Quando forse è giunto il momento di calare il sipario.

  • Ho 44 anni.

    Ho avuto una vita molto intensa, ho fatto tanti lavori, qualche successo personale, tante cadute a terra da cui mi sono sempre più o meno rialzato.

    Diciamo che all'atto pratico ho fatto cose che molta gente farebbe forse in 10 vite.

    Ho avuto tantissimi amici, belle auto, soldi, ho fatto qualche viaggio e riso tanto.
    Quello che forse mi è mancato è l'amore.

    La mia famiglia è stata particolare, pochi abbracci, poche coccole. L'affetto veniva esternato in altri modi, con la fiducia magari, con la generosità.

    Credo di non essere mai stato amato da una donna.

    Anche mia moglie non credo che mi abbia mai amato veramente, ma che abbia provato grande affetto e grandi aspettative.


    Fin da molto giovane ho scelto la strada del lavoro autonomo.

    Ho spaziato in diversi settori, ma diciamo che non è mai andata davvero bene in nessuno.

    Molti errori, pochissima fortuna (sfortuna no, negli affari non esiste quella), e probabilmente pochissime capacità.


    Un tempo ero caparbio, ostinato, tenace.

    Oggi mi trascino, e quei sogni di un futuro brillante sono ormai un ricordo ormai sbiadito.


    Ho ereditato dalla mia famiglia l'anafettività.

    Sono stato un pessimo marito, e sono un pessimo padre.


    L'unica persona in tutta la mia vita a cui ho esternato affetto è forse l'ultima a cui avrei dovuto esternarlo e qui ne ho parlato abbondantemente.


    Sono in una situazione finanziaria senza alcuna possibilità di uscita.

    Sono stra indebitato con banche e finanziarie, e devo una montagna di soldi all'erario.

    Avrei bisogno per sistemare le cose di un prestito importante che ovviamente nessun istituto di credito può farmi.


    Più passa il tempo e più il debito cresce. Periodicamente apro delle finanziarie per avere la liquidità per pagare le rate delle finanziarie precedenti.


    Se non fosse per i miei suoceri mia moglie e mia figlia non avrebbero un tetto sopra la testa, a stento riesco a darle il tanto per mangiare e per i beni di prima necessità.

    Sono indietro con l'affitto di casa, le bollette, l'affitto dell'ufficio, commercialisti, consulenti del lavoro e qualsiasi cosa si possa pagare in ritardo.


    Vedo che il tempo passa sempre più veloce, e capisco che più passa e peggio andranno le cose.


    Non ho più alcuno stimolo, non frequento più nessuno, le rarissime uscite che faccio sono sempre a seguito di mia chiamata a qualcuno.

    Gli unici messaggi o chiamate che ricevo sono richieste di soldi da qualche dipendente che aspetta soldi da tempo memorabile, uffici di recupero crediti.


    Mi rendo conto di essere diventato una pessima compagnia.

    Muso lungo, lamentoso, triste.

    Non diverto più nessuno, e nessuno diverte più me.


    Insomma non ho più stimoli di alcun tipo.


    Nel mentre che cercherò di capire cosa fare mi troverò vecchio e malato, senza soldi e senza nessuno.

    E a me sta cosa non mi piace per nulla.


    Insomma, quello che avevo da dire in questa vita credo di averlo detto.

    Quello che potevo avere l'ho avuto, e l'ho sprecato sempre.


    Mi rendo conto che le persone stanno obiettivamente meglio senza di me.


    Le poche che non sono ancora sparite devono subire la mia negatività.


    Mia madre, mia sorella, mia moglie, la mia amica che per qualche oscura ragione non mi ha ancora mandato a quel paese.


    Credo che sia giusto che mia moglie si cerchi qualcuno che sappia davvero amarla, e che magari faccia da padre come si deve a mia figlia.

    Ho suggerito alla mia amante di formalizzare il rapporto col suo amico (il suo scopamico ufficiale, io sono quello segreto), dato che fatti alla mano è senza dubbio una persona migliore di me.
    In ogni caso da lei mi allontanerò senza problemi dato che non credo che gliene freghi assolutamente nulla della mia presenza;


    E' più complicato con mia madre e mia sorella, e con mia moglie.

