Tutto sugli Asperger

  • Riguardo Juniz, mi piace molto ascoltarti ma per quanto mi riguarda non è possibile sollevare il velo in pubblico, qualunque concetto e trasformazione metaforica/allegorica/simbolica {in ordine dal più basso al più alto grado} tu intenda per velo e sollevare.

    Ecco perché i misteri erano i Misteri e tutto avveniva in luoghi modi e tempi ben precisi, anche se i Misteri avevano un impatto fondamentale sulla vita collettiva essi venivano amministrati nell'ombra, erano del tutto privati e anche coloro che ad essi si riferivano sapevano bene che nonostante avessero una base comune, generale, universale, non si poteva amministrarli in pubblico, e ciò che la Pizia avrebbe detto a me avrebbe riguardato solo me, certi percorsi possono intraprenderli solo i singoli, e trattare certi argomenti in pubblico genera confusione/ostilità/indifferenza/derisione.

    Sollevare il velo in pubblico e trattare l'argomento in pubblico penso che siano due cose diverse.


    Il velo in pubblico non può essere sollevato. Le ragioni le hai già dette tu ma ce ne sarebbero anche tante altre di vario ordine e grado. In ultima analisi è l'assetato che trova la strada per andare alla fonte e non puo' essere la fonte che a prescindere che uno abbia chiesto o meno di voler bere distruibuisce acqua (conoscenza) ... e diciamo puo' essere pericoloso perché è così che si crea il fanatismo, dogmi, ecc ..


    Trattare l'argomento in pubblico invece penso sia un altro discorso in quanto si può sollevare lievemente il velo senza necessariamente distribuire agli altri informazioni non richieste. Anche perché a prescindere che si segua un certo tipo di percorso alcune chiamiamole "manipolazioni-forzature" nella società sono sotto gli occhi di molti, questo certamente non significherà concordare con l'origine del male (qualsivoglia forma si vorrà attribuire ad esso) e la sua soluzione o il disegno in cui tutto processo si compie però intanto si percepisce che un grado di illusione c'è in ciò che ormai accettiamo come realtà di fatto.

  • Per multitasking intendo banalmente anche solo ascoltare un podcast mentre si fanno le pulizie, non cose piu' complesse. Anche fare qualcosa mentre qualcuno ti parla o mentre si risponde a qualcuno.

    Non riesco a concentrarmi se qualcuno mi parla mentre faccio altro...finisce che sbrocco, ancora peggio se la persona parla veloce, a voce alta, tono squillante.


    L'unica eccezione è la musica, ma la musica è la mia fedele Amica, se sono vivo e in possesso delle mie facoltà mentali lo devo anche a lei.

  • Non riesco a concentrarmi se qualcuno mi parla mentre faccio altro...finisce che sbrocco, ancora peggio se la persona parla veloce, a voce alta, tono squillante.


    L'unica eccezione è la musica, ma la musica è la mia fedele Amica, se sono vivo e in possesso delle mie facoltà mentali lo devo anche a lei.

    Comunque in generale per un asperger è più complicato fare più cose contemporaneamente, almeno questo è quello che ho visto (e provato).


    Le uniche operazioni che riescono in contemporanea sono quelle disfunzionali, ma perché avvengono per automatismo. Non ho mai né letto, né sentito parlare di un asperger che apprende un automatismo neurotipico con facilità.


    Anche il modo in cui si muovono alcuni asperger appare più goffo, perché non è automatico: nemmeno la camminata è automatica. Ogni singolo movimento è pensato da zero, per cui anche camminare con disinvoltura mentre si parla potrebbe essere un problema per un asperger.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • A proposito di questo Bruce:


    stavo insieme ad un mio amico e ho visto lo spicchio della Luna stagliarsi in un cielo diurno. Sono "impazzito" colto da una euforia incredibile derivata dalla novità dell'evento, mi sentivo come un bambino traboccante di gioia che vive per la prima volta una determinata esperienza. Il mio amico era confuso, non riusciva a capire come fosse possibile tutto ciò e mi ripeteva: ma non è la prima volta che la vedi {ed era vero} non è un fenomeno raro.


    In quel momento per il mio cervello era un fenomeno nuovo e degno di nota e nonostante fosse, dal punto di vista di un osservatore esterno, un comportamento ingenuo, privo di logica o senso, strano come minimo, a me è piaciuto e mi ha fatto del bene perché provare meraviglia è bello e importante, e questo ragionamento me lo sono goduto quando sono ritornato dal "trip" passando dal lato istintivo-emozionale a quello razionale, ricordando a me stesso che sì in effetti non era la prima volta ma in quel momento era come se lo fosse.


  • Ricapitolando, chi e' Asperger e' in una fascia intermedia di autismo o neurodiversita', difficile da definire e che a volte e' pure difficile diagnosticare con certezza perche' mentre alcuni aspetti sono decisamente fuori norma, altri invece possono essere nella norma. La conseguenza e' che l'Asperger e' una persona troppo normale per essere considerata veramente disabile, ma allo stesso tempo troppo anormale per poter essere funzionale al 100% nella societa'. Detta cosi' pare una vera e propria condanna. Pero' ho appena letto che chi e' diagnosticato Asperger, e quindi supera quella linea intermedia difficile da definire, oppure trova un medico che considera quella linea superata, ha una percentuale di disabilita' riconosciuta in un certificato. Mi confermate se tutte queste impressioni sono corrette?

    Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

  • Ricapitolando, chi e' Asperger e' in una fascia intermedia di autismo o neurodiversita', difficile da definire e che a volte e' pure difficile diagnosticare con certezza perche' mentre alcuni aspetti sono decisamente fuori norma, altri invece possono essere nella norma. La conseguenza e' che l'Asperger e' una persona troppo normale per essere considerata veramente disabile, ma allo stesso tempo troppo anormale per poter essere funzionale al 100% nella societa'. Detta cosi' pare una vera e propria condanna. Pero' ho appena letto che chi e' diagnosticato Asperger, e quindi supera quella linea intermedia difficile da definire, oppure trova un medico che considera quella linea superata, ha una percentuale di disabilita' riconosciuta in un certificato. Mi confermate se tutte queste impressioni sono corrette?

    Per intenderci: non credo proprio che gli Asperger percepiscano la 104, per cui non sono considerati disabili dalla legge.

    Aggiungerei che molti Asperger non sanno di esserlo e conducono una vita normale, dato per scontato che ognuno di noi abbia il suo concetto di normalità.

  • Ricapitolando, chi e' Asperger e' in una fascia intermedia di autismo o neurodiversita', difficile da definire e che a volte e' pure difficile diagnosticare con certezza perche' mentre alcuni aspetti sono decisamente fuori norma, altri invece possono essere nella norma. La conseguenza e' che l'Asperger e' una persona troppo normale per essere considerata veramente disabile, ma allo stesso tempo troppo anormale per poter essere funzionale al 100% nella societa'. Detta cosi' pare una vera e propria condanna. Pero' ho appena letto che chi e' diagnosticato Asperger, e quindi supera quella linea intermedia difficile da definire, oppure trova un medico che considera quella linea superata, ha una percentuale di disabilita' riconosciuta in un certificato. Mi confermate se tutte queste impressioni sono corrette?

    Si, grossomodo mi pare di Sì, tuttavia il certificato di cui parli non è riconosciuto in tutti i Paesi.


    In Italia con l'accorpamento dell'Asperger all'autismo dovrebbe essere riconosciuta una sorta di invalidità, ma poi nei fatti questo non accade mai per mancanza di competenza, personale e soprattutto soldi.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Ricapitolando, chi e' Asperger e' in una fascia intermedia di autismo o neurodiversita', difficile da definire e che a volte e' pure difficile diagnosticare con certezza perche' mentre alcuni aspetti sono decisamente fuori norma, altri invece possono essere nella norma. La conseguenza e' che l'Asperger e' una persona troppo normale per essere considerata veramente disabile, ma allo stesso tempo troppo anormale per poter essere funzionale al 100% nella societa'. Detta cosi' pare una vera e propria condanna. Pero' ho appena letto che chi e' diagnosticato Asperger, e quindi supera quella linea intermedia difficile da definire, oppure trova un medico che considera quella linea superata, ha una percentuale di disabilita' riconosciuta in un certificato. Mi confermate se tutte queste impressioni sono corrette?

    Ciao.. ho letto tutto il thread con le varie divagazioni, ma mi preme solo di intervenire per chiarire un paio di cose.


    Da un lato la definizione asperger, pur continuando a venire usata, nelle ultime definizioni di spettro autistico non è più da considerarsi "valida", ma andrebbe definito l'autismo in relazione al livello di compromissione sociale (da 1 meno compromesso, a 3 massima compromissione).


    Per molti inoltre l'autismo in sé non sarebbe da considerarsi patologia, ma una condizione di funzionamento del pensiero e questo spiega come sia possibile che molti autistici ottengano diagnosi anche tardive e dopo aver conseguito un livello di vita comune sebbene con qua e là delle "stravaganze"

    Tenendo conto in particolare del fatto che molti autistici di livello 1 (cosa che spesso coincide anche con delle valutazioni cognitive, medioalte, alte o altissime) sono abilissimi nel fare "masino" ovvero dopo un attenta osservazione imparano a comportarsi "come se" fossero neurotonici con sforzi immani (spesso sottostimati)

    La maggior parte delle persone nello spettro ha ritardo mentale... Tanti non sono nemmeno in grado di parlare. Per questo mi sembra poco sensato l'accostamento con la mente maschile. È però provato che la maggior parte degli autistici sono maschi.

    Non ho idea di statistiche esatte, ma per quel che conosco io il mondo autistico "la maggior parte (forse) delle persone DIAGNOSTICATE ha ritardo mentale... Credo che molte delle persone con profilo cognitivo non basso riescano in toto o in parte a mascherare o a trovare un accomodamento nel mondo senza arrivare alla diagnosi.

    Capivano perfettamente il significato logico delle parole che si dicevano, ma non sentivano il mormorio del fiume semantico che scorreva in quelle parole.

  • 1. dipende molto dai relativi tratti. Una delle caratteristiche abbastanza diffuse tra gli autistici ad esempio è quella di avere delle diverse forme di ipersensorialità e al tempo stesso una delle forme di "rilassamento" è praticare lo stimino (gesti, movimenti, suoni ripetitivi e continuativi che compaiono soprattutto nei momenti di stress.

    Questa cosa potrebbe scatenare anche delle difficoltà... è un esempio un po' scemo ma spero si capisca cosa voglio dire.

    Anche se qualcuno mi disse che in realtà spesso gli autistici "si ritrovano", nel senso che anche inconsapevolmente sono attratti da persone simili. Non so se questa cosa abbia però dei fondamenti di verità.


    2. Sì il multitasking è molto difficile per le persone autistiche perchè spesso cadono nella memoria di lavoro. Questo però potrebbe venire mascherato talvolta nei momenti di iperfocus e in concomitanza di un alto potenziale cognitivo.

    Capivano perfettamente il significato logico delle parole che si dicevano, ma non sentivano il mormorio del fiume semantico che scorreva in quelle parole.

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