A disagio con gli argomenti politici quando si è con gli altri. Che fare?

  • Ciao a tutti, probabilmente non vi siete mai imbattuti in me perché non scrivo ormai da 6 anni dunque mi presento brevemente.

    Quasi 40 anni, libero professionista, single. Ho superato quattro anni fa dei gravissimi problemi di salute fisica che mi hanno quasi ucciso e che potevano facilmente lasciarmi invalido, cosa che per fortuna non è successa.

    Veniamo al dunque: rispetto ad alcuni anni fa sono professionalmente più soddisfatto e la mia autostima ne ha giovato, peró da un pó di tempo a questa parte mi sento molto "scollato" dalla realtà che mi circonda.

    Questo si manifesta soprattutto quando mi capita di andare a cena con gli amici, anche se potrei fare lo stesso identico discorso per quando sono coi parenti.

    Sono amici storici con cui ogni tanto ci si trova, e presto lo faremo di nuovo dopo il lungo periodo-Covid. Per me dovrebbe essere un'occasione piacevole, quando sono in compagnia a me piace scherzare, anche fare un pó il cretino a volte, ma sempre nel rispetto di tutti.

    Il problema è che c'è sempre qualcuno che a metà serata (a volte pure prima) tira fuori la politica.

    E gli altri ci cascano tutti come birilli.

    E si inizia a sproloquiare su cosa faremmo noi per sistemare l'Italia e il mondo.

    Inevitabilmente mi chiedono "tu per chi hai votato? Per chi voterai? Cosa ne pensi di Tizio Caio o Sempronio?“.

    E lì per me finisce il bello del ritrovarsi.

    Sembra ormai che ci sia l'ossessione sociale di esternare la propria opinione politica su qualsiasi cosa.

    Non che io non abbia opinioni politiche, semplicemente le tiro fuori soltanto nelle occasioni che ritengo opportune. E non sono molte.

    Non sento la frenesia sociale di dovermi posizionare o di dover sbandierare qualcosa.

    Sono fortemente a disagio quando qualcuno attorno a me inizia a fare certi discorsi "pesanti".

    Disagio che si manifesta sempre con ansia o con malumore, o entrambi.

    Sono stanco, frustrato.

    Cambiare aria e crearmi un nuovo ambiente da tutt'altra parte sarebbe la soluzione migliore, ma al momento per varie ragioni non è praticabile.

    Allora vi chiedo, c'è un modo per arginare questo problema?

    Non mi venite a dire che devo essere "resiliente" perché ormai detesto quella parola.

    La realtà va cambiata per quanto possibile, non bisogna accettare e farsi andare bene qualsiasi situazione.

    Qualcuno può pensare che io me la prenda troppo, ma il problema è serio (infatti mi dà ansia) e come tale va affrontato.

    Grazie. M. R.

  • Qubit

    Approved the thread.
  • Sinceramente la penso come te, quando nelle tavolate vedo gente che inzia a parlare di politica, scaldandosi pure, io vedo solo dei polli che giocano a gonfiare le penne pensando di cambiare il mondo. Nulla contro la politica, anzi credo che sia interessante e stimolante con la giusta misura e consapevolezza parlare dell'argomento, ma in certi contesti non è più scambio di opinioni, è proprio un'arena. Una persona sensibile anche solo inconsapevolmente intuisce queste dinamiche attraverso cui l'ego si attacca e non trova gratificazione in tutto questo.


    Io personalmente quando è così cerco di parlare con altre persone, non coinvolte nel gioco della politica, se ce n'è sono.

    Prima che gli occhi possano vedere devono essere incapaci di lacrime. Prima che l'orecchio possa udire, esso deve aver perduta la sua sensibilità. Prima che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, deve aver perduto il potere di ferire. Prima che l'anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono esser lavati nel sangue del cuore."

  • Mark Renton

    Non vivo questa insofferenza, ma conosco tante persone che non parlerebbero mai di politica semplicemente perchè non interessa o non interessa abbastanza.

    Per cui mi verrebbe da chiederti : per quali ragioni ti risulta pesante, benchè ti interessi ?

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • mr

    Non vivo questa insofferenza, ma conosco tante persone che non parlerebbero mai di politica semplicemente perchè non interessa o non interessa abbastanza.

    Per cui mi verrebbe da chiederti : per quali ragioni ti risulta pesante, benchè ti interessi ?

    Perché è un argomento divisivo e ci sono altre sedi per trattarlo, non quando si è a tavola dove io mi voglio gustare quello che mangio e quello che bevo. Per sentire oltretutto un sacco di idiozie e di banalità.

  • Sinceramente la penso come te, quando nelle tavolate vedo gente che inzia a parlare di politica, scaldandosi pure, io vedo solo dei polli che giocano a gonfiare le penne pensando di cambiare il mondo. Nulla contro la politica, anzi credo che sia interessante e stimolante con la giusta misura e consapevolezza parlare dell'argomento, ma in certi contesti non è più scambio di opinioni, è proprio un'arena. Una persona sensibile anche solo inconsapevolmente intuisce queste dinamiche attraverso cui l'ego si attacca e non trova gratificazione in tutto questo.


    Io personalmente quando è così cerco di parlare con altre persone, non coinvolte nel gioco della politica, se ce n'è sono.

