Il ghosting, giusto o sbagliato?

  • Io non penso sia la normalità ghostare, non dovrebbe essere cosi. Purtroppo nel mio caso, a differenza di gloriasinegloria che comunque ha espresso benissimo le sensazioni che vivo, è che io mi trovo in queste condizioni con una percentuale molto alta di relazioni. Cioè sono nelle condizioni di dover adottare un "ghosting parziale" con la maggioranza delle relazioni che ho. Io ho delle colpe, perchè sono stato troppo remissivo e disponibile a oltranza, però credo di essere stato anche molto sfortunato, è come se il mio carattere attirasse solo persone per lo più tossiche. Un altra piccola esperienza: c'erano due amici che avevo, litigano per una questione e uno manda a quel paese l'altro chiudendo il rapporto. Ebbene l'amico che è stato mandato a quel paese, mi ha assillato per mesi chiedendomi "ma perchè lo ha fatto? lo ha fatto perchè ha un parente malato? perchè ha un problema al lavoro? perchè?" volevo dirgli" ti ha mandato a quel paese e basta, non ci sono strane dietrologie, è cosi difficile accettarlo e capirlo?" Ecco molte reazioni sarebbero cosi nei miei riguardi, anzi anche peggio, anche se li mandassi a quel paese cosi chiaramente assillerebbero magari dei miei conoscenti chiedendogli "ma perchè ha fatto cosi ecc". Insomma è come se nella loro testa mi avessero configurato come una persona che sarà sempre la stessa: gentile, pacata , sempre disponibile ecc. come loro hanno configurato, e che appena contraddico questa loro configurazione vanno nel panico! Ho notato che appunto anche altri vivono tali situazioni, ma nel mio caso sono più degli altri. insomma il "ghostare" purtroppo, e questo è colpa anche mia a non essermi accorto a causa della mia ingenuità di quanto questi rapporti fossero sbilanciati a mio sfavore, è forse l'unico modo per "fuggire"

    Questa tua spiegazione è molto importante, perché va a dare il giusto peso a quello che ti sta succedendo e con argomentazioni infallibili a sostegno.


    Posto che ghostare non è il sistema giusto e non dovrebbe essere la normalità: ne hai forse "abusato" per i motivi che poi in questo scritto analizzi molto chiaramente:

    - sei troppo disponibile

    - sei troppo accomodante

    - ti preoccupi troppo di quello che pensano gli altri di te

    - hai difficoltà a far valere le tue ragioni

    - tendi ad attuare comportamenti evitativi a quelle che sono le tipiche "trattative" nel rapporto

    - le persone tendono a prendersi troppo spazio nella tua vita (in parole povere: se ne approfittano)


    Gli ultimi due punti in particolare sono un po' come l'uovo e la gallina: non si capisce chi è nato prima e "chi" causa "cosa". A livello scientifico la causa degli ultimi due sono quelli elencati appena sopra.


    Di certo una quota non indifferente della responsabilità sta nei tuoi interlocutori che non hanno la maturità di stare al loro posto.

    Dall'altra però anche tu ti rendi conto che dovresti avere più autodeterminazione per evitare di lasciare questo spazio libero ai potenziali "predatori" che ci sono all'esterno.


    Ti dirò che ti capisco benissimo perché anche io sono come te. Per indole tendevo ad aprirmi troppo e a far entrare troppo le persone nei miei spazi e poi mi ritrovavo spesso con la sensazione di essere invaso. Capitava di frequente di non riuscire a "staccarmi" da un rapporto che mi asciugava troppe risorse (spesso in cambio di niente).


    Altra faccia nera della medaglia era il mancato rispetto delle gerarchie da parte di chi si sentiva "troppo vicino" a me per considerarmi più alto in grado. Mi ritrovavo quindi a perdere autorità con le persone che dovevo dirigere, perché queste abusando della mia disponibilità si sentivano in diritto di dire e fare a modo loro, anche quando non richiesto o non consentito.


    Altra faccia marrone (si, marrone) della medaglia è (come dici anche tu) il continuo sbilanciamento a mio sfavore dei rapporti.


    Insomma: un disastro.

    Anche se mi sono limitato tantissimo nel ghosting (praticamente mai attuato) ho dovuto fare spesso uso del dichiarare i mei motivi e poi smettere di rispondere, davvero, per sempre. Sono riuscito a non bloccare alcune chat, ma le ho archiviate come silenziose ed è più o meno quasi uguale.


    Come ho fatto a risolvere o comunque a migliorare la situazione? Ho dovuto usare la razionalità e correggere il mio comportamento, perché non avevo né il dovere, né (soprattutto) la possibilità di correggere il comportamento altrui.


    Bisogna prendere atto che è nella natura umana quella di approfittarsi del prossimo in ogni spiraglio che gli si lascia a disposizione. Da sempre l'essere umano funziona così. Quelli "sbagliati" siamo noi, nel senso che siamo "troppo onesti e disponibili" e facciamo l'errore di proiettare il nostro modo di essere nelle relazioni con gli altri. E' un errore che fanno un po' tutti, ma per le persone troppo disponibili gli effetti di questa "svista" possono essere devastanti.


