Ansia somatizzata, disturbi fisici e ipocondria

  • Buonasera a voi, mi intrometto in questa discussione perché vorrei avere da parte vostra un'opinione. È stato un anno estenuante a combattere contro sintomi somatici al viso che non hanno alcuna causa medica. Ho fatto visite da diversi specialisti, tac, risonanze magnetiche e altro ancora, per poi sentirmi dire che sono in perfetta salute fisica. Tuttavia, il dolore si è cronicizzato e mi tormenta alcuni giorni più di altri, lasciandomi spiazzata e sconfortata. Ad oggi ho cercato da sola di affrontare la cosa, ho limitato le ricerche su Google, cerco di evitare di catastrofizzare e così via. Ho un diario tutto mio su cui sfogo i miei pensieri. Insomma, stavo mettendo in pratica qualcosa che mi ha dato solo un lieve miglioramento, ma non riesco comunque a risollevarmi da questa situazione. Tutto questo per chiedervi: secondo voi la psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarmi in questo caso? Mia madre sarebbe propensa a contattare lo psichiatra per una terapia con supporto farmacologico. Tuttavia, io credo che posso migliorare anche senza arrivare a questo punto, ma non so neanche io cosa fare. Che mi consigliate per questo tipo di "disturbo"?

  • Buonasera a voi, mi intrometto in questo discorso perché vorrei avere da parte vostra un'opinione. È stato un anno estenuante a combattere contro sintomi somatici al viso che non hanno alcuna causa medica. Ho fatto visite da diversi specialisti, tac, risonanze magnetiche e altro ancora, per poi sentirmi dire che sono in perfetta salute fisica. Tuttavia, il dolore si è cronicizzato e mi tormenta alcuni giorni più di altri, lasciandomi spiazzata e sconfortata. Ad oggi ho cercato da sola di affrontare la cosa, ho limitato le ricerche su Google, cerco di evitare di catastrofizzare e così via. Ho un diario tutto mio su cui sfogo i miei pensieri. Insomma, stavo mettendo in pratica qualcosa che mi ha dato solo un lieve miglioramento, ma non riesco comunque a risollevarmi da questa situazione. Tutto questo per chiedervi: secondo voi la psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarmi in questo caso? Mia madre sarebbe propensa a contattare lo psichiatra per una terapia con supporto farmacologico. Tuttavia, io credo che posso migliorare anche senza arrivare a questo punto, ma non so neanche io cosa fare. Che mi consigliate per questo tipo di "disturbo"?

    Seguirei la prima parte del consiglio di tua madre, cioè di contattare lo psichiatra. tieni presente che contattare lo psichiatra non implica abbonarsi a un "pacchetto" :D.

    La terapia cognitivo comportamentale è molto efficace per determinati disturbi, nel tuo non saprei, ma sicuramente lo psichiatra saprà dirtelo, ed essendo un medico è in grado anche di farsi un'idea sul tuo problema al viso. Se è un problema che si "esprime" a livello cutaneo, immagino che tu abbia già fatto una visita dermatologica?

  • Ciao a tutti, come state? Siete riusciti ad superare l'ipocondria? Perché anch’io sto sprofondando in questo male...


    Sono sempre stata una persona ansiosa, ma dopo la nascita di mia figlia, 3 anni fa, sono sprofondata nell'ossessione delle malattie, un'ipocondria che non mi permette di vivere serena. Sono in cura da uno psichiatra, non è facile trovare la medicina giusta. Ho una bella famiglia, un compagno che mi ama e mi aiuta. È iniziato tutto dalla mia gravidanza, dove mi ero convinta di avere il lupus, e passavo tutti i giorni a osservare i sintomi che ero convinta di avere. Dopo essere andata da un reumatologo, mi aveva assicurato di non avere nulla. Poi mi è partita la fissa di avere il tumore al collo, poi al seno, poi allo stomaco, ma dopo aver fatto gli esami era tutto a posto. Ora ho mal di testa tutti i giorni e mi convinco sempre di avere le peggiori delle cose. Sono completamente depressa e senza forze... Sono passati tre anni in cui mi sono convinta di avere mille malattie e vi assicuro che i sintomi li sento tutti.


    Qualcuno di voi ha passato la stessa cosa che sto passando io? Sentirmi meno sola mi aiuterebbe tanto... Grazie.

    Presente! Intanto ti abbraccio. Sono in palla. Dolori sparsi e rapidi. Ascelle, gambe, mani piedi. Da tre Giorni.

  • Buongiorno a tutti, mercoledì nel pomeriggio devo fare una risonanza magnetica encefalica per il ronzio all'orecchio. Sono un po' ansioso, non tanto per l'esame in sé, ma per l'iniezione che dovranno farmi. Temo che se usano il contrasto, possa provocarmi una reazione allergica (prurito) come quando prendo gli antibiotici.

  • Buongiorno a tutti, mercoledì nel pomeriggio devo fare una risonanza magnetica encefalica per il ronzio all'orecchio. Sono un po' ansioso, non tanto per l'esame in sé, ma per l'iniezione che dovranno farmi. Temo che se usano il contrasto, possa provocarmi una reazione allergica (prurito) come quando prendo gli antibiotici.

    Chiedi alla struttura in cui farai la RM le istruzioni per fare la profilassi antiallergica; di solito si assumono cortisone e antistaminici 2 giorni prima dell’esame; dovresti iniziarla al più tardi domani pomeriggio.

  • Chiedi alla struttura in cui farai la RM le istruzioni per fare la profilassi antiallergica; di solito si assumono cortisone e antistaminici 2 giorni prima dell’esame; dovresti iniziarla al più tardi domani pomeriggio.

    Ok grazie, chiedo al mio medico curante. Sono più tranquillo ora, sapendo come funziona.

  • Ho 38 anni, due figli e una storia di ansia, inizialmente focalizzata sulle malattie e poi passata alla sfera sessuale. In seguito alla nascita del secondo figlio, 3 anni fa, ho ricominciato a soffrire di leggera ipocondria. Fortunatamente, il mio lavoro mi offre visite di controllo regolari che mi tranquillizzano e mi permettono di monitorare la mia salute.


    In generale, sto abbastanza bene, con un po' di gastrite e fegato grasso. Un anno fa, seguendo una dieta, ho riportato alcuni valori sballati nella norma e perso quasi 10 kg. I controlli cardiaci sono ottimi, con frequenza cardiaca normale e pressione sotto i 120/75. Nonostante abbia fumato sigarette per 10 anni, svapato accanitamente negli ultimi 5 anni (con nicotina al minimo) e condotto una vita abbastanza sedentaria (lavoro come sviluppatore PC da 6 anni).


    Dopo il controllo di inizio dicembre, mi sono un po' lasciato andare con la dieta durante le feste natalizie e al controllo della bilancia a fine gennaio, dalla nutrizionista che mi segue, avevo preso quasi 2 kg in 2 mesi. Questo mi ha provocato un po' di sconforto (avevo sicuramente fatto qualche sgarro, ma non mangiavo in modo irregolare come gli anni prima).


    Qualche giorno dopo, una domenica sera di fine gennaio, con tutta la famiglia già a dormire, ero tranquillo e solo al PC a giocare e svapare. Non so per quale motivo, mi sono toccato il collo e ho sentito al centro un rigonfiamento netto. Ho interrotto il gioco e lo svapo, preso dal panico. Ho pensato a mio figlio e ho immaginato il peggio: "È fatta, ci siamo." Ho collegato il rigonfiamento agli effetti dello svapo, come un fulmine a ciel sereno. Ho cercato su internet i sintomi, con una paura fortissima. Volevo chiamare mia moglie, ma non volevo svegliarla. Ho iniziato a sudare, ripetendo a me stesso: "No no no." Poi ho iniziato a sentirmi debole, con formicolio in testa, testa debole e incapacità di pensare regolarmente. Ho immaginato un malore imminente, un ictus. Mi sono detto di stare tranquillo e di sdraiarmi a letto. Mi sono alzato dalla sedia del mio studio, ho girato l'angolo per andare verso le camere da letto e poi... tutto nero.