    Mia figlia è ancora piccola, e non faticherà a sostituire la mia figura con quella di un nuovo compagno di mia moglie.


    Comunque, la mia idea sarebbe quella di fare delle polizze sulla vita, con beneficiari mia moglie, mia madre e mia sorella.

    E casualmente avere un incidente dove lasciarci le penne.


    Insomma, non ho più voglia di vivere.

    Non ho più voglia di combattere, di sentirmi solo, di sentirmi triste, di desiderare un amore che non avrò mai.

    Non ho più voglia di rispondere a creditori, di dare giustificazioni a destra e sinistra per quello che faccio.

    Non ho più voglia di rimpiangere un passato che ho vissuto nel peggiore dei modi.


    Secondo me è il momento adatto per andarsene.

    Ovviamente alla base di tutto ci sono i risarcimenti che andrebbero ai miei cari.


    Eh si, lo ammetto, una polizza la farei anche con la mia amica beneficiaria.


    Dato che mia moglie è stata amministratrice della società, ci sono dei debiti a suo nome e prima vorrei capire se posso accollarmeli io, insomma vorrei andarmene in modo pulito, senza lasciare problemi a nessuno ma anzi lasciando un minimo capitale che consenta alle persone a cui voglio bene di proseguire la loro vita molto meglio di quanto avrebbero fatto con me in vita.

    Devo dirvi che questi ragionamenti mi hanno dato un senso di serenità e pace che non provavo da non so quanto.

    L'idea di smettere di soffrire è meravigliosa.

    L'idea di farlo lasciando qualcosa agli altri ancora di più.

    Poi oh, se qualcuno di voi mi regala un milione di euro rimando il progetto di 25 anni.

    Amare qualcuno significa rinunciare a cose a cui non avresti mai rinunciato, per fare cose che non avresti mai voluto fare.

  • Sono reduce di un'esperienza drammatica....primo soccorso ad un ragazzo che ha tentato il suicidio. ometto qualsiasi dettaglio


    Poi oh, se qualcuno di voi mi regala un milione di euro rimando il progetto di 25 anni.

    Poi leggo questo e scusami .....se fossi qui ti darei uno schiaffo. io io io io io io io....voglio essere ricco.


    veramente tutto qua????

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Sono reduce di un'esperienza drammatica....primo soccorso ad un ragazzo che ha tentato il suicidio. ometto qualsiasi dettaglio

    Poi leggo questo e scusami .....se fossi qui ti darei uno schiaffo. io io io io io io io....voglio essere ricco.


    veramente tutto qua????

    me lo meriterei sicuramente lo schiaffo.
    Eh si, ho una vita talmente inutile che i soldi farebbero la differenza.

    Amare qualcuno significa rinunciare a cose a cui non avresti mai rinunciato, per fare cose che non avresti mai voluto fare.

  • Hai parlato con la tua personalità "altra", quella nascosta, che vede tutto nero e che in questi giorni (che sono un periodo notoriamente difficile per chi è depresso, date la vacanze) cerca un riscatto, manifestando propositi di riparazione nei confronti del proprio mondo nel modo più semplice: mi suicido, facendo pagare indennizzi assicurativi alle persone (dichiarate) care (come se fosse facile mettere in piedi un simile meccanismo) oppure gioco alla lotteria (Superenalotto, ecc.) e se vinco risolvo tutto.


    Per me significa che l'unica persona a cui tieni, l'unica persona veramente cara sei TU.


    Il resto è contorno.


    Fai uscire la tua "prima" personalità, quella positiva, che si è data da fare e che, con tutte le incertezze e difficoltà di questo mondo, ha costruito relazioni, affettive e di lavoro. Quella è la parte rispettabile di te che può provare a farti uscire dal casino nel quale ti sei cacciato.


    Perché se si prova a risolvere i problemi si possono trovare le soluzioni.

    Ma occorre combattere e non piangersi addosso.


    (---------------- :( -------------------)

    Il più bello dei mari / è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli / non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni /non li abbiamo ancora vissuti. / E quello / che vorrei dirti di più bello / non te l’ho ancora detto.   Nazim Hikmet (1901-1963)

  • me lo meriterei sicuramente lo schiaffo.
    Eh si, ho una vita talmente inutile che i soldi farebbero la differenza.

    no, non meriti uno schiaffo. la mia frase è solo la reazione di una persona ancora traumatizzata da un evento.


    il mondo non gira attorno a te, tu sei PARTE del mondo, con tante qualità e risorse UMANE. volendo, potresti concederti un viaggio eterno dentro di te, nelle tue relazioni, nel tuo stare al mondo. questo sarebbe un viaggio infinitamente appagante, interessante, fruttuoso e stimolante.


    ti vedo bloccato nell'osservazione della tua immagine riflessa. se solo riuscissi ad alzare lo sguardo

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Perché se si prova a risolvere i problemi si possono trovare le soluzioni.

    Ma occorre combattere e non piangersi addosso.


    (---------------- :( -------------------)

    E' quello che ho sempre fatto.

    Combattere, non piangermi addosso, trovare soluzioni anche quando sembrava impossibile.

    Ma ora non ne ho proprio più voglia, tutto lì.

    Amare qualcuno significa rinunciare a cose a cui non avresti mai rinunciato, per fare cose che non avresti mai voluto fare.

  • E' quello che ho sempre fatto.

    Combattere, non piangermi addosso, trovare soluzioni anche quando sembrava impossibile.

    Siamo qui anche per confrontarci e, consentimi, non mi sembra che tu abbia trasmesso questo, di te, almeno nei tuoi scritti su questo Forum.

    Mi esprimo come farei con il più caro amico, e...perdonami ma io ho sempre letto tanto vittimismo lirico ed autocelebrativo, nel sostanziale perdersi dietro all'ennesima scelta che si sa impercorribile ma nella quale ci si ostina...solo perchè in qualche modo gratifica.

    Posso aver sbagliato tutta la lettura, ma se posso essere sincera...a me questo arriva dall'insieme dei tuoi scritti.

    Prova a considerare quante energie hai disperso e disperdi nell'inseguire e pensare ossessivamente alla donna che sai perfettamente che non sarà mai "tua", e che ti ha anche sempre detto di non sentire di esserlo e di non volerlo essere, e che infine se mai avesse mostrato di volerlo essere...c'è da scommettere che l'avresti tu cominciata a sentire come un peso eccessivo (per diecimila ragioni plausibili) e prima poi tagliata.

    Prova a considerare quanti obiettivi concreti avresti potuto centrare se le stesse energie le avessi dedicate alle tante cose importanti che invece lasci andare "come vanno". Non parlo soltanto di affari e quattrini. Tua figlia per esempio: pensa se con la stessa determinazione e dispendio di energie ti fossi dedicato a risolvere il Problema di una moglie che non ti consente di vederla da solo, e a quanto di bello la vostra frequentazione avrebbe potuto donare alla bimba e a te.

    Stesso dicasi per affari e quattrini. Se ci si dedica a risolvere i problemi...i problemi si risolvono e soprattutto quando si svolgono attività autonome e lo si è sempre fatto. Avere due o tre famiglie (madre, suoceri, sorella) a cui potersi rivolgere per valutare possibili soluzioni è sempre una opportunità, se si è chiari e determinati/fattivi. Senza contare le procedure concorsuali (se sei azienda) o quelle dedicate a fronteggiare il sovraindebitamento (anche se sei libero professionista).

    Ma è abbastanza logico che queste cose si affrontano e se ne traggono benefici se ad esse ci si dedica, tanto quanto mi sembra logico che non possa accadere nulla di buono se le lasci andare alla deriva. Non solo: perdi anche la fiducia delle persone che, come i famiiliari, te l'avrebbero data d'ufficio.

    Ti chiedo scusa se sembro dura, e credo di dover ammettere che ho il cervello molto avvelenato in famiglia per ragioni che trovo sinistramente simili : congiunto che ne ha fatte più di Carlo in Francia (a spese di tutti), inseguendo sempre e solo i suoi capricci più o meno sconsiderati; specialista nell'azzardo esistenziale che pare l'unico a scatenargli adrenalina; orgogliosissimo di decantare dall'alto quante esperienze over the top abbia vissuto; e poi...quando tutto gli torna violentemente sui denti...scatta il vittimismo autocelebrativo e le "spiegazioni" vengono surrealmente cercate SEMPRE in qualcosa che sia ALTRO DA SE' (e non avendo nulla di serio da poter includere nel capitolo...si aggrappa anche alle forme di affettività di una famiglia che... gli ha solo voluto troppo bene e ha avuto troppa fiducia in lui!).


    Mai creduto, personalmente, nel luogo comune secondo cui "volere è potere".

    Ma non avrei dubbi sul fatto che non volere equivalga a non potere.

    E volere significa "adoperarsi per", e non fare nero e attenderci che la vita ci restituisca bianco. Non credi?

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Ora che si è aggiunta anche la crisi finanziaria la tua situazione mi ricorda molto quella di una persona che ho conosciuto. Lui, come te, una persona di animo buono e generosa, molto sensibile, pero' queste "qualità", nella mancanza di controbilanciamento si risolvevano nella tendenza a dipendere sempre da qualcosa, da sostanze legali ma nocive come il fumo, nei periodi peggiori alcool, da una moglie, da un'altra donna, da tutte due ... E sopratutto, quella che io osservai come "radice di tutto", dipendente dalle sue stesse "emozioni". Mi ricordo molto bene, una volta, consigliai espressamente di cominciare nel non crogiolarsi più nelle grandi "emozioni", coadivudate anche dall'attività di scrittura, perché ad un certo punto sono sia il salvagente che tiene a galla ma anche il mezzo per cui si resta fondamentalmente in mare aperto in balìa delle onde (emotive)... Altra cosa in comune che ho notato: Nel profondo, valori nobili, ma un percorso di vita che forse aveva fino ad allora portato a non andare oltre la "maschera" dell'essere l'uomo che "dà tutto se stesso", "l'altruista", il "martire" e per naturale decorso delle situazioni, pian piano tutte queste maschere sono cadute. L'impatto con il problema economico fu un fattore di risveglio, più di mille psicoterapie, trattamenti farmacologici finalizzati a sedare l'emotività, confessioni, consigli arrivati praticamente da chiunque.


    Ti auguro anzitutto di trovare la volontà di risolvere le questioni economiche, e dall'altro lato di "lasciare andare" tutte le "idee" che hai su di te, sugli altri, sull'amore.

    «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

  • Come ho scritto la situazione economica non è oggettivamente risolvibile.

    Posso solo trascinarla all'infinito, se chiudo l'attività mi trovo solo sommerso da una mole di debiti e spese mensili che non saprei come sostenere, quindi l'ipotesi di chiudere baracca e fare il dipendente (ammesso di trovare qualcosa) non è percorribile.
    L'azienda non possiede beni o capitali che possano essere messi in liquidazione per ricavare qualcosa, e dichiarando fallimento c'è pure il rischio che venga accusato di fallimento fraudolento con le annesse conseguenze penali.

    In ogni caso dichiarare fallimento significherebbe essere inibito da qualsiasi cosa per una decina d'anni.

    Per quanto riguarda l'aiuto da parte della famiglia, ne ho avuto e ne ho abusato tantissimo negli anni.

    Ogni volta con la promessa che "adesso sistemo le cose e ti ridò tutto", per poi tornare a bussare nuovamente.

    Poi ripeto, sono in una situazione tale che per sistemare le cose non basterebbe qualche migliaio di euro ma almeno 80/100.000 euro che oggettivamente sono una cifra fuori da qualsiasi possibile possibilità.

    Amare qualcuno significa rinunciare a cose a cui non avresti mai rinunciato, per fare cose che non avresti mai voluto fare.

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