Panico con agorafobia se mi allontano dal mio paese

  • Salve a tutti, chiedevo un confronto con chi potrà aiutarmi, scusandomi per il lungo messaggio. Soffro da più di anno di panico con agorafobia. Il primo episodio accadde la scorsa estate, in un supermercato, da allora non entrai più in un super per mesi, se non accompagnata. La cosa era poi regredita da sola, ero andata anche al mare e stavo meglio, complice un innamoramento che mi rendeva sicura di me stessa e serena. A causa del lockdown, la mia relazione è stata coltivata a distanza per molti mesi, durante i quali non ho più sofferto né di panico né di agorafobia. In prossimità delle riaperture di aprile sono stata abbandonata di colpo, e questo causò in me un trauma. I sintomi di agorafobia e panico sono ricomparsi, a giugno ho iniziato una terapia transazionale e da circa un paio di settimane ho avuto un peggioramento inaspettato. I miei attacchi di panico con evitamento agorafobico hanno cambiato forma: prima riuscivo a spostarmi in macchina ovunque, accompagnata, e dovevo stare attenta a girare SOLA per paesi, città o luoghi distanti da casa per timore di un attacco di panico. Se avevo accanto qualcuno di familiare, non succedeva nulla. Da un paio di settimane, di colpo, la mia agorafobia ha invertito rotta: riesco più facilmente a stare da sola, però entro un certo perimetro, e se esco dal mio luogo si riferimento (il circondario di casa o il mio paese), anche se accompagnata in macchina, vado in panico. Non riesco a spostarmi senza sentirmi angosciatissima. Pochi giorni fa ho tentato di spostarmi nel paese più vicino (a 3 km) e ho avuto tachicardia e impellente bisogno di scappare, ma in macchina non potevo fare nulla e mi sono limitata a respirare male e a piangere. Ho riprovato 3 volte quel percorso ed è andata un pochino meglio, però mi sento arrabbiata e impotente per non riuscire a fare quello che facevo prima, andare in città a fare una commissione, pure accompagnata, per me è diventato impossibile. Sono in terapia da giugno, ma prima questa cosa non mi era mai accaduta: certo, faticavo a prendere da sola un caffè al bar sotto casa o ad entrare in un supermercato causa panico, però, in compagnia, mi spostavo. Sono molto spaventata perché ho paura di peggiorare e non uscirne. Da poco l'unica cosa positiva che ho fatto è stata riuscire a fare piccole commissioni da sola, passeggiare da sola per piu di 1h al giorno, superando dei confini che credevo invalicabili vicino alla mia abitazione. Ringrazio tutti quelli che avranno la pazienza di leggere e rispondere. Spero di uscirne presto, mi piacerebbe lavorare lontano da casa e a volte lo credo impossibile. Qualcuno ha avuto la stessa esperienza e può darmi un suggerimento?

  • Qubit

    Approved the thread.
  • Ciao ElleG!

    Ti capisco ho passato anche se in misura minore, questa fase tremenda di agorafobia e panico. Personalmente, su parere del mio psichiatra e terapeuta, ne sono uscita solo ed esclusivamente grazie alle esposizioni e al non evitamento. Senza farmaci. È stata durissima ma è sparita direi quasi di colpo.

    Trovo che anche se la paura permane, tu abbia comunque fatto dei passi avanti! Guarda i fatti concreti e non le paure che quelle, sono solo il sintomo. Con le esposizioni e l'aiuto del tuo terapeuta, starai sempre meglio. Abbi fiducia.


    Un abbraccio!

  • Ciao. Ho i tuoi stessi problemi, da anni. Per un lungo periodo ho limitato i danni con i farmaci. Ad oggi lo stato dell'arte secondo i protocolli è abbinare la psicoterapia ad una terapia farmacologica (non risolutiva) basata su SSRI o SNRI ed eventualmente benzodiazepine (per un periodo limitato) per tenere a bada i sintomi. Ti consiglio di effettuare una visita da uno psichiatra e di intraprendere un percorso di psicoterapia. Io attualmente non sto assumendo farmaci ed infatti sono "bloccato". In bocca al lupo

    "L’ansioso edifica i suoi terrori e poi vi si installa: è un pelandrone della vertigine" (Emil Cioran)

  • Ciao. Ho i tuoi stessi problemi, da anni. Per un lungo periodo ho limitato i danni con i farmaci. Ad oggi lo stato dell'arte secondo i protocolli è abbinare la psicoterapia ad una terapia farmacologica (non risolutiva) basata su SSRI o SNRI ed eventualmente benzodiazepine (per un periodo limitato) per tenere a bada i sintomi. Ti consiglio di effettuare una visita da uno psichiatra e di intraprendere un percorso di psicoterapia. Io attualmente non sto assumendo farmaci ed infatti sono "bloccato". In bocca al lupo

    Ciao, grazie della tua testimonianza. Sto avendo grosse difficoltà e non so come uscirne. La terapia sta sortendo pochi effetti e non so se portarla avanti o no. Faccio tanta fatica anche se mi allontano poco oltre la mia abitazione, vado sempre a fare i soliti circuiti che non cambiano mai...mi hanno prescritto un ansiolitico potente, però non sono sicura se vada usato. Se mi consegna ad una vita più normale, non ci penserò due volte. Perché non è normale avere 150 di battito cardiaco solo perché sono dietro casa e mi sento come se non potessi scappare presto.

