Non poter avere figli

  • Oggi è la festa della mamma.

    Penso a quelle donne che non possono avere figli e oggi più che mai forse soffriranno bombardate da messaggi "mammocentrici".

    Negli ultimi anni i social stanno mandando messaggi molto forti in questa direzione, nonostante si parli di empowerment femminile la verità è che Va di nuovo di moda la famiglia del mulino bianco, la donna che riesce a conciliare il lavoro pur circondata dai pargoli. Le influencer sfornano figli quasi più per lavoro che per scelta.


    Mi ha fatto ridere quello che ho letto su una nota influencer che pare abbia preso una "tata del sonno" insomma una che si alza di notte al posto suo. Roba da pazzi.

    Nel feed però solo vita patinata.


    Io non ho figli, non so se ne avrò mai, non ho mai sentito questo bisogno forse perchè non ho un partner quindi la vedo come una cosa molto lontana dal mio essere.

    Li vorrei? Se ci penso non riesco a darmi una risposta.


    La mia è un'età critica e ho due care amiche che si sono "accontentate", secondo me, del loro uomo solo per mettere su famiglia.

    Conosco però anche coppie storiche che non riescono a concepire. C'è chi ha provato anche strade come la fivet o l'Icsi. Chi invece ha accettato la scelta della natura.

    Coppie solide, contrapposte a coppie che sono scoppiate per questo motivo.


    A livello psicologico per una donna che vuole procreare deve avere un impatto fortissimo ed onestamente non giudico la scelta di mollare il marito per cercare un uomo biologicamente compatibile, ma d'altra parte provo tristezza perchè dimostra che l'egoismo personale è ben più forte dell'amore.


    Mi piacerebbe leggere le vostre riflessioni :)

    <3 <3 <3

    *sara swarovsky*

  • A livello psicologico per una donna che vuole procreare deve avere un impatto fortissimo ed onestamente non giudico la scelta di mollare il marito per cercare un uomo biologicamente compatibile, ma d'altra parte provo tristezza perchè dimostra che l'egoismo personale è ben più forte dell'amore.

    Scusa ma io non ho capito questo passaggio. ?(

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • La mia è un'età critica e ho due care amiche che si sono "accontentate", secondo me, del loro uomo solo per mettere su famiglia.

    So che sto dicendo una cosa politicamente scorretta, ma io non ci vedo nulla di male, basta non prendersi in giro all'interno della coppa. Del resto, l'amore per un figlio ha molte più probabilità di essere eterno rispetto a quello per un partner.

    Poi, secondo me, questo è davvero un tema sul quale giudicare il meno possibile: è giusto che ogni coppia faccia le scelte che ritiene opportune, senza troppe pressioni esterne. Ora, ad esempio, mi sembra molto meno stigmatizzata la scelta di non averne, e mi sembra giusto così.

  • È argomento di cui si parla poco o niente, soprattutto i diretti interessati raramente ne parlano apertamente.


    La scelta di un partner solo per procreazione, intesa come scelta consapevole, mi sembra abbastanza rara e in futuro lo sarà sempre meno.


    La scelta inconsapevole è insita nella natura umana. Ma anche di questo non si parla molto.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • A livello psicologico per una donna che vuole procreare deve avere un impatto fortissimo ed onestamente non giudico la scelta di mollare il marito per cercare un uomo biologicamente compatibile, ma d'altra parte provo tristezza perchè dimostra che l'egoismo personale è ben più forte dell'amore.

    Inaspettatamente lo fanno ancora più spesso gli uomini (di mollare la partner non fertile). Come dice La Marina : è un argomento politicamente scorretto, però è anche vero che non possiamo ignorare la realtà.


    Fino al secolo scorso anche nella nostra cultura era considerato normale interrompere un rapporto per problemi di fertilità del/la partner. Nella legge del Vaticano (che regola i matrimoni religiosi) è ancora così. Lo è nella stragrande maggioranza delle religioni e delle Leggi laiche umane di svariate culture. E' una cosa compresa anche nelle regole non scritte di quasi tutte le culture del mondo.

    Addirittura in molte Leggi umane di varie nazioni del mondo: mentire sul proprio status di fertilità annulla il contratto di matrimonio.


    Nel paradigma del rispetto dell'individuo è indispensabile che non vi sia una invasione o limitazione di libertà, fin tanto che questa non nuoce al prossimo. Secondo alcune visioni giuridiche della faccenda: la propria infertilità (ove nascosta) lede la libertà di procreare del prossimo.