    Un po' alla volta bisogna quindi installare un filtro nel proprio comportamento. All'inizio nel relazionarsi con gli altri ti sentirai "cattivo", poco "te stesso" e un po' forzato. Capiterà che ti dispiacerà agire in un certo modo, ma devi considerare che ti stai adattando e che questa è la cosa più intelligente ed evolutiva che tu possa fare per migliorare te stesso.


    Devi decidere tu come, ma alcuni dei comportamenti (citati a caso e a memoria) potrebbero essere:

    • Non dire mai "Sì" a una proposta, anche se proviene da un amico. Riservati sempre lo spazio per ripensarci.
    • Quando stai facendo un favore a qualcuno chiediti sempre se l'altro farebbe la stessa cosa per te.
    • Cerca di non parlare troppo dei tuoi fatti personali con colleghi e amici.
    • Lascia che l'aiuto ti venga chiesto: non elargirlo perché sai (e ne sei più che certo) che serve e che sei uno dei pochi, se non l'unico a poterlo fare.
    • Non cercare di salvare gli altri dalle situazioni in cui si sono cacciati, solo perché sei in grado di proiettare come andrà a finire.
    • Ogni volta che ti chiedono perché una persona ha agito in quel modo, anche se sai il motivo: rimanda la risposta al diretto interessato (ovvero: chiedi a lui, io non posso parlare al posto degli altri).
    • Non rilevare misteri se non ti viene richiesto.
    • Non rispondere mai subito ai messaggi, nemmeno se vuoi e se non aspettavi altro. Prenditi sempre il tempo di non interrompere quello che stai facendo.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Cioè sono nelle condizioni di dover adottare un "ghosting parziale" con la maggioranza delle relazioni che ho. Io ho delle colpe, perchè sono stato troppo remissivo e disponibile a oltranza, però credo di essere stato anche molto sfortunato, è come se il mio carattere attirasse solo persone per lo più tossiche.

    Qualche volta me lo sono chiesta anch'io, un po' disperata, se non sia che il mio carattere attiri per lo più persone tossiche.

    Però mi soccorrono due pensierini , che spero soccorrano anche te.

    Il primo pensierino è molto centrato sul consueto "fa molto più rumore l'albero che cade rispetto all'intera foresta che cresce". Che applicato si traduce nella constatazione di quante relazioni, da persona EDUCATA e RISPETTOSA del prossimo hai, con persone come te, solo che queste sono così SERENE da non occuparti mai la mente per ragioni di fastidio più o meno pervasivo. C'è un humus comune, e in quello tutto scorre nel migliore dei modi possibili, e non crea MAI distonie e fastidi fragorosi!

    Il secondo pensierino, che probabilmente richiede un nostro <mea culpa>, più che un giudizio di "tossicità" dell'altro, è sul fatto che molto spesso (almeno nei miei casi) queste persone non hanno niente di "tossico" (qualcuno magari anche sì, ma se vai a vedere è anche raro). E' che la loro overdose di tossicità per noi...la evochiamo NOI (senza saperlo) nel momento in cui siamo gli unici della loro vita a tributargli in tutta spontaneità una "accoglienza disponibile" che non hanno mai trovato da nessun'altra parte!!! E' come se, senza saperlo e senza assolutamente volerlo, dessimo loro un qualche doping piacevolissimo, che poi loro torneranno a cercare sempre più spesso e sempre più pretenziosamente/estenuantemente (dando per scontato che il LORO piacere sia anche il nostro!).

    E quest'ultimo pensierino mi sembra particolarmente importante perchè spiega anche molto bene il "perchè" queste persone ti "giustifichino ed assolvano" SEMPRE (pure dinanzi al tuo vaffa, basta!) : puoi dire quello che ti paree anche sclerare in modo drastico, MA LORO STANNO COSI' BENE CON TE che...per loro è ovvissimo che se rispondi picche pensano SOLO che in quel momento sei molto stressato! E mica possono pensare che la causa di stress sono loro! E magari ti pressano multiplo perchè "ti vogliono aiutare a risolvere la ragione di stress" ! ( Cose REALMENTE accadutemi nel caso più gravissimo e in cui non sarebbe bastata nessuna mia sparizione e arrivai alla minaccia di querela per stalking verso questa donna, ma è qualcosa di talmente vomitevole che non racconto perchè ancora mi sconvolge con nausea).

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Bisogna prendere atto che è nella natura umana quella di approfittarsi del prossimo in ogni spiraglio che gli si lascia a disposizione. Da sempre l'essere umano funziona così. Quelli "sbagliati" siamo noi, nel senso che siamo "troppo onesti e disponibili" e facciamo l'errore di proiettare il nostro modo di essere nelle relazioni con gli altri. E' un errore che fanno un po' tutti, ma per le persone troppo disponibili gli effetti di questa "svista" possono essere devastanti.

