Quando si supera un segno

  • In questi giorni sono turbata da alcuni comportamenti di mia madre e mia sorella, al solito. Il mio piccolo di pochi mesi va già al nido, scelta che ho dovuto fare anche a causa della loro totale indisponibilità a darmi una mano; è così piccolo che non è ancora svezzato, ed è il più piccino del nido. Chi è mamma può capire il mio stato d'animo. Quello che più mi ferisce è l'indifferenza di mia sorella; da mia madre mi aspettavo freddezza e distanza e questo ho ricevuto, ma credevo che mia sorella si sarebbe offerta di tenerlo per un po', invece nulla. Abitano a 100 metri, una in pensione, l'altra inoccupata da sempre, e senza alcuna relazione sociale se non con me e la mia famiglia...e niente, il nulla assoluto. È un periodo molto difficile per me e mi sono ritrovata sola a districarmi tra un difficilissimo rientro al lavoro e un allontanamento doloroso dal mio bimbo. La cosa che mi dispiace di più è che sento che non potrò più vedere mia sorella con gli stessi occhi; so che è una persona con determinati problemi, e so che ha dei limiti per cui la sua empatia è molto limitata, ma finora nei momenti importanti della mia vita c'è sempre stata, questo suo voltarmi le spalle mi ha ferita troppo ed è un ulteriore peggioramento del nostro rapporto, già difficile. Cosa ne pensate?

  • Penso, avendo seguito da sempre le tue vicende familiari (anche scrivendo pochissimo per mancanza di tempo), che il modo più funzionale per affrontare la questione è che tu faccia conto di non avere una famiglia di origine.

    E' dura a livello emotivo, ma ti toglieresti da quest'eterna incertezza e questa cosa non ha prezzo.

    Fossi in te, dato che non mi risulta abbiate problemi economici, assumerei una baby sitter ed andrei avanti dritto per la mia strada. Cosa che abbiamo sempre fatto anche noi dato che io non ho più i genitori e i miei suoceri abitano a 300 chilometri.

    E' chiaro che la baby dev'essere brava e di fiducia, ma cercando si trova.

    Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

  • Al momento la soluzione migliore per noi è il nido, anche perché in parte lavoriamo da remoto e continueremo così, e non avrei la giusta attenzione al lavoro, col bimbo in casa che mi reclama.

    Ma il problema è proprio accettare la loro indifferenza e fare come se non avessi una famiglia d'origine. Perchè nei fatti già faccio così, ma l'aspettativa mi rimane. Inoltre entrambe fanno riferimento a me per tante cose, ma io non posso fare riferimento a loro in nessun caso. È una situazione di grande dolore per me. Non riesco a superarlo.

  • Avevo capito del nido.

    Sul resto purtroppo non ci sono bacchette magiche; cercare di trasformare la loro indifferenza in empatia è uno sforzo inutile e controproducente sia per te, che continuerai ad oscillare tra aspettative e frustrazione, sia per loro che non riusciranno a capire i tuoi "strani" bisogni.

    E quando le cose non si riescono a cambiare ci sono solo 2 cose da fare. La prima è accettare senza porsi troppe domande: soluzione che possiamo definire anche disumana e che funziona solo per brevi periodi di tempo (nei quali si vive male e col magone). La seconda, che funziona meglio, è cercare di capire e perdonare.

    Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

  • Chi è mamma può capire il mio stato d'animo. Quello che più mi ferisce è l'indifferenza di mia sorella; da mia madre mi aspettavo freddezza e distanza e questo ho ricevuto, ma credevo che mia sorella si sarebbe offerta di tenerlo per un po', invece nulla. Abitano a 100 metri, una in pensione, l'altra inoccupata da sempre, e senza alcuna relazione sociale se non con me e la mia famiglia...e niente, il nulla assoluto. È un periodo molto difficile per me e mi sono ritrovata sola a districarmi tra un difficilissimo rientro al lavoro e un allontanamento doloroso dal mio bimbo.

    ciao ipposam

    avevamo già avuto uno scambio di post tempo fa...

    comunque volevo dirti che hai tutta la mia comprensione.