  • Ciao ElleG!

    Ti capisco ho passato anche se in misura minore, questa fase tremenda di agorafobia e panico. Personalmente, su parere del mio psichiatra e terapeuta, ne sono uscita solo ed esclusivamente grazie alle esposizioni e al non evitamento. Senza farmaci. È stata durissima ma è sparita direi quasi di colpo.

    Trovo che anche se la paura permane, tu abbia comunque fatto dei passi avanti! Guarda i fatti concreti e non le paure che quelle, sono solo il sintomo. Con le esposizioni e l'aiuto del tuo terapeuta, starai sempre meglio. Abbi fiducia.


    Un abbraccio!

    Ciao, grazie per la tua condivisione. Io non so proprio come uscirne: purtroppo temo di aver sempre trovato fuori di me i criteri e le sorgenti per sentirmi integra e sicura di me stessa, mentre queste cose vanno trovate dentro se stesse in primis. Fino a che le condizioni esterne a me convergevano con le mie aspettative personali e sentimentali mi sentivo vincente, forte, libera. Quando hanno smesso di esserlo (a causa di traumi emotivi ricevuti), è come se avessi perso ogni punto di riferimento, che ho sempre collocato fuori da me, sentendomi quindi non familiare a me stessa. Cosa mi suggerisci di fare? Io purtroppo sono in una situazione grave, mi sono stati prescritti ansiolitici ma ho paura. Vorrei vivere.

  • Ciao, grazie per la tua condivisione. Io non so proprio come uscirne: purtroppo temo di aver sempre trovato fuori di me i criteri e le sorgenti per sentirmi integra e sicura di me stessa, mentre queste cose vanno trovate dentro se stesse in primis. Fino a che le condizioni esterne a me convergevano con le mie aspettative personali e sentimentali mi sentivo vincente, forte, libera. Quando hanno smesso di esserlo (a causa di traumi emotivi ricevuti), è come se avessi perso ogni punto di riferimento, che ho sempre collocato fuori da me, sentendomi quindi non familiare a me stessa. Cosa mi suggerisci di fare? Io purtroppo sono in una situazione grave, mi sono stati prescritti ansiolitici ma ho paura. Vorrei vivere.

    Ciao Elle,


    il fatto di non trovare dentro sé stessi l'equilibrio e la forza (e l'amore) per sentirsi sicure di sé, penso sia comune a tutti coloro i quali soffrono di ansia e attacchi di panico. E' proprio il punto forse principale su cui lavorare, in psicoterapia. Per quanto riguarda invece la prescrizione di ansiolitici, dovresti discuterne con il tuo medico specialista. Se un farmaco, puo' farti stare bene, non vedo perché non prenderlo. Io, personalmente, non sono mai stata contraria all'uso dei farmaci qualora indicati e prescritti dallo psichiatra, ovviamente , perché se possono aiutare ad alleviare i sintomi, non vedo perché non provare a prenderli! Poi siamo tutti consapevoli del fatto che il vero lavoro spetta a noi, al non evitare, all'esporsi, all'affrontare, all'andare sempre anche quando si sta male.

    Guarda io ho superato questa tua fase con l'esposizione. Non riuscivo ad arrivare in fondo alla via, senza sentirmi male, morire e impazzire. Il mio psichiatra al telefono mi disse: ora lei prende la sua auto, e mi fa 30 km fino ad arrivare in città; quale strada le fa piu' paura per arrivarci? L'autostrada? Perfetto, prende quella. E non prende nulla, ne gocce, ne tisane. Se non lo fa, non mi richiami piu'. Non le succede nulla, non morirà non impazzirà anzi, l'ansia il malessere raggiunto il massimo picco, poi scenderà.

