Mancanza di autostima e senso di fallimento che mi provocano ansia

  • Salve a tutti,

    Sono uno studente universitario di 24 anni e frequento l'ultimo anno di Ingegneria. Ho finito la sessione estiva il 20 luglio, passando tutti gli esami che mi ero prefissato di dare. Sono soddisfatto tranne per l'ultimo esame dove, sono stato costretto ad accettare un 25. Ora mi ritrovo a dover dare l'ultimo esame (da 5 CFU e tutti mi hanno detto che si prende 30 facilmente) a settembre e non riesco a studiare. Sono completamente in ansia perché devo prendere per forza 29/30 per poter avere un voto di base di 102 per poter puntare al 110, altrimenti avrei 101.

    In questo momento ho una media abbastanza alta, ma comunque continuo ad essere deluso da me stesso perchè comunque sono quasi sicuro di non uscire con 110. Mi sento sempre inferiore rispetto ad altri miei colleghi. Sono appena tornato da una settimana di vacanza( la prima settimana completamente off che mi sono preso dallo studio da circa 4 anni) e mi sento in colpa perchè penso che, se voglio prendere 30, non avrei dovuto smettere di studiare questa settimana ma dovevo continuare a studiare.

    Oltre all'ansia per quanto riguarda l'ambito accademico, questa si estende a tutta la mia vita in generale come l'ansia generata dalla paura di non riuscire a combinare niente nella mia vita, di non essere in grado di trovare lavoro dopo, di non avere uno straccio di esperienza in ambito lavorativo, l'ansia di finire fuoricorso, di non riuscire a scrivere la tesi, di non essere in grado di trovare un argomento o relatore, di non essermi goduto forse i migliori anni della mia vita.

    Anche il fatto di non sapere che tesi scegliere, avere paura di propormi alle aziende per stage per paura di non essere preso, mi sta facendo impazzire : ci penso continuamente e questo non fa altro che continuare a distrarmi e farmi sentire sempre inferiore agli altri, specialmente in ambito "competitivo" come ricerca di lavoro, stage, università in generale. Come se gli altri sapessero tutti più di me, fossero tutti più preparati, fossero sempre migliori di me (anche se magari gente diciamo "al mio livello" o con cui mi confronto quotidianamente, prepariamo esami insieme etcc riesce in tutto). Questo in ogni aspetto della vita e con qualsiasi persona.


    Questo senso di fallimento, sentirsi inadatto in tutto e inutile, inferiore a tutti si riflette anche nella mia vita privata, sia con familiari, amici e possibili frequentazioni con ragazze. Sono sempre stato un tipo molto timido e introverso sin da quando ero bambino: poche amicizie ,soprattutto con le ragazze. Ciò mi ha impedito da adolescente di fare tutte le classiche esperienze che si fanno a quell'età. Ho un sacco di interessi che mi piacerebbe sviluppare ( tipo imparare una seconda lingua diversa dall'inglese, leggere con frequenza ecc) ma non riesco a mettere in pratica niente perchè penso che devo solo studiare, prendere il massimo e non perdere tempo con altro. Vedo gente che fa mille cose e che va bene e io non riesco neanche a cominciarne una per paura già di fallire, di non riuscire a reggere il ritmo e tutto il resto. Prima del covid avevo cominciato ad andare in palestra e mi trovavo bene anche coi tempi, infatti sono riuscito a perdere più di 10 chili che avevo accumulato in questi anni di università, ma adesso ho paura di non essere più in grado di fare nemmeno quello nonostante praticamente mi rimanga solo la tesi da fare.


    Scusate per la lunghezza del messaggio e se ci sono errori di battitura ma ho scritto da telefono.

    Grazie mille per aver letto e risposto.

  • Juniz

    Approved the thread.
  • Ciao Luca,

    sembra che tutta la tua energia al momento sia riposta nell'ambito di formazione e lavoro della tua vita, al punto da portarti addirittura a sensi di colpa per esserti preso un po' di tempo solo per te stesso e per lo svago.

    Cresciamo e ci formiamo sin da piccoli in ambienti altamente competitivi e pressanti, chiediamo a noi stessi di essere perfetti e impeccabili, e la nostra anima, giustamente, viene a dirci di fermarci un attimo, di dedicarle tempo, tempo senza fretta.

    Prova a riprendere in palestra se puoi, vai fuori nei weekend, coltiva quegli hobby che senti voler fare, solo per il semplice piacere di farli.

    Prova insomma ad uscire se puoi a volte dall'ambiente universitario e lavorativo, così da ritornarci meno carico di tensione competitiva.

