Merito o fortuna?

  • in uno Stato di Diritto non si concede la possibilità di fare impresa (capitalistica) se prima non sono delineate le linee guida che poi vengono perseguite indirettamente con altri servizi tipo la formazione e l'educazione.

    Ma dunque...intanto : lo "stato di diritto" , che nomini spesso, ha come primo scopo quello di proteggere il popolo dallo strapotere "sovrano". NON il contrario, ossia di comprimere le libertà del popolo.


    Che SECONDO TE non si dovrebbe concedere "la possibilità di fare impresa (capitalistica) se prima non sono delineate le linee guida che poi vengono perseguite indirettamente con altri servizi tipo la formazione e l'educazione", è appunto una TUA idea, che non corrisponde a nessun "principio giuridico primo" dello stato di diritto.

    A parte poi che l'attività d'impresa, in Italia, è sommersa di regole e regolette su tutti i fronti e fino all'asfissìa (autorizzazioni, abilitazioni, sicurezza, lavoro, fisco, privacy, formazione, concorrenza, e chi più ne ha più ne metta!), e qualunque imprenditore rischia di diventare violentemente manesco se ti sente dire che "in Italia può fare quello che gli pare" !

    Ci sono norme ben precise ( E TROPPE!) per ogni settore produttivo, e sono anche pesantemente sanzionate. Norme che delimitano quegli illeciti che ogni giorno vengono smascherati e/o denunciati a pacchi e come tali vengono giudizialmente perseguiti.

    Certo non trovi nessuna norma che impedisca all'imprenditore di godere dei propri profitti per farcisi una scostumata vacanza o comprarci il suv al figlio o l'appartamento all'amante.

    Non c'è e non ci sarà mai ...proprio in uno stato di diritto!...perchè sarebbe appunto una intollerabile compressione di diritti individuali che non hanno nessuna ragione di essere compressi solo perchè a te danno fastidio.

    Senza contare che una norma simile sarebbe il più potente idrante sul sacro fuoco dello spirito imprenditoriale, comportante - questo sì - danni incalcolabili all'economia nazionale!

    Libero ognuno di prediligere le forme cooperativistiche, e puoi realizzarle anche in Italia e sono previste; ma non vedo per quale ragione (che sarebbe pure "etica" SECONDO TE) sarebbe addirittura "giusto" costringere tutti ad esercitare in forme cooperativistiche!

    L'operaio arguto e capace che si mette in proprio a fare in presa (tipo Del Vecchio che piace anche a te)...non lo fa mica per continuare a fare l'operaio e avere il reddito dell'operaio! Rischia in proprio, e se la sua idea funziona...non si capisce perchè non dovrebbe arrivare a comprarsi ville e palazzi, yacht, jet personali, e tutto quello che gli pare per sè e per chi gli pare a lui, come infatti ha abbondantemente fatto anche lo stimabilissimo Del Vecchio (e come fan tutti, ognuno per quel che può). E figuriamoci il SUV bianco per il figlio :D


    In Europa praticamente tutti sono meno corrotti di noi

    Questa è una certezza. Che comunque non autorizza in alcun modo a confondere piani che NON POSSONO essere confusi, pena il prenderci in giro da soli.

    A fare degli italiani i più corrotti d'Europa è la loro indole furbastra, non il fatto che vogliano produrre per se stessi e per le proprie famiglie!

    Basti dire che siamo quelli che - nella prima e strassantissima emergenza covid - siamo quelli che hanno avuto due campioni (Fontana e Pivetti, quelli del "nord trainante" che schifa l'improduttivo e corrotto sud) che...non solo hanno cercato di lucrare sull'ordine dei milioni di euro per se stessi e loro famiglie con le forniture dei presidi anticovid...ma hanno avuto anche la faccia tosta di affermare senza la minima vergogna d'averlo fatto per puro spirito patriotticooo!

    Ma come sempre io guardo alle microdimensioni, che sono più semplici da visualizzare e decodificare.

