• Negli ultimi tempi sto andando incontro a un imbarbarimento sinaptico progressivo. Non so se sia una conseguenza della depressione o di qualunque malattia soffra. Sembra però che non riesca a far nulla di quello che un passato mi veniva facile, soprattutto parlando di attività "intellettuali" come leggere e studiare. Se prendo un libro le parole lì impresse mi scorrono davanti agli occhi come lettere prive di significato. Oltre a leggere non ho molto da fare durante la giornata, dato che vivo in perenne solitudine in una casa, senza contatti, senza interessi, senza impegni e senza mettere il naso fuori se non per dovere. Mi si è inaridita anche la capacità e volontà di comunicare a voce, e non riesco più a rendere nello scritto. Il più delle volte l'unica cosa che mi viene facile è dormire. Prima stavo sui social, ma ho cominciato a ridurre anche quelli, un po' perché non mi trovo bene, un po' perché non ho davvero niente da dire. Sono sicura di stare diventando "scema". La mia psicologa continua a dirmi che devo impegnarmi e mia madre che non voglio guarire, ma io incontro proprio difficoltà insormontabili nel fare le cose più semplici. Uscire di casa forse potrebbe aiutarmi, ma non ho motivazioni sufficienti a farlo. Il fuori per me è un'enorme piazza straniera nella quale non ho punti di riferimento, nella quale vivo sempre in condizione di disagio. Penso sia più sicuro il divano e la coperta. Ma ho quasi 28 anni e sento che la mia vita è già passata in questo modo insensato.

  • Domanda che potrebbe sembrare banale e probabilmente lo è: hai qualche interesse particolare magari sepolto nelle sabbie del tempo, che ti piacerebbe rispolverare aiutandoti magari nel contempo ad uscire dall'empasse?

    È sempre più buio appena prima dell’alba

  • Domanda che potrebbe sembrare banale e probabilmente lo è: hai qualche interesse particolare magari sepolto nelle sabbie del tempo, che ti piacerebbe rispolverare aiutandoti magari nel contempo ad uscire dall'empasse?

    Al momento non mi viene in mente nulla di significativo. Da piccola mi piaceva disegnare, ma non ho nessun entusiasmo al pensiero di riprendere a farlo. Mi piaceva anche scrivere. Da adulta ho scritto una serie di racconti che si arenano dopo poche pagine nell'inconcludenza, perché non riesco ad immaginare o ad essere creativa. Oltre al fatto che spesso riverso la mia confusione lì, quindi risultano grotteschi. In linea di massima, penso di non avere davvero interessi in generale. Mi sforzo di trovare delle passioni ma non c'è niente che mi piaccia o mi gratifichi veramente.

  • Guarda, ieri ho letto questo thread ma ero di fretta e non ho risposto. Però mi sono chiesta se scrivere potesse aiutarti, perchè scrivi molto bene, quindi mi sembrava un po' strano che parlassi di "imbarbarimento sinaptico" (bellissima espressione) ;) ecc, perchè le tue facoltà mentali non sono per nulla disgregate.

    Ciò detto, la cattiva notizia è che da quello che scrivi a mio avviso sei effettivamente depressa. Alcune frasi sono proprio sintomi tipici:

    - Sembra che non riesca a far nulla di quello che un passato mi veniva facile

    - Il più delle volte l'unica cosa che mi viene facile è dormire

    - Uscire di casa forse potrebbe aiutarmi, ma non ho motivazioni sufficienti a farlo

    - Penso sia più sicuro il divano e la coperta.

    Non ricordo se lo hai già scritto da qualche parte, ma oltre alle sedute dalla psicologa, prendi anche farmaci? Perchè in caso contrario, io sentirei anche il parere di uno psichiatra su un'eventuale cura antidepressiva.

  • Non ricordo se lo hai già scritto da qualche parte, ma oltre alle sedute dalla psicologa, prendi anche farmaci? Perchè in caso contrario, io sentirei anche il parere di uno psichiatra su un'eventuale cura antidepressiva.

