Non sarò mai un uomo

  • Non sarò mai un uomo, penso questo da tempo. Non riesco a fare le scelte per la mia vita.


    Ho sbagliato e tentato più volte, ho sbagliato ancora. Ora non so più cosa fare. È estenuante.


    Non amo il mio lavoro e non mi permette neanche di vivere. Ho più di 30 anni. Non amo dove vivo, non ho una casa. Zero amici. Ho solo un'auto. Un pugno di mosche in mano dopo anni che ho comunque cercato sempre di lavorare per guadagnare due soldi.


    Vivo dai genitori anziani, non li sopporto ma non so dove altro andare. Dovrei dormire in auto? Non ho soldi sufficienti per vivere da solo. Non riesco a trovare un altro lavoro e ho problemi mentali. Continuo a vivere così senza un senso da anni. Mi sento depresso e senza forze... Vorrei andarmene via ma non so dove né con quali soldi...

  • Che cosa devi fare per diventare un uomo? Trovare un lavoro che ti piace? Fare un figlio? Avere una famiglia tua? Comprare una casa tua? Te lo sta chiedendo uno che è rimasto a sua volta imprigionato nell'essere sempre visto come un ragazzo, a più di 40 anni, perché è così che vengo identificato. Ho in comune con te diversi aspetti, non sono stato in grado di decidere per la mia vita quand'era il momento di farlo, questo ha contribuito fortemente con la situazione attuale.

  • Siamo pieni di convenzioni sociali. Spesso si identificano le persone in base al lavoro che svolgono o al loro status sentimentale/famiglia-figli. Come dice chi ti ha risposto prima di me, nella tua testa cosa ti farebbe diventare finalmente un uomo? Invece cos'è che in questo momento ti potrebbe rendere felice o comunque più sereno (fregandotene delle varie convenzioni che ci impone la società)?

  • Ciao, ti faccio compagnia, anche se sono "donna" (cioè di genere femminile, appunto donna non mi sento) di 35 anni, purtroppo alcune problematiche psicologiche non mi permettono di spiccare il volo. Specifico problematiche psicologico-relazionale che mi hanno tenuta buona buona ad accettare un lavoro da ormai otto anni con i miei genitori che non mi dà la minima indipendenza economica. Purtroppo questo non va. Io non identifico l'essere uomo o donna con il fare una famiglia, ma proprio con l'indipendenza, dovrei trovare un nuovo lavoro ma sono sempre frenata, non dal lavoro di per sè, ma dal possibile aspetto relazionale con l'eventuale datore di lavoro, visto che mi sento sempre giudicata e ho paura pure a fare un colloquio. Scusami ho parlato un po' di me ma per dirti che ti capisco. Il lavoro è la cosa su cui dovresti puntare assolutamente. Una volta distaccato dai tuoi genitori, magari poi esce fuori anche la tua vera personalità!

  • Ciao, ti faccio compagnia, anche se sono "donna" (cioè di genere femminile, appunto donna non mi sento) di 35 anni, purtroppo alcune problematiche psicologiche non mi permettono di spiccare il volo. Specifico problematiche psicologico-relazionale che mi hanno tenuta buona buona ad accettare un lavoro da ormai otto anni con i miei genitori che non mi dà la minima indipendenza economica. Purtroppo questo non va. Io non identifico l'essere uomo o donna con il fare una famiglia, ma proprio con l'indipendenza, dovrei trovare un nuovo lavoro ma sono sempre frenata, non dal lavoro di per sè, ma dal possibile aspetto relazionale con l'eventuale datore di lavoro, visto che mi sento sempre giudicata e ho paura pure a fare un colloquio. Scusami ho parlato un po' di me ma per dirti che ti capisco. Il lavoro è la cosa su cui dovresti puntare assolutamente. Una volta distaccato dai tuoi genitori, magari poi esce fuori anche la tua vera personalità!

    Si esatto. Indipendenza che non ho. Non ho il mio spazio, mi sento un perdente. Devo spendere soldi per l'auto. Senza di quella potrei forse permettermi qualcosa di super economico, ma se vendo l'auto come mi sposto? Dove vivo i mezzi sono scarsi. L'auto è l'unica cosa che ho di mio in pratica. Dovrei trasferirmi in qualche grande città e allora lì potrei non avere bisogno dell'auto, ma comunque nelle grandi città gli affitti costano tantissimo.