    E quanti sono gli imprenditori che agendo CORRUZIONE QUELLA VERA collocano le loro merci più inadeguate agli enti pubblici, previa congrua mazzettatura del responsabile "ufficio acquisti"? E successo persino con le protesi ortopediche e persino con le i presidii di cardiochirurgia! Accade ogni giorno per qualunque tipo di fornitura (dalle mense di aziende, scuole, asili, ospizi, ospedali) e ...grazie al "mercato libero" delle energie...accade persino in settori in cui era impensabile 20anni fa, tipo luce e gas!!!! C'è sempre un bel "gettone" per chi firma il cambio fornitura di un ente. Prova ad immaginare quali siano le conseguenze su tutti gli enti pubblici e partecipati, nonchè sulle imprese private molto strutturate, in cui l'ufficio acquisti, al pari di quello delle risorse umane, è necessariamente delegato all'interno, potendo dar luogo a tutte le forme possibili di corruzione interprivati.

    E questo accade OGNI GIORNO , e dovunque tu viva...accade in Italia nel raggio di max 5 km da dove vivi, e poi nel resto di tutta Italia, dalla Sicilia alla Lombardia!

    QUESTA è la corruzione, e questa è perfettamente normata e sanzionata. L'unico problema è venirne a capo, quando a praticarla sono più o meno tutti quelli che sono in condizione di praticarla per ruolo!

    Altro che...utilizzare i profitti LECITAMENTE guadagnati e spenderli come cavolo mi pare, foss'anche un mese a Las Vegas con l'amante o il suv al figlio!


    La soluzione definitiva è una riforma della società per mezzo della cultura e dell'educazione.

    L'idea, sulla quale io - da idealista irriducibile - sarei peraltro molto d'accordo, è oggettivamente molto maoista.

    Non sarebbe questo il problema, comunque.

    Il problema è che sia un'idea più che utopistica, e lo dico con dolore sincero, perchè non tiene in adeguato conto il "fattore umano" nella sua componente beluina e indomabile.

    Vado IPER-semplicisticamente : tu puoi dare la stessa identica formazione encomiabile a quante persone vuoi.

    Esattamente come in ogni classe scolastica di qualunque ordine e grado...otterrai che c'è chi non ci arriva neanche con l'ipnosi, chi ci arriva e segue, e poi chi ne interiorizza tutto e anche di più...solo che...a seconda dell'indole...ne deriverai un Gandhi o un Francesco d'Assici...OPPURE anche un Hitler o un Ceausescu (e mi limito ai già defunti per non creare polemiche inutili!). Con un'aggravante molto temibile : che i Ceausescu risultano statisticamente molto più frequenti dei Gandhi!


    E' proprio questione della componente beluina, che non cambi! Convinciti che non la cambi!

    Tra coloro più dotati e che arrivano ad una ECCELLENTE comprensione del "messaggio formativo" ci sarà sempre e PER NATURA quella minoranza che ne sarà commossa e si mobiliterà in prima persona per la tutela VERA dei più fragili (Gandhi) , tanto quanto ci sarà sempre quella maggioranza che ne decodifica ed utilizza SOLO il concetto che il mondo è pieno di sprovveduti e che dal "messaggio formativo" trarrà soltanto i vantaggi dell'ottimo corso gratuito che gli permetterà di sfruttare molto meglio, pro domo sua, le fragilità e le sprovvedutezze del suo prossimo (Ceausescu E... :D ...quanti ne vuoi, nella Storia, anche conteporanea!)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Altro che...utilizzare i profitti LECITAMENTE guadagnati e spenderli come cavolo mi pare, foss'anche un mese a Las Vegas con l'amante o il suv al figlio!

    Se compri il SUV al figlio con i profitti fai una cosa lecita, anche se di dubbio valore educativo.


    Il problema è quando piazzi il figlio in posizioni di potere per cui crei danno all'azienda, dipendenti compresi, figlio compreso, Stato e Stato di diritto compreso.


    Quando si parla di "merito o fortuna" non si può non tener conto della "deviazione" che certi flussi prendono per via di comportamenti familisticamente amorali.


    Stesse dinamiche che avvengono nel clientelismo tra persone che si passano lavori e favori con l'intento di alzare la posta a spese del mercato o di altri operatori economici.


