Depressi Vs Non Depressi

  • Secondo voi chi non ha mai avuto periodi davvero bui (non dico necessariamente depressione, ma qualcosa di simile) può capire il malessere di chi, invece, in qualche modo, ci è passato? Domanda probabilmente stupida, ma mi è venuta in mente perché ho pensato che per quanto io possa aprirmi con le persone, non credo potrò mai sentirmi del tutto capìta.

  • Secondo voi chi non ha mai avuto periodi davvero bui (non dico necessariamente depressione, ma qualcosa di simile) può capire il malessere di chi, invece, in qualche modo, ci è passato? Domanda probabilmente stupida, ma mi è venuta in mente perché ho pensato che per quanto io possa aprirmi con le persone, non credo potrò mai sentirmi del tutto capìta.

    Non solo è difficile essere compresi da chi non ha vissuto certi momenti, ma anche chi li ha vissuti come me li ha però vissuti in modo diverso e per motivi diversi. Per questo io, che ho frequentato terapie di vario tipo per decenni, ho dei dubbi sulla figura del terapista, che di solito situazioni gravi non ne ha vissute sulla sua pelle, però ugualmente dovrebbe essere in grado di aiutarti.

    Aveva la coscienza pulita. Mai usata.

  • Secondo voi chi non ha mai avuto periodi davvero bui (non dico necessariamente depressione, ma qualcosa di simile) può capire il malessere di chi, invece, in qualche modo, ci è passato? Domanda probabilmente stupida, ma mi è venuta in mente perché ho pensato che per quanto io possa aprirmi con le persone, non credo potrò mai sentirmi del tutto capìta.


    Non solo è difficile essere compresi da chi non ha vissuto certi momenti, ma anche chi li ha vissuti come me li ha però vissuti in modo diverso e per motivi diversi. Per questo io, che ho frequentato terapie di vario tipo per decenni, ho dei dubbi sulla figura del terapista, che di solito situazioni gravi non ne ha vissute sulla sua pelle, però ugualmente dovrebbe essere in grado di aiutarti.

    Una cosa sono i momenti bui un'altra la vera depressione. Quindi la risposta alla tua domanda è no. Non potrai mai essere capita fino in fondo dalle persone con cui ti apri. A questo però aggiungo che è DEL TUTTO irrilevante questo aspetto. Se hai la depressione sei malata e se sei malata non hai bisogno di essere "capita", quello che ti serve è essere curata. Su questo ti devi impegnare. Deve "capirti" il medico o il terapeuta che ti segue. Per capirti intendo che deve cercare di inquadrare il tuo problema nel modo più dettagliato possibile in modo da scegliere il percorso farmacologico o terapeutico più idoneo.

    Non fossilizzarti su queste inutili fisse del tipo "nessuno mi capisce", "nessuno sa cosa provo dentro", non serve a niente, anzi serve solo a peggiorare la situazione. Chi ti sta vicino, chi veramente ti vuole bene non deve capirti, non deve biasimarti, quello che deve fare è darti supporto durante il percorso terapeutico.

  • Una cosa sono i momenti bui un'altra la vera depressione. Quindi la risposta alla tua domanda è no. Non potrai mai essere capita fino in fondo dalle persone con cui ti apri. A questo però aggiungo che è DEL TUTTO irrilevante questo aspetto. Se hai la depressione sei malata e se sei malata non hai bisogno di essere "capita", quello che ti serve è essere curata. Su questo ti devi impegnare. Deve "capirti" il medico o il terapeuta che ti segue. Per capirti intendo che deve cercare di inquadrare il tuo problema nel modo più dettagliato possibile in modo da scegliere il percorso farmacologico o terapeutico più idoneo.

    Non fossilizzarti su queste inutili fisse del tipo "nessuno mi capisce", "nessuno sa cosa provo dentro", non serve a niente, anzi serve solo a peggiorare la situazione. Chi ti sta vicino, chi veramente ti vuole bene non deve capirti, non deve biasimarti, quello che deve fare è darti supporto durante il percorso terapeutico.

    Sono d'accordo sul fatto che sia inutile l'aspettarsi di essere "capiti" in generale, meno invece sul fatto che l'analista possa NON capirti (certo, per linee generali). Dopo venti anni e più di analisi di diverso tipo ho notato come spesso capiti che l'analista dia dei pareri su di te che a te non tornano. Però, se esponi la cosa, ti viene risposto invariabilmente che "stai facendo resistenza all'analisi". Questo vuol dire che l'analista ha SEMPRE ragione. E qui qualcosa non mi quadra...Perché nessuno ha la possibilità di CAPIRE se stesso più di se stesso. Anche se capita che ci si autoinganni senza accorgersene...

