Evoluzioni nel rapporto con mia madre

  • Su questo forum ho scritto molto del mio rapporto con mia madre, un rapporto improntato a sostanziale e crescente freddezza, anaffettività, distanza emotiva e fisica.

    Ho già raccontato di come il rapporto si sia evoluto nel tempo, o meglio si sia meglio definito ai miei occhi, nel tempo, o forse sia anche andato peggiorando; in realtà non so dire dove si passa dalla mia presa di coscienza al peggioramento della situazione, il confine tra le due cose è labile e indistinto. Di certo ho cominciato a prendere timidamente coscienza dopo i 30, poi con la nascita della mia prima figlia le cose si sono rivelate in modo nettamente più evidente.

    Oggi mia mamma ha 83 anni, e passa lunghi periodi alla casa al mare, da sola. E' una persona assolutamente diversa da quello che è nell'immaginario una donna della sua età; di questo sono contenta, e la guardo anche con una certa ammirazione. E' forte, in gamba, autonoma, in forma fisica eccellente. Guida una macchina sportiva che fa invidia ai miei coetanei, fa una vita attiva, è al passo con la tecnologia, al punto che fa regolarmente shopping online, utilizza le app più comuni e spesso è lei a suggerirmene di nuove e usa whastapp, anche se è fuori dal mondo dei social, ma per un motivo ben preciso; non è "social", nemmeno nella vita reale, figuriamoci nella vita virtuale. Non ha infatti rapporti sociali, se non con il vicinato, e comunque improntati alla massima freddezza e distanza: buongiorno e buonasera. Insomma non è la classica vecchietta che fa la fila alla posta, credo anzi che non abbia mai messo piede in un ufficio postale almeno negli ultimi 10 anni.

    Purtroppo il side effect della sua personalità è che è anche molto dura.

    Ultimamente il nostro rapporto è ulteriormente peggiorato, dopo un so sgarbo verso i miei piccoli. Non sono riuscita a "farmelo andare bene" e mi sono allontanata, è stato assolutamente istintivo e non voluto, mi rendo conto che dentro me è nato un muro, non riesco proprio a sentirla come solitamente si descrivono le mamme: non mi sento certo amata incondizionatamente, non la vedo proprio come il porto sicuro in cui tornare, come quella che starà sempre dalla mia parte. Io la sento "contro", sempre, comunque, e purtroppo ho anche maturato la piena consapevolezza che non cambierà mai e lo dico con una profonda, desolante, dolorosa, amarezza. Credevo che la cosa passasse inosservata, invece recentemente mia sorella mi ha detto che si è accorta di questo mio allontanamento e che ho sbagliato, perché mia madre è quello che è e non cambierà mai e io come figlia "devo" comunque restarle vicina. Ho anche inteso che hanno parlato di me, e del mio comportamento, giudicato come l'ennesima prova del fatto che sono una "s...za", cosa che da quando sono nata è stata sempre sottesa a casa nostra. Ho spiegato a mia sorella come mi sento a mia volta, ma lei è rimasta della sua idea, forse giusta, forse no.

    Ci tengo a dire che per qualunque necessità sono sempre presente, la mia è una distanza più che altro emotiva. Come potrei passare sopra all'astio che mi viene continuamente rivolto? Per non parlare di veri e propri soprusi. Non c'è modo di ragionarci, e ogni volta che ho provato ne sono uscita affranta. In tutti i momenti che ho avuto bisogno di lei da adulta ha scelto di non esserci. Peraltro, dopo aver interrotto i rapporti con tutti i pochi parenti che le sono rimasti, ha continuato a seminare rancore tra me e mia sorella, cercando di metterci una contro l'altra. Io da mamma non la riesco a capire, e non credo di essere proprio l'ultima degli stupidi. Sono sempre riuscita a salvare il rapporto con mia sorella con notevole sforzo, anche se ogni tanto qualche litigata ci scappa.

    Io davvero non capisco cosa si aspettava, di passarmi sopra, offendermi, umiliarmi, e trovarmi sempre affettuosa e partecipe? Per capirci, molti anni fa, prima di realizzare come venivo trattata, ero piena di premure, le regalai io il cane che tanto adorava, per non parlare di quando passai la notte di Natale a montarle una serra per la terrazza del suo attico, essendo appassionata di piante tropicali. Avevo mille pensieri; me li ha tolti. Mi è rimasta l'amarezza di sentirmi dire che non ha tempo per me, che non ha tempo per i miei bambini, che tanto il piccolino è maschio "chi lo vuole" (ha sempre avuto una sorta di sessismo al contrario, i maschi sono esseri inferiori, di serie B, sin da bambini), che i miei problemi non la riguardano.