    Procreare è un treno che non passa così tante volte nella complessa struttura della vita umana (a meno che non capiti per errore/caso).


    Poi ovviamente ci sono anche le persone che figli non ne vogliono e il problema diventa un vantaggio.


    Anche l'accontentarsi di un partner pur di metter su famiglia è un comportamento tanto pietoso ed eticamente scorretto, quanto perfettamente incluso nelle dinamiche naturali e nel comportamento evoluzionista. Si tenta di procreare col potenziale partner migliore, ma questo non ci ritiene all'altezza e/o ci abbandona per un partner migliore, quindi si ripiega su qualcosa di più consono alle proprie possibilità. In realtà non si stanno accontentando: è probabile che abbiano avuto quel che meritavano, non un centesimo di più.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Io credo che sia una questione profondamente personale e difficilmente si può giudicare dall'esterno, ma provo a fare qualche considerazione.

    Intanto, è davvero doloroso per entrambi i partner desiderare dei figli e non riuscire a concepirli. Entrambi ci si sente impotenti, e anche in colpa verso l'altro. Tuttavia credo anche che fortunatamente siano davvero pochi i casi non gestibili clinicamente; moltissimi casi di infertilità sono curabili anche se attraverso percorsi non semplici.

    Indubbiamente avere un figlio è un'esperienza del tutto straordinaria che cambia completamente il percorso di una vita, eventualmente nel bene o nel male, e se lo si desidera è qualcosa a mio parere di troppo, troppo importante per rinunciare, anche se probabilmente non ritengo possibile si lasci una persona che si ama col cuore per riprodursi con altri. Probabilmente in casi estremi si ricorre all'adozione.

  • Tuttavia credo anche che fortunatamente siano davvero pochi i casi non gestibili clinicamente; moltissimi casi di infertilità sono curabili anche se attraverso percorsi non semplici.

    Concordo, la maggior parte ce la fa anche se a costo di non pochi sacrifici.


    Comunque io credo che sui figli la libertà che donne e uomini hanno acquisito nel tempo sia un po' un arma a doppio taglio.


    Prima le domande erano meno, sapevi che ti saresti sposato in età abbastanza giovane e con l'aiuto di Dio, fato, universo, avresti anche procreato. Se i figli non arrivavano dispiaceva ma il matrimonio non veniva messo in discussione, erano coppie senza figli e certo non divorziavano (manco esisteva il divorzio). Proprio perché niente si poteva fare si continuava a vivere e poi i figli spesso arrivavano dopo anni e anni di matrimonio.

    Adesso dopo un anno di tentativi c'è il panico e iniziano a rovesciarti come un calzino anche se sei giovane. E ciò comporta stress.

    Nella nostra società abbiamo molta più libertà: procreare sì o no e eventualmente a che età, sposarsi sì o no, lasciarsi/ripigliarsi/farsi fecondare da terzi, ricorrere alla medicina o aspettare. Poi le donne rimandano, poi vogliono un figlio a 50 anni (non è un giudizio sia chiaro, io sono assolutamente favorevole alle gravidanze tardive se consapevoli e desiderate)

    Gli uomini dal canto loro ci pensano e ripensano milioni di volte. Insomma alla fine per quanto la libertà sia un indubbio vantaggio per ciò che concerne coppia e procreazione c'è il rovescio della medaglia : molte strade, maggiori dubbi, tanta indecisione, più stress.

  • A livello psicologico per una donna che vuole procreare deve avere un impatto fortissimo ed onestamente non giudico la scelta di mollare il marito per cercare un uomo biologicamente compatibile, ma d'altra parte provo tristezza perchè dimostra che l'egoismo personale è ben più forte dell'amore.

    Trovo che sia un argomento così "sensibile" che non mi esprimerei neanche se ne avessi un'idea nitida, che comunque non ho.

    Mi ha molto colpita, invece, la riflessione sull'egoismo Versus amore.

    Ma solo nel senso che (per me) se vogliamo leggere le relazioni umane in chiave di egoismo...quella che più frequentemente si presta è proprio nel cosiddetto "amore" di coppia.

    Possibile che io parli da persona ferita, ma...mio marito mi "amava" così tanto-tantissimo che la mia coppia è scoppiata per l'arrivo di nostro figlio! :S Il figlio, per lui, era l'intruso che gli sottraeva le attenzioni dell'amata amatissima! :D

    E questo sarebbe amore?

    (Ti assicuro che prima dell'attesa di nostro figlio era (sembrava) un amore e matrimonio da favola!) .

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

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