Differenti approcci alla vita

  • Le persone hanno bisogno di una via di fuga.
    Il filosofo Immanuel Kant era celebre, anche da vivo, per la sua vita noiosa: sveglia alle 5, andava a insegnare, poi il pranzo e alle 14:30 la sua passeggiata. Tornava a casa a scrivere e andava a letto alle 22. Questo tutti i giorni della sua vita, non si spostò mai dal suo paese e visse sempre da solo.
    Nei suoi scritti però si toccano vette sublimi che l'hanno reso immortale. Oggi chi legge si rende conto da solo dove "fuggisse" la mente del filosofo.

    L'immenso Giorgio Morandi era ancora più "statico e abitudinario" e i sui dipinti parlano di Armonia al mondo intero, bambini inclusi.

    Per cui : condivido il loro modello di vita, ma ti chiedo : perchè le chiami "vie di fuga" ?

    Al massimo mi sembrano vie di felice "fuga" rispetto agli inutili frastuoni e finti fasti di ogni epoca, per favorire una felicissima concentrazione su quelle attività che intimamente gratificano davvero, nel profondo, e che diventano Beata Ossessione...


    E con questo cerco di riflettere, senza viverne nulla, l'ansia di <nuovi scenari> di cui mi sembra parlare ipposam .

    Io non so se sia una "fuga" da qualcosa, ma - per come descritta - mi sembra quantomeno una ricerca continua , con la particolarità di non essere concentrata (come accade a moltissimi) su uno o più settori dell'umano vivere, ma quasi sembra una ricerca "random e purchè ci sia qualcosa di nuovo e mirabolante/scenico".

    Chiaro che anche l'esigenza della <fuga> pura e semplice dalla propria realtà giustificherebbe la ricerca random. Però non mi collima con la fragorosità scenografica delle ricerche di Ipposam. Voglio dire : di gente in fuga dalla propria realtà è pieno il mondo, ma poi quasi tutti sanno farsi bastare cose infinitesimali, che vanno dal profumo nell'aria dei fiori di maggio aprendo la finestra d casa, a una buona lettura, a un buon film, a buona musica, al fare una passeggiata per conto proprio, all'approfondire una mistica quale che sia, allo studiare un'arte quale che sia, al coltivare un hobby quale che sia, al nuotare con la bambina anche tra le alici e le cozze delle nostre spiagge...


    Per questo mi verrebbe una domanda, rispetto alla quale non attendo risposta, ma che penso non sia domanda sciocca per chi desiderasse fare introspezione.

    La domanda è relativa al tipo di emozione che provi. Solo esempi dal mio limitatissimo punto di osservazione : provi emozione perchè la tal cosa ti appassiona da pazzi? (ma non capirei perchè poi ne cerchi altre)..., oppure... provi emozione perchè così sei certa di essere "al passo" e non perderti cose da cui riterresti socialmente grave sentirti esclusa?...oppure ancora, non uguale alla precedente...provi emozione all'idea di vivere tot cose per poterle raccontare?...

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • @Gloria: la risposta è "no" a tutte le tue domande. La mia emozione è legata alla scoperta, al fare qualcosa di nuovo. E forse mi sono spiegata male, ma non mi serve l'esperienza "mirabolante" a tutti i costi. Anche a me piacciono cose molto semplici, l'odore del caffè al mattino, una corsa nel parco, due chiacchiere con un'amica. Queste cose vanno benissimo. Ma poi ci sono emozioni più forti, togliersi il piumino per indossare t-shirt e infradito quando sei atterrata ai tropici nel mese di Febbraio è un esempio. Sono emozioni che una volta vissute non si dimenticano e le vai ricercando, almeno per me è così. E può sembrare strano ma suonare un nuovo pezzo al pianoforte mi dá emozioni paragonabili. È la ripetitività che mi annoia e angoscia...non mi interessa condividere con altri queste emozioni, altrimenti avrei già aperto un blog o qualcosa del genere, se le condivido è con chi è simile a me, perché certe cose interessano solo chi le vive.

  • certe cose interessano solo chi le vive

    O magari le vivono (più che altro ripetono) solo coloro a cui interessano. ;)


    Resta da capire (stando al tuo quesito iniziale) perchè a te interessino/emozionino sino al punto che non avere le valigie pronte all'ingresso di casa crei mestizia...

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • O magari le vivono (più che altro ripetono) solo coloro a cui interessano. ;)


    Resta da capire (stando al tuo quesito iniziale) perchè a te interessino/emozionino sino al punto che non avere le valigie pronte all'ingresso di casa crei mestizia...

    Certo le vivono le persone a cui interessano, ma intendevo dire che non ha senso parlarne con chi non le vive, con chi è avulso da certi hobby.

    Credo di aver già detto altre volte che le mie amiche erano certe che avrei "rallentato" col matrimonio, e poi con i figli...ma invece negli anni ho piuttosto accelerato, sono diventata via via più efficiente nell'organizzare il mio tempo e in tutta onestà sono aumentate le cose che voglio fare e molte le faccio con la mia bambina e troppe me ne vengono in mente. Di base mi dico da sola che c'è un problema d'ansia, perché mi sento sempre come uno a cui stia per mancare l'ossigeno e la valigia in corridoio è la prossima bombola da attaccare.

  • negli anni ho piuttosto accelerato, sono diventata via via più efficiente nell'organizzare il mio tempo e in tutta onestà sono aumentate le cose che voglio fare e molte le faccio con la mia bambina e troppe me ne vengono in mente. Di base mi dico da sola che c'è un problema d'ansia, perché mi sento sempre come uno a cui stia per mancare l'ossigeno e la valigia in corridoio è la prossima bombola da attaccare.

