Accettare e interiorizzare l'impermanenza del passato è la soluzione(?).

  • Voglio aprire una riflessione sul concetto di impermanenza del passato.

    Impermanenza e passato nella stessa frase sono un ossimoro, ma siamo proprio sicuri che il passato sia immutabile?

    Forse l'evento in se è immutabile ma non le sue conseguenze.

    Si, proprio quelle conseguenze che tanto ci fanno soffire e che ci trasciniamo dietro e dentro per tanti anni.


    Relazione da più di 5 anni finisce a causa delle forti ingerenze negative di suo padre, io non si sa per quale motivo non andavo bene, tutti tranne lui furono le sue parole alla figlia.

    Insomma la storia finì, fu lei a lasciarmi.

    Ne soffrii, non tanto per il "contentuo" ma per i modi.

    Non nascondo che dopo e per diversi anni a seguire il mio sentimento verso il padre di lei fu quello di profondo odio.

    Quella relazione finita in quel modo mi fece soffrire tanto e devo dire che mi segnò, ovviamente in modo negativo.

    Restai single per diversi anni. Passarono gli anni, i casi della vita mi portarno a frequentare una ragazza che mi era sempre piaciuta ma che ritenevo irrangiungibile, lei bellissima io si e no nella mediocrità. Al contrario di ogni previsione questa ragazza si dimostrò MOLTO interessata a me nonostante fosse fidanzata.

    Comunque per farla breve una sera feci dentro di me questa riflessione: "Se non fosse stato per quello st❤❤❤zo a quest'ora non saresti qui con questa splendida ragazza, la ragazza che in realtà hai sempre bramato ma che non hai mai avuto il coraggio neanche di scambiarci una parola".

    Insomma, improvvisamente le conseguenze di quell'evento passato generato dal padre st❤❤❤zo erano COMPLETAMENTE cambiate tanto da sentirmi GRATO nei suoi confronti.


    Viviamo convinti che tutto debba essere per sempre, PERMANENTE....e continuiamo a soffrire, quando invece basterebbe essere educati all'impermenenza.

    Se addirittuta il passato può essere impermanente come possiamo farci fregare dall'illusoria convinzione della permanenza del presente proittandone le conseguenze addirittura nel futuro?

    Se solo fossimo in grado di vivere con la piena interiorizzazione che TUTTO è impermanente la vita sarebbe molto più leggera e felice per tutti.

    Cosa ne pesante?


    P.s.=La ragazza bellissima alla fine ha deciso di sposare il suo fidanzato...ma questo è un altro discorso. ;(

    :D

  • Ma infatti (non che voglia farla facile, sia chiaro) ma la vita basta provare a viverla, e te lo dimostra lei di essere tutt'altro che immutabile.

    E forse è il segreto scoperto senza nessuna accademia da quei ragazzini che sembrano partire dalle peggio condizioni possibili (anche in termini di abbandono affettivo) e... