Parliamo dei...sensi di colpa

  • Provate sensi di colpa, non tanto verso altri, ma per ragioni afferenti il vostro vissuto personale e le vostre scelte di vita?

    E in particolare, ogni quanto sentite questa vocina astiosa in voi?

    Ci sono dei fattori al di fuori di voi che alimentano questi sensi di colpa...che ne so...magari dei genitori o dei partner che vi ricordano che avreste dovuto fare quello invece di quell'altro...?

    Ce ne potremo sbarazzare definitivamente una volta o l'altra?

    Grazie per i vostri eventuali contributi!

  • Provate sensi di colpa, non tanto verso altri, ma per ragioni afferenti il vostro vissuto personale e le vostre scelte di vita?

    E in particolare, ogni quanto sentite questa vocina astiosa in voi?

    Ci sono dei fattori al di fuori di voi che alimentano questi sensi di colpa...che ne so...magari dei genitori o dei partner che vi ricordano che avreste dovuto fare quello invece di quell'altro...?

    Ce ne potremo sbarazzare definitivamente una volta o l'altra?

    Grazie per i vostri eventuali contributi!

    Ciao, salvo casi particolari, trovo che i sensi di colpa siano la più grande forma di masochismo e spiego perchè:

    perchè parto dal presupposto che chiunque su questa Terra se sbaglia non lo fa di proposito, salvo casi particolari come dicevo, cioè quando una persona si rende coscientemente colpevole del male altrui fatto in modo meditato. Quindi se Tizio medita di far soffrire Sempronio allora il senso di colpa ci sta e come! Anzi in questo caso può anche servire a Tizio per farsi perdonare o per rimediare al suo sbaglio. Quando viceversa il senso di colpa nasce da colpe che ci si attribuisce credo che chi non riesce a convincersi della propria innocenza dovrebbe farsi aiutare da uno psicologo ad andare a valle di queste ragioni comportamentali perchè il più delle volte chi si fa delle colpe è invece la vittima ma purtroppo sono argomenti molto profondi ai quali non si può rispondere con due semplici parole.

  • I sensi di colpa, o meglio infondere senso di colpa, è stato alla base del metodo educativo dei miei genitori (in particolare mia madre), probabilmente perché a loro volta avranno conosciuto questo metodo in precedenza.

    In pratica, si tratta, fondamentalmente, di attuare un vile ricatto attraverso il quale ottenere qualcosa, forzare il comportamento del prossimo, in questo caso il figlio.

    Come fu imporre la scelta della scuola superiore, perché avrei dato una grossa delusione, così fu per la scelta del percorso universitario, perché sarebbe stato disdicevole non proseguire l'attività paterna. E tutto questo accadde per delle proiezioni di una madre che, con la scusa di una grave malattia contratta in età adolescenziale, non è riuscita a realizzarsi, diversamente da un padre che, dopo aver messo su famiglia, si iscrisse all'università di architettura, conseguendo la laurea solo un anno fuori corso. Resta il fatto che se avesse veramente voluto, indipendentemente dallo stato di salute successivamente migliorato, ci sarebbe riuscita. Certo che le faceva decisamente più comodo essere la "piccola di casa" che, conseguito un modesto diploma magistrale, cercava solo di sposarsi.

    Si capisce quindi che un soggetto simile, che ha sempre vissuto "schermandosi" dietro un presunto precario stato di salute, non potesse che proiettare le sue frustrazioni ed insuccessi sull'unico figlio.

    Purtroppo, il mio errore è stato quello di assecondare le sue/loro richieste, perché faceva parte del "bravo figlio" quello di eseguire senza fiatare. A distanza di tempo, rimpiango di non aver avuto un carattere più duro e di aver imposto le mie scelte che, dopotutto, sono afferenti la mia vita, non quella altrui. C'è ancora nella mente di alcuni genitori il desiderio di avere un figlio che li riscatti, però questo va totalmente contro le sue inclinazioni e forzarlo a intraprendere una strada che non sente sua, si ottiene solo grande frustrazione, molto spesso, reciproca.

    Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum. "Senza la musica, la vita sarebbe un errore" -- F. Nietzsche

  • Ci sono dei fattori al di fuori di voi che alimentano questi sensi di colpa...che ne so...magari dei genitori o dei partner che vi ricordano che avreste dovuto fare quello invece di quell'altro...?

    :/ Sincerissima : se lasciassi spazio a questi fattori...forse non sarei neanche in vita, nel senso che non ce l'avrei fatta.