    Riguardo all'ipotizzata ansia : ma <ansia> di cosa?

    A meno che non si aspiri all'ubiquità che consenta di stare contemporaneamente in Groenlandia-Messico-Sudafrica...nei tuoi panni rifletterei in totale serenità che hai ottime capacità di organizzazione /pianificazione delle attività che ti appagano, hai un marito e una bimba che godono insieme a te delle tue iniziative, sei sempre riuscita a realizzarle con piena soddisfazione tua e loro... e quindi...che spazio resta per l'ansia? ;)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Vorrei capire perché sono così e come mitigare l'angoscia quando non posso fare ciò che voglio, visto che reagisco come un bambino, con una bella dose di tristezza e scoramento. Chi come me, a oltre 40 anni?

    Non posso parlare per esperienza diretta perché non mi vedo in questa descrizione, se non in una minima parte, nel senso che lavorando un sacco, riesco a ritagliarmi qualche ora per lo sport e ogni altra cosa è stipata nel fine settimana o nelle tre settimane di ferie all'anno, in cui riesco a fare molto ma di gran lunga non tutto quello che vorrei...perché gli spostamenti sono impegnativi vivendo dalle nostre parti, perché molte cose sono stagionali e per forza ogni tanto bisogna rinunciare. Non soffro la rinuncia, credo per educazione ricevuta (le mie sorelle sono uguali); semplicemente non potevamo fare tutto e abbiamo imparato presto a sopportare quelle frustrazioni.

    Forse quell'angoscia che ti viene è frutto del non aver mai dovuto sopportare quella frustrazione.


    Conosco solo una persona che riesco ad inserire nella tua descrizione. Fa sempre qualcosa, deve sempre muoversi, andare e sbrigare. Ha provato tutti gli sport che ci sono, viaggia continuamente. Non so se ha quest'angoscia di cui parli tu ma sicuramente non riesce a stare fermo ed osservare sé e gli altri. Il mondo interiore è uno spazio sconosciuto e quello degli altri pure...non ho mai capito se lo é perché ha sempre altro da fare oppure per incapacità, o desinteresse. Di fatto le persone "servono" e basta, per fare cose insieme a lui, ma non gli interessa stare con quella persona.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Una domanda a ipposam : organizzi un viaggio, tutto fila nel migliore dei modi e in quel luogo è tutto all'altezza delle tue aspettative, o anche oltre, e ne sei entusiasta e te la godi.

    Quale tra i questi attegiamenti interiori ti appartiene di più :

    1) sei gioiosa e ti godi l'attimo a pieni polmoni ?

    2) ti godi l'attimo ma la gioiosità è già un pelino inquinata dall'idea che la vacanza terminerà ?

    3) ti godi l'attimo ma stai già pensando all'organizzazione della prossima vacanza ?

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • @Gloria: me lo godo a pieni polmoni, e al rientro per un po' sto bene, ma presto mi nasce il bisogno di programmare altro.

    Negli ultimi 2 anni poi non ho fatto nulla, e su questo argomento la mia frustrazione è ai massimi livelli. Anche quest'anno vedo difficile programmare qualcosa, diciamo che l'accoppiata covid-neonato non è delle migliori per pensare a spostarsi, perciò ho messo in stand by a tempo indeterminato tutte le mie aspettative.

    Dicevo che forse è legato all'ansia in generale, cioè può darsi che il piacere della scoperta mi è utile per distrarmi da altro.

    @lahuesera: non ho mai tollerato le frustrazioni di questo tipo e a differenza tua non mi è stato trasmesso a livello di educazione. Ahimè finché ho vissuto sotto la protezione familiare ho avuto tutto e subito, cosa che non sto facendo con i miei bimbi. Io non sono tipo da non dare spazio all'interioritá mia o altrui, però sicuramente tollero malissimo le frustrazioni.

  • @Gloria: me lo godo a pieni polmoni, e al rientro per un po' sto bene, ma presto mi nasce il bisogno di programmare altro.

    Negli ultimi 2 anni poi non ho fatto nulla, e su questo argomento la mia frustrazione è ai massimi livelli. Anche quest'anno vedo difficile programmare qualcosa, diciamo che l'accoppiata covid-neonato non è delle migliori per pensare a spostarsi, perciò ho messo in stand by a tempo indeterminato tutte le mie aspettative.

    Personalmente ripeto quel che già dissi, e cioè che, appunto, l'accoppiata covid-neonato determini una congiuntura astrale di un qualche notevole peso. Ma sono entrambe situazioni destinate a migliorare.

    Dicevo che forse è legato all'ansia in generale, cioè può darsi che il piacere della scoperta mi è utile per distrarmi da altro.

    Ma le modestissime domande partorite dal mio cervellino erano proprio in questa chiave.

    Le risposte 2) e 3) mi avrebbero fatto pensare ad una personalità che è in ansia perenne, per ragioni tutte endogene : un po' della serie "in realtà non sto mai veramente bene da nessuna parte e non mi godo niente davvero a fondo, perchè non basta mai nulla per appagare un bisogno interiore che mi illudo di appagare con questa o quella cosa, eppure non basta mai".

    La risposta 1), invece, mi fa pensare a ragioni di frustrazione/ansia che hanno anche corpose radici esogene.

    Detta semplice : se quando svario sto <da dio> e me la godo tutta...forse prende corpo la <via di fuga> di cui parlava Aiden il venerabile , e forse vuol dire che frustrante mi risulta la mia realtà. E che (mio corollario personalissimo) piuttosto che infierire nei tentativi di fuga, possa essere salutare chiamarlo per nome, guardarlo negli occhi, scenderci a ragionevoli patti con me stessa (come certamente hai tutte le doti per fare). ;)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

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