Non mi sento desiderata dal mio uomo

  • E' la prima volta che scrivo su un forum, ma ho bisogno di avere un parere su un mio problema di coppia... Ho 46 anni e il mio compagno 48, stiamo insieme da circa 8 mesi, facciamo l'amore due massimo tre volte al mese da quando stiamo insieme. So per certo che ci amiamo tantissimo, ma sento che di base c'è un problema, mi viene detto che il sesso non è tutto, ma sinceramente in una coppia la complicità sessuale è importantissima, non mi sento desiderata dal mio uomo, anche se lui dice il contrario, continua a dare la colpa alla stanchezza del lavoro o che non si sente bene... ma se abbiamo dei giorni liberi, dunque senza stanchezza, non cambia nulla.


    Io sono una persona molto aperta a riguardo, gli ho parlato tantissime volte, ma molto spesso finiamo per litigare. Non manca a me stuzzicarlo o altro, ma ricevo sempre una negazione da parte sua e ora sono arrivata al punto che mi dà quasi fastidio quando mi cerca lui, come se io dovessi essere disponibile per i suoi bisogni quando vuole lui ma lui non si impegna quando ne ho bisogno io :pensive_face: Io lo amo tantissimo, ma questa situazione comincia a pesare perché ci terrei tanto a risolvere il problema, ma lui continua a non ammettere che la mancanza di desiderio sta rovinando tutto. Mi sento meno donna, poco desiderata e la cosa mi sta distruggendo.


    Un'altra cosa importante è che non mi bacia spesso, una volta abbiamo pure litigato perché mentre facevamo l'amore cercavo di baciarlo ma lui si girava, rispondendo che perdeva la concentrazione. Grande difficoltà anche nei preliminari, in quanto ho dovuto più volte richiedere io un po' di stimolazione per farmi eccitare, sempre tutto a richiesta. Non pratica con me sesso orale, se non per pochi secondi sempre su richiesta, e continua a dirmi che per quello ha bisogno di tempo e di più intimità, ma vi garantisco che quella non ci manca per niente, perché ciò che mi fa rabbia è che per quelle poche volte che lo facciamo la nostra intesa sessuale è meravigliosa, se non fosse per la mancanza di alcune cose e la frequenza con cui lo facciamo.


    La mia domanda è questa, può questa situazione rovinare il nostro rapporto a lungo andare? E come posso fare per non perderlo? Perché io lo amo e quello che voglio più di ogni altra cosa al mondo è risolvere i problemi che ho con lui :pensive_face:

  • Qubit

    Approved the thread.
  • continua a dare la colpa alla stanchezza del lavoro o che non si sente bene... ma se abbiamo dei giorni liberi, dunque senza stanchezza, non cambia nulla.

    Questa potrebbe essere una scusa, ma anche no. Ti spiego. Alcuni livelli di stress e stanchezza, oltre un certo livello diventano endemici o comunque si stratificano e cronicizzano a tal punto da inficiare il funzionamento psichico (e poi anche fisiologico) dell'individuo anche a medio-lungo termine.

    Se (SE) lui è a questi livelli: non bastano qualche giorno di stop: ne servirebbero almeno 21.


    Io sono una persona molto aperta a riguardo, gli ho parlato tantissime volte, ma molto spesso finiamo per litigare. Non manca a me stuzzicarlo o altro, ma ricevo sempre una negazione da parte sua e ora sono arrivata al punto che mi dà quasi fastidio quando mi cerca lui, come se io dovessi essere disponibile per i suoi bisogni quando vuole lui

    Potrebbe essere la stessa situazione per lui, ovvero che prova "fastidio" quando ci provi tu, perché magari la vede come una insistenza che arriva proprio quando lui non se la sente.


    L'aspetto sessuale maschile è molto legato alla sensibilità dell'individuo. Più è sensibile e più viene influenzato dai fattori di pressione esterni. Gli uomini "sempre disponibili" lo sarebbero con chiunque e di solito si curano poco del contesto.


    Un'altra cosa importante è che non mi bacia spesso, una volta abbiamo pure litigato perché mentre facevamo l'amore cercavo di baciarlo ma lui si girava, rispondendo che perdeva la concentrazione. Grande difficoltà anche nei preliminari, in quanto ho dovuto più volte richiedere io un po' di stimolazione per farmi eccitare, sempre tutto a richiesta.

    Queste osservazioni mi fanno pensare che possa essere una persona non propriamente neurotipica. Non dico proprio autistico, ma forse iper-razionale o qualcosa del genere.