    Sto pensando di acquistare una roulotte e vivere lì. Il mio lavoro poi non va bene, guadagno pochissimo e ci sono periodi in cui lavoro ancora meno del solito. Ho provato a cercare un altro lavoro ma trovo solo offerte per lavori simili. Io volevo fare altro ma non ho competenze e dovrei re iniziare da zero e non ho idea di cos'altro fare. Quindi tutto rimane molto bloccato.

  • Io ho sperimentato l'indipendenza economica e il vivere da solo per un paio d'anni. Che ne ho tratto? Un bel nulla, ero solo e disperato, penso che se fosse durata un mese di più sarei sicuramente diventato un alcolista. Una volta lo vedevo come un periodo in cui mi sentivo vivo e con una vita sociale intensa, ora lo vedo come un periodo squallido e monotono. Raggiungere la piena realizzazione è molto difficile, per esempio io perfino a Milano (e in un quartiere che più "social" non si può) con le ragazze non ho ottenuto assolutamente nulla. E me ne sono tornato a vivere dai genitori.

    Quello che ti posso dire, e che ho capito dopo anni e anni di terapie (perché alla fine il "giochino" l'ho capito) è che per stare bene non serve cercare di realizzarsi, cosa a cui potresti non arrivare mai; per stare bene occorre, più semplicemente, tirare su l'umore, e per farlo occorre cercare di vivere nella maniera più positiva possibile la vita che si ha adesso.

  • Io ho sperimentato l'indipendenza economica e il vivere da solo per un paio d'anni. Che ne ho tratto? Un bel nulla, ero solo e disperato, penso che se fosse durata un mese di più sarei sicuramente diventato un alcolista. Una volta lo vedevo come un periodo in cui mi sentivo vivo e con una vita sociale intensa, ora lo vedo come un periodo squallido e monotono. Raggiungere la piena realizzazione è molto difficile, per esempio io perfino a Milano (e in un quartiere che più "social" non si può) con le ragazze non ho ottenuto assolutamente nulla. E me ne sono tornato a vivere dai genitori.

    Quello che ti posso dire, e che ho capito dopo anni e anni di terapie (perché alla fine il "giochino" l'ho capito) è che per stare bene non serve cercare di realizzarsi, cosa a cui potresti non arrivare mai; per stare bene occorre, più semplicemente, tirare su l'umore, e per farlo occorre cercare di vivere nella maniera più positiva possibile la vita che si ha adesso.

    Mah, non sono del tutto d'accordo anche se capisco il punto di vista.


    Sì è vero puoi vivere da solo in una grande città ed essere sempre solo. Ma alla fine meglio soli che con gente che non sopporti, magari una tipa prima o poi la trovi e se non hai il posto dove portarla non ci fai nulla.


    Poi magari ti trovi bene coi genitori. Io no. Se fosse per me li vedrei solo a Natale, a Pasqua e basta. Non ho più niente da dirgli, non ci capiamo. Sono ormai anziani non possono fare più assolutamente niente per me, né io per loro :( ...

  • Se sono molto anziani, fra qualche anno potrai (e dovrai) fare molto per loro, ma spero che avvenga il più tardi possibile.

    Non dico che non devi avere più obiettivi, ma cerca di vivere in maniera più positiva (e obiettiva, non sei per strada a frugare nei rifiuti) la vita che fai. Una volta raggiunto quel tipo di pace con se stessi si può anche capire quali obiettivi sono raggiungibili e quali altri no, con la depressione è tutto impossibile.

  • Ciao, ti faccio compagnia, anche se sono "donna"

    Mi aggiungo al club. Inizio ad avere la mia età e continuo a non sentirmi una donna realizzata. Non faccio quei progetti tipici delle mie coetanee, né ho ancora raggiunto certi "traguardi".


    Vero è che vivere per sempre con la propria famiglia d'origine è controproducente se si aspira a diventare davvero autonomi. Senza alcuna cattiveria, ti fanno sentire una perenne bambina.

  • Penso da tempo di farla finita. Credo che sia l'unica soluzione a questo punto. Non sarò mai autonomo. Non potrò mai avere una ragazza o relazioni significative. Non avrò mai un lavoro decente. Vivere così non ha senso, non sono in grado di cambiare le cose.

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