    Aveva la coscienza pulita. Mai usata.

  • Secondo me ogni tipo di esperienza è difficile da capire per chi non l'ha provata. E più tu e la tua vita siete lontani da quell'esperienza, più sarà difficile calarcisi e comprenderla. Quindi sì, credo che chi non è mai stato depresso non possa capire, così come io non posso capire fino in fondo quello che prova una madre, o quello che si prova a correre in pista o lanciarsi col paracadute, o tutto ciò che è molto lontano dalla mia esperienza di vita molto banale e limitata.

    Non solo. Credo anche che spesso chi è depresso abbia una forma mentale tipica, su cui poi le sfighe della vita fanno il resto, ma magari su altre persone più forti e non predisposte non hanno gli stessi risultati.

    Quindi a maggior ragione ci sono persone che hanno proprio un modo di reagire alle circostanze in maniera del tutto diversa, e che non potranno mai capire nè capacitarsi del fatto che tu invece reagisci così. O meglio, non capiranno mai che non lo fai per il gusto di scassare le palle o di essere compatito, o perchè sotto sotto ti piace star male, ma perchè non sei capace di fare diversamente. Esattamente come non sei capace di correre cento metri in dieci secondi o di volare.

    Però, questo non deve farci pensare che automaticamente invece chi ha o ha avuto problemi di depressione debba per forza capire. Ognuno è diverso e la depressione può avere cause e forme diverse, per cui sarebbe un po' ingenuo aspettarci che uno possa capire esattamente come funziona la nostra testa solo perchè anche lui ha avuto problemi più o meno simili. Ma appunto simili, non uguali. Anche perchè, per fortuna, nessuno di noi è solo una diagnosi di malattia, e la stessa malattia si instaura in condizioni interiori ed esteriori diverse, quindi ognuno è un caso a sè. Certamente è probabile trovare maggior comprensione e sostegno, ma non credo che sia sempre così e non credo che sia realistico aspettarcelo o tantomeno pretenderlo.


    Ricordo un caso vissuto qualche anno fa. Ero stata da poco lasciata dall'uomo di cui ero ancora innamoratissima, arrivando a lasciare mio marito per lui, e stavo male come non ero mai stata. Io avevo già problemi di depressione prima di conoscerlo e con lui la mia già precaria autostima era del tutto crollata, lui però aveva una testa del tutto immune da pensieri depressivi e non solo non mi capiva, ma peggiorava continuamente la situazione facendomi sentire sempre più inferiore a lui. Nello stesso tempo, quando io andavo in crisi per questo, lui non capiva e si irritava, tanto che questo l'ha portato a disinnamorarsi di me e a lasciarmi (questa almeno è la versione ufficiale che mi ha fornito).

    Così, dopo aver pagato sulla mia pelle l'incompatibilità fra una come me e un uomo che la depressione non sa neanche lontanamente cosa sia, ho iniziato a dire, un po' per ridere, ma non del tutto, che uno dei requisiti fondamentali del mio prossimo partner era essere andato almeno una volta dallo psichiatra ;) .

    Poco dopo, ho conosciuto un tizio che fisicamente non mi dispiaceva affatto e aveva una serie di caratteristiche che mi piacciono, e soddisfaceva anche il requisito dello psichiatra, essendo un depresso bipolare. Tuttavia, man mano che ci siamo confidati, mi è diventato chiarissimo che lui non mi avrebbe capito più del mio ex, e che anzi, se fossimo stati una coppia, mi sarei subito ritrovata ugualmente schiacciata dal senso di inferiorità. Non a caso, con la sua ex, anche lui aveva chiuso perchè non ne poteva più delle lamentele di lei che si sentiva inadeguata a lui. Man mano che parlava, ovviamente, io sentivo salire l'ansia e sparire ogni velleità di considerarlo un possibile nuovo partner.

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

  • Secondo voi chi non ha mai avuto periodi davvero bui (non dico necessariamente depressione, ma qualcosa di simile) può capire il malessere di chi, invece, in qualche modo, ci è passato? Domanda probabilmente stupida, ma mi è venuta in mente perché ho pensato che per quanto io possa aprirmi con le persone, non credo potrò mai sentirmi del tutto capìta.

    Non credo che possiamo essere capiti (e capire) fino in fondo. Nemmeno con la propria esperienza diretta.


    Un terapeuta ha acquisito strumenti per approcciarsi alle difficoltà e quindi è un discorso a parte. Un ortopedico conosce il ginocchio anche se non se l'è mai rotto e conosce i diversi approcci per sistemarlo.


