Tutto sugli Asperger

  • Il ragazzo con cui mi "frequento" ha tratti che mi ricordano tanto l'autismo, anche il racconto di "Bruce" sul tema programmazione, mi sembra esattamente lui dal modo di comportarsi. Farebbe uguale.

    Però non sono d'accordo che abbiano un modo di vedere le cose più realistico, sono molto concentrati sul loro modo di vedere le cose e credono fermamente che sia il modo più giusto, è come se avessero una visione bianco/nero senza considerare i contesti o le situazioni.

    Sono sicuramente più diretti, senza filtri, io con questo ragazzo spesso devo fargli capire che i toni in una conversazione sono molto importanti, ma faccio davvero fatica ad affrontare certe tematiche.

    Conosco anche un altro mio amico con le stesse problematiche, solo che è diagnosticato ed è molto più connesso con gli altri, però hanno entrambi una sorta di arroganza di base che quasi stona con l'insicurezza di non sentirsi mai davvero accettati nei contesti sociali per questo modo di fare.

  • però hanno entrambi una sorta di arroganza di base che quasi stona con l'insicurezza di non sentirsi mai davvero accettati nei contesti sociali per questo modo di fare.

    E' complesso.


    Avevo trovato un articolo (un po' anacronistico alla luce delle nuove scoperte, specie sul lato sensoriale che è alla base di molti comportamenti tipici) ma che ho conservato in quanto aveva "il suo perché".


    Ecco alcuni punti elencati dell'articolo per me individuano bene alcune sfumature dell'asperger:

    - impulsività/instabilità emotiva

    - tendenza a ipervalorizzarsi/pensieri sopravalorativi del sé

    Questi sono i punti che possono dare un senso di generale di "arroganza" -poi dipende dal singolo-.

    Tuttavia questo non esclude l'insicurezza o la difficoltà ad essere accettati e relativi traumi, infatti poi abbiamo:

    - difficoltà a mantenere una “permanenza” narcisistica; l’Io fluttua tra l’essere ed il non-essere, producendo un senso di sé estremamente fragile: è sufficiente una frustrazione (anche se vissuta solo nell’immaginario) per provocare gravi crisi depressive;

    - bassa tolleranza alle reazioni ansiose con scarsa capacità di autocompiacersi per le proprie relazioni.


    L'AS a un occhio non esperto può essere confusa con il narcisismo. Ma ovviamente siamo molto lontani da ciò, gli aspie sono capaci di enormi, forse pure esagerati sensi di colpa di fronte la presa di coscienza di uno loro errore (anche a livello professionale, oltre che relazionale).


    Qui l'articolo: (è vecchio, in parte un certo linguaggio psicodinamico è superato, ma è interessante).

    Un Caso di Sindrome di Asperger | Neuroscienze.net

    Il cammino dell'anima è un cammino di coraggio, abbiatelo.🌺

  • Stavo rispondendo alle tue continue provocazioni, quindi ho reso a iperbole quella che in decine di altre affermazioni ho rappresentato in modo più ponderato.

    In realtà è un tuo modus operandi abbastanza comune, quello di ribadire costantemente questa tua supposta capacità di non poter essere condizionato da bias. Nel passaggio che ho riportato lo hai ammesso esplicitamente, in altre circostanze in maniera meno evidente, ma la sostanza rimane sempre la stessa. Inoltre quelle che tu chiami provocazioni, anche in quel caso erano solo richieste di chiarimento riguardo tue affermazioni estreme e non avallate dal racconto dell'opener, evidentemente basate su alcuni di quei bias che dici di non avere, ma che in realtà non sai di avere. Per questo ti suggerivo in un precedente intervento di rivolgere questa tua presunta straordinaria capacità di analisi anche verso te stesso, così da poter magari fare un po' di chiarezza su questo fondamentale punto.

    In ogni caso in tutto quello che scrivo da anni (più di 10) è abbastanza evidente la mia tendenza a non farmi influenzare dai bias. Non sto mai in una fazione, non prendo mai le parti di una sponda per partito preso, etc. Non è proprio nella mia mentalità e in buona parte credo di averlo imparato proprio avendo a che fare con chi questi bias non li subisce proprio per niente.

    Da quello che scrivi mi pare esattamente il contrario, solo che apparentemente non vuoi o non puoi rendertene conto.