    Esatto...ho proiettato il mio modo di essere nei rapporti con gli altri: troppo accomodante, gentile, disponibile e con la tendenza a parlare anche di fatti miei quando potevo evitare, troppo educato, con pensieri come "se rispondo male o non sono gentile gli altri penseranno male di me" e quindi ho assunto le sembianze dell'archetipo dell'amico "ideale", che gli altri credono di poter controllare,per chi è in malafede, ma ci sono molti appunto in buona fede che si sono affezionati a questa versione di me stesso e non accettano e non capiscono il cambiamento che sto vivendo e voglio fare. Come ha scritto poi gloriasinegloria nel post successivo, oltre che magari tossiche, molte relazioni che ho sono fatte appunto da persone sole che da me hanno ricevuto quella disponibilità ed accoglienza che mai hanno avuto da altri nella loro vita, e quindi abituati cosi da anni, non riescono proprio a capire il motivo del mio "cambiamento" e non voglio staccarsi: fidatevi che se tirassi un pugno in faccia a uno da cui voglio staccarmi mi direbbe "dai ti perdono perchè probabilmente sei stressato se lo hai fatto". La colpa è comunque molto mia, perchè ho permesso io che si costruissero tali dinamiche. Sebbene gli altri davvero siano troppo immaturi da capire che io ho il diritto di andarmene, senza sentirmi "minacciato" o altro. Come hai detto, sto attuando molto i comportamenti che mi hai esposto ora, il problema è che con molte di queste persone funzionano poco, perchè oramai erano troppo abituati ai miei comportamenti passivi. il mio disagio deriva dal volere fare una sorta di reset sociale: cancellare tutta la rubrica se non una percentuale molto bassa di persone davvero amiche, e poter ricominciare da capo. Insomma una cosa del tipo "cambiare città ma stavolta essendo una persona più forte, in grado di filtrare molto meglio le relazioni, e gestire quelle nuove meglio, allontanando inoltre fin da subito quelle sbagliate avendo l'esperienza di saperle riconoscere"


    Insomma sono contrario al ghosting che tra persone adulte non dovrebbe esistere, e sono conscio che questo desiderio di ghostare e resettare la mia vita sociale è anche colpa mia. Però in qualche modo devo provare a emergere da tutto ciò

  • fidatevi che se tirassi un pugno in faccia a uno da cui voglio staccarmi mi direbbe "dai ti perdono perchè probabilmente sei stressato se lo hai fatto"

    Mi permetto di rettificare : non direbbero "ti perdono" ... Drammaticamente ti direbbero un involontariamente beffardissimo "ti capisco!" . E per completare il dramma nel dramma aggiugerebbero "ti voglio aiutare, come posso aiutarti?" =O =O =O

    in qualche modo devo provare a emergere da tutto ciò

    Sì, ma si può! :thumbup:

    Abbiamo elargito tanta di quella Pazienza...che ...di averla siamo certi, e basta ricordare a noi stessi che...ogni tanto...va dedicata anche a noi stessi e alle nostre pratiche irrisolte! ;)

    Alla fine...basta rispettare se stessi ed essere MOLTO meno disponibili (pu in perfetta cortesia) alle istanze altrui.

    Non per la serie "non ce n'è più per nessuno", ma solo nel senso che quel ti somiglia e comprendi lo coltivi SECONDO I TUOI TEMPI E METODI, e quel che ti suona assurdo (già solo per tempi e metodi) lo fronteggi con altrettanto cortesi ma fermi "Non posso proprio, mi spiace". Non è neanche da escludere l'uso del molto banale e spessissimo vero "scusa, ho bisogno di stare solo, adesso". E solo un Elefante replicherebbe "ma ci sono io!". In più non li cerchi mai. E qualcosa , prima o poi, evolverà senz'altro nel senso sperato! E magari scoprirari anche quelle (poche) persone che anche se è vero che sono disperatamente sole...sono anche capaci (se non indotte in eccesso di tentazione da noi) di riconfinarsi da sole e anche in modi teneri e garbati e rispettosi. Ma il resto che così non è...prima o poi andrà per la sua strada (salvo veri ossessi).

    Ovvio che nel frattempo sarà da essere molto presenti a se stessi nell'impostare le nuove relazioni, e nel farci un preciso dovere di percepire con chi abbiamo a che fare, e quanti segni dia di poter essere una nuova zavorra. :) Ti garantisco che se ti alleni in questo...già lo capisci al volo dal tenore del secondo contatto (anche solo telefonico o WA!) .

    E lì sei ancora perfettamente in tempo a canalizzare il tutto secondo buon senso e vivibilità reciproca! :thumbup:

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Per rispondere alla domanda: può non concludersi con una sparizione se prima di sparire dichiariamo le motivazioni. Se poi dall'altra parte le capiscono o meno è relativo. Noi siamo responsabili di quello che diciamo, non di quello che capisce la controparte. Nel caso basta dichiarare prima di sparire e già non è più propriamente "ghosting".

    infatti. Ghosting significa proprio sparire senza nessuna motivazione esperita. Se prima ci si confronta e l'altro non vuol sentire allora non farsi più trovare non è più ghosting, poiché comunque una comunicazione c'è stata della propria volontà.

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