controllo della classe e quando qualcuno si sottrae gli altri non si schierano per paura.

    Ovviamente quando gli altri genitori mi hanno chiesto non ho potuto che confermare che anche mia figlia è in difficoltà; diverse mamme hanno quindi deciso di far presente il problema alla scuola, facendo nome e cognome della ragazzina, e so che sono stati presi dei provvedimenti.

    Io ho consigliato a mia figlia di cercare di essere solidale con i bambini presi di mira, di fare gruppo contro il sopruso, e avvisare le insegnanti quando necessario; sembra che le cose vadano meglio. Tuttavia, da quando è successo, ho notato che la madre della bambina mi evita, le poche volte che la incontro, e non capisco il perchè; io penso di essermi comportata in modo più che corretto, non ho nemmeno fatto il nome della figlia quando ho esposto il problema alla scuola, cosa avrei dovuto fare di diverso? Capisco che forse era ancora più corretto parlarne con la madre, tuttavia credo che la madre non mi avrebbe mai creduta, ero incredula anche io prima che uscisse fuori tutta la dinamica. Cosa ne pensate? Cosa avreste fatto?

  • Avrei fatto lo stesso. Probabilmente sarà una di quelle madri che pensano che i loro figli siano perfetti, difendibili sempre e comunque. Oppure potrebbe essere che si senta in imbarazzo e a disagio...in tal caso dovrebbe comunque cercare un dialogo volto al chiarimento con voi genitori parte lesa.

  • Io al tuo posto avrei fatto lo stesso. Io fino alla terza elementare ero compagna di banco di una bambina che non aveva preso il controllo della classe, come la compagna di tua figlia, ma aveva una pessima abitudine. Quando suonava la campanella dell'intervallo, aspettava solo che io mi assentassi per andare in bagno o semplicemente per uscire dalla classe e ne approfittava per rubarmi matite o penne. Poi ho saputo che lo faceva perchè la sua famiglia era in gravi condizioni di indigenza. Non mi sembra questo il caso della compagna di tua figlia, purtroppo ci sono persone che sono bulle per natura, secondo me dovrebbero essere messe in riga già durante l'infanzia.

  • Io ho l'impressione che la madre sia risentita, forse si aspettava che almeno io che la conosco da più tempo ne parlassi apertamente con lei; non credo non abbia compreso i fatti, la lamentela è arrivata da troppi genitori. E forse davvero potevo dirle subito qualcosa invece di aspettare il susseguirsi di una serie di eventi spiacevoli. Il fatto è che non è semplice andare da una che conosci appena e dirle "senti tua figlia si comporta in modo prepotente...ha preso delle cose della mia...la intimorisce a ricreazione.."...è difficile anche perché prima non sapevo che la cosa riguardasse altri e il punto di vista della mia bambina era comunque parziale...per questo ho preferito dire alle maestre di monitorare, in modo che potessero valutare con oggettività i fatti, magari trovando eventuali responsabilità anche di mia figlia.

    Alla fine sono dispiaciuta perché la ragazzina ha chiaramente un problema a relazionarsi, sembra saper interagire solo in modo prepotente, e comprendo che la sua è una fragilità da seguire e risolvere. Mi sono fatta l'idea che la bambina si senta molto sola, i suoi genitori non ci sono mai e li vedo comunque molto "distanti", freddi, e deve aver imparato a casa questa modalità di relazione. Quella frase sul mio bambino l'ho trovata agghiacciante, pensata da una settenne.

    Per la mia bambina si è rivelata un'occasione di crescita, è la sua sfida quotidiana; io monitoro il tutto senza essere troppo presente, ogni tanto le chiedo come va, le chiedo come si sente a scuola, che emozioni ha provato durante la giornata...piano piano mi sembra reagire meglio, mi ha anche detto di aver recuperato alcune cose approfittando di una distrazione dell'amica, e ogni tanto mi racconta di litigi organizzati dalla ragazzina da cui lei però si è tirata fuori, non le piace litigare, lei vuole giocare.

  • Per la mia bambina si è rivelata un'occasione di crescita, è la sua sfida quotidiana; io monitoro il tutto senza essere troppo presente, ogni tanto le chiedo come va, le chiedo come si sente a scuola, che emozioni ha provato durante la giornata...piano piano mi sembra reagire meglio, mi ha anche detto di aver recuperato alcune cose approfittando di una distrazione dell'amica, e ogni tanto mi racconta di litigi organizzati dalla ragazzina da cui lei però si è tirata fuori, non le piace litigare, lei vuole giocare.

    Questo l'ho pensato anche io. Soprattutto perchè quando è capitato (a me o ad altri compagni) qualcosa del genere all'epoca dell'asilo/elementari, a posteriori è esattamentre ciò che è successo: un'occasione di crescita attraverso la sfida quotidiana, la prima di una lunga serie di rapporti col prossimo che si dimostra sleale, prepotente o in generale problematico.

    Fai benissimo a seguirla in questa vicenda che tra anni non ricorderà più (anche se alcune sensazioni rimangono impresse nella memoria), ma che rappresenta attualmente tutto il suo mondo o quasi.


    Con la mamma: probabilmente si è risentita perchè non sa esattamente come sono andate le cose, se ti capita di incontrarla io ci parlerei in modo molto franco.

  • Con la mamma: probabilmente si è risentita perchè non sa esattamente come sono andate le cose, se ti capita di incontrarla io ci parlerei in modo molto franco.

    Cercherò senz'altro l'occasione per farlo.

    Peraltro ecco, a questo livello si, è costruttivo, quando crescono...quando queste cose si verificano alle medie o superiori tutto è più complesso. Io spero che si riesca a recuperare la ragazzina, sono davvero dispiaciuta per lei.

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