Nostalgia: il vostro rapporto col passato

  • Quindi tendo sempre a creare un macroinsieme dove il periodo è legato all'evento più bello e dimentico poi tutti quei dettagli brutti.

    Parole sante.

    Sono arrivato a mitizzare persino il mio primo periodo di depressione, decenni fa. Mi sono “scoperto” a parlare di quei mesi come di chissà quale avventuroso capitolo della mia vita.

    Di bello c’è che ero giovane e single,

    ma quanto stavo male?


    Se penso al dolore insensato che provavo, non dovrei percepirlo come un periodo anche solo salvabile.

  • Presente...anche io tra i nostalgici.

    Io non ho molti rimpianti, forse uno solo, grande e dal sapore amaro, non aver mai detto a mio padre quanto lo amassi...se potessi tornare indietro non perderei occasione per dirglielo, c'è sempre stata da parte mia una sorta di pudore ad esprimere i sentimenti, sono migliorata negli anni ma nella mia giovinezza davo tutto per scontato (è mancato quando avevo 31 anni). Gli somiglio, mi ha dato moltissimo, assolutamente di più di quanto possa avergli dato io, e oggi ancora scopro in me parti di lui, cose che in cui siamo simili... dettagli...che per me hanno un valore immenso...e ogni volta mi commuovo nello scoprirli. Se potessi tornerei indietro anche solo per dirgli quanto fosse straordinario, che padre meraviglioso è stato, quante cose mi ha trasmesso, quante cose mi ha insegnato. Ma a parte questo la mia nostalgia è legata alla spensieratezza dell'infanzia e degli anni più giovanili; nonostante l'anaffettivita di mia madre, ho vissuto un'infanzia e adolescenza e giovinezza stupende, non posso lamentarmi nemmeno del presente, ma indubbiamente le consapevolezze e le prospettive sono diverse a 40 anni, e non sono migliori; per quanto sia soddisfatta delle mie scelte, oggi sento chiaramente il peso delle responsabilità che ne derivano e vedo anche dei limiti alle mie possibilità che un tempo non c'erano, e questo porta dritto a un senso di nostalgia per un passato che non tornerà più. In generale temo che con questa nostalgia non si possa fare altro che venirne a patti, perché nel mio caso non è basata su illusioni o indoramenti della realtà, ma sul fatto oggettivo che si è giovani una volta sola e che la giovinezza è un periodo più favorevole di suo, per le sue caratteristiche intrinseche.

  • ipposam intanto fammi dire che tuo padre sa.

    Sul resto, hai ragione: con certi tipi di nostalgia non si può far altro che rassegnarsi che ci sono periodi della vita che non torneranno più, e anzi essere grati del fatto che sia stato per noi possibile viverli al meglio (per quanto era in nostro potere all'epoca).

    Però...c'è un altro tipo di nostalgia/rimpianto, che è quello (che mi preoccupa) falsato dall'insoddisfazione del presente.

    Non so se è più pericolosa la trappola dei rimpianti (per quanto falsati, ripeto) o una esagerata speranza nel futuro basata su eventi e propositi che non si verificheranno mai.

    Poi c'è un'altra cosa: ci sono certe cose che oggettivamente non faranno parte della mia vita, mentre da bambina/adolescente/giovane adulta potevi sperare di fare veramente tutto...Dal lavoro all'estero o comunque nell'ambito dei sogni, viaggi/esperienze con gruppi di amici che ormai hanno le loro famiglie e hanno pure litigato tra loro, cose con i genitori ormai anziani. Cose che facevo e mi sono goduta ma avrei voluto fossero eterne. Non so se mi spiego.

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