    È buono impegnarsi per il nostro futuro, ma è altrettanto buono ricordarci che gli studi che facciamo, il voto che prendiamo, la posizione che ricopriamo, il lavoro che svolgiamo, il ruolo che assumiamo in società insomma, spesso non sono quello che realmente, nel profondo, siamo davvero.

    Quello che realmente siamo spesso emerge proprio nei momenti in cui lasciamo la presa del fare, lasciamo la presa di essere sempre i migliori, i vincenti, sempre qualcosa in più...

    E spesso ciò accade proprio nei momenti più spensierati e rilassati della nostra giornata.

    Prova a trovare sempre un po' di spazio per momenti così, da essi infatti traiamo energia fresca e leggera per proseguire nei nostri impegni giornalieri, meno carichi di tensione competitiva e preoccupazione del futuro.

    Buona vita 🙂

  • Grazie per la risposta.

    Ci provo ma è sempre difficile distaccarmi da questa mia visione. Vedo tutti (ad esempio su Linkedin) etcc. che fanno stage, internship and miei amici più vicini che, pur essendo fuoricorso di molto alla triennale (tipo di 3 anni) vengono contattati mentre io sono ancora qua al secondo di magistrale, con esami praticamente finiti e a cui manca solo la tesi che ancora ho l'ansia di non essere in grado di laurearmi, di essere un fallito.


    Ora che mi manca solo la tesi è una settimana che penso a che professori chiedere, la scelta è stata ristretta a 3 ma ho paura perfino di mandare una mail per un incontro preliminare perché penso di non essere in grado di fare nulla.

    Ho paura di non essere in grado di fare la tesi, di non riuscire a laurearmi. In più o un enorme confusione in testa per via del fatto che non ho in mente chiaramente su cosa concentrarmi a livello lavorativo (quale ambito "specializzarmi" diciamo).


    Grazie ancora per la risposta.

  • Non volevo sminuire i problemi di altri. Semplicemente volevo esprimere le mie sensazioni e come mi sento in questi momenti.

    Ho capito,però il tutto mi sembra davvero irreale..cioè,te ti senti inferiore a tutti?Sai cosa significa essere inferiori a tutti?Credo di no..Il tuo è per l'appunto un sentire..che nulla ha a che vedere con la realtà..vedi solo chi va meglio di te,e non ti accorgi del fatto che c'è gente che alla tua età non ce la fa ad alzarsi da un letto,perché la propria vita è già compromessa..per carità,te puoi sentirti come vuoi,nessun problema.Mi fermo qui,ho detto anche troppo.

  • Mi dispiace se ti ho offeso o se ho offeso qualcun altro qua sul forum. Semplicemente cercavo qualcuno magari che ha vissuto determinate sensazioni/emozioni che provo io ora. D'altra parta è intrinseco nell'essere umano, o almeno in quelli molto insicuri e con scarsa autostima come me, osservare sempre chi sta meglio di noi e provare sempre un senso di inadeguatezza e insoddisfazione. Cercavo solamente qualcuno che avesse provato qualcosa di simile nei suoi anni in università o in generale. Ovviamente quando mi riferivo a "inferiore a tutti" era ovviamente da contestualizzare nel contesto in cui mi ritrovo a vivere, non al mondo in generale.


    Ancora scusa se ti ho offeso.


  • lucaberbieri397 Non devi scusarti, perché non c'è stata alcuna offesa, soltanto la legittima condivisione di un problema in linea con le regole e lo spirito del Forum che si basa sul confronto e il dialogo. Invece l'intervento e i toni di Mezzouomo sono fuori luogo e lo invito a partecipare senza fare inutili polemiche.


    Juniz per lo staff di moderazione.

    «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

  • nessuna polemica.. volevo solo far vedere all'autore del thread le cose in maniera differente..mi scuso se i miei toni sono stati sbagliati,di certo non volevo dare fastidio a nessuno..detto questo,mi taccio.

  • A 24 anni un tale "attaccamento viscerale" sul punticino in più o in meno sul voto di laurea (ti assicuro che, nel mondo reale, ai potenziali datori di lavoro fregherà ZERO se hai 108 invece che 110 o viceversa ;)) denota una profondità immaturità formativa in termini di "vita".


    La tua ansia non deriva da ciò, ma dal fatto che stai per abbandonare l'habitat naturale "controllato" del mondo scolastico/accademico per avventurarti nella giungla del mercato del lavoro, in cui a fare la differenza sono una serie di skills che, proiettato soltanto sui libri, non hai ancora sviluppato.


    E' una immane tragedia ? No... hai 24 anni... devi farti le ossa... ci sta prendere qualche sportellata... ci sta anche fallire... BUTTATI e vedrai che a 30 sarai una persona diversa e finalmente adulta e ti guarderai indietro con un sorriso ;)

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