Distimia in Lombardia

  • Buongiorno a tutti. Scrivo per chiedere se c'è qualche distimico lombardo che ha una dritta da darmi.

    La mia impressione è che molti psichiatri non conoscano molto bene questo disturbo: non per colpa loro, ma perché spesso viene considerato caratteriale e a nessuno viene in mente di intraprendere una terapia.

    Io ho già fatto 6 anni di psicoterapia, ma adesso mi servirebbe un supporto farmacologico, poiché non ho le energie mentali per affrontare il periodo tosto che mi si sta parando davanti, e oltretutto già adesso non ho voglia di fare niente di quel poco che ho da fare. Gli psichiatri che ho consultato finora seguono la linea "antidepressivi": sono già al terzo tipo senza alcun risultato (e seguo minuziosamente la prescrizione).

    Loro stessi sostengono che gli antidepressivi sono studiati per la depressione, non per la distimia, che sebbene possa avere meccanismi di funzionamento simili non è proprio la stessa cosa. Ma comunque la loro linea d'intervento è provare le varie classi farmacologiche fino a trovarne una che faccia parzialmente al caso mio. Io però non ho voglia di andare alla sperindio: fossi depressa avrei probabilità maggiori di trovare qualcosa, ma così la probabilità si riduce.

    Ho proposto l'amisulpride, ma entrambi hanno rifiutato perché dicono che non lo usano da decenni.

    Qualcuno ha esperienza di approcci terapeutici alternativi in Lombardia?

    Grazie comunque per l'attenzione.

    There is no dark side of the moon, really. Matter of facts it's all dark.

  • Premetto che purtroppo non sono d'aiuto, ma il tuo post è molto interessante e mi aiuta anche a capire meglio la mia situazione. La mia diagnosi di partenza infatti è la distimia, con cui convivo da più di vent'anni (ne ho 53). Poi, quattro anni fa, la distimia è peggiorata in depressione vera e propria quando ho subito un abbandono da parte di un uomo che mi ha distrutto la vita. In pratica, la distimia è la mia condizione normale, che precipita in depressione quando peggiorano le circostanze esterne.

    Ho iniziato a prendere antidepressivi nel 2001, quando ero anche molto ipocondriaca e in ansia perenne per un problema di salute. L'antidepressivo ha curato abbastanza bene la componente ansiosa, ma pian piano per una serie di motivi il mio umore è scivolato sempre più in basso e non si è più ripreso, nonostante non abbia mai smesso la cura. Ci ho provato per brevi periodi, ma dopo due o tre mesi ho sempre ripreso perchè tutto sommato senza stavo peggio.

    Sono stata da svariati psichiatri, ma ho provato in tutto solo quattro antidepressivi: ho iniziato col citalopram, poi venlafaxina, poi duloxetina, poi fluoxetina, e infine sono tornata alla venlafaxina che prendo tuttora a un dosaggio minimo, 37 mg, per ridurre l'effetto collaterale che mi danno tutti questi farmaci eccetto la fluoxetina, cioè la sonnolenza e l'enfatizzarsi della mia natura di bradipo.

    Per la verità a me nessuno ha mai detto che la distimia andasse curata in maniera diversa dalla depressione, ma devo confermare che anche su di me gli antidepressivi sono ben poco efficaci. Continuo con la venlafaxina perchè ormai il mio corpo si è abituato a funzionare con quella e aiuta a ridurre l'ansia e i sintomi legati a un'iperattivazione del sistema simpatico che avevo una volta, ma non posso dire che risollevi l'umore.

    Anche io vorrei provare l'amisulpride, ma, anche prima che tu confermassi i miei sospetti, immaginavo che non fosse facile farsela prescrivere. Forse fino a un po' di anni fa effettivamente non era usata come antidepressivo, fatto sta che a me nessuno degli otto psichiatri da cui sono stata me l'ha mai neanche nominata. Sono tre anni che non vado da uno psichiatra e continuo solo con la vecchia terapia con la venlafaxina che avevo ripreso in autonomia, ma visto che sto sempre peggio sono molto tentata di tornarci e vorrei chiedere appunto di provare l'amisulpride, oppure un altro farmaco ma di una tipologia diversa dai soliti SSRI o SNRI.

    Non ho mai fatto una vera e propria psicoterapia, o meglio, ho iniziato più volte ma poi dopo quattro o cinque sedute ho sempre smesso perchè mi sembrava di non avere nessun beneficio e che non ci fosse neppure qualcosa di simile a un percorso, e adesso sono molto scettica sulla psicoterapia, anche se a volte, nei momenti di disperazione, torno a pensare che forse potrei riprovare anche quella.

    Invece, se posso chiedere, la tua esperienza con farmaci e psicoterapia finora com'è stata?

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

  • Desperate che dire? "Mal comune mezzo gaudio" non si può ;) , ma piacere di conoscere un'altra distimica...

    Allora, per quanto riguarda la psicoterapia il primo anno direi molto bene: mi ha sbloccato degli schemi mentali che sostanzialmente mi impedivano di andarmene via dalla casa dei miei, dove non stavo bene. Poi l'efficacia ha iniziato a calare. C'è anche da dire che nel mio caso la distimia è installata su una "forma mentis" che chiamano "plusdotazione", cioè un cervello con più collegamenti neuronali rispetto alla norma, che in alcuni porta a essere molto creativi e talentuosi, in altri (tipo la sottoscritta) portano a rimuginare su tutto e ad empatizzare con tutto il mondo, oltre ad essere ipersensibili. Quindi non so quanto la psicoterapia possa essermi ancora utile. Forse in futuro riprenderò, non lo so, fatto sta che ora mi rendo conto che la mia è proprio stanchezza mentale, mancanza di energie ecc...

    Per quanto riguarda i farmaci, nell'ultimo anno e mezzo ho fatto un ciclo completo di escitalopram, uno di venlafaxina e ora sto provando la vortioxetina. Sono già due settimane che assumo la dose completa; so che ci vuole almeno un mese per valutarne l'efficacia ma temo che non la vedrò... In caso contrario sarà una bella sorpresa, però intanto il mese prossimo devo iniziare un corso e cambiare lavoro, e inoltre ho l'umore sempre a terra, la vita mi nausea, faccio fatica a fare tutto... Insomma, che pal... ehm, sono stufa :D

    P.S. Comunque anche nel mio caso la distimia ogni tanto cede nella depressione, tipo in questi due anni un paio di volte per via della pandemia. Un evento negativo (come l'abbandono nel tuo caso) tende a scatenare la depressione, nei distimici.

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