Non so più cosa mi rimane da sbagliare

  • Ciao a tutti, sono un ragazzo di 23 anni, ho sempre avuto la tendenza ad "aggiustare" le cose, probabilmente a partire dal divorzio dei miei genitori ed i problemi in famiglia che sono perdurati per tutta la mia esistenza. Questa attitudine mi ha portato a seguire una strada molto difficile e la professione dell'ingegnere per poter cambiare il mondo in meglio. Per quanto mi impegni però ed ottenga anche dei risultati, continuo a sbagliare, quotidianamente. Ho sempre creduto nel miglioramento personale, però chi dovrebbe seguirmi mi fa pesare incredibilmente ogni mio errore urlandomi contro. Non è una persona singola, ma più persone in diversi settori della mia vita e probabilmente l'influenza maggiore è dovuta al fatto di ritrovare delle copie di mio padre in ogni angolo.

    Sto continuando ad andare avanti in uno stato di burnout da mesi e ora sono entrato in uno stato di paura tale da essere rimasto immobilizzato in mezzo alla strada mentre tornavo a casa perché avevo paura anche di sbagliare a camminare.


    Purtroppo, ogni volta che inizio qualcosa di nuovo si ripete questo pattern, quindi il metodo di cambiare posto non funziona.

    Non so più cosa fare se non mollare tutto per sempre.


    Grazie del vostro aiuto.

  • Qubit

    Approved the thread.
  • Intanto tieni conto del fatto che il burnout può essere concausa o causa di questi errori e di un peggioramento generale del tuo stato psico-fisico.


    Penso che in termini di urgenza: il burnout sia la prima cosa da risolvere. Non si possono fare progressi, miglioramenti o cercare soluzioni quando si è in quello stato.


    Detto questo provo a commentare il resto.

    Dici una cosa importante quando citi (stranamente a dire il vero) di vedere delle copie di tuo padre in ogni angolo. E' un pensiero tuo questo? Come ti è venuto in mente? Dico che è importante perché è possibile che si tratti di un azione/reazione disfunzionale imparata durante l'infanzia a causa di una educazione deviata.


    A 23 anni comunque ne azzeccavo poche anche io. Non solo è normale fare errori, ma è importante fare errori, perché senza sbagliare non si può imparare e non si può migliorare. Se non sbagliassi mai saresti totalmente incapace di andare oltre alle tua capacità attuali. Fermarsi a 23 anni è un po' poco.


    Il fatto che le persone ti urlino contro non dipende dai tuoi errori, ma dal modo in cui ti poni. Come ti dicevo prima: io a 23 anni ne sbagliavo tantissime e quando sbagliavo le persone restavano in silenzio, perché ero talmente s∙∙∙∙∙o che avevano paura di correggermi :D


    Si può aggiustare quindi anche il problema relativo alle reazioni degli altri, ma prima di tutto penso sia indispensabile correre ai ripari per il burnout. Ti stai facendo aiutare da qualcuno?

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Innanzitutto gli errori non solo si fanno a 23 anni ma durante tutta la vita, certo più si va avanti più ci si può correggere ma non pensiamo di poter essere dei robot o persone infallibili. Se sbagliamo accettiamolo.

    Per il resto, l'unica cosa che posso dire è che il mondo è veramente un posto pieno di persone cafone e maleducate, che si pongono male con il prossimo e hanno la presunzione di sentirsi migliori degli altri.

    Se qualcuno, invece di correggerti un errore in modo istruttivo, facendoti capire lo sbaglio e insegnandoti qualcosa, ti urla addosso, è QUELLA persona ad avere problemi e non certo tu. E' pieno di frustrati là fuori.

    Al momento potresti intraprendere una terapia se la situazione è arrivata a peggiorare le tue giornate, ma credo che bisogna diventare forti abbastanza da non farsi schiacciare da ogni singola persona che cerca di sopraffare il prossimo, perchè sono davvero molte.

    E ho notato un incremento negli ultimi tempi.

    Nella mia testa, c'è sempre stata una stanza vuota per te...quante volte ci ho portato dei fiori, quante volte l'ho difesa dai mostri. Adesso ci abito io e i mostri sono entrati con me.

  • Parli di errore che commetti, ma quali sono questi errori concretamente?


    Sono errori reali oppure solo delle osservazioni che tu vedi come errori?

    In una condizione di burnout potresti interpretare un semplice "sei in ritardo", oppure "hai la camicia fuori posto", come una critica di un tuo errore. Cosa che evidentemente non è, sono "errori" soggettivi.

    Se di errore mi parli di qualcosa di più "oggettivo" il discorso cambia.


    Quanti si guardano allo specchio e si dicono "hai sbagliato", "sei un incapace", ecc... ma non è vero.


    Sicuramente in ogni caso un percorso terapeutico ti può essere di aiuto.

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