    Mi ricordo solo un gran colpo e di finire dentro una bara mentre cadevo. Mi sono risvegliato, o meglio, mi ha risvegliato mia moglie con due schiaffi. Le ho spiegato il rigonfiamento al collo e la situazione, e lei mi ha detto di non sentire nulla di gonfio. Le ho chiesto di buttare via tutta la roba da svapo (era da anni che voleva che smettessi). Con fatica, mi sono addormentato e alla mattina presto ho deciso di andare al pronto soccorso per un controllo, avendo un po' di mal di schiena e dolore al petto. Dopo 8 ore di attesa, mi hanno fatto esami, ECG e radiografia al cuore, con diagnosi di sincope situazionale dovuta a forte stress.


    Uscito dall'ospedale, i giorni seguenti sono stati un dramma: ero bianco cadaverico, con continui giramenti di testa e spossamento. Sono andato dal mio medico curante (con cui ho un rapporto pessimo) che mi ha dato 3 giorni di riposo, prescritto Tavor e una visita psichiatrica (senza richiedere ulteriori esami come ECG o holter). In quella settimana, ho dormito molto e recuperato un po' di forma. Per compensare la mancanza di svapo, ho iniziato a mangiare molte caramelle, anche alla liquirizia. Spesso soffrivo di cervicale, con dolore, e da qui è iniziato un nuovo problema: le vertigini mi colpivano mentre mangiavo, a pranzo o cena.


    Ho deciso di andare dallo psichiatra, che, pur essendo costoso, si è rivelato onesto. Mi ha prescritto un mese di integratore Vagostabyl, Tavor al bisogno e mi ha consigliato di contattarlo se avessi voluto iniziare un percorso di psicoterapia. Per lui, ero un soggetto ansioso, non da psichiatria, e la sincope era probabilmente dovuta anche al nervo vago.


    Nel frattempo, con la mia assicurazione sanitaria lavorativa, ho fatto visita alla cardiologa che mi aveva controllato a novembre. Era fine febbraio, circa un mese dopo la sincope. Mi ha fatto fare un ECG, un holter e un ecocardiogramma. Tutto a posto. L'unica indicazione è stata di tenere sotto controllo la pressione, che durante il suo controllo era nella norma, ma a casa a volte, dopo episodi particolari come rabbia e cefalea, risultava più alta del previsto. Per questo motivo, ho smesso di mangiare caramelle alla liquirizia.


    Ho anche iniziato ginnastica posturale e massoterapia, in quanto il fisiatra mi aveva trovato contratto nel collo e nelle spalle. Per una settimana o due, le vertigini a pranzo si sono attenuate.


    Purtroppo, a metà marzo, le vertigini sono ricomparse. Inoltre, ho iniziato ad avere giramenti di testa in caso di forti emozioni e, un paio di volte, in caso di stress, ho avuto cefalee intense.


    Ho quindi deciso di consultare anche un neurologo, che mi ha fatto fare una RM e un EEG, con esito negativo. Alla visita di controllo la settimana scorsa, il neurologo non sapeva cosa consigliare e mi ha suggerito al massimo di controllare la cervicale, anche se non avevo sintomi come il mal di braccio. Ovviamente, il mio medico curante non mi ha prescritto l'esame e abbiamo anche litigato.


    Cercando su internet la causa delle mie vertigini, mi sono auto-diagnosticato la POTS (Sindrome Posturale Ortostatica). Controllando la frequenza cardiaca con il frequenzimetro del telefono, ho notato che è sempre intorno a 85/86, con picchi a 120 quando mi alzo. La pressione ieri mattina era molto alta, poi è tornata normale e infine bassa. Da quel momento, ho iniziato a preoccuparmi molto. A tratti, sono ossessionato e controllo continuamente la saturazione e la pressione, anche in questo momento mi pare alta. Non riesco più a distinguere tra ansia e tachicardia.


    Cosa devo fare? Devo tornare dal cardiologo? Intraprendere un percorso di psicoterapia o psichiatria? Un mese e mezzo fa mi hanno detto che era tutto a posto, ma ieri ho anche ricominciato a nuotare. L'aspetto positivo è che sto seguendo la dieta e sto facendo molto movimento, incluso il nuoto. Per sicurezza, farò un ECG sotto sforzo la prossima settimana, come consigliato dalla cardiologa.