    Chi può dirmi che la mia reazione di allontanamento emotivo è sbagliata?

  • Se non arrivi a una vera, profonda, difficilissima accettazione che ti permetta di non soffrirne più, allontanarsi è una legittima (forse l'unica) forma di protezione, purché tu sia consapevole della ricaduta che potrebbe avere su di te il futuro e ti auguro lontanissimo momento della sua scomparsa, in tua assenza.

    Hai già scritto che non lo capisci e magari non ricordo se lo hai accennato in altri post, quindi scusa se ti porto a ripeterti, ma sforzandoti di fare delle ipotesi: perché secondo te lei ha sempre avuto, o sviluppato, questa posizione di distanza e opposizione nei tuoi riguardi?

    Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita, ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere. (M. Proust)

  • No, penso tu faccia benissimo a tutelarti emotivamente. Come hai detto tu, ci sei sempre per le questioni pratiche e questo basta. Ovviamente mi dispiace molto umanamente per te e per i tuoi bambini, che a tutti gli effetti non hanno una nonna pur essendo in vita.

  • sforzandoti di fare delle ipotesi: perché secondo te lei ha sempre avuto, o sviluppato, questa posizione di distanza e opposizione nei tuoi riguardi?

    Io non saprei aggiungere una virgola a quanto già postato da papaveroviola , e credo convintamente che la chiave si trovi nella risposta alla sua domanda che ho quotato.


    Quando parli di tua madre, Ipposam, descrivi una donna molto particolare ed autonoma, ma non descrivi una donna fuori di testa, nè sembra ci siano motivi per poterlo fare.

    In realtà non descrivi neanche una donna priva di senso materno, giacchè con tua sorella è addirittura iper-protettiva e, a quanto pare, è perfettamente in grado di notare (e commentare con lei) il tuo allontanamento.

    Chi può dirmi che la mia reazione di allontanamento emotivo è sbagliata?

    E chi può dire se un allontamento sia "giusto" o "sbagliato", fino a quando non si conosce davvero la causa dei suoi sentimenti non positivi che spingono te all'allontamento?

    (Nello specifico: dici che ha sempre aleggiato il concetto che tu fossi per lei la "st...a" di famiglia. Ma hai mai cercato di capirne le ragioni dal SUO punto di vista?) .

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Chi può dirmi che la mia reazione di allontanamento emotivo è sbagliata?

    Io penso che un certo distacco emotivo da parte tua sia più che giusto e che ti aiuti a proteggerti da nuove delusioni; del resto anche tua madre è, da sempre, distaccata emotivamente.

    Quando parli di tua madre, Ipposam, descrivi una donna molto particolare ed autonoma, ma non descrivi una donna fuori di testa, nè sembra ci siano motivi per poterlo fare.

    Ci sono persone che sono perfettamente autonome, anche performanti se vogliamo, ma comunque disturbate o nocive per sè o per gli altri.

  • È la reazione giusta se pensi nel tuo profondo che lo sia, anche se ti fa soffrire. Tu cerchi costantemente affetto e riscontri (più che legittimi) da parte di tua madre, e per contro ti ritornano freddezza e insulti. Direi che, se vuoi salvaguardare la tua salute mentale e serenità familiare, non ti resti altro da fare. Lo stesso ho fatto io, e adesso i rapporti sono leggermente più distesi. Un tuo allontanamento potrebbe portarla a farsi un esame di coscienza e a riconsiderare la vostra situazione. Non puoi pensare di cambiare le cose se continui a fare sempre le cose nel solito modo. Lo schema si ripete. E se non cambia nulla almeno avrai provato, e soprattutto sarai più tranquilla...non avrai l'affetto incondizionato di tua madre ma nemmeno le critiche acide e gli insulti.

  • perché secondo te lei ha sempre avuto, o sviluppato, questa posizione di distanza e opposizione nei tuoi riguardi?

    Certezze è difficile averne, se le avessi sarei già a buon punto credo.

    Ad ogni modo, parlandone con psicologa che peraltro la conosce e conosce la nostra famiglia, mi è stato detto che si ravvisa un quadro di narcisismo patologico. In questa chiave di lettura io sarei il "capro espiatorio", mia sorella la "figlia d'oro". E' una spiegazione molto plausibile, ma anche la più difficile da gestire perché il narcisismo patologico è molto difficilmente approcciabile, non c'è quasi mai partecipazione del paziente. Mi è stato quindi consigliato di ridurre le occasioni di contatto, tarandole in modo da non permetterle di ferirmi.

    In realtà non descrivi neanche una donna priva di senso materno, giacchè con tua sorella è addirittura iper-protettiva e, a quanto pare, è perfettamente in grado di notare (e commentare con lei) il tuo allontanamento.

