Mi sento crollare il mondo addosso, cosa posso fare?

  • Non riesci a ritagliare del tempo per te, quando i bambini sono al nido, anche solo per ritrovare un tuo benessere e una lucidità ?

    I gemelli frequentano la materna e io sono via fino almeno alle 18:15 tutti i giorni. Infatti vanno i nonni o la babysitter a prenderli a scuola.

    Poi bisogna lavarli, fare la cena, lavare i vestiti che sporcano tutti i giorni, pensare ad organizzare il giorno seguente, mandarli a letto.

    Non posso gravare ulteriormente sui nonni che hanno comunque la loro età.

    E questa è la normalità. Se poi aggiungiamo che si ammalano, bisogna prendere permessi dal lavoro per andare dal pediatra, l'aerosol per due (quando non tre) tutte le sere e le mattine...

    Penso che alle 11 di sera le palestre siano anche chiuse. E sinceramente ad una certa ora voglio solo dormire.

    E il sabato e la domenica sono gli unici giorni che posso stare con loro o fare qualcosa in casa.

    Posso anche avere un aiuto materiale (indispensabile e a cui riconosco il merito) nel preparare il tavolo, la verdura, caricare la lavastoviglie, la spesa, ma il carico mentale di organizzare tutto è mio. Probabilmente lui dirà perché non gliel'ho detto/chiesto, ma forse bisognerebbe arrivarci da soli?!?


    Arrivati a questo punto posso anche lavorare su me stessa e prendere atto del fallimento della mia famiglia, ma non posso accettare che non ci sia nemmeno il rispetto per questi oltre 20 anni insieme, come se non ci fossero stati e non avessero significato niente. È questo che mi fa impazzire.

  • Comunque come detto prima, non trascurarti, trova del tempo per te stessa, anche pagando una baby sitter ogni tanto,

    Concordo, hai troppo peso addosso, prova a ritagliare qualche momento per te facendoli tenere un po' a nonni o babysitter; so bene che è difficile, anch'io ho 2 bimbi piccoli e so che in certi momenti è davvero dura...ma staccare un pochino ti aiuterebbe a mantenerti centrata.


    Mi viene anche da chiedermi se non abbia senso provare davvero a prendervi una pausa facendo (come vuole lui) i separati in casa: giusto per capire se lui, ottenuta questa cosa che chiede, cambierebbe o meno atteggiamento nei vostri confronti. Forse anche per te non sarebbe male avere una pausa da lui, vivendolo per qualche settimana solo come genitore e non come compagno.

  • Quindi che possibilità hai di andare in psicoterapia individualmente? E che ne pensi di questa opzione?

    Ci sto seriamente pensando, ma spendere soldi che non ho per arrivare alla conclusione che forse è meglio (per chi? Per mio marito?) separarmi, sinceramente non so se ne valga la pena.


    Hai avuto dei parti naturali? In tal caso potresti fare questi esercizi per ristabilire il tono del pavimento pelvico.

    Il primo naturale e il secondo un cesareo d'urgenza, che è stato peggio del primo come recupero.

    Ho fatto delle sedute con un'ostetrica tra le due gravidanze che mi hanno rimesso a nuovo, e dopo la seconda gravidanza ho fatto esercizi da sola. Il punto non è la tonicità del mio pavimento pelvico, ma chi lo stimola e come!

  • Penso che alle 11 di sera le palestre siano anche chiuse. E sinceramente ad una certa ora voglio solo dormire.

    Non penso che la palestra ti possa essere di aiuto, sarebbe solo un impegno in più tra i mille mila che già hai.

    Hai bisogno di staccare, ti riposare e trovare il tempo per riconciliarti con te stessa. Anche banalmente fare un bagno rilassante in tranquillità. Potresti dire a tuo marito di badare ai bambini.

    Probabilmente lui dirà perché non gliel'ho detto/chiesto, ma forse bisognerebbe arrivarci da soli?!?

    Evidentemente non ci arriva da solo. Perché non provare a dirglielo? In tranquillità senza accuse che scatenerebbero liti. Sii chiara con lui, digli che dovete fare squadra e collaborare per stare bene entrambi e come famiglia. Rendilo partecipe.


    Arrivati a questo punto posso anche lavorare su me stessa e prendere atto del fallimento della mia famiglia, ma non posso accettare che non ci sia nemmeno il rispetto per questi oltre 20 anni insieme, come se non ci fossero stati e non avessero significato niente. È questo che mi fa impazzire.