    È sempre più buio appena prima dell’alba

  • Infatti hai ragione a volte rivedo un che di narcisistico in queste persone, che però viene smontato del tutto dal fatto che non sono in grado di usare gli altri, si affezionano alle persone a cui tengono e hanno reazioni a questi sentimenti diverse dalle persone normali.

    Di base hanno una freddezza, che ti fanno pensare che a loro non importi, riescono a esprimersi molto più a livello fisico con le persone a cui tengono che a parole, tendono in ogni caso a essere sempre presenti e hanno bisogno di essere rassicurati, perché appunto non sanno gestire la loro parte più fragile e quella paura di abbandono che hanno sviluppato per via della difficoltà che hanno gli altri ad accettarli.

    Sicuramente avere un rapporto o relazione con uno di loro è complesso, molto spesso non si riesce a cogliere o interpretare tutti i loro segnali e a comprenderli al meglio.

  • A volte è così, altre l'opposto.

    Parlare di "neurodivergenza" equivale a parlare di un mare magnum di diversità.

    Ok, ma a livello di percezione sensoriale e uso del corpo i soggetti neurodivergenti sono molto più estremi dei neurotipici. O usano il corpo in modo massivo, arrivando ad aggredire; oppure non lo usano proprio a meno che non serva in senso razionale.

    Comunicare col corpo con un neurodivergente di solito consiste nel fare precise azioni in precisi momenti e si tratta di azioni esplicite, ovvero impossibili da non notare. Devono superare il "rumore di fondo", ovvero tutti i micromovimenti che per loro non hanno alcun senso.


    Nella neurotipicità invece il corpo è continuamente in uso a livello comunicativo su più livelli e perlopiù inconsci.


    Adesso porto il thread dal mio salumiere di fiducia, gli faccio leggere tre post random e poi gli chiedo cosa ne pensa! :D

    Serio: sono pronto a scommettere che qui dentro i NT sono in netta minoranza.

    È un'impressione eh...

    Diciamo che, come dice Juniz : un po' di tendenze le abbiamo tutti, chi più di altri, magari proprio a causa dell'ansia o della iper-sensibilità che ci spinge a enfatizzare determinati stili comunicativi e ad evitare il sovraffollamento di informazioni, etc.

    Però essere neurodivergenti è uno step oltre questa tendenza generale.


    Conosco anche un altro mio amico con le stesse problematiche, solo che è diagnosticato ed è molto più connesso con gli altri, però hanno entrambi una sorta di arroganza di base che quasi stona con l'insicurezza di non sentirsi mai davvero accettati nei contesti sociali per questo modo di fare.

    E' probabile che anche le cose "cattive" o che non condividi che ti ha detto siano "più realistiche" di quello che pensi.

    Se questo soggetto è davvero asperger quello che dice può anche essere fuori contesto o detto con il tono sbagliato, ma si basa sui fatti e non sulle emozioni.


    L'arroganza non c'è proprio. E' una tipica interpretazione dei neurotipici quando interagiscono con gli asperger, proprio perché non sono in grado di capire il diverso livello comunicativo e la diversa modalità di pensiero. Appare arrogante, ma non lo è praticamente mai.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Sai TIR, sono simile a te in questo, la comunicazione non verbale su un altro piano, e il sentirsi soffocare perchè non trovavo corrispondenza negli altri.

  • Io ho la sensazione che visto bene da vicino, nessuno di noi sia completamente ‘esente’ da tratti neurodivergenti...

    quello che dice può anche essere fuori contesto o detto con il tono sbagliato, ma si basa sui fatti e non sulle emozioni.

    Qui mi viene in mente Sheldon Cooper di The Big Bang theory <3

    Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante :glowing_star:

  • Ok, ma a livello di percezione sensoriale e uso del corpo i soggetti neurodivergenti sono molto più estremi dei neurotipici. O usano il corpo in modo massivo, arrivando ad aggredire; oppure non lo usano proprio a meno che non serva in senso razionale

    Generalmente è così, penso al classico caso dell'autistico che se ne va in giro nudo perché difetta di "intelligenza adattiva".

    Ma se ci sono 38°C con il 90% di umidità avrebbe logicamente ragione lui e chi si veste seppure leggero farebbe una cosa da idioti.

    Intendo dire che l'osservazione statistica dei comportamenti dovrebbe essere presa eventualmente come indizio, non come criterio elettivo per affermare se si è NT o ND.