    Sono d'accordo su tutto. Perché mai dovrei stare lì a sentire dei comizi? E vale anche per i contesti familiari, cene e pranzi sono diventati un percorso a ostacoli. Alcuni hanno una foga nel parlare che mi mette inquietudine.

    L'unica come hai detto tu è distrarsi parlando d'altro se hai di fianco la persona giusta che ti regge il gioco. Una volta o due però mi sono alzato in piedi e con una scusa (sigaretta o toilette) me ne sono andato fuori. A mali estremi, estremi rimedi. Se qualcuno poi fa l'offeso sono fatti suoi, non mi interessa.

  • Mark Renton : scappa!!! ;-)

    A me piace parlare di idee politiche ma quello che osservo è più che altro un parlare di posizioni, con foga e voglia di trascinare l'altra o convincerlo.


    Una volta sono capitata nelle grinfie di un post fascista della peggior sorte e dopo qualche scambio mi sono alzata e me ne sono andata. Non avevo nessuna intenzione di stare ad ascoltare cattiverie di quel livello....stupida io che mi sono fatta coinvolgere. Ora mi dileguo prima.


    Purtroppo anche da mia madre che si diverte a parlare di politica che dalle mie parti equivale a parlare di etnie, moolto spiacevole.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • Hai detto bene Huesera. Il problema non è il parlare di politica in sé ma i modi e i tempi con cui lo si fa. Quella di alzarsi e andarsene è una soluzione drastica ma che a questo punto ci sta tutta. Se qualcuno se la prende a male, sono affari suoi.

    Devono capirla anche con le cattive.

    Comunque basterebbe che quando qualche "simpaticone" introduce temi politici, gli altri gentilmente gli facessero capire che non è aria. E invece ogni volta ne nasce un vespaio indegno. Fino a qualche tempo fa si cercava di evitare questi argomenti almeno a tavola, era una specie di legge non scritta.

    Adesso è tutto cambiato, non esiste più ritegno.

    La cosa incredibile è che se non prendi parte alla loro assurda discussione, passi per una persona "leggerina" e superficiale.

    Che palle.

  • Per sentire oltretutto un sacco di idiozie e di banalità.

    probabilmente il problema più che la politica potrebbe essere questo. Ormai c'è una notevole arroganza nel parlare di tutto ma soprattutto di politica. Ma l'arroganza, che già è fastidiosa, dovrebbe andare come minimo allo stesso passo dei contenuti. Invece la gente spara spesso notevoli caxxate con un impertinenza da schiaffi. E la frustrazione per chi se ne accorge è notevole. In un certo senso ti capisco anche se non mi dà così fastidio. Io penso che spesso le persone riproducano lo stile comunicativo dei nostri politici che nella loro pochezza diventano provocatori, canzonatori e prepotenti verso l'interlocutore e parlano sempre sopra ( cosa che per esempio a me manda in bestia!)

  • Io penso che spesso le persone riproducano lo stile comunicativo dei nostri politici che nella loro pochezza diventano provocatori, canzonatori e prepotenti verso l'interlocutore e parlano sempre sopra

    Sante parole!

    E non solo molti politici danno l'esempio nefasto in cui il dileggio e l'offesa gratuita e villana dell'avversario prendono il posto del dialogo (per il quale non hanno argomenti), ma inoltre tendono, del tutto illogicamente, a portare e sconfusionare in politica praticamente tutto, e persino ciò che appartiene (ad esempio) alla Scienza!

    Personalmente stimerei Conte e Draghi, di qualunque parte politica fossero, già solo per la capacità e la forza che hanno avuto nell'essere Esempio di una inversione a U rispetto a questo autentico malcostume, e lasciando all'avversario il ruolo solo comico di chi balla (male)...da solo e senza musica :D

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Sante parole!

    E non solo molti politici danno l'esempio nefasto in cui il dileggio e l'offesa gratuita e villana dell'avversario prendono il posto del dialogo (per il quale non hanno argomenti), ma inoltre tendono, del tutto illogicamente, a portare e sconfusionare in politica praticamente tutto, e persino ciò che appartiene (ad esempio) alla Scienza!

    Personalmente stimerei Conte e Draghi, di qualunque parte politica fossero, già solo per la capacità e la forza che hanno avuto nell'essere Esempio di una inversione a U rispetto a questo autentico malcostume, e lasciando all'avversario il ruolo solo comico di chi balla (male)...da solo e senza musica :D

    X gloriasinegloria io credo tutto questo faccia parte di un processo di imbarbarimento che riguarda la nostra intera civiltà ormai da molti anni, e che i social network hanno accelerato in modo folle. Oggi per andare a caccia di elettori non ci si fa più alcun problema nell'inventarsi cose di sana pianta, rilanciare fake news, fomentare gli animi attraverso dei post sui social dove le persone stanno tra le altre cose perdendo l'abitudine a scrivere in un italiano corretto preferendo ingozzarsi di emoji e mostrando una sciatteria espressiva sconcertante.

    Io ti chiedo soltanto di non citare nomi di uomini politici perché sennò poi si rischia proprio di scadere in quel tipo di polemiche, e dato il tema di questo post (il fastidio per le polemiche) sarebbe veramente il colmo.

    Su tutto il resto ci siamo capiti e alla grande.

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