    L'altra possibilità è che non sia attratto fisicamente quanto la mente vorrebbe, oppure che abbia qualche problema non dichiarato in materia.


    La mia domanda è questa, può questa situazione rovinare il nostro rapporto a lungo andare?

    Sicuramente Sì, ma è facile che sia tu l'artefice della rottura, anche se ora ti sembra impossibile.


    E come posso fare per non perderlo?

    Dipende dalla natura del "problema". Andrebbe capito e poi eventualmente risolto o compreso.


    Perché io lo amo e quello che voglio più di ogni altra cosa al mondo è risolvere i problemi che ho con lui :pensive_face:

    In questi casi consiglio sempre di ripensare ai partner del passato. Erano come questo? Perché molto spesso la risposta è No. In quel caso bisogna chiedersi quanto bisogno si abbia del partner attuale e quanto in realtà lo si ami realmente. Talvolta l'asincronia nel rapporto è data dalla inconscia consapevolezza di uno (o di entrambi) che è il rapporto che vogliamo di cui abbiamo bisogno, ma non quello che siamo in grado di vivere.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Dopo soli 8 mesi di relazione dovreste farlo tutti i giorni. Il sesso è importantissimo, hai ragione, soprattutto all'inizio, e se c'è un rifiuto da parte di uno dei due significa che c'è un problema. Il fattore bacio poi è estremamente significativo, fa la differenza. Anzi, più che perdere la concentrazione fa proprio in modo di ottenere il massimo dell'eccitazione. Con le altre sue relazioni funzionava così? Al di fuori del rapporto sessuale vi baciate intensamente? Valuta bene se continuare, se dopo 8 mesi siete già rodati come una coppia di 30 anni...che fareste poi?

  • Beh...due/tre volte al mese dopo otto mesi di relazione può essere veramente indice di qualcosa che non va.


    Non sottovalutarei il discorso stanchezza/malessere che tu senti come scusa ma che potrebbe non esserlo. La questione bacio invece mi fa pensare ad un carattere diciamo particolare o un passato con qualche problema.


    Al tuo posto andrei ad osservare e capire meglio prima di trarre conclusioni. Il lavoro e il malessere che racconta, approfondiscilo per comprendere. Cerca di capire come erano le sue relazioni precedenti.


    A livello di intimità farei uno sforzo in più, ovvero cercate di stare in intimità senza avere rapporti. Quelle lunghe ore a letto, sul divano, in vasca dove si coltiva lo stare insieme senza avere rapporti o dove i rapporti sono una naturale conseguenza ma non sono forzati.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Dopo 8 mesi in cui vi "amate tantissimo", intanto lo leggo come un'energia intensa che vi lega l'uno all'altra (chiamata sentimento, ma che non è amore ancora) quindi dò per scontato che non vi conoscete a sufficienza per poter suffragare un'amore. Credo che il vostro sentimento sia quindi un ottimo punto di partenza, l'inizio di un percorso che è ancora da scoprire, piuttosto che come punto di arrivo e conseguente soddisfazione.


    Qualche considerazione rispetto le impressioni che hai riportato del tuo rapporto in essere:

    - La frequenza è quantitavamente poca, sì. Ma mi pare che alla fine del tuo racconto lasci intendere che qualitativamente, al netto delle mancanze, sia soddisfacente. A volte, quando c'è tanto sentimento, questo finisce per nutrire se stesso.


    - La possibilità che lui sia stanco e che non stia bene la prenderei in considerazione e come hanno suggerito approfondirei. E' possibile che lui ti sembri sereno, ma alcune pesone, dicesi "caratteri particolari" (qui rientra una serie di possibilità, anche io, sommessamente, ho pensato ad una lieve neurodiversità) sono in costante dispersione psicologica oltre che con una iper-sensibilità agli stimoli, nota se c'è altro di particolare nei suoi comportamenti. Sembrano sereni ma conoscendoli ti accorgi che in verità non lo sono e vivono molte ansie occulte. La sessualità può essere il luogo dove ciò diventa manifesto ma, in verità, oltre quelle che si scoprono essere delle dissimulazioni, ci si accorge che rigidità e refrattarietà al contatto fisico, mente ipertrofica e iper-controllante, difficoltà in genere nell'entrare in empatia, sono aspetti pervasivi e non solo vincolati al talamo.