    Io non vedo nessun fallimento. Vedo molta frustrazione, poco dialogo. Ti stai facendo carico tu di tutta la fatica e questo ti sta logorando.

    Lui deve crescere e fare la sua parte.

  • qualunque donna che parta in forma e non abbia problemi di salute dopo 3 anni può essere anche meglio di prima senza spendere un euro. Io con l'ultima gravidanza, a 43 anni, sono uscita dalla sala parto con 3 chili in più del mio miglior peso forma. Sono stata dimessa di mercoledì, il venerdì sera ero a lezione di piano, il lunedì ripresi a correre. Sono una come tante, solo in salute.

    Posso confermare che così è: ho avuto modo di conoscere molte donne atlete top performers che la/le gravidanze se le sono pappate per colazione, e non certo dopo 3 anni ma ben prima, dopo tre mesi erano già a livelli pre-gravidanza, dopo un anno alcune hanno fatto i loro Pb (= personal best, miglior tempo).

    Però non si sono fermate praticamente mai, anche nei giorni pre/post parto facevano qualcosa, magari solo blande nuotate o yoga.

    Vero che si tratta di corpi condizionati da anni ed anni di allenamenti intensivi, quindi straordinariamente performanti, ed anche di menti con una motivazione inossidabile, ma è anche vero che si tratta di esseri umani e non di cyborgs.

    Ed anche a livello di comuni mortali con il giusto e perseverante impegno si possono in breve tempo minimizzare gli effetti di una gravidanza, sino a vederli sostanzialmente sparire.


    la miglior cosa, fattibile da tutte, è la prevenzione.

    E già.


    Evidentemente non ci arriva da solo. Perché non provare a dirglielo? In tranquillità senza accuse che scatenarebbero liti. Sii chiara con lui, digli che dovete fare squadra e collaborare per stare bene entrambi e come famiglia. Rendilo partecipe.

    Questa sarebbe la miglior cosa, ma leggendo la situazione temo che si sia svalicato abbondantemente il punto di non ritorno.

    La priorità assoluta dovrebbe essere il benessere dei bambini, soprattutto dei gemelli, ed in questo senso forse separarsi sarebbe molto opportuno.

    Però ci sono anche criticità contingenti.

    Forse bisognerebbe adattarsi a fare uno sforzo straordinario: separarsi, accettare la prospettiva di tempi difficilissimi, ma con la consapevolezza che non saranno per sempre.

    L'ostacolo più grande sarebbe costituito dalla riluttanza di Flooded di sapere i figli stare con il padre senza di lei.

    Non la vedo affatto semplice.

    "Tutto in fondo è così semplice e inutile"

  • Le disquisizioni sul fisico e sul corpo hanno messo tristezza anche a me che non sono nella tua situazione. Per dire.

    Se ignoriamo delle probabili cause di problemi, per quanto spiacevoli da analizzare: rischiamo di esserne travolti senza nemmeno sapere il perché.


    Arrivati a questo punto posso anche lavorare su me stessa e prendere atto del fallimento della mia famiglia, ma non posso accettare che non ci sia nemmeno il rispetto per questi oltre 20 anni insieme, come se non ci fossero stati e non avessero significato niente. È questo che mi fa impazzire.

    Che tu sappia: lui è tipo da comportarsi in questo modo?


    Perché se la risposta è "No": il motivo può essere dato dall'esasperazione di non riuscire ad adattarsi alla nuova condizione.



    Il punto non è la tonicità del mio pavimento pelvico, ma chi lo stimola e come!

    Se (SE) lui fa quello che faceva prima: il punto non è chi lo stimola, diversamente Sì.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Così, da mamma a mamma; io lo sport lo faccio principalmente la mattina molto presto e in pausa pranzo. Il comparto lavatrice/lavastoviglie lo delego in toto a mio marito. Per la cena dei piccoli potresti prepararti delle monoporzioni da congelare; io tengo sempre in freezer mini pasti pronti per i piccoli e pianifico di mese in mese, così la sera quando ritorno non c'è quasi nulla da fare e me li godo. La spesa noi riusciamo a farla quasi ogni giorno, tornando dall'ufficio, in piccoli negozi così non si occupa troppo tempo.

    Al di là dell'organizzazione ti capisco perché anche io la prenderei malissimo se gli sforzi fatti non fossero riconosciuti e non ci fosse solidarietà da parte di mio marito. È assurdo il comportamento del tuo, anche se non ci si ama più il rispetto deve rimanere.

