Visibilità sociale dei lavoratori nella ristorazione

  • premetto che abito in una piccola cittadina mediamente turistica...

    volevo parlarvi di questo :soprattutto tra i giovani sono ambiti i lavori in pub ristoranti bar ecc ecc ...(chiaramente in veste di titolari) perché? a sentire gli interessati si acquisisce "notorietà e popolarità " in zona...con annessi e connessi....

    mentre altri lavori anche di importanza e pubblici sono dai più snobbati....

    a me sembra una follia anche perché tanti si improvvisano e dopo qualche anno chiudono o falliscono ...

    cosi in qualche decennio è successo che i cervelli migliori sono emigrati e chi è rimasto si arrabbatta in questi locali...

    chi lavora in altri ambiti come me...è meno "visibile"...non che mi importi ..ma per dire com e sopravvissuto (anche al covid) il mito del barista top in paese....nel 2021 eh...

  • chi lavora in altri ambiti come me...è meno "visibile"

    A me non sembra questa cosa, o almeno dove vivo io non è cosi.

    No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it. Make your voice heard.

  • soprattutto tra i giovani sono ambiti i lavori in pub ristoranti bar ecc ecc ...(chiaramente in veste di titolari) perché? a sentire gli interessati si acquisisce "notorietà e popolarità " in zona...con annessi e connessi....

    mentre altri lavori anche di importanza e pubblici sono dai più snobbati....

    a me sembra una follia anche perché tanti si improvvisano e dopo qualche anno chiudono o falliscono ...

    Per quel che vedo io è e s a t t a m e n t e come dici, e lo trovo davvero allarmante. (Anche io vivo in zona a vocazione turistica).

    L'unica eccezione al miraggio di essere titolari è quella di essere DJ... (= il dj è sempre figo... :rolleyes: ).


    Per il resto vedo eserciti di giovani che seguono il miraggio che hai perfettamente descritto e che davvero non so come possano illudersi di trovare tutti un loro spazio in un settore che è inflazionato all'inverosimile.

    Da chi parte dal basso e accetta condizioni da vero schiavo per lavorare nel settore, ovviamente col miraggio di diventare titolare al più presto, e fino a chi trascura (non posso dire di più, ma è così) veri e propri imperi aziendali costruiti dai genitori...per investire qualche milione di euro per fare lo scimmiottamento in zona del Papete o del Billionaire... :alien:


    E comunque...non solo giovani: mio amico avvocato e mio coetaneo, molto prima del covid, ha letteralmente mandato alle ortiche lo studio legale che aveva tradizione di generazioni...per fare l'organizzatore di serate in cui è anche dj...

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • credo che tra gli uomini sia diffusa l idea che certi mestieri assicurino il "cuccaggio".....secondo me è invece proprio l inverso ....se uno è un po insicuro in certi mestieri lo si nota ancora di più....

    poi perché pensare che gestire un bar sia facile ? certo non è come fare il cardiochirurgo però se si vogliono fare le cose bene richiede competenza comunque ...diversamente si sfocia anche nel ridicolo....

  • credo che tra gli uomini sia diffusa l idea che certi mestieri assicurino il "cuccaggio"

    Sì, anche. Ma non solo. A me sembra che in tanti casi le motivazioni vere siano ancora più infantili.

    Molti aprono locali...per avere la sicurezza di conservare e incrementare compagnie e di esserne al vertice, come per perpetuare a vita la goliardia dei vent'anni.

    Altri perchè sono davvero convinti...forse che il prossimo sia idiota, e che raggiungeranno lo stesso reddito e prestigio sociale di un cardiochirurgo...impiattando dieci euro di cibarie cervellotiche da somministrare a duecento euro...


    E non capisco come possano NON realizzare che, salvo che abbiano da proporre un qualche "miracolo che conquista" e che non saprei proprio dire quale sia, vanno a ficcarsi in settori in cui c'è un'assoluta sovrabbondanza di offerta a fronte di una domanda che non solo non è infinita, ma è anche molto capricciosa e modaiola, per cui può anche riempirti il locale per qualche mese, ma poi inevitabilmente seguirà gli opinion leaders nel provarne mille altri e temporaneamente fidelizzarsi ad altri...

    E nel frattempo, specificamente nella ristorazione, continuano a lavorare bene quei locali che hanno una tradizione consolidata e dietro ai quali ci sono tanta competenza, tanta esperienza, tanta capacità organizzativa, tantissima FATICA, e anche quella capacità psicologica di base che permette di conoscere il proprio pubblico e capire che ti rispetterà se lo rispetti tu per primo, e non se cerchi di prenderlo in giro e di svuotargli il portafoglio mentre ti atteggi alla Cracco o alla Briatore.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • concordo gloria fatica è la parola chiave ...è un mestiere molto faticoso...e molti ingenuamente pensano che sia invece solo divertimento....tutto al giorno a contatto con la gente, si scherza , poche responsabilità....

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