L'amico di una vita

  • Conosco un amico, che chiamerò "L" (come quello di Death Note) in questo post.

    Io ed L ci conosciamo praticamente da una vita, all'incirca da quando avevamo 6 anni ciascuno. È sempre stato un bambino parecchio molto timido e introverso, più di me. Non parlavamo molto perché anch'io me né stavo per le mie.

    Negli ultimi anni delle elementari mi sciolsi un po' di più e incominciai con lui, vidi che mi stava parecchio simpatico e avevamo diverse cose in comune.

    Alle medie, invece, eravamo in classi diverse e non ci siamo sentiti per un po'. Non ricordo bene se era verso la fine del primo o del secondo anno delle medie ma lì incominciammo a frequentarci, giocare insieme a pallone con gli altri suoi amici dello stesso condominio e/o giocare alla play (o la buon vecchia 360) a casa mia o sua, o a guardare video su youtube. Ci si divertiva, e anche parecchio.


    Arrivano le superiori.

    Qui facciamo la conoscenza di alcune amicizie nel primo anno, tra cui una di queste che è ancora con noi, le altre le sento veramente di rado e solo per due paroline su qualche social. Credo che fu il suo primo vero gruppo di amici, ma in realtà uno di quei gruppi che già era mezzo morto l'anno dopo quando abbiamo dovuto ripetere il primo anno, in cui ci separammo di nuovo in classi diverse. E di questo stesso gruppo siamo rimasti solo in 3 oggi.

    Però L incomincia ad essere un po' strano, circa verso il terzo superiore. Era chiaro che fosse introverso, ma spesso non si faceva proprio sentire per mesi, o quantomeno quando veniva sempre la mattina quando mio zio ci dava il passaggio, visto che le nostre madri erano amiche e si erano organizzate per questo, durante la salita lungo il corso, per andare verso il nostro itis, non voleva mai parlare, né si faceva più sentire, si isolava completamente. In quelle volte sembrava che non lo conoscessi, provavo a sciogliere il ghiaccio per conversare un po' e capire come stava, ma nulla di ché. Provavo ad invitarlo a uscire con il mio nuovo gruppo di amici ma 0.

    Provai ad invitarlo di nuovo ad un fiera che si tiene ogni anno qui a Napoli, fu la seconda volta in cui ci andai, ma senza di lui. Cercavo di capire, insistevo un po' ma mi disse solo che non voleva andarci e basta, era pure infastidito dalla cosa.

    Era serio, non gli piaceva scherzare, ma forse era molto insicuro.


    Da lì in poi non ci potevo più fare niente, pensavo a divertirmi con il mio gruppo di amici a scuola e su whatsapp e lo lasciavo a sé stesso. Ci si sentiva qualche volta.

    Incominciava ad essermi antipatico, alle volte non ricambiava i passaggi con il padre che veniva a prenderlo a scuola, dicendo che aveva la macchina occupata (spesso puzzava di bugia), lo chiamai una volta per vedere come stava e se voleva scendere, ma mi disse che si era già organizzato con alcuni suoi compagni di classe (dubitavo anche di questa cosa, sapendo com'era fatto) e lo trovai poco considerevole nei miei confronti, che l'avevo sempre invitato, anche se non voleva.

    Così come lo invitai al mare una volta assieme alla mia famiglia e venne, ma quando provai a chiedere se potevo venire io con loro mi disse (guarda un po') che al mare per lui era più per stare in famiglia, quindi no. Spesso faceva tardi la mattina per venire a prendere il passaggio, e mio zio si incazzava perché doveva andare a lavoro, tant'è vero che a volte ce né andavamo direttamente senza aspettarlo.



    Arrivò un giorno, in quinta superiore se non erro, che mentre stavamo tornando a casa mi chiese che tipo di amico fosse per me. Sperava che gli dicessi il mio "migliore amico" nonostante tutto, ma onestamente gli risposi che per me era solo un caro amico, nulla di più. La cosa lo fece stare male, ma visti i trascorsi e il distacco non vedevo più questa migliore amicizia.


    Quello stesso anno fu pessimo per me, per un fatto avvenuto. Passai un brutto periodo, in cui mi ritrovai da solo, che partì da fine estate del 2018. Nel mentre, come non si fece sentire di consueto, non calcolò nemmeno il mio compleanno, come invece eravamo soliti fare insieme. Non si degnò di farmi gli auguri, ma l'anno precedente mi chiese di comprarli due libri con il mio bonus cultura (che lui pure aveva). Io lo feci, ma solo perché mancava poco al suo di compleanno, quindi come regalo.


    Sinceramente me né lavai le mani. Gli avevo dato troppo corda e mi sentii un'idiota, per cui non lo cagai più da quando incominciai l'università, fino al natale del 2019, appena verso l'inizio della Pandemia. Da cui poi seguì un altro termine della nostra amicizia voluto da me a settembre dell'anno scorso, per poi riconciliarci a inizio di quest'anno.


    Il tempo per rimarginare il tutto, per vedere se era cresciuto dal suo carattere antipatico. E ci è riuscito, in questi due anni ha dimostrato di essere un amico migliore.

    Però alle volte penso che mi tenga come amico perché non riuscirebbe a farsene degli altri, ha sempre avuto più me e l'altro amico del nostro vecchio gruppo in tutti gli anni della adolescenza.



    E qui termina un altro mio papiro, se avete letto fin qui vi ringrazio di cuore.

    #1 life priority: be happy. Forget what we know, it's just a big show.