    Proprio oggi ero a una Mega-Riunione di imprenditori che non conoscevo (nemmeno uno) e ho potuto constatare con mano quello che i dati dicono da diverso tempo: siamo corrotti. In un sistema come il nostro conta più l'appoggio deviato di qualche forza parassita nei confronti della società, che non l'avere le capacità di emergere.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Il problema è quando piazzi il figlio in posizioni di potere per cui crei danno all'azienda, dipendenti compresi, figlio compreso

    Se l'azienda è pubblica o comunque altrui...e come darti torto? (e ne sono convinta ab origine e senza nessun tentennamento)

    Ma se l'azienda è mia...la prima a rimetterci sono io, e il secondo è mio figlio.

    Dopodichè...se vogliamo teorizzare...arrriviamo pure al (verissimo ) effetto farfalla e al fatto che io danneggio la società anche solo se non so cucinare, perchè faccio spesa che poi traduco in cose da buttare, mentre quella spesa in mani abili avrebbe sfamato Persone...

    Tra l'altro, in confidenza vera : dico questo per averlo DOVUTO ragionare nella mia vita, e posso giurarti che non altero nulla.

    Nel mio piccolo : la mia è un'attività autonoma che PUO' dare le sue graticazioni non solo economiche, e io avrei potuto far partire mio figlio - se avesse voluto seguirla e proseguirla - da un livello di ottima tranquillità e solo incrementabile.

    Come qualunque attività... richiede delle attitudini, oltre ad una preparazione di base che è sempre più complessa.

    Nel caso di mio figlio la preparazione teorica c'era tutta, e pure a livelli invidiabili.

    Le attitudini "specifiche" , invece, mancavano TUTTE.

    In realtà lo capivo e temevo io, tanto quanto lo capiva e temeva lui.

    Ma che fai? E' cosa in cui puoi introdurlo e non lo fai? ...Assurdo, no?

    E quindi... ci proviamo!

    Sarò breve : per me cominciò un periodo (fortunatamente molto breve) in cui avevo la terribile sensazione di stare a mentire sia a mio figlio che a me stessa. Il terribile si elevava a potenza...intuendo che mio figlio vivesse la stessa sensazione di stare a mentire sia a se stesso che a me.

    Ti GIURO che non dimenticherò mai il senso di sollievo assoluto che ci comunicammo reciprocamente...la sera in cui (peraltro al telefono perchè lui era fuori sede per un corso) gli dissi la verità, e cioè che non lo vedevo adatto a questo mio lavoro e che assolutamente non avrebbe avuto senso, da parte sua, forzarsi solo "per non deludermi". Lo sentii grato e libero e mi sentii felice di sentirlo così, e anche felice di quello che consideravo uno scampato pericolo per entrambi!

    E' passato appena qualche anno e lui ha avviato un suo percorso del tutto indipendente dal mio, esattamente nel settore per cui aveva una particolare predilezione (e che si è cercato assolutissimamente da solo).

    Ma quello che ti voglio dire è che io non ci dormivo la notte quando riflettevo che il mio mestiere non sarebbe mai potuto diventare il suo, con le stesse soddisfazioni che dà a me, semplicemente perchè a lui (che ne ha altre) mancano troppe di quelle attitudini che decretano il successo nel mio mestiere, e che non si imparano in nessun master!

    Facciamo rewind : se io e/o lui avessimo voluto insistere e persistere nel progetto di suo prosieguo nella mia attività...io ti garantisco che non solo non avrebbe mai ampliato quello che ho fatto io, ma ...credimi, visto che non sto per andare in pensione...avevo serissime ragioni per temere che avrebbe rovinato anche quel che avevo fatto e faccio io!


    In sintesi, e vale per tutti : se io affido la mia azienda a mio figlio che non è adatto...i primi a rimetterci seriamente e di sicuro siamo noi!

    Cosa che certamente non accade a chi piazza il figlio, mazzettando, in aziende altrui o più spesso pubblico-partecipate!

    Poi l'ho conosciuti anch'io (anche tanti, come già detto) di imprenditori (soprattutto costruttori e grossi commercianti, nel mio caso) che effettivamente hanno lasciato ai figli le redini dei "piccoli" imperi che avevano creato, e li ho visti finire IN MISERIA per questo (sia loro che i figli, ovvio).