    - L'intimità è una questione di livelli ma è anche di percezione. All'inizio sembra che si abbia raggiunto la massima intimità, per via del sentimento, ma l'intimità a mio umile avviso si raggiunge quando ci si è conosciuti oltre le maschere, che allo stato attuale si fatica a mollare per paura del giudizio, o per paura del rifiuto. Questo per dire che: è relativa e soggettiva l'intimità. Alcune persone, pur non sentendo ancora inconsciamente intimità profonda, si adattano, non hanno problemi a fare pratiche sessuali più "intime", altre invece sì. Se ci fai caso, è un modo "femminile" di vivere la sessualità..


    - "Quando senti rumori di zoccoli aspettati un cavallo piuttosto che una zebra" dice una massima. Abbiamo avallato le ipotesi più complesse ma a volte la risposta può essere banale, te la senti di escludere un deficit di attrazione fisica da parte sua?


    - Sulla domanda se in futuro questo potrà rovinare il vostro rapporto, personalmente credo che sia il guardare al futuro con le informazioni (incomplete) a rovinare le relazioni piuttosto che gli ostacoli che le relazioni ci porgono inevitabilmente. Se proietti al futuro con le informazioni attuali la risposta non può che essere negativa, perché tu vuoi che il problema si risolva e vuoi una sessualità diversa con lui. Il cammino temo non sia questo. Lo ami, vuoi essere felice e vivere un rapporto soddisfacente sotto ogni aspetto con lui: è lecito, è umano, ma prova a cambiare la domanda "Se questo problema non si risolve" con altre domande: sicura che il sommo fine di un incontro in cui è scaturito l'amore è che questo si realizzi in un rapporto secondo la tua idea? Inclusa quella del sesso e della sessualità e del desiderio? Non ti sto dicendo di rassegnarti a una sessualità insoddisfacente, sto dicendo che le relazioni, in un ambito o nell'altro, nostro malgrado, ci spingono a vedere le cose da un'altra prospettiva e a un'altra profondità. Accettata questa sfida ed espletata, si può anche andare (in pace aggiungo) verso qualcosa d'altro. Però vedi, tu dici "Non mi sento desiderata" (e questo ti distrugge) ... se "vi amate tantissimo" e "lo amo" cit. sentirsi desiderata è un bisogno del tuo ego (legittimo, anche l'ego vuole la sua parte) ma come tu stessa ammetti non è territorio dell'amore, altrimenti non vi amavate. Chissà se questa relazione non è stata appositamente attirata nella tua esistenza per liberarti di qualche idea sul sentirsi donna e femmina, legata al modo in cui un uomo ti brama sessualmente. Non posso dirlo io, alla fine, l'hai attratto tu ... la risposta è dentro di te.

  • A mio parere, stante il fatto che tutto il resto va per il verso giusto, dovresti prendere le cose per come sono, senza importi e imporre alla coppia ritmi che non vengono naturali ad entrambi. Per me rientra nella norma all'inizio di una relazione ma anche dopo chiedere esplicitamente ciò che piace, anche per conoscersi, non ci si può aspettare che l'altro sappia da solo cosa vogliamo. Inoltre non starei a contare i rapporti, se la qualità c'è. Io non vedo problemi da risolvere ma solo una relazione da vivere, rispettando reciprocamente tempi e debolezze.

  • Ho un vissuto simile e non cambierà se non in peggio. Fare l'amore col mio ex era soddisfacente lato multiorgasmi, ma non mi lasciava endorfine. Tu come ti senti dopo? Non basta l'orgasmo, si sta bene se si comunica e solo così resta l'appagamento e la carica gioiosa energetica.


    Per il fatto che ti tiene lontano, al massimo, prova a capire se non è neurotipico perché se ha qualche tratto dello spettro autistico (Asperger) ha bisogno di abituarsi al contatto e di capire come funziona e può farcela, se lo desiderate tutti e due. Diverso è se è fatto così e non si mette in discussione. Alla sua età, molti usano la pillolina (esistono quelle a basso dosaggio), ma mi sembra di capire che l'erezione è ok, manca la frequenza. La scarsa frequenza va bene se tutti e due siete sintonizzati, ma se tu hai la lecita aspirazione di volere una completa e sana comunicazione intima, allora, in base al mio vissuto, ti consiglio di farti passare il sentimento prima che puoi. Non è vita, te lo garantisco!


    Potrebbe fare un percorso di analisi, ma deve volerlo e i dottori a me hanno detto che non ci sono grandi risultati. La mancanza di fisicità è un aspetto terribile, non è vero che non importa, anche se la maggior parte delle coppie sono bianche. Si tollera se c'è stata, se manca per una malattia, ma non si accetta se è sempre mancata e manca la condivisione della sua importanza fondamentale. Se ti ci trovi bene per le conversazioni e lo stile di vita, interessi in comune: è un coabitante, un amico, non è amore. Ti rovina la vita, io ho tentato oltre 20 anni di farglielo capire poi finalmente ne sono uscita. È come vivere una continua violenza perché lui non mostra cuore per il tuo sentire, perché è indifferente e gli dà fastidio se provi a provocarlo fisicamente o se accattoni un bacio...