  • Allora, da quello che mi descrivi sicuramente non è stato il migliore degli amici, negli anni mi è sembrato dal tuo racconto essere scostante o comunque non ricambiare allo stesso modo il livello di amicizia che magari volevi tu. Mi viene da dirti che però può anche essere cambiato, da quello che dici alla fine negli ultimi due anni si è mostrato un amico migliore e può essere che magari sia cambiato lui come persona o che magari ora riesca ad apprezzarti di più. L'ultima cosa che mi viene da chiederti è perché ti preoccupa in questo specifico momento il tuo rapporto con lui? Senti forse che sta tornando a comportarsi come un tempo o la tua è più una "paura" recondita?

  • Credo perché non lo faccia tanto per scelta, ma più perché non saprebbe con chi rapportarsi. Si è sempre isolato a casa sua, alle volte lavorava e tutt'ora lavora con il padre quando ha necessità e possibilità, e ha sempre avuto me nelle vicinanze di casa mia e il nostro amico in centro.

    A scuola il nostro amico mi disse che stava quasi sempre azzeccato vicino a lui, con qualcuno ha fatto amicizia ma non so per quanto si sono tenuti davvero in contatto. Da alcuni ragazzi a scuola veniva qualche volta preso in giro e/o offeso.

    Spesso il padre lo rimproverava perché non stava attento, perché doveva svegliarsi un po' di più e ricordarsi di tenere il telefono acceso (chissà, magari lo teneva spento apposta).


    Credo perché si sente solo. E c'è quella sensazione che sia amichevole solo per tenermi con sé.

    Alle volte penso a lui che vive altrove. Se si trasferisse dove gli piace poi mi considererà più? Gli verrà ancora voglia di contattarmi per restare amici?

    #1 life priority: be happy. Forget what we know, it's just a big show.



  • Capisco meglio le tue paure in questo caso, ci sta che sia brutto sentirsi magari usati per convenienza.
    Ti direi però che l'unica cosa che puoi fare magari e parlargliene, capisco che non sia facilissimo introdurre il discorso ma almeno potresti toglierti dei dubbi.

  • Nè ho parlato insieme a lui di sta cosa in passato , ma le risposte le prevedo già, son le stesse.

    Lo sbaglio da parte mia è stato quando a natale mi ha ricontattato chiamandomi. Ero in un periodo di me❤❤a, ovvero quando cominciarono i pensieri ossessivi e avevo il bisogno di distrazioni, avevo chiuso un sacco di amicizie. Sapevo che con un amico mi sarei distratto quindi lo richiami una settimana dopo.


    Quando mi richiamò mi disse che voleva risentirci tutti e 3 per capodanno, ma io non volevo inizialmente perché pensavo appunto che lo facesse per solitudine, quindi non volevo più ricominciare l'amicizia. Lui preoccupatissimo non riusciva a pensare che non saremmo mai stati più amici, ma io gli dissi che doveva avere più fiducia in sè stesso e farsi forza.

    #1 life priority: be happy. Forget what we know, it's just a big show.



  • Secondo me non devi considerare più di tanto il suo comportamento alle scuole medie o i primi anni delle superiori: o meglio, sicuramente ti diranno molto della sua indole/carattere, ma di cavolate ne abbiamo fatte tutti a quell'età, si era immaturi e ci si approcciava la prima volta al concetto di amicizia/relazioni interpersonali ancora con le insicurezze e le spigolosità tipiche dell'adolescenza.

    Io lo valuterei da qualche anno a questa parte, se ritieni che ora potrebbe essere un buon amico e tu possa riuscire a fidarti perchè non riallacciare, soprattutto se ne hai bisogno?

    Sempre ovviamente tenendo presente i trascorsi e i potenziali limiti di questa persona, ma mi sembra scontato, dal momento che i hai esposti molto precisamente e mi sembri consapevole di cosa puoi aspettarti e cosa no, al momento, da lui.

  • Eventualmente ciò che posso fare è andare avanti senza farmi chissà che aspettative. infatti ora mi sta simpatico, ma alle volte mi sembra un libro chiuso.

    #1 life priority: be happy. Forget what we know, it's just a big show.



  • Eventualmente ciò che posso fare è andare avanti senza farmi chissà che aspettative. infatti ora mi sta simpatico, ma alle volte mi sembra un libro chiuso.

    Esatto. Io ho capito col tempo che questa è la chiave per tanti rapporti. Certo non evita il rimanerci male eventualmente, ma sicuramente aiuta a vivere con maggiore consapevolezza e leggerezza a volte alcune relazioni.

  • Mi è piaciuto come hai descritto l'evolversi del rapporto e mi è piaciuto scoprire che tra ragazzi abbiate rapporti di amicizia così profondi. Che dire: il tuo amico non appare così simpatico dal tuo racconto, ma ognuno è quel che è, purtroppo non possiamo imporre i nostri valori agli altri, nè possiamo indurre gli altri a comportarsi come vorremmo. Prendi dal rapporto ciò che ti dá, ma non aspettarti altro, e dai ciò che hai da dare, senza aspettarti nulla in cambio. Questa per me è la chiave della serenità in tutti i rapporti.

  • Sicuramente L ha un carattere particolare, molto chiuso ed introverso, forse anche difficile.


    Non so, dopo tanti anni, ora che siete adulti magari riesci a parlare più apertamente e in maniera trasparente. L'adolescenza con tutte le sue paranoie è alle vostre spalle ormai e da adulti molte cose diventano più chiare nei rapporti.


    Mi viene in mente una mia amica che conosco dalle elementari. Da bambine giocavamo insieme ma non c'era grande feeling, durante l'adolescenza non potevamo più vederci, all'università abbiamo scelto città diverse. ci siamo poi ritrovate per lavoro, andando d'accordo e trovando molte affinità

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

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