    Le nostre aspettative invece cambiano. Da chi non ha mai fatto esperienza diretta non ci si può aspettare nulla (è già tanto se non spara cretinate...da quelli della botta sulle spalle a quello che vuole stimolare una reazione) dal terapeuta ci si deve aspettare una prospettiva di "guarigione".


    Nello specifico della depressione terrei ben distinti la tristezza e la depressione. Tristi siamo tutti stati, molto molto tristi pure...depressi per fortuna molto meno.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Sono d'accordo sul fatto che sia inutile l'aspettarsi di essere "capiti" in generale, meno invece sul fatto che l'analista possa NON capirti (certo, per linee generali). Dopo venti anni e più di analisi di diverso tipo ho notato come spesso capiti che l'analista dia dei pareri su di te che a te non tornano. Però, se esponi la cosa, ti viene risposto invariabilmente che "stai facendo resistenza all'analisi". Questo vuol dire che l'analista ha SEMPRE ragione. E qui qualcosa non mi quadra...Perché nessuno ha la possibilità di CAPIRE se stesso più di se stesso. Anche se capita che ci si autoinganni senza accorgersene...

    Infatti io non ho detto che l'analista non potrà mai capirla perchè non è stato depresso, sarebbe come dire che un cardiologo non sa trattare una angina solo perchè non l'ha mai avuta. Il terapeuta è un professionista che ha studiato tanti anni proprio per comprendere e inquadrare i sintomi che nel caso della depressione sintomi= "come mi sento".

  • In teoria sì, ma la mia impressione su come stanno le cose nei fatti è molto meno ottimista. Sono sempre stata molto scettica sulla possibilità che uno psicoterapeuta possa guarirmi dalla depressione. Infatti la sola psicoterepia non l'ho mai fatta, se non la prima volta, ma il problema era ipocondria e non depressione, e in quel caso finì malissimo. Ho più speranza nei farmaci, ma neppure quelli con me hanno fatto miracoli.

    Il problema comunque secondo me non è nello psichiatra o nello psicoterapeuta, ma nella natura stessa del disturbo, molto più intimo e sfuggente di altre patologie prettamente organiche, e non a caso non sono ancora chiari i meccanismi che lo governano, nè le cause nè tantomeno i rimedi.

    In sostanza, se il terapeuta non riesce a guarire il paziente, non credo certo che sia perchè non ha mai avuto lo stesso problema, ma perchè è la natura stessa di questi disturbi a essere difficile da curare, purtroppo.

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

  • Io ho sempre pensato che tutti possano passare per la depressione(come si fa a non essere depressi in un mondo così?).Però dai,provo a credere che ci siano persone che non sono mai passate realmente per la depressione..in questo caso,è ovvio che i non depressi non capiscano i depressi..così come è ovvio che gli alti non capiranno mai i bassi,quelli pieni di capelli non capiranno mai i calvi,etc.Penso che anche persone sofferenti non si capiscano tra loro,se portatrici di patologie diverse..l'essere umano è talmente egocentrico ed esclusivamente concentrato su se stesso,da spesso nemmeno ascoltare quello che dice l'altro..a meno che l'altro non parli di un problema per cui il primo essere umano è passato..io sono portatore di un disturbo ossessivo molto invalidante e quando provo a parlare con i miei simili del mio problema,ricevo solo commenti privi di empatia come "ma che ti frega se la porta era aperta o chiusa"(questo è solo un esempio).Ma una domanda che mi viene in mente è "pensi che se gli altri ti comprendessero realmente,allora la tua depressione svanirebbe?".Come già ti è stato scritto,la comprensione altrui arriva fino a un certo punto..e se guarisci o no,questo è un qualcosa che non dipende certo dalla comprensione degli altri(anche se non ti nascondo che se mio padre capisse ciò che provo,proverei un minimo di sollievo).Non so manco cosa ho scritto,probabilmente una serie di frasi confuse e senza senso(scusatemi in questo caso,vengo da un brutto episodio e non sono molto lucido).

  • Invece hai scritto un post chiarissimo, che mette in luce un altro quesito fondamentale: se anche ci capissero, questo cambierebbe in meglio la nostra condizione?

    E temo che sì, di certo un po' aiuta ed è molto meglio di certe reazioni a empatia zero che peggiorano le cose, ma neanche quello basterebbe a risolvere. Quindi, ecco, di sicuro è meglio essere capiti che presi in giro o disprezzati, però non aspettiamoci neanche che sia solo la comprensione degli altri a tirarci fuori dalla depressione, dall'ansia e dai vari meccanismi disfunzionali della nostra testa. Per "altri" intendo in primis chi ci sta vicino, ma purtroppo a volte vale anche per le figure professionali a cui ci si rivolge per avere un aiuto.

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

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