    Ma, almeno nella realtà in cui vivo, è un fenomeno già superato dalla storia.

    Io ti parlo di figli che sono più o meno miei coetanei e di imprenditori che erano più o meno coetanei di mio padre.

    Persone che si erano "fatte da sè" con l'unica forza della necessità che aguzza l'ingegno.

    I più studiati tra quei padri avevano la terza media, ma moltissimi anche solo la terza elementare.

    E dico che questo fenomeno è superato dalla storia...perchè questi padri, che fecero di tutto per far studiare i figli, quando avevano il figlio studiato erano TRANQUILLISSIMI dal loro punto di vista.

    Tipo "io ho cominciato da manovale in Venezuela e ho fatto i miliardi...figurati che cosa può fare mio figlio che è architetto!", oppure "io ho cominciato col carrettino al mercato degli ambulanti e ho fatto i mialiardi...figurati cosa può fare mio figlio che è laureato in economia e commercio!".

    Ma...con tanto dispiacere per loro...il sollievo è che questo atteggiamento di estrema ingenuità non esiste davvero più : oggi non c'è imprenditore che non abbia anche la sua buona cultura teorica, oltre a quella sul campo, e se il figlio non lo vede adatto...è il primo a non cedergli le redini di nulla (per il bene anxitutto del figlio) e ad EVITARE che un figlio possa rovinare se stesso e persino quanto fatto da padri e madri, per inseguire un percorso in cui il figlio non ha attitudini.


    Proprio oggi ero a una Mega-Riunione di imprenditori che non conoscevo (nemmeno uno) e ho potuto constatare con mano quello che i dati dicono da diverso tempo: siamo corrotti. In un sistema come il nostro conta più l'appoggio deviato di qualche forza parassita nei confronti della società, che non l'avere le capacità di emergere.

    Completamente d'accordo, e da sempre, su questo.

    E mi torna benissimo quando sento che il tale traffichino di spessore NULLO (e sapessi quanti!), dopo aver fatto una carriera di tutto rispetto nella tal banca o nella tale amministrazione pubblica ...guarda caso...anche se ha cinque figli (più o meno miei coetanei) ce li ha tutti piazzati in posti di altrettanto prestigio e remunerazione, di cui va pure tronfio...come se i figli avessero davvero meritato quei ruoli! <X

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Se l'azienda è pubblica o comunque altrui...e come darti torto? (e ne sono convinta ab origine e senza nessun tentennamento)

    Ma se l'azienda è mia...la prima a rimetterci sono io, e il secondo è mio figlio.

    NO.

    Perché l'azienda di tua proprietà è una persona giuridica che come tale è soggetta alle regole delle persone giuridiche.


    Nella netiquette delle persone giuridiche andrebbe inseguito il merito e la produttività, non il fatto che uno sia figlio tuo. Se usi l'azienda come un prolungamento della tua esistenza privata: commetti un illecito amministrativo, oltre che morale.


    Non lo devi fare. Non importa se è malcostume diffuso. Non si fa. Fine.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • NO.

    Perché l'azienda di tua proprietà è una persona giuridica che come tale è soggetta alle regole delle persone giuridiche.

    Ma qui non si tratta di opinioni. Si tratta di definizioni che non possiamo cambiare a nostro piacimento.

    Nel Diritto italiano la persona giuridica nasce in base a precise premesse e iter di legge, e altrimenti non è configurabile.
    Pensa che nemmeno il condominio edilizio ha personalità giuridica, e resta semplice ente di gestione di beni in comunione!

    L'idraulico che lavora DA SOLO e con UN euro crea la "termoidraulica srls" ...crea una persona giuridica (la srls) e da quel momento il patrimonio della srls è del tutto distinto da quello personale dell'idraulico (che infatti la crea nel proprio interesse, proprio per evitare che eventuali imprevisti ricadano economicamente sul suo patrimonio personale) .

    Il ristoratore Mario Rossi, che gestisce il proprio ristorante come ditta individuale, invece, anche se ha trenta dipendenti e un locale all'avanguardia...sempre ditta individuale rimane. Non crea nessunissima persona giuridica, e SUO patrimonio resta tanto la villa in cui abita, quanto le sue auto, e quanto il ristorante con tutti i suoi arredi e le sue attrezzature. Tutti ugualmente aggredibili da suoi eventuali creditori, sia personali che professionali .