  • Così, da mamma a mamma; io lo sport lo faccio principalmente la mattina molto presto e in pausa pranzo. Il comparto lavatrice/lavastoviglie lo delego in toto a mio marito. Per la cena dei piccoli potresti prepararti delle monoporzioni da congelare; io tengo sempre in freezer mini pasti pronti per i piccoli e pianifico di mese in mese, così la sera quando ritorno non c'è quasi nulla da fare e me li godo. La spesa noi riusciamo a farla quasi ogni giorno, tornando dall'ufficio, in piccoli negozi così non si occupa troppo tempo.

    Al di là dell'organizzazione ti capisco perché anche io la prenderei malissimo se gli sforzi fatti non fossero riconosciuti e non ci fosse solidarietà da parte di mio marito. È assurdo il comportamento del tuo, anche se non ci si ama più il rispetto deve rimanere.

    La fregatura è data dallo "spazio mentale".


    Alcuni stili di vita enormemente diffusi di questi tempi hanno un saldo di "spazio mentale" negativo a fine giornata. Tanto è vero che l'interruzione momentanea del lavoro spesso consiste in periodi di malattia causati proprio dall'eccessivo stress quotidiano.


    Si tratta di situazioni molto comuni tra le donne che lavorano e hanno figli e non hanno disponibilità di aiuti esterni.


    Lo "spazio mentale" è quello che ti consente di riuscire o meno a fare qualcosa senza dover pescare dalle energie riservate alle emergenze esistenziali. Se hai "spazio mentale" riesci a fare sport dopo il lavoro o in pausa pranzo, ma se il lavoro è esasperante e fortemente stressante: per quanto possa essere utile andare a fare sport.. non lo si fa perché "manca lo spazio", ovvero: facendo quel piccolo sforzo in più si va a creare un affaticamento che non consentirebbe poi di continuare ad affrontare la giornata lavorativa.


    Poi dipende ovviamente dal tipo di lavoro che si fa.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Ci sto seriamente pensando, ma spendere soldi che non ho per arrivare alla conclusione che forse è meglio (per chi? Per mio marito?) separarmi, sinceramente non so se ne valga la pena.


    Potresti vederla non tanto come un mezzo per arrivare a delle conclusioni ma come un supporto per te stessa. Le decisioni (e le valutazioni) che si fanno nel "culmine della crisi di coppia" possono essere solo negative. Poi magari il risultato, ahmè, non cambia (ovviamente nella più negativa delle ipotesi) e si arriva alla conclusione che forse bisogna comunque separarsi ma credo che alcune situazioni come quella che vivi possano logorare psicologicamente e poi anche fisicamente, e arrivare a quelle "conclusioni" con un sostegno piuttosto chesenza è a mio avviso molto diverso. Ma ovviamente non è assolutamente detto che l'unica soluzione sia separarsi, anche perché, facendo un percorso spesse volte l'equilibrio della relazione cambia perché si è cambiato il proprio equilibrio. Purtroppo il partner in questi casi non puo' essere un sostegno, è quello il problema nonché la grande delusione da affrontare, per cui l'ultima spiaggia bisogna tentarla aiutandosi da soli (con la terapia) e quando c'è più forza e maggiore consapevolezza ci si confrontare anche con il partner e la sua "problematicità", ma questa non ti porta nell'abisso, la valuti obiettivamente.


    Se ignoriamo delle probabili cause di problemi, per quanto spiacevoli da analizzare: rischiamo di esserne travolti senza nemmeno sapere il perché.


    Non è mia intenzione ostacolare o voler posare un velo.

    Se la "fisicità" (ovviamente parlo di variazioni naturali come quelle del parto e non estreme che stravolgono la persona totalmente) diventa la "causa di un problema" penso che il problema lo si abbia nell'anima. Ma questa è una mia personale opinione e da lì la mia tristezza.

  • Il punto non è la tonicità del mio pavimento pelvico, ma chi lo stimola e come!


    Mi è sfuggita questa parte. Se vi conoscete da 20 anni, dubito che lui "non ti conosca" in quel senso. Probabilmente manca un elemento di coinvolgimento e "connessione" che rende difficoltoso anche il resto. Poi comunque il sesso non puo' essere privo di tenerezza e mi pare di capire che ti manca questa parte: baci, abbracci, etc ...

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