    E' protettiva con mia sorella, ma in modo insano. Ho difficoltà a definirla "materna", anche verso mia sorella.

    Mi madre ha una intelligenza vivida e performante, anzi ha un acume fuori dal comune; sono le abilità sociali e l'empatia a mancarle praticamente del tutto. In tutte le forme del rapportarsi con noi finisce con l'essere abusante, si è accorta che mi sono allontanata e che può controllarmi ancora meno di prima, è questo che la importuna.

  • E' incredibile.. la descrizione che hai fatto di tua madre corrisponde all'immagine che mi ero fatto di lei leggendo alcuni dei post che hai scritto a riguardo.


    purtroppo ho anche maturato la piena consapevolezza che non cambierà mai e lo dico con una profonda, desolante, dolorosa, amarezza. Credevo che la cosa passasse inosservata, invece recentemente mia sorella mi ha detto che si è accorta di questo mio allontanamento e che ho sbagliato, perché mia madre è quello che è e non cambierà mai e io come figlia "devo" comunque restarle vicina

    All'età che avete raggiunto entrambe (madre e tu) non esiste più alcuna traccia di alcun "devo" SE l'altro può cavarsela da sé. In alcuni particolari casi di maltrattamento (e non mi pare questo il caso, ma non ne so abbastanza) il "devo" scompare anche se il congiunto ha bisogno di aiuto vitale.


    Probabilmente tua sorella parla per bocca diretta o indiretta di tua madre.


    Chi può dirmi che la mia reazione di allontanamento emotivo è sbagliata?

    Solo chi non ha vissuto e non vive la tua stessa esperienza, oppure chi ha subito il carico del senso di colpa da parte dei genitori e quindi li frequenterebbe nonostante non se lo meritano. Aggiungi anche: chi è nella stessa condizione di tua madre e quindi vorrebbe "normalizzare" un tipo di comportamento di questo tipo.


    Ci sono persone che sono perfettamente autonome, anche performanti se vogliamo, ma comunque disturbate o nocive per sè o per gli altri.

    Di solito quelle autonome e performanti sono quelle che fanno più performance (danni) nel comportarsi in modo nocivo.


    Ad ogni modo, parlandone con psicologa che peraltro la conosce e conosce la nostra famiglia, mi è stato detto che si ravvisa un quadro di narcisismo patologico. In questa chiave di lettura io sarei il "capro espiatorio", mia sorella la "figlia d'oro". E' una spiegazione molto plausibile, ma anche la più difficile da gestire perché il narcisismo patologico è molto difficilmente approcciabile, non c'è quasi mai partecipazione del paziente. Mi è stato quindi consigliato di ridurre le occasioni di contatto, tarandole in modo da non permetterle di ferirmi.

    La psicologa ti ha dato consigli saggi e scientificamente supportati da svariati studi sui casi più disparati di narcisismo.

    Con il narcisista non si tratta e di certo non si riesce a cambiarlo.. specialmente dopo una certa età. A 80 anni quella età è passata al 200%.


    E' protettiva con mia sorella, ma in modo insano.

    Probabile che tua sorella sia "la prescelta" perché la asseconda nel suo bisogno di affettività in versione narcisistica, ovvero le sta dietro come un cagnolino e/o evita assolutamente di contraddirla su quelli che sono gli argomenti fondanti del suo disturbo. Se tu non fai la stessa cosa ..vieni punita. E' normale anche questo. Ringrazia Dio di non essere nata maschio.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • le sta dietro come un cagnolino e/o evita assolutamente di contraddirla su quelli che sono gli argomenti fondanti del suo disturbo. Se tu non fai la stessa cosa ..vieni punita. E' normale anche questo. Ringrazia Dio di non essere nata maschio.

    Loro sono identiche o quasi, stesso modo di vivere e assoluta incapacità di relazione. Tuttavia mia sorella subisce questo approccio, non lo domina; ne paga le pesanti conseguenze ed è del tutto sottomessa a mia madre, quando esprime un'opinione esprime quella di mia madre, secondo me è anche peggiorata negli anni e ha perso di vista la distinzione tra ciò che pensa davvero e ciò che le è stato inculcato. Potrei dire che la mia "vera" sorella è sepolta sotto strati di mia madre. Se fossi nata maschio, chissà...credo che sarebbe stata la stessa cosa. Credo anche di essere stata sempre vista come elemento di discontinuità, di rottura, avendo un carattere diverso, una personalità per certi versi opposta alla sua. Ancora oggi mi si rimprovera di "parlare con le persone". Se vengo vista discorrere con qualcuno se lo riferiscono tra loro e successivamente rimproverata dall'una o dall'altra. Così, per dire.

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