    so come puoi sentirti perchè l'ho provato sulla mia pelle e la sofferenza in quei momenti è lacerante, sommata alla rabbia (almeno io lo ero molto) nel sentirmi abbandonata e non considerata.

    che dire...con il passare degli anni sono arrivata alla conclusione che ne mia madre ne mia sorella sono in grado di sentire o rendersi conto di certe cose. sono limitate, punto. mi sono detta che non si può cavare qualcosa da qualcuno che non ce l'ha.

    però la mia ferita si è riaperta 3 anni fa quando mio fratello ha avuto il suo primogenito e mia madre si è subito proposta in tutto e per tutto. e quando gli e l' ho fatto notare mi ha risposto: eh ma loro devono lavorare come fanno?!?!

    scema io allora che ho dovuto mandare il primogenito al nido a 6 mesi, ancora scema io che dovevo inventarmi di stare male io per stare a casa quando lui era malato, ri scema io che con il secondo figlio dopo 1 anno dal rientro al lavoro ho dovuto lincenziarmi perchè l'ennesima baby sitter ci ha piantato in asso e mia madre mi ha risposto: io un impegno del genere non lo voglio. e ora devo farmi andare bene che si tiene il figlio di mio fratello nel week mentre lui va a fare i week romantici con la sua nuova tipa (si, perchè nel frattempo si sono lasciati).

    nello scrivere mi sono accorta che sono molto i❤❤❤❤❤❤❤a...pensavo meno 8o

    "La felicità è benefica per il corpo, ma è il dolore che sviluppa i poteri della mente..."

  • quando le cose non si riescono a cambiare ci sono solo 2 cose da fare. La prima è accettare senza porsi troppe domande: soluzione che possiamo definire anche disumana e che funziona solo per brevi periodi di tempo (nei quali si vive male e col magone). La seconda, che funziona meglio, è cercare di capire e perdonare.

    La vedo nello stesso modo, e propendo senza esitazioni per la seconda.

    Che poi...perdonare sembra difficile, ma quando capisci vien da sè.


    ipposam

    E' indubbiamente un boccone amaro, e dispiace anche il solo leggerlo.

    Ma tu cosa ci leggi in questo rifiuto?

    Mi vengono in mente due ipotesi opposte, che ovviamente non esauriscono le possibilità, ma restano abissalmente diverse e con tutto un ventaglio enorme in mezzo.

    Secondo te : potrebbe essere perchè godono nel vederti in difficoltà o (unica possibilità alternativa che mi viene in mente) potrebbe essere perchè magari temono le tante responsabilità dell'accudimento di un neonato?

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Io credo che le cose siano molto semplici. Non gli va di prendersi questo impegno e non hanno interesse per me e i miei bimbi. Non ci vedo la cattiveria di vedermi in difficoltà, anche perché nella pratica me la cavo lo stesso con o senza di loro, ci vedo tanta tanta indifferenza e mancanza di attaccamento al nipotino, mancanza di empatia e partecipazione. Per me è un discorso proprio affettivo, avrei preferito che il mio bimbo fosse coccolato per qualche altro mese da chi dovrebbe amarlo piuttosto che da estranei. È doloroso per me constatare una simile indifferenza verso il mio bimbetto di pochi mesi. Riesco a perdonare qualunque mancanza verso di me, ma non verso i miei bambini. Non ci riesco.

  • Cara Ipposam io te la butto lì, potendomi basare sui tanti tuoi post passati. Fondamentalmente loro non ti perdonano il fatto di aver avuto una famiglia tua. Soprattutto tua sorella. Penso di poter dire che vedono i tuoi figli non tanto come nipoti ma come persone che ti hanno distratto da loro. Ho capito che hanno questo pensiero ripeto dai tuoi post precedenti.

    Alla fine fine il loro pensiero è: ha voluto marito e figli ( andandosene da casa) ? Beh ora se la vedesse lei. Io cmq penso che tua madre sia in po' divisa cioè in cuore suo forse un pochino di bene vuole ai tuoi piccoli però nega le manifestazioni di affetto " per rispetto " a tua sorella che invece non ha avuto dei figli, perché in fondo sa che è una ferita bella profonda che ha dentro, la vede sempre come la più debole, da tutelare

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