    Per me era così. Io mi ero illusa di poterlo sopportare perché gli trovavo altre qualità, invece sono stata malissimo e sono arrivata a somatizzare. Inizialmente ci scrivevamo lunghe e innamorate email in cui lui diceva che non poteva stare più di due giorni senza fare l'amore (e che non gli era mai successo prima :grinning_face_with_sweat:) e dovevamo tenerne conto quando programmavano le uscite (ok, ma quando mi accompagnava a casa da teatro poteva almeno baciarmi, io pensavo non lo facesse perché poi sarebbe stato una tortura fermarsi, ma non avevo capito niente).


    Aveva letto diversi libri erotici. Raccontava di poche ma infuocate relazioni, oltre a quella con la ex moglie che poi ho immaginato fosse finita per i miei stessi motivi, però mi aveva detto che nella sua vita non era mai riuscito a farlo più di una volta al giorno e spesso il giorno seguente non era in grado, perché lui dava troppo nel rapporto (parliamo di massimo 20 minuti di cui la maggior parte ero io che mi muovevo sopra... e lui raramente toccava i miei capezzoli ipersensibili perché faceva fatica a tenere su le braccia, e quando si degnava di farlo si capiva che era uno sforzo). Mai fatto fuori dal letto, spesso al buio, mai mostrato di apprezzare il mio bel corpo, mai toccata se non funzionalmente durante, mai una carezza, un movimento per toccare la mia pelle, se gli tenevo la mano passeggiando, dopo poco si staccava, non mi abbracciava, era moscio e gelido. Quando mi corteggiava veniva a vedere documentari a casa mia e mi salutava senza neppure un bacio in bocca. Ricordo una bella limonata al cinema, ma per il resto della nostra vita non mi ha mai messo un braccio sulle spalle, né compiuto alcun gesto romantico-sensuale. Invece mi respingeva ogni volta che lo volevo baciare, a volte ricambiava, ma sempre scostante. Era proprio l'antierotismo.


    Come te, dovevo aspettare la sua elemosina, 6 - 8 volte al mese e non mi faceva certo venire voglia. Mai una volta che io lo eccitassi e gli venisse voglia di farlo, solo aspettare i suoi comodi e dover cogliere l'occasione, e questo stronca anche un rinoceronte in calore! Sembrava faticare a fare qualunque attività di petting e dintorni. Essere dolce, aspettare i suoi tempi e poi parlargliene, andare da consulenti, suggerire la pillola o almeno di informarsi, ha solo peggiorato la situazione. Non ha mai ammesso i suoi limiti, mi dava della ninfomane, rispondeva che anche le lasagne tutti i giorni stancano.


    Ha ammesso il divario solo una volta, asserendo che non pensava fosse importante (dimostrando che per lui non è mai stato importante ascoltarmi). Stiamo parlando di uno a cui io non sono mai riuscita ad eccitare, che non mi ha mai fatta sentire desiderata, che non mi toccava neppure granché nei punti erogeni che i maschi amano, mentre io avevo avuto solo due uomini, ma decisamente mi avevano apprezzata molto fisicamente. Evitava praticamente sempre di farlo nei fine settimana e in vacanza. Era arrivato ad inventare che io avevo il vaginismo, gli ho detto di chiedere alla mia ginecologa e ovviamente ha ritrattato. Mi aveva scritto che per lui era normale stare tutta la notte a letto a fare cose insieme... Me ne ero innamorata e ho provato ad accontentarmi perché le coppie intorno a me non è che lo facessero ogni giorno, ma la differenza era che lui ha sempre respinto anche le mie effusioni e non me ne ha mai fatte.


    Siamo stati otto anni senza farlo (a parte tre cilecche) dopo l'ultimo consulente. Faceva tante promesse ma quando glielo chiedevo rispondeva che era colpa mia perché lo facevo sentire sotto pressione. Gli ho visto il ribrezzo quando lo volevo baciare, gli ultimi tentativi sono stati fallimentari: una sua cilecca seguita dal nulla, ma da lui interpretata con un "vedi, è facile...". Poi dopo alcuni anni ho preso io l'iniziativa, incredibilmente si è animato, io da sopra ho avuto l'orgasmo all'istante e lui moscio subito. Stessa cosa quattro giorni dopo, anche se si è vantato che era andato tutto bene ed io gli ho detto che quello non era fare l'amore. Gli ho dato un ultimatum dicendo che non poteva accusarmi di assillarlo, ma che se non mi avesse cercata nel giro di tre mesi sarebbe stata finita; dopo circa un anno sono riuscita a chiudere.


