Paura del Covid e tensioni nella coppia

  • Ciao a tutti è il mio primo post. Mi sono registrata per confrontarmi e avere consigli! Sono fidanzata da quasi due anni, ma le volte in cui ho passato del tempo con lui si contano sulle dita di una mano. Il mio ragazzo è terrorizzato dal covid e peggiora sempre più, ho cercato di essere comprensiva ma questa cosa sta rovinando la nostra relazione e non so più che fare! Non mi vuole vedere perché ha paura del covid, non facciamo nulla insieme, che sia una pizza, un weekend, niente di niente, ha paura anche a camminare per strada. Se esco, vedo un amica, vado a lavoro, faccio una visita, insomma qualsiasi cosa lui pensa che mi prendo il covid e non vuole stare con me, quindi mi sta condizionando perché so che qualsiasi cosa io voglia fare significherà non vedere lui. E quando ci vediamo lo facciamo solo se mi faccio un tampone, anche se sto bene e non ho avuto rischi etc... Io l'ho sempre fatto ma mi sto stancando! Sono io che decido se reputo opportuno o meno un tampone, mi sembra assurdo... abbiamo litigato per ore perché, dopo un mio banalissimo raffreddore, e dopo che io ho fatto due tamponi a distanza di giorni per sicurezza, lui comunque ha preteso il terzo tampone perché non si fidava e aveva paura. Ho rifiutato, mi sono stancata e mi ha detto che non mi importa della sua salute e delle sue paure, che devo andargli incontro, insomma la s∙∙∙∙∙a sono io. Non ce la faccio più :( ho davvero sbagliato a rifiutare un ulteriore tampone? Mi sembra una cosa assurda e irrazionale.

  • Ailene

    Approved the thread.
  • Lui soffre di una evidente fobia e le persone con fobie che non ricevono trattamenti adeguati (lo dico da fobica) non hanno strumenti se non l'evitamento totale e applicare tutti i rituali ossessivi e irrazionali della loro fobia.


    Ciò detto, assolutamente tu non devi accettare questo ruolo che lui ti chiede e non è questione di essere buoni o cattivi, amore o non amore, tu come nessuna persona che gli voglia bene dovete farlo. Nel caso lui decidesse di cercare aiuto per questa sua paura ormai fuori controllo tu puoi solo sostenerlo e rispettare la gradualità che i percorsi di questo tipo prevedono, sapendo che ci vorrà del tempo e forza di volontà da parte di entrambi.

    Qui sorge spontanea la domanda: Ma lui attualmente come vive? Sei l'unica che rileva il problema?

  • Il primo passo sarebbe cercare di fargli capire quanto poco di razionale ci sia nel suo comportamento e quanto questo implichi malessere per lui e, indirettamente per voi come coppia.

    Ma essendo un comportamento inconscio non basterebbe: dovrebbe confrontarsi con qualcuno, ovviamente non covidfobico, che non puoi essere tu, sarebbe controproducente, dato il tuo ruolo.

    Te lo dico da multifobico: se non comincia a rendersi conto di avere un problema, la situazione non cambia, anzi si deteriora.

    Come sempre, se la ragione è alleata dell'inconscio non c'è speranza, se si perviene ad un rapporto dialettico, allora ci si lavora su.

    L'inconscio è potente, non molla facilmente.

    "Tutto in fondo è così semplice e inutile"

  • Lavora in casa e non vede nessuno, raramente i familiari con tutte le precauzioni (mascherine ecc). Anche io penso debba farsi aiutare e gliel'ho detto svariate volte, ma purtroppo lui neanche riscontra un problema. Secondo lui un tampone non costa niente, gli ho detto che li avevo già fatti e non volevo assecondare questo suo problema che dovrebbe invece cercare di risolvere, e lui mi ha fatto passare per quella che se ne frega delle sue paure. Ma io penso sia peggio alimentare questa sua fobia. Il fatto è che non se ne rende conto, secondo lui sbagliano gli altri e continuava a ripetere che è così, che dovevo fare un altro tampone e sarebbe stato più tranquillo, che lo dicono gli scienziati ecc ecc. Se uno non vuole farsi aiutare è difficile, io vorrei stargli accanto e aiutarlo ma lui non ha alcuna intenzione di risolvere la cosa. Mi ha detto: "eh vabbè sbaglierò ma è così, se non ti fai il tampone neanche mi avvicino, ho paura e tu devi venirmi incontro" e ancora: "ecco, non ti sei fatta il tampone, se succede qualcosa mi arrabbio!" (E neanche si è tolto la mascherina). A me ormai un'uscita con lui crea ansia, ormai preferisco non vederlo piuttosto che vivere tutto ciò. Non condividiamo nulla, non abbiamo mai fatto neanche un weekend fuori perché quando ci siamo conosciuti c'era già la pandemia. Lui non vuole cambiare nulla, per lui è così e sono io che non lo aiuto. Sto pensando di lasciarlo perché non voglio vivere in questo modo, lui non vuole sentire ragioni e forse sarebbe meglio chiudere e basta...

  • Anche io ho scritto qui per confrontarmi e avere un parere esterno, non per avere "ragione", ma per cercare conferma che davvero abbia un grosso problema e che non sono io la cattiva...ma neanche lui eh! Però per l'ennesima volta scarica tutto su di me.. "Potevamo coccolarci, bastava un tampone! "Non è giusto :(

  • Facendo i tamponi continuamente e assecondando le sue paure le stai alimentando. Le stesse fobie le hanno avute in molti durante la fase di transizione tra "periodo del terrore" a "periodo del menefreghismo". Ora chiunque (tranne rare eccezioni come il tuo ragazzo) non ha alcun problema a stare ammassato attaccato ad altra gente, ma all'inizio non era cosi', molti avevano qualche timore che e' poi passato col tempo, grazie anche all'allentamento delle restrizioni e la riduzione della copertura mediatica. Devi fargli fare la transizione verso la normalita'. Se lo assecondi invece lo farai restare ancora nella fase del terrore.

    Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

  • Non condividiamo nulla, non abbiamo mai fatto neanche un weekend fuori perché quando ci siamo conosciuti c'era già la pandemia. Lui non vuole cambiare nulla, per lui è così e sono io che non lo aiuto.

    Hai detto che le volte in cui vi siete visti si contano sulle dita di una mano: Volevo chiederti se era un eufemismo, oppure davvero vi siete visti un numero immagino inferiore a dieci volte nell'arco di due anni.


    Inoltre affermi di averlo conosciuto a pandemia in corso: aveva già queste paure quindi?


    Chiedo perché si potrebbe anche spostare lo sguardo da lui a te: Forse pensavi che lui potesse cambiare e in realtà non è pronto per farlo e in questi due anni c'è solo da prenderne atto. Tu puoi aiutarlo nella misura in cui lui accetta la presenza di un problema, altrimenti hai semplicemente prova che adesso non vuole fare qualcosa per questo problema o addirittura nemmeno lo vede.

  • lui ascolta gli scienziati ed è così che si deve fare...

    Capisco, questo dice tutto, però è davvero un caso al limite: se, come credo, è molto giovane e non basta fargli notare che i suoi coetanei pensano a tutto tranne che al Covid, la vedo dura.

    Comunque come ti hanno detto altri: non assecondarlo.

    Il punto è che se (se) gli passa questa fobia, poi ne verranno altre oppure se ne aggiungeranno, perdonami la brutalità, ma dato che ne hai tu stessa accennato mi permetto: ma ne vale la pena vivere mesi/anni di relazione al limite del virtuale?

    "Tutto in fondo è così semplice e inutile"

  • Facendo i tamponi continuamente e assecondando le sue paure le stai alimentando. Le stesse fobie le hanno avute in molti durante la fase di transizione tra "periodo del terrore" a "periodo del menefreghismo". Ora chiunque (tranne rare eccezioni come il tuo ragazzo) non ha alcun problema a stare ammassato attaccato ad altra gente, ma all'inizio non era cosi', molti avevano qualche timore che e' poi passato col tempo, grazie anche all'allentamento delle restrizioni e la riduzione della copertura mediatica. Devi fargli fare la transizione verso la normalita'. Se lo assecondi invece lo farai restare ancora nella fase del terrore.

    Hai ragione! Per questo mi sono rifiutata, e secondo lui era una mancanza di attenzione e premura verso di lui e la sua salute... lui non vede quasi più neanche i familiari. Semplicemente bisogna imparare a convivere col virus, c'è chi ha più paura chi meno ma quasi tutti sono tornati a vivere... con attenzione in determinati contesti ma non con questa fobia, se lui ammettesse di avere un problema e volesse farsi aiutare sarebbe già un passo avanti. Invece così come faccio, se accusa me e non riconosce neanche di avere un problema che va risolto? Come lo aiuto, come gli sto accanto, come faccio a pensare ad altro se non chiudere e riprendere almeno in mano la mia vita?! Sembrerò cattiva ma se tu non ti fai aiutare e anzi mi fai sentire una schifezza che faccio, devo vivere come te?

  • Hai detto che le volte in cui vi siete visti si contano sulle dita di una mano: Volevo chiederti se era un eufemismo, oppure davvero vi siete visti un numero immagino inferiore a dieci volte nell'arco di due anni.


    Inoltre affermi di averlo conosciuto a pandemia in corso: aveva già queste paure quindi?


    Chiedo perché si potrebbe anche spostare lo sguardo da lui a te: Forse pensavi che lui potesse cambiare e in realtà non è pronto per farlo e in questi due anni c'è solo da prenderne atto. Tu puoi aiutarlo nella misura in cui lui accetta la presenza di un problema, altrimenti hai semplicemente prova che adesso non vuole fare qualcosa per questo problema o addirittura nemmeno lo vede.

    Sì, nemmeno lo vede, se glielo dico dice "eh vabbè, ho paura ma è così e tu devi venirmi incontro, fai i tamponi perché non costa nulla". Ma poi non si limita mica al tampone. "eh, ma devi uscire per forza con quella amica? Ma se fosse asintomatica e poi contagi me?" E via così... è arrivato anche a chiedermi di spostare visite mediche. Comunque sì, ci siamo visti neanche dieci volte. Innumerevoli altre gli ho proposto qualsiasi cosa, che non era in linea con la sua ossessione. Ormai neanche gli chiedo più niente. All'inizio non era così, le prime volte ci siamo incontrati tranquillamente, la cosa è peggiorata nell'ultimo anno... Gli altri sono andati avanti, mentre lui si è chiuso sempre più, le prime volte non mi sembra neanche mi chiedesse il tampone, poi si è impanicato. Si vanta anche di non aver avuto il Covid...eh, grazie :grinning_face_with_sweat:


    Hai ragione tu. Evidentemente devo accettare che sia così... o mi sta bene o lo lascio. Ci ho provato, anzi non so come faccio a continuare a stare con lui. È che gli voglio bene davvero, ed all'inizio stavamo benissimo, quindi non riesco ad accettare che debba finire così, ma non posso neanche accettare questa vita :( se si facesse aiutare io gli starei accanto.

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