    C'è qualcuno che ha avuto esperienze di sincope dovute a una forte emozione? Potreste raccontarmi le vostre esperienze e se siete riusciti a superare il problema?


    Le vertigini che avverto mentre mangio potrebbero essere collegate all'ansia? E quelle che compaiono quando sono molto emozionato?


    Aiutatemi, sono davvero molto in ansia.

  • Ciao LupoSolitario1987 :) Io ho avuto trascorsi di ansia e ipocondria e posso dirti che la sindrome ansiosa può originare una moltitudine di disturbi tra i quali quelli che accusi tu. Se le indagini che hai condotto non hanno riscontrato nulla di anomalo direi che è probabile si tratti di somatizzazione ansiosa. Naturalmente esegui gli esami che ti ha consigliato la cardiologa. Mi permetto di consigliarti di evitare autodiagnosi attraverso il dottor Google e controlli ossessivi dei parametri perché così non fai che alimentare la tua ansia, è in pratica un cane che si morde la coda. Se proprio vuoi puoi fissare il controllo della pressione e della saturazione a, per esempio, una o due volte al giorno e rispettare questo limite. Ribadisco l'accorato consiglio di lasciar perdere le ricerche in rete che ti fanno solo stare peggio, affidati ai medici e segui le loro prescrizioni.

  • Ciao a tutti, avevo scritto tempo fa sul forum, proprio per la mia ipocondria con la quale faccio i conti da anni ormai.

    Al momento ci sono in pieno e il tutto è dovuto a delle sintomatologie che io ricollego inevitabilmente a malattie estreme e a sto giro è il turno della leucemia.

    Spiego brevemente perchè è inutile che io stia qui a fare tanti ragionamenti, prossima settimana faccio le analisi e vedremo.

    In generale venivo da un periodo di grandi energie e non mi sentivo così bene e in forze da tempo.

    La scorsa settimana però sono uscita letteralmente tutte le sere e sabato, dopo una settimana bella intensa, vado a pranzo a mezz'ora di bici sotto il sole da un amico. Morale torno a casa misuro la febbre, che mi sentivo, e avevo 37.7, preso tachipirina non è piu tornata se non lievi alterazioni, ma mai sopra i 37. Ovviamente ho iniziato a misurarla ossessivamente.

    Lunedì, l'altro ieri torno a lavoro e mi viene tosse secca e oggi sono completamente afona. E voi direte, bene e quindi?

    Questo episodio febbrile è arrivato in concomitanza con altri due sintomi che mi terrorizzano.

    Il primo, che ho da quando ho memoria, è il sangue alle gengive (non profuso, ma circoscritto a un piccolo punto dove mi si accavallano i denti). ogni volta che mi lavo i denti mi capita, tranne quando li lavo piu frequentemente.

    In più, e questo è nuovo, stamattina soffiando il naso (era secco a causa del raffredore) ho notato - scusate la schiettezza - una crostina con sangue e tamponando un pochino è uscito effettivamente un po' di sangue (a dire il vero poco poco ecco non un lago e solo se entravo con il fazzoletto in fondo alla narice).

    Bene morale della favola sistema immunitario debole e sanguinamenti nella mia testa è uguale a leucemia.

    In tutto questo una ulteriore e finale consapevolezza ovvero la mia ipocondria che non mi abbandona mai e che mi fa sempre credere il peggio.

    Mi dite la vostra? Vi farò sapere gli esami prossima settimana, grazie di cuore a chi risponderà (vi chiedo anche di dirmi se è capitato anche a voi di avere sanguinamenti di questo tipo)

  • Ti dico la mia. Banale malanno da raffreddamento, uno po' di sangue nel muco è normale se ci si sta soffiando il naso con maggiore frequenza causa raffreddore. Un po' di sangue dalle gengive non credo abbia un significato clinico particolare. Troppo poco. Non c'è alcun motivo per andare da un medico. Il resto è ansia.

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