    In seguito ho avuto un altro, mi ha distrutto il cuore, ma mi ha restituito il piacere di stare fisicamente, emotivamente e mentalmente bene facendo l'amore. Ora ho il rimorso di aver buttato via quegli anni e poca speranza di incontrare un uomo da amare, ma sono risolta.

  • Ho un vissuto simile e non cambierà se non in peggio. Fare l'amore col mio ex era soddisfacente lato multiorgasmi, ma non mi lasciava endorfine. Tu come ti senti dopo? Non basta l'orgasmo, si sta bene se si comunica e solo così resta l'appagamento e la carica gioiosa energetica.

    Questa cosa di solito capita quando è solo sesso.


    Aveva letto diversi libri erotici. Raccontava di poche ma infuocate relazioni, oltre a quella con la ex moglie che poi ho immaginato fosse finita per i miei stessi motivi, però mi aveva detto che nella sua vita non era mai riuscito a farlo più di una volta al giorno e spesso il giorno seguente non era in grado, perché lui dava troppo nel rapporto (parliamo di massimo 20 minuti di cui la maggior parte ero io che mi muovevo sopra... e lui raramente toccava i miei capezzoli ipersensibili perché faceva fatica a tenere su le braccia, e quando si degnava di farlo si capiva che era uno sforzo). Mai fatto fuori dal letto, spesso al buio, mai mostrato di apprezzare il mio bel corpo, mai toccata se non funzionalmente durante, mai una carezza, un movimento per toccare la mia pelle, se gli tenevo la mano passeggiando, dopo poco si staccava, non mi abbracciava, era moscio e gelido. Quando mi corteggiava veniva a vedere documentari a casa mia e mi salutava senza neppure un bacio in bocca. Ricordo una bella limonata al cinema, ma per il resto della nostra vita non mi ha mai messo un braccio sulle spalle, né compiuto alcun gesto romantico-sensuale. Invece mi respingeva ogni volta che lo volevo baciare, a volte ricambiava, ma sempre scostante. Era proprio l'antierotismo.


    Come te, dovevo aspettare la sua elemosina, 6 - 8 volte al mese e non mi faceva certo venire voglia. Mai una volta che io lo eccitassi e gli venisse voglia di farlo, solo aspettare i suoi comodi e dover cogliere l'occasione, e questo stronca anche un rinoceronte in calore! Sembrava faticare a fare qualunque attività di petting e dintorni. Essere dolce, aspettare i suoi tempi e poi parlargliene, andare da consulenti, suggerire la pillola o almeno di informarsi, ha solo peggiorato la situazione. Non ha mai ammesso i suoi limiti, mi dava della ninfomane, rispondeva che anche le lasagne tutti i giorni stancano.

    Questo tipo di scenario mi pare "un po' più in là" della semplice freddezza di carattere. Anche se effettivamente esistono persone da questo tipo di sessualità (quasi assente e quasi dovuta solo per il piacere dell'altro): spesso si tratta di persone che effettivamente hanno dei problemi fisiologici o psichici o una combinazione di entrambi.


    Per esempio una molestia sessuale subita durante l'infanzia può trasformare tutta la sessualità in qualcosa di "sporco" o poco piacevole.


    I soggetti con questi problemi hanno spesso dei "trigger" che attivano la loro sessualità in particolari parafilie o perversioni che però non sono quasi mai condivise dalla partner (o dal partner). Il risultato è che "non si fa".

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • È un uomo privo di movenze virili. Non ha mai mostrato interesse per pratiche non standard. Le persone cui mi sono confidata concordano che è gay, ma col padre omofobo non lo ha potuto ammettere. Persona molto colta, non germofobica, a volte trash. Spesso lamentava perdita di sensibilità, mentre io proprio non lo sentivo. Non mi risultano suoi traumi. Ho scoperto che pure suo fratello ha sempre avuto scarsa prestanza, ma almeno con la nuova fidanzata usava la pillola, però poco interessato anche lui a praticare, anche se le effusioni romantiche, baci e abbracci li apprezzava.


    Credo che abbia rifiutato di andare in analisi da solo anche con l'ultimo sessuologo, per cui abbiamo fatto un'estenuante ed inutile lavoro di coppia in cui io stavo solo male a vedere come lui era lontano dal poter capire.

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