    Frequento una psichiatra, ma non assumo le medicine che mi prescrive (fra cui c'è anche un antidepressivo), perché ho un'antipatia assoluta per il mondo degli psicofarmaci. Non riesco a prenderli perché non voglio più essere schiava di una pillola. Vorrei farcela solo con le mie forze, e con l'aiuto della psicoterapia.

  • Ciao Kowalski... mi dispiace che tu ti senta così... se non sbaglio in un altro post hai detto che sei iscritta in un'Università online... posso dirti che io nel periodo di maggiore depressione che ho avuto, l'unica cosa che riuscii a fare fu quella di iniziare a frequentare le biblioteche della mia città... non sai quanto questo mi aiutò perché potevo uscire ma standomene comunque "per conto mio", anche se facevo solo poche pagine al giorno o anche se ci passavo poco tempo. E da lì le cose per me sono iniziate a migliorare. Non so potresti provare anche tu. So che è difficile... però potrebbe essere uno spunto :-)

  • Ciao Kowalski... mi dispiace che tu ti senta così... se non sbaglio in un altro post hai detto che sei iscritta in un'Università online... posso dirti che io nel periodo di maggiore depressione che ho avuto, l'unica cosa che riuscii a fare fu quella di iniziare a frequentare le biblioteche della mia città... non sai quanto questo mi aiutò perché potevo uscire ma standomene comunque "per conto mio", anche se facevo solo poche pagine al giorno o anche se ci passavo poco tempo. E da lì le cose per me sono iniziate a migliorare. Non so potresti provare anche tu. So che è difficile... però potrebbe essere uno spunto :-)

    Potrei provare... anche io ho una passione per le biblioteche. Grazie.

  • Anche a me sembra un ottimo spunto, per una persona che ama leggere e scrivere :).

    Tuttavia, diciamo la verità, se la psichiatra ti ha già prescritto una cura significa che la depressione che ipotizzavo anch'io è conclamata e che il medico ritiene che senza farmaci sia difficile guarire.

    I farmaci non fanno miracoli, sia chiaro, ma se si trova la terapia giusta aiutano in tempi più brevi della psicoterapia da sola e abbinare entrambe le cose potrebbe essere la soluzione giusta. Secondo me, non bisogna vedere la depressione in maniera molta diversa da una qualsiasi malattia organica, da curare anche con i farmaci, se dopo un po' è evidente che non passa. Può essere deprimente il fatto stesso di doversi considerare malati, ma d'altra parte uno lo sente di non essere più come prima e lo scrivi tu stessa dandone alcuni esempi.

    Purtroppo, a volte si continua a sperare di potercela fare anche senza farmaci e magari ci si sente anche in colpa perchè non ci si riesce, quando nessuno si sente in colpa se non guarisce da solo da una bronchite...

  • Purtroppo, a volte si continua a sperare di potercela fare anche senza farmaci e magari ci si sente anche in colpa perchè non ci si riesce, quando nessuno si sente in colpa se non guarisce da solo da una bronchite...

    Il punto è che i farmaci per la bronchite non vanno ad incidere sulle tue sinapsi, mentre è dimostrato (dati alla mano) che gli psicofarmaci intaccano ulteriormente la funzionalità del cervello, annichilendo o peggiorando le capacità cognitive. Non lo dico io, lo dicono gli studi. Io già di mio mi sento una totale "rinco" - sento cioè che le mie capacità di attenzione, concentrazione, le mie facoltà di mantenere il filo del discorso, sono pesantemente compromesse dalla depressione che genera anche confusione e senso di vuoto interiore, anche mentale. Non voglio che i farmaci aggiungano il carico da 90.

  • ciao, io ti posso dire che ho provato gli antidepressivi ma mi hanno fatto stare di...quindi li ho smessi. Sicuramente se tu riuscissi a stare un pochino meglio senza sarebbe un'ottima cosa, magari appunto trovando qualche attività che possa confacerti e a cui potresti dedicarti ,così da impiegare il tempo e le risorse mentali che hai. Non so poi se soffri anche di ansia o solo di depressione..

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