    Condivido quanto esposto da wavesequence.

    E mica sono solo i genitori! :P

    E ci sono anche i figli, e i compagni, e gli amici, e persino i semplici conoscenti ! :D

    Io direi per brevità che ogni volta che non attui le aspettative di qualcun altro SECONDO IL SUO SCHEMA e SECONDO LE SUE ASPETTATIVE...ecco che scatta l'instillazione più o meno subdola del senso di colpa.

    Pensa che per mio figlio, che è ormai un giovane adulto, è ancora una "colpa" mia e di suo papà quella di averlo mandato fuori all'uni in un convitto cattolico che aveva scelto LUI!!!! :D

    E penso che questo esempiuccio si presti benissimo ad esemplificare il concetto che accennavo : oggi che è adulto lui ammette (ovviamente) di averlo scelto lui e ammette anche "l'ho fatto perchè sapevo che era l'unico modo per andare a studiare fuori sede!"

    Perfetto. Infatti io e suo padre non avremmo mai permesso che sbarcasse in Città universitaria e cosmopolita andando a prendere un affitto a caso con ragazzi totalmente sconosciuti e messi insieme dalle agenzie immobiliari o dagli annuncini nei pressi della facoltà.

    Il problema è che in quel convitto c'erano regole e vigilanza che LUI non aveva previsto, e che lo mandavano in bestia (noi le avevamo previste, sebbene anche noi non avessimo contezza che fossero così maniacali).

    Ma insomma: in quel convitto è stato TRE MESI, ed è stato il tempo necessario a costruirsi relazioni personali che gli hanno poi permesso di SCEGLIERE con con condividere case.

    Ma per lui è ancora una COLPA GRAVISSIMA averlo mandato in quel convitto, scelto DA LUI, e ancora oggi non capisce che suo padre (che non c'è più) ...forse proprio in quell'occasione fu più Padre di quanto avesse saputo essere fino ad allora.... :S

    Ce ne potremo sbarazzare definitivamente una volta o l'altra?

    Proprio perchè ne sono stata assediata (e lo sarei per mano altrui in ogni giorno ed ora)...secondo me si può sbarazzarsene, e si comincia dal momento in cui ricordiamo a noi stessi che le nostre scelte hanno una ragione pensata e che...i conti ci tornano pure! E a quel punto non può essere un problema, e dobbiamo sapercelo dire da soli, che "tu avresti fatto diversamente e non mi interessa, perchè la mia scelta INVECE è questa e va benissimo così!" . ;)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Io questo tipo di sensi di colpa ce li ho continuamente, tutto il giorno e tutti i giorni che Dio manda in terra. Mi sveglio sentendomi una m**da e vado a letto col peso di tutti gli errori della giornata. Mi rovinano la vita da moltissimi anni e credo siano uno dei due fattori fondamentali che mantengono la mia depressione.

    L'altro motivo di depressione è la sofferenza per amori finiti e/o non corrisposti, ma il senso di colpa ha dato un buon contributo anche alla fine della mia ultima relazione, quindi potrei dire che anche alla base del secondo c'è il primo.

    Come liberarsene? Facendo cose che non mi fanno sentire in colpa, ovviamente. Ma non ne sono capace, per incapacità, pigrizia, mancanza di autodisciplina e qualità. Per cui restano i sensi di colpa come compagni perenni di ogni ora del giorno.

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

  • Desperate quindi tu provi sensi di colpa per te stessa?

    Dev'essere molto dura...


    Io ne provo quando penso di non aver fatto abbastanza (o abbastanza bene) di quanto fosse oggettivamente nelle mie facoltà, se però la cosa va a discapito di terzi.

    Su di me no.


    E se qualcuno cerca di indurmelo dall'esterno, va a finire che non lo provo nemmeno quando dovrei: pessima cosa, perché la reazione va a ledere il senso di realtà, ma efficace forma di autodifesa

  • Provate sensi di colpa, non tanto verso altri, ma per ragioni afferenti il vostro vissuto personale e le vostre scelte di vita?

    E in particolare, ogni quanto sentite questa vocina astiosa in voi?

    Ci sono dei fattori al di fuori di voi che alimentano questi sensi di colpa...che ne so...magari dei genitori o dei partner che vi ricordano che avreste dovuto fare quello invece di quell'altro...?

    Ce ne potremo sbarazzare definitivamente una volta o l'altra?

    Grazie per i vostri eventuali contributi!

