Come affrontate i momenti peggiori della depressione e piccoli aiuti

  • Ieri notte non riuscivo a dormire, i pensieri andavano a mille ed erano molto dolorosi, stavo malissimo, non sapevo se alzarmi o stare nel letto (erano già le 4 del mattino), leggevo qualcosa sul cellulare per tentare di distrarmi poi lo posavo e ricominciavano i pensieri. Ad un certo punto in preda a questo stato di agitazione ho aperto un app di un giochino stupido, di quelli che richiedono più riflessi pronti che non ragionamento. Ebbene ho notato che mentre giocavo sebbene stavo continuanto a pensare a quelle stesse cose che mi facevano male non provano più agitazione o sofferenza. Era come se il pensiero ci fosse ma come privo di emozioni, come se fosse in background. Mi sono calmata in questo modo.


    L'anno scorso durante una fase di disperazione profonda con costanti pensieri di suicidio ricordo che un giorno vennero a farci visita dei parenti. Durante la visita il mio pensiero era allucinato come al solito anche se cercavo di darmi un minimo di contegno, finché questo mio parente ci invita ad andare a vedere i suoi cani in campagna. Ricordo che quell'uscita e quel contatto con la natura mi diede immediato sollievo. Poi però nei giorni seguenti la mia situazione tornò velocemente come prima per via dell'insonnia (dovuta a cause esterne, materasso e rumori del traffico). Ma ancora ricordo quelle sensazioni piacevoli di calma nella natura contrapposte al caos che fino a pochi minuti prima c'era nella mia testa.


    Voi avete piccoli rimedi per affrontare i momenti peggiori?

  • Io faccio i cruciverba, anche se ovviamente non cancellano in toto il rimuginio e il vortice emotivo (prova! http://www.cruciverbaonline.it/). Altre volte cammino su e giù cercando di praticare la mindfulness (cioè concentrandomi sul mio respiro o sui miei passi) ma su una mente iper-pensante è davvero faticoso.

    Se la situazione è grave assumo uno xanax, che mette a tacere il turbine mentale; ma lo faccio saltuariamente perché altrimenti non ha più effetto.

    Ho anche un parco naturale qui vicino, ma non è facile prendere l'iniziativa. Le passeggiate in mezzo alla natura aiutano un pochino anche me. Ma quando vedo della spazzatura in giro o penso agli spacciatori che magari usano il parco per il loro *lavoro* la magia si attenua.

    There is no dark side of the moon, really. Matter of facts it's all dark.

  • Mi sono trasferita in campagna ormai da 15 anni, dopo aver vissuto e lavorato nel pieno centro di Milano, e non tornerei più indietro nemmeno se mi pagassero. Quando mi capita di andare a trovare mia mamma che è rimasta là mi sento quasi male, non sopporto più il traffico, il caos, il movimento e i rumori. Ho proprio bisogno di silenzio e calma. Mi faccio delle lunghe camminate in mezzo ai campi, guardandomi intorno e apprezzando i suoni della natura. Anche se sono stanca, come oggi, questa uscita ha comunque il potere di calmarmi la mente. Almeno un po'.

  • Nel mio caso in quei momenti me ne sto a casa (al momento lavorativamente parlando lo posso fare) e vado giù a maratona di film, molto spesso mi metto anche in cucina a fare dolci. Il silenzio? Non sono mai stata una grande estimatrice, anche quando dovevo studiare ricordo era una cosa che mi infastidiva, quindi studiavo con le cuffiette alle orecchie. La mia musica preferita molto spesso mi salva la vita!

  • Mi sono trasferita in campagna ormai da 15 anni

    .......................

    Ho proprio bisogno di silenzio e calma. Mi faccio delle lunghe camminate in mezzo ai campi, guardandomi intorno e apprezzando i suoni della natura. Anche se sono stanca, come oggi, questa uscita ha comunque il potere di calmarmi la mente. Almeno un po'.

    Molto simili le mie risorse e scelte, solo che essendo abbastanza pigra e avendo autentica fobia dei cani randagi (e anche di eventuali umanoidi fuori di brocca) non potrei mai fare lunghe camminate in mezzo ai campi (per la verità mi sale l'ansia anche in auto se devo percorrere strade tra campagne o boschi, e pure se sono in compagnia :( ).