    Io stavo morendo anche solo a pensarci. Niente, mi faccio coraggio, e con vertigini immense, e tutto il resto, sono salita in macchina.Giuro, mi sono fatta il segno della croce. E sono partita. Arrivata non lontano da casa volevo girare la macchina e tornare indietro, sentivo proprio la necessità di fuggire e di tornare. Tel al mio medico, glielo dico gli dico non ce la faccio dottore, muoio, é anche pericoloso per me!! Lui, irremovibile: no, é pericoloso se non lo fa. Non le succederà nulla. Mi chiami appena arriva in città e prenda l'autostrada. Se non lo fa, non mi chiami piu. Niente, lo faccio. Dopo un 10 minuti infernali, l ansia inizia a scendere,io dall'emozione inizio a piangere come una scema, non avevo piu' paura, non stavo piu male mi sentivo BENE e appena arrivata in città, ero cosi felice che sono rimasta per ore! L'ho chiamato e mi ha detto la sua solita frase: HA VISTO? ALLORA, E' MORTA? E' IMPAZZITA? O STA BENE? :face_with_tears_of_joy: :face_with_tears_of_joy: :face_with_tears_of_joy: :face_with_tears_of_joy: (l'avrei ucciso eh... ma che regalo mi ha fatto!!!) . Da quel momento, ero tornata come prima che iniziasse quella fase maledetta di agorafobia fortissima. Ecco questa la mia personale esperienza :red_heart:


    Un abbraccio fortissimo e forza, ce la farai alla grande!!! :flexed_biceps: :flexed_biceps: :flexed_biceps: :red_heart: :red_heart: :red_heart:

  • Le tue parole mi infondono molto coraggio, grazie di tutto cuore. Spero di essere tanto brava quanto lo sei stata tu ❤️ Ti prendo da esempio!

  • Le tue parole mi infondono molto coraggio, grazie di tutto cuore. Spero di essere tanto brava quanto lo sei stata tu ❤️ Ti prendo da esempio!

    Sono contenta, Elle! Credimi non è questione di essere bravi o meno ma è solo seguire alla lettera le indicazioni dello specialista. Lui lo sa, non noi, che ascoltiamo i sintomi e crediamo loro.

    Io sono stata cosi male, prima, che il giorno dopo, avevo una cefalea pazzesca tanto era stata in tensione. Quindi non sono capricci da superare, si sta male come cani, e per davvero. Bisogna affidarsi allo psichiatra e allo psicoterapeuta e seguire le loro indicazioni anche se ciò comporta tanta ansia, tanti sintomi anche di nuovi, tanta paura e sensazioni tremende. Ma è da li che si scardina e destruttura. Ed è lunga🥴 Quindi coraggio Elle, supererai alla grande anche questa fase!!💪❤❤❤

  • ora lei prende la sua auto, e mi fa 30 km fino ad arrivare in città; quale strada le fa piu' paura per arrivarci? L'autostrada? Perfetto, prende quella. E non prende nulla, ne gocce, ne tisane. Se non lo fa, non mi richiami piu'. Non le succede nulla, non morirà non impazzirà anzi, l'ansia il malessere raggiunto il massimo picco, poi scenderà.

    Io stavo morendo anche solo a pensarci. Niente, mi faccio coraggio, e con vertigini immense, e tutto il resto, sono salita in macchina. Giuro, mi sono fatta il segno della croce. E sono partita. Arrivata non lontano da casa volevo girare la macchina e tornare indietro, sentivo proprio la necessità di fuggire e di tornare. Tel al mio medico, glielo dico gli dico non ce la faccio dottore, muoio, é anche pericoloso per me!! Lui, irremovibile: no, é pericoloso se non lo fa. Non le succederà nulla. Mi chiami appena arriva in città e prenda l'autostrada. Se non lo fa, non mi chiami piu. Niente, lo faccio. Dopo un 10 minuti infernali, l ansia inizia a scendere,io dall'emozione inizio a piangere come una scema, non avevo piu' paura, non stavo piu male mi sentivo BENE e appena arrivata in città, ero cosi felice che sono rimasta per ore! L'ho chiamato e mi ha detto la sua solita frase: HA VISTO? ALLORA, E' MORTA? E' IMPAZZITA? O STA BENE?


    Non posso che quotare.


    Non dico sia "facile". In una esposizione del genere si provano sensazioni che non augurerei al peggior nemico. Però sono solo sensazioni. Una volta vissute e preso atto che sono assolutamente INNOCUE, il cervello inizia a riprogrammarsi naturalmente...

    Trust No One

  • ElleG,

    mi immedesimo molto in te, negli ultimi mesi sto riscontrando grandi difficoltà a guidare, in particolare allontanandomi dal mio quartiere.

    Io, per forza di cose, mi devo forzare perlomeno quando non posso avere il supporto di mio marito, magari impegnato a lavoro, e quindi devo per esempio portare mia figlia dal pediatra o ad una festa di compleanno.

    Magari arrivo a destinazione con le lacrime nascoste dietro agli occhiali da sole, ma so che devo farlo.

    Forse non avrei la stessa forza se dovessi farlo per me stessa e non per mia figlia.

    Tu, però, prova a seguire i suggerimenti che ti hanno sapientemente dato gli altri utenti.

    Sei sicuramente molto più forte di quanto credi! 💪☺️

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