    Intanto io cerco di sbarazzarmi di chi eventualmente prova maliziosamente a solleticare eventuali miei sensi di colpa.


    questo come premessa per tenere distante da me chi usa tale metodo di relazione


    Poi.. si, ogni tanto li ho.


    Ma credo che siano sensi di colpa non campati in aria ma riferiti a effettive colpe che mi sono riconosciuto, senza bisogno di nessuno a ricordarmeli.

  • Provate sensi di colpa, non tanto verso altri, ma per ragioni afferenti il vostro vissuto personale e le vostre scelte di vita?

    E in particolare, ogni quanto sentite questa vocina astiosa in voi?

    Ci sono dei fattori al di fuori di voi che alimentano questi sensi di colpa...che ne so...magari dei genitori o dei partner che vi ricordano che avreste dovuto fare quello invece di quell'altro...?

    Ce ne potremo sbarazzare definitivamente una volta o l'altra?

    Grazie per i vostri eventuali contributi!

    Sensi di colpa fortunatamente ne ho pochi. Purtroppo li ricordo tutti causa memoria piuttosto performante.


    Avere una morale di natura evoluzionista mi aiuta a sentire meno sensi di colpa. Chi ha una morale religiosa ha più paletti da schivare.


    Sento abbastanza pesantemente invece il peso della morale giuridica, forse per deformazione professionale. avendo una buona condotta: anche questa da poco fastidio.


    Bisogna stare attenti ai sensi di colpa indotti dalla morale che arriva spesso senza sufficiente argomentazione; per esempio quella dei genitori o del partner. La morale è la leva per generare il senso di colpa, ma non è detto che i criteri con cui ci viene inculcata siano corretti. Molto spesso genitori e partner usano una morale distorta per far insorgere in noi sensi di colpa che alla luce del sole sono inesistenti. Bisogna imparare a valutare le cose in modo lucido e razionale e a scrollarsi di dosso queste colpe quando sono inconsistenti.

    Omnis mendaciumo. Bis vincit qui se vincit in victoria. Re sit iniuria.

  • Io questo tipo di sensi di colpa ce li ho continuamente, tutto il giorno e tutti i giorni che Dio manda in terra. Mi sveglio sentendomi una m**da e vado a letto col peso di tutti gli errori della giornata. Mi rovinano la vita da moltissimi anni e credo siano uno dei due fattori fondamentali che mantengono la mia depressione.

    Anticipo le mie scuse perchè non sono Psic, come sempre detto.

    Però Creamy (se ho ben inteso io) parlava dei sensi di colpa che ti vengono sbobbati dal prossimo, e non di quelli nostri autentici e davvero sentiti come tali DA NOI STESSI.


    Senza complicarla troppo: credo che sia tutto diverso lo stare male perchè un altro fuori da te ti fa pesare qualcosa che a te non pesa affatto (e neanche dopo averlo pensato e ripensato) dallo stare male perchè qualche nostra "inadempienza" è da NOI vista come colpevole e dannosa.


    E mi permetto sommessamente il dubbio che, in questo secondo caso, possa essere la depressione ad ostacolare i propri intendimenti, e non (invece) il non realizzarli a causare la depressione.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Infatti il mio umore è quasi sempre a terra. So che se m'impegnassi potrei fare meglio, nella vita quotidiana, beninteso, non certo in chissà che prestazioni, e il fatto di non riuscire mai a impegnarmi mi fa provare disprezzo e schifo per me stessa. Sensazioni che ho sempre avuto, ma sono peggiorate progressivamente col tempo, man mano che ho perso le speranze di migliorarmi.

    Sono arrivata a considerarle la giusta e inevitabile punizione per gli errori che continuo a fare, del resto chi sbaglia sapendo di sbagliare è corretto che in qualche modo paghi.

    Dici? Io davo per scontato che fossero quelli sentiti da noi...ma forse è appunto perchè quelli li sento molto, e gli altri, sinceramente, meno.

    Quanto al dubbio finale, molto dipende dai livelli di depressione. Ci sono forme veramente invalidanti per cui uno letteralmente non riesce a uscire di casa, e allora la depressione ostacola un po' tutte le intenzioni come una qualsiasi malattia organica. Ma in forme più leggere, compatibili con una vita abbastanza normale, per essere onesti con se stessi bisogna dire che non conta molto.

    Altrimenti rischia di diventare davvero il pretesto per non fare niente che viene sempre ipotizzato come il tornaconto che mantiene in vita il disagio stesso.

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

    Edited once, last by Desperate ().

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