    Ma uno degli <scacciapensieri> più efficaci e rapidi è uscirmene in balcone (anche di notte, anche d'inverno) e stare a godermi i profumi del verde, la quiete intorno, e poi il cielo... che sia stellato o gremito di nuvole. :)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Ieri notte non riuscivo a dormire, i pensieri andavano a mille ed erano molto dolorosi, stavo malissimo, non sapevo se alzarmi o stare nel letto (erano già le 4 del mattino), leggevo qualcosa sul cellulare per tentare di distrarmi poi lo posavo e ricominciavano i pensieri. Ad un certo punto in preda a questo stato di agitazione ho aperto un app di un giochino stupido, di quelli che richiedono più riflessi pronti che non ragionamento. Ebbene ho notato che mentre giocavo sebbene stavo continuanto a pensare a quelle stesse cose che mi facevano male non provano più agitazione o sofferenza. Era come se il pensiero ci fosse ma come privo di emozioni, come se fosse in background. Mi sono calmata in questo modo.


    L'anno scorso durante una fase di disperazione profonda con costanti pensieri di suicidio ricordo che un giorno vennero a farci visita dei parenti. Durante la visita il mio pensiero era allucinato come al solito anche se cercavo di darmi un minimo di contegno, finché questo mio parente ci invita ad andare a vedere i suoi cani in campagna. Ricordo che quell'uscita e quel contatto con la natura mi diede immediato sollievo. Poi però nei giorni seguenti la mia situazione tornò velocemente come prima per via dell'insonnia (dovuta a cause esterne, materasso e rumori del traffico). Ma ancora ricordo quelle sensazioni piacevoli di calma nella natura contrapposte al caos che fino a pochi minuti prima c'era nella mia testa.


    Voi avete piccoli rimedi per affrontare i momenti peggiori?

    Ciao, ho trascorso mesi con costanti pensieri di suicidio, quando i pensieri fanno male, quando pesano, quando anche solo il pensiero che hai fatto quei tipi pensieri di suicidio ti fa stare ancora più male, e soffri ancora di più perchè ti senti in colpa. Come ti ha suggerito sopra l'utente Chamuel la meditazione insieme al lavoro con la mia terapeuta mi hanno aiutato tantissimo. La meditazione intesa come lasciare andare i pensieri, mi ripetevo spesso io non sono i miei pensieri, ringraziavo la mia mente per aver formulato quei pensieri, con atteggiamento di compassione e amorevolezza (Terapia ACT se vuoi informarti), e cercavo di lasciarli andare. Ogni minuto, ogni secondo che la mia mente mi riproponeva con forza e veemenza quei pensieri brutti, angoscianti e pesanti io ripetevo a me stesso Io non sono i miei pensieri, e ritornavo a concentrarmi sul lavoro, o studio o facendo attenzione al momento presente al qui ed ora. La meditazione è l'allenamento per la tua mente, ti aiuta giorno dopo giorno a imparare a lasciare andare tutti i pensieri ai quali ci agganciamo e che ci fanno male ma allo stesso tempo anche a quelli che ci fanno bene. Lunghe passeggiate nella natura, aiutano tantissimo sia il corpo che la mente a ristabilire l'equilibrio. Ricorda, io non sono i miei pensieri, distaccati da ciò che la tua mente elabora continuamente come se fosse iu disco rotto. Sii paziente e giorno dopo giorno inizierai a elaborare meno pensieri "brutti" e ritrovare serenità. Creiamo 60000 pensieri al giorno, ma noi ci attacchiamo sol a quelli che ci fanno paura, creano ansia e cosi facendo gli diamo più importanza e il circolo si riattiva. Spero di esserti stato d'aiuto, se vuoi altri suggerimenti scrivi pure.

  • Mi ricollego al commento precedente sulla terapia ACT e consiglio di leggere il libro "La trappola della felicità" di Russ Harris. Lo sto leggendo e mi ha già aiutato molto, spiega bene i meccanismi di pensiero e come "sganciarsi" dai pensieri negativi, praticando la mindfulness. Ci sono molti esercizi pratici da provare, lo consiglio vivamente.

    Don't you see the starlight? Don't you dream impossible things? :glowing_star:

  • Mi ricollego al commento precedente sulla terapia ACT e consiglio di leggere il libro "La trappola della felicità" di Russ Harris. Lo sto leggendo e mi ha già aiutato molto, spiega bene i meccanismi di pensiero e come "sganciarsi" dai pensieri negativi, praticando la mindfulness. Ci sono molti esercizi pratici da provare, lo consiglio vivamente.

    Esatto, io l'ho letto e lo rileggo quando serve. La mia terapeuta utilizzava proprio l'ACT e quindi me lo ha consigliato lei per approfondire il lavoro fatto in terapia insieme a La mente liberata di Steven Hayes, ideatore dell'ACT.

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