    Il criterio dovrebbe essere uno solo: se il soggetto riesce in qualche modo, magari anche "alternativo", ad adattarsi al mondo e raggiungere una condizione di benessere individuale senza nuocere al prossimo.

    Se si arriva a questo, fine del problema.

    Poi se qualcuno ha voglia di etichettare faccia pure, con il limite che non ci devono essere conseguenze stigmatizzanti, ma qui il discorso diventa "politico".

    di solito

    Appunto, stiamo dicendo la stessa cosa.

    Di solito non significa sempre e non dimostra nulla di certo.

    Il mio pensiero è molto pratico e semplice: funzioni? Ok.

    Non funzioni? Not Ok.

    Il funzionamento può anche essere "alternativo".

    Ogni tanto hai scritto che un "disturbo" è tale se "disturba", altrimenti non lo è.

    Sarebbe solo una caratteristica peculiare, magari anche rara, ma nulla di più.

    Non potrei essere più d'accordo.

  • Non ho citato questo passaggio, integro ora, anche se intendo ribadire il mio pensiero, senza altro aggiungere.

    Diciamo che, come dice Juniz : un po' di tendenze le abbiamo tutti, chi più di altri, magari proprio a causa dell'ansia o della iper-sensibilità che ci spinge a enfatizzare determinati stili comunicativi e ad evitare il sovraffollamento di informazioni, etc.

    Però essere neurodivergenti è uno step oltre ques.

    Concordo con te e Juniz, l'assolutamente NT o ND sono solo un'astrazione accademica, la realtà è diversa ed infinitamente più complessa.

    Per questo secondo me la valutazione non deve essere fatta su basi astratte o con opinabilissimi test, ma molto radicata nella realtà fattuale.

    Il criterio è quello esposto nel post precedente.

    IMHO, come sempre.

  • Io ho la sensazione che visto bene da vicino, nessuno di noi sia completamente ‘esente’ da tratti neurodivergenti...

    Si, è un po' quello che stiamo dicendo. L'unica cosa è che per essere definiti neurodivergenti non basta esserlo a tratti. La condizione viene definita più dal fatto di non riuscire ad essere neurotipici, che non dal fatto che si possiedano caratteristiche divergenti.


    Qui mi viene in mente Sheldon Cooper di The Big Bang theory <3

    Esatto.

    Quel personaggio è stato sceneggiato e creato ad arte per interpretare un asperger. Ovviamente è romanzato e ci sono incongruenze ed esagerazioni per esigenza di scena: ma è un identikit abbastanza efficiente per spiegare a chi non conosce quella condizione.


    Concordo con te e Juniz, l' assolutamente NT o ND sono solo un' astrazione accademica, la realtà è diversa ed infinitamente più complessa.

    Per questo secondo me la valutazione non deve essere fatta su basi astratte o con opinabilissimi test, ma molto radicata nella realtà fattuale.

    Il criterio è quello esposto nel post precedente.

    In generale _che io sappia_ è quello che dicevo all'inizio di questo post a Jenny.Erika : vengono definiti neurodivergenti quelli che hanno poche caratteristiche neurotipiche e per questo hanno problemi di adattamento alle convenzioni sociali e al modo di ragionare comune.


    Poi tecnicamente si può dire che un soggetto che sia in grado di stare tra i neurotipici senza troppi problemi, di recitare la parte, di essere ipocrita, quindi di saper mentire socialmente come fanno tutti: sia anche neurodivergente. Lo si può dire per indicare la capacità di quella persona di ragionare anche in modo neurodivergente, o addirittura quello è il suo modo di base di pensare. Il fatto che però sia in grado di districarsi tra le cose delle persone comuni lo rende "funzionale" e quindi non viene indicato come "divergente" a meno di specifiche necessità o esami.


    E' indicativo e importante anche l'ambiente in cui vive il soggetto. Se è un ambiente tollerante e protettivo la diagnosi potrebbe non arrivare mai, perché al netto di qualche "stranezza" la sua condotta viene considerata "normale" in quanto "tollerabile".

    Questo è anche uno dei motivi per cui ci sono molte più diagnosi maschili che femminili. Oltre alla maggior proprietà di linguaggio, i soggetti femminili di solito vivono ambienti e stili di vita meno solitari, meno competitivi, più accudenti o anche solo semplicemente più tolleranti.


    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

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