Farmaci o no? Ansia fortissima

  • Io ho avuto lo stesso problema quando ho dismesso il Cipralex. Ci ho messo quasi un anno a disintossicarmi, stavo malissimo, ho dovuto addirittura riprenderlo per un certo periodo e riscalarlo di nuovo.

    Ah, mi spiace... no, io per fortuna sono stata male "solo" un mese e mezzo, non so se per il tempo di assunzione che non era moltissimo (sei mesi) o il dosaggio basso (prendevo una pastiglia, però sinceramente non conosco i vari dosaggi dello zoloft). Comunque sono dovuta stare chiusa in casa, non potendo far altro che fare la spola tra il letto e il divano, è stato veramente frustrante.


    Anche a me venne consigliato - dal mio medico di base perché ovviamente col cavolo che ricontattavo quella psichiatra incapace - di riprenderlo e riscalarlo, ma ero così infuriata per i danni che mi aveva causato che ho solo sperato di disintossicarmi e non ne ho voluto sapere. Ho resistito.


    Premetto che, prima di questa esperienza, non avevo nessun pregiudizio, infatti ho accettato di buon grado di prendere lo Zoloft pensando di essermi affidata ad una professionista. Ma poi, quando sulla mia pelle ho vissuto quelli che sono stati effetti collaterali invalidanti, e non certamente passeggeri come qualcuno sostiene che debbano essere, ho potuto trarre le mie conclusioni.


    Quindi anche nel mio caso, mai più.


    Ho lo xanax sul comodino sigillato da mesi, perché l'avevo ricomprato avendo fatto scadere la confezione precedente, aperta e mai usata da anni. Per me è una tranquillità averlo lì, ma non lo prendo. Però se considererò di averne bisogno, lo prenderò senza problemi, visto che so che non mi causa effetti collaterali.


    Per questo ripeto, i miei non sono pregiudizi, ma convinzioni maturate dalla mia personale esperienza.

  • L'ho preso per 5 anni, una pastiglia al giorno, non ricordo il dosaggio. So che comunque non ho avuto grandi miglioramenti sull'umore, ho continuato a soffrire di insonnia e non stavo bene. Ad un certo punto mi è scattato qualcosa e ho detto basta, tanto star male per star male....ho avuto nausea, senso di scossa nella testa, tachicardia...un delirio. Poi mi sono sentita meglio, sicuramente più lucida. Forse era la molecola sbagliata, chi lo sa...comunque non ho più voluto prendere niente.

  • L'ho preso per 5 anni, una pastiglia al giorno, non ricordo il dosaggio. So che comunque non ho avuto grandi miglioramenti sull'umore, ho continuato a soffrire di insonnia e non stavo bene. Ad un certo punto mi è scattato qualcosa e ho detto basta, tanto star male per star male....ho avuto nausea, senso di scossa nella testa, tachicardia..un delirio. Poi mi sono sentita meglio, sicuramente più lucida. Forse era la molecola sbagliata, chi lo sa...comunque non ho più voluto prendere niente.

    Sì anche per me è stato così! Solo problemi e nessun beneficio! Anche io penso che probabilmente non era la molecola adatta a me, ma mi spaventa l'approccio medico, di come per trovare la molecola adatta si vada per tentativi, perché questo vuol dire andare a fortuna e non lo ritengo professionale. Anche perché parliamo di farmaci che hanno effetti collaterali frequenti e comuni a più persone, non farmaci che una tantum possono dare problemi. Quindi chiaramente dopo quello che ho passato non ero più disposta a provare altro, rischiando sulla mia pelle altre problematiche, perché almeno nel mio caso non è che parliamo di sintomi lievi e sopportabili, ma fortemente invalidanti.


    Secondo me una persona che si appresta a prendere un antidepressivo deve essere consapevole che possono succedere questi risvolti, così da poter decidere avendo tutti gli elementi, perché non credo proprio che lo psichiatra lo faccia presente nel momento della prescrizione, e il paziente si trova a dover affrontare delle soprese poco piacevoli.

  • Secondo me i farmaci antidepressivi non sono proprio paragonabili a droghe, tant'è che non ho mai sentito di gente impiegarli durante party e festini vari, perché non danno alcun effetto di euforia né trip allucinogeni. Non sono mica ketamina, oppio o lisergide. Paragonare i malati psichiatrici a dei drogati, come leggo e sento spesso, a me fa accapponare la pelle vi giuro. È una comparazione tristissima, fa davvero male e, se non si trova aberrante questa cosa, non saprei davvero cosa possa essere considerato tale per certe persone. Mi sembra una mancanza di rispetto mastodontica, chiedo scusa io al posto loro a tutti voi che soffrite di schizofrenia, psicosi, disturbo bipolare etc, per le parole che riceverete sputate addosso o che dovrete leggere col capo chino e le lacrime a rigare il volto. Sì, chiedo scusa io, perché chi giudica non capirà mai quanto possano ferire certe affermazioni. Scusateci. Scusateci davvero. Non capiamo e siamo noi a fare schifo. Drogati di egocentrismo, cattiveria e disempatia.