    Nella netiquette delle persone giuridiche andrebbe inseguito il merito e la produttività, non il fatto che uno sia figlio tuo.

    Nell'impresa privata, soprattutto se di piccole dimensioni, non c'è neanche bisogno di invocare superiori principi etici : come ho cercato di dimostrarti anche con il mio esempio personale...non ci può essere nessuno che collochi CONSAPEVOLMENTE al posto sbagliato, perchè ci rimetteresti per primo tu imprenditore!

    Come già detto sopra : questo "consegnare le chiavi della sala di comando" al figlio inadatto è un fenomeno anche molto datato : avveniva nella più perfetta buona fede quando il padre con la terza elementare aveva creato un commercio da milionario e dava per ovvio che il figlio ragioniere o addirittura laureato in economia e commercio ne sapesse tanto di più di lui. Ma non accade neanche più, perchè oggi non trovi imprenditore di successo che non abbia cultura sufficiente a capire quando il figlio è dotato per la propria attività e quando, invece, no. E ripeto che - con queste premesse - la salvaguardia di tutti avviene di fatto e non potrebbe essere diversamente : quale motivo ci può essere per "consegnare le chiavi" quando realizzi che tuo figlio, malgrado i migliori studi, non è portato o è proprio negato per quella attività, e quindi vivrebbe da infelice lui e porterebbe allo sfascio l'azienda?

    E infatti...mai come oggi c'è una quantità enorme di figli che assolutamente NON proseguono le attività genitoriali, anche quando molto redditizie, e cercano vie proprie su settori complestissimamente diversi!

    Se usi l'azienda come un prolungamento della tua esistenza privata: commetti un illecito amministrativo, oltre che morale.

    Un illecito è tale se è sancito da una norma.

    Se l'impresa è in forma individuale...proprio PER LEGGE...non esiste alcuna differenza tra patrimonio personale e patrimonio aziendale. Tant'è che un fornitore che vanti crediti insoluti per ragioni professionali...può benissimo pignorami la casa in cui vivo o l'auto o la qualunque di mia personale proprietà.

    Se l'impresa è in forma societaria è altrettanto PER LEGGE che beni e utili societari vadano gestiti secondo i tempi e metodi scanditi dalla Legge e dagli atti statutari. E quando questi non dovessero essere rispettati...si incappa in sicuri illeciti CIVILI e non di rado PENALI.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Io ci rinuncio. Tanto chi doveva capire ha capito.


    Di certo c'è che la mentalità di "a casa mia faccio quello che voglio" e il relativo "familismo amorale" hanno disgregato il tessuto economico del Paese.. e ora ne paghiamo le conseguenze.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Di certo c'è che la mentalità di "a casa mia faccio quello che voglio" e il relativo "familismo amorale" hanno disgregato il tessuto economico del Paese.. e ora ne paghiamo le conseguenze.

    "A casa mia faccio quello che voglio" è qualcosa di assolutamente legittimo, fino a quando viene esercitato nel rispetto dei diritti altrui.

    E lasciamelo dire da persona che, per mestiere, rischia quotidianamente di perderci la pazienza: io mi ritrovo molto spesso a dover combattere con soggetti che (non avendo nient'altro da fare che spiare il prossimo alla finestra) sono capaci di chiamarmi allarmatissimi per lamentare scandalizzati che la tizia (prostituta o trans) esercita la "professione" in casa propria, sebbene questo sia fatto nella massima discrezione e senza alcuno sfruttamento da parte di nessuno. Praticamente...anzichè vergognarsi LORO di fare "spionaggio" e delazione...si sentono così superiori da sentirsi "lesi nell'onorabilità" dal fatto che al piano di sotto ci sia la mercenaria che magari riceve tre clienti al giorno...


    Quanto al "familismo amorale" : nessuno nega che esista e che sia una autentica piaga sociale (è sempre esistito, comunque).

    Ma il punto su cui insisto è che non va e non può essere confuso con il molto diverso senso della famiglia.

