Insegnanti mediocri

  • Io ho lavorato sia come impiegata, 40 ore settimanali, sia come insegnante, 18 ore settimanali d'aula. Sicuramente da insegnate maggior tempo libero ma, soprattutto, maggiore flessibilità oraria: magari vai a fare la spesa alle 12.00, ma poi capita anche di lavorare la sera o nei week-end. Da insegnante, però, anche molto molto più stress: da impiegata, quando uscivo dall'ufficio, non ci pensavo proprio più, ero davvero libera; da insegnante non hai a che fare con pratiche ma con persone, pensieri e preoccupazioni te le porti dietro molto di più.

    https://www.inail.it/cs/intern…urnout_e_insegnamento.pdf


    In particolare:

    insegnanti.jpg

    bisogna vedere cosa si intende per vocazione.

    In campo lavorativo solitamente il termine indica una volontà superiore alla media di fare quel lavoro, quella vita. Una motivazione che va ben al di là del ricevere il compenso. Chi ha la vocazione per una determinata professione tende a dedicare più tempo del dovuto e a modificare (in parte, non patologicamente) la propria vita per accomodare i doveri, i tempi, lo studio e la formazione della e nella professione.


    In generale dovrebbe indicare una maggiore "passione" nella materia oggetto della professione.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Sono d'accordo con chi ha puntato il dito sulla generale mediocrità umana. Che tra l'altro si vive anche meglio se si è mediocri, le persone di talento vengono lasciate da sole con il peso del mondo da reggere sulle spalle.

  • Ciao ipposam.

    Da insegnante di scuola primaria, mi viene da fare tre osservazioni rispetto al tuo post di apertura:

    - per lavorare con i bambini, l’insegnante deve avere competenze pedagogiche, più che una preparazione tecnicamente ineccepibile rispetto ai contenuti. Puoi sapere il mondo, essere un genio. Ma tra quello e saperlo insegnare ci passa un mondo. E saper insegnare non è qualcosa di circoscrivibile a passione ed entusiasmo, è una competenza per la quale si studia in una laurea magistrale a ciclo unico di durata quinquennale, con una grossa quantità di esami teorici ma anche e soprattutto ore e ore di attività di laboratorio didattico in presenza in università, e 4 anni di tirocinio. Su questo non c’è cultura nel nostro Paese, e le persone non hanno ancora chiaro il fatto che per relazionarsi coi bambini come insegnanti non basta sapere ed essere appassionati della materia che si insegna. Mano a mano che si sale con l’età diventa più semplice, ma coi bambini è richiesta una preparazione di altissimo livello, non improvvisabile

    - Con i bambini, non c’è apprendimento senza relazione, e questa si costruisce solo se l’insegnante è in primo luogo consapevole di se stesso, tanto che sono sempre di più, a livello accademico, le spinte verso i futuri insegnanti ad entrare in terapia in un percorso di scoperta di sé, e io condivido pienamente. Quante persone ci sono, così? E questi percorsi costano, in termini di tempo, denaro e risorse, per costruirsi come professionisti

    - Tutte queste competenze in un vero insegnante sono frutto di un lavoro di anni, ma per un vero insegnante sono pochi quelli che sono disposti a pagare. Si ricerca il docente preparato pedagogicamente, tecnicamente e relazionalmente, come se queste non fossero competenze costruite a caro prezzo ma una specie di talento innato che l’insegnante ha per una qualche forma di fortuna, quindi poi si va al risparmio pagando chi queste competenze non le ha, un tanto (direi poco) all’ora. Non dico che questo sia il tuo caso ma lo è molto, troppo spesso.

    Un caro saluto a te e alla tua piccola :)

  • Ps: rispetto alla musica, l’insegnante che lavora nella nostra scuola, oltre ad essere diplomato in conservatorio su più strumenti (aspetto tecnico) si è sparato 4 (quattro!) anni di laurea specifica in didattica della musica, a dimostrazione che quello che sa era solo il prerequisito di base per poi studiare per imparare ad insegnarlo. Quanto costa all’ora un’insegnante così? E questo ha dovuto fare "solo" per insegnare "a dei bambini"... E infatti, lo sa fare 😜

  • Mi trovo su quel che dici, indubbiamente è necessaria una notevole preparazione.


    Sicuramente questo maestro è molto giovane quindi non ha certo esperienza pluriennale.


    Purtroppo il tema economico è un po' il tallone d'Achille di tutti i mestieri, anche nel mio (sono ingegnere e mi occupo di servizi IT) i clienti vorrebbero elevatissima qualità ma non sono disposti a pagare quel che costa il super mega esperto che a volte sarebbe necessario per ottenere la qualità che vogliono.

    Io per inciso pagherei qualcosa in più per avere un insegnante migliore, ma bisogna fare i conti anche con la logistica, quindi vicino casa ho questa scuola e al momento è qui che posso mandarla.

    In ogni caso bisogna essere realisti: tutti i professionisti, di tutti i settori, hanno un costo che cresce (giustamente) all'aumentare della formazione e dell'esperienza; se questo costo diverge dalle possibilità medie delle persone, nessuno accederà al servizio, quindi bisogna trovare una quadra.


    Aggiungo questo, a riguardo del maestro di piano: secondo me lui aveva molte altre ambizioni, che a contatto con la realtà sono sfumate. Insegnare è un ripiego per lui, per questo è così "moscio". Ma per come la vedo io, se prendi questa decisione di dedicarti all'insegnamento devi fare pace con te stesso e le ambizioni tradite e dare comunque il tuo massimo.

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