  • Io ho avuto lo stesso problema quando ho dismesso il Cipralex. Ci ho messo quasi un anno a disintossicarmi, stavo malissimo, ho dovuto addirittura riprenderlo per un certo periodo e riscalarlo di nuovo. Mai più. Adesso prendo giusto 5 gocce di En la sera,la copertina di Linus, perché comunque non mi fanno niente...

    Anch'io sto così, sono andata a parlare con la psichiatra per la paura che avevo di fare il vaccino e mi ha segnato 3 gocce la mattina, 3 dopo pranzo e 5 sera di lorazepam dorm.

    Poi la psichiatra mi aveva parlato di tutta una serie di farmaci, se non riuscivo a tranquillizzarmi, che solo a nominarli mi vengono i brividi, ma ero agitatissima per il vaccino. Ciligina sulla torta, dopo 5 giorni dalla seconda dose ho preso il covid. Ero completamente fuori di testa, ho avuto tanta e troppa paura che chiamavo il cardiologo anche quando a riposo avevo 57 bpm. Adesso all'occorenza prendo 2 gocce se devo affrontare una situazione difficile e 4 gocce prima di andare a dormire.

    Io per adesso se posso evitare antidepressivi evito.

    Avevo parlato con uno psichiatra omeopata che mi aveva segnato i fiori di bach e il biancospino per le tachicardie, ma non ho preso neanche quelli.

    Il percoso psicologico che seguo come ho già detto è cognitivo comportamentale, non mi trovo male ma mi pento di non aver fatto quello breve e strategico.

  • Secondo me i farmaci antidepressivi non sono proprio paragonabili a droghe, tant'è che non ho mai sentito di gente impiegarli durante party e festini vari, perché non danno alcun effetto di euforia né trip allucinogeni.

    Evidentemente non sai il significato della parola "droga".


    Ti rimando alla Treccani, ma per tua comodità ti copio il pezzo che forse può aiutarti a non travisare gli scritti altrui una prossima volta:


    Nel linguaggio corrente, qualsiasi sostanza capace di modificare temporaneamente lo stato di coscienza o comunque lo stato psichico dell’individuo (stupefacenti, allucinogeni, barbiturici, psicostimolanti).


    psicostimolante

    agg. e s. m. [comp. di psico- e stimolante]. – Psicofarmaco (per esempio., l’anfetamina e la cocaina) che può agire esaltando il tono dell’umore e della cenestesi e talora l’attività creativa, oppure aumentando l’aggressività e inducendo, o favorendo, lo sviluppo di stati allucinatorî e paranoidei.


    psicofàrmaco s. m. [comp. di psico- e farmaco] (pl. -ci). – In medicina e farmacologia, qualsiasi farmaco capace di influenzare l’attività psichica, normale e patologica, lo stesso che farmaco psicotropo.


  • L'ansia bisogna capire se ha cause organiche oppure psicologiche, la maggior parte delle volte sono psicologiche e il miglior farmaco è l'auto-osservazione per comprendere cosa è che la innesca. Solitamente c'è sempre un desiderio che lotta per essere soddisfatto. E' questo che genera ansia. Non esiste ansia psicologica senza un desiderio.
    Bisogna però capire che il desiderio non siamo noi e non proviene da noi, bensì dai nostri vizi e dai nostri tratti psicologici caratteristici (EGO). Pertanto è sempre dannoso.
    Il farmaco migliore, nonchè unico, si chiama meditazione.

    Ciao, scusa la domanda ma quali sono le cause organiche dell'ansia?

  • Ottimo intervento di copia-incolla che dimostra a chi legge che non solo non capisci il significato dei termini senza saperli collegare, ma nemmeno l'italiano base.

  • Evidentemente non sai il significato della parola "droga".

    Io non avrei capito cosa si risolverebbe parlando di "droghe".


    Nella terapia del dolore (fisico) c'è chi morirebbe di dolore senza l'uso di morfina (su regolarissima prescrizione Medica) .

    E quindi?

    E' meglio morire di dolore?


    Giuro che non capisco...

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

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