    Sopra ci siamo fossilizzati sull'esempio del figlio inadatto assunto nell'azienda di famiglia (che dal mio punto di vista danneggia soltanto quel figlio e i suoi genitori e la loro azienda).

    Ma prendila un punto prima : genitore molto ricco, che dota il figlio di super-studi , super-auto, super-dimora, super-arredamenti, super-vacanze, e poi CREA al figlio l'attività che il figlio vuole, e poi gli lascerà tutta la sua eredità.

    Ma di quale razza di "amoralità" sarebbe tacciabile quel genitore?

    E cosa avrebbe dovuto fare, secondo te, per essere "etico" ?

    Forse profondere le sue sostanze... per me o per te o per chi diciamo noi ?

    In qualunque famiglia sana...i figli sono Figli! E' naturalissimo e sanissimo che ci si adoperi per farli stare il meglio possibile! Ed entrerebbe di diritto in area psichiatrica chi facesse il contrario!

    L'etica - MA SEMPRE NELL'ESCLUSIVO INTERESSE DEL FIGLIO - può certamente dettare di non farlo vivere in atmosfera modificata e tenendolo in culla anche quando ha 40 anni, certo. E invece spronarlo a misurarsi con la vita concreta, certo! Ma anche questo è nel familistico e NON AFFATTO amorale interesse DEL PROPRIO FIGLIO, come trovo sacrosantissimo che sia.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • "A casa mia faccio quello che voglio" è qualcosa di assolutamente legittimo, fino a quando viene esercitato nel rispetto dei diritti altrui.

    In uno Stato di Diritto a casa tua fai quello che ti è concesso.


    Che rispetto dei diritti altrui c'è nell'assumere sottopagandolo e sfruttandolo il figlio del vicino di casa?

    L'azienda in cui questo avviene è considerata "casa propria" dal padrone, ma in quella "casa" non si rispettano i diritti altrui.


    Fa ridere poi il pensare che anche il padre del figlio sfruttato del vicino poi possa aprire un'azienda e assumere la cugina dell'altro.. sottopagandola. In questo caso si configura al 100% un danno alla comunità tutta, poiché i due lavoratori sottopagati non possono che fare indirettamente del male all'economia del Paese; la stessa economia in cui operano entrambe le aziende.


    Ma prendila un punto prima : genitore molto ricco, che dota il figlio di super-studi , super-auto, super-dimora, super-arredamenti, super-vacanze, e poi CREA al figlio l'attività che il figlio vuole, e poi gli lascerà tutta la sua eredità.

    Ma di quale razza di "amoralità" sarebbe tacciabile quel genitore?

    Nessuna, se lo fa a spese SUE, del SUO lavoro e non a spese dei propri collaboratori e della società tutta.

    Se invece per ingrassare il pargolo sottopaga i dipendenti, li assume per 4 ore al giorno e gliene fa fare 12, li assume tramite cooperativa per poter dichiarare bancarotta al primo controllo e non pagare i contributi (come normalmente accade nella logistica), etc. etc. Allora è un familista amorale.


    Ognuno è libero di diseducare i propri figli come crede, basta che non lo faccia indirettamente a spese altrui.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • TUTTO assolutamente pacifico e condiviso!

    Ma si tratta SEMPLICEMENTE di non fare "di tutt'erbe un fascio" .

    Il calciatore o il cantante di successo non hanno niente di "amorale" per il fatto di trovarsi ad operare in tipi di mercato la cui redditività, almeno sulle prime, sconvolge felicemente anche loro stessi!

    E continuano a non avere proprio niente di amorale quando per i loro figli spendono (come gli pare) quel che hanno guadagnato! SONO I FIGLI!

    Diventano completamente "amorali" quando fregano milioni al fisco, o quando cercano di far ereditare la posizione ai figli che non hanno affatto il loro talento...

    E così è per tutti.

    Se poi c'è quello (come sicuramente c'è) che il lavoro e il tempo e la vita degli altri vale niente...questo...intanto vorrei ricordare che esiste anche, e di più, tra i "tutt'altro che ricchi", ma non mi sembra una ragione per PRESUMERE che chi è ricco e cerchi di dare ai propri figli il meglio che può...sia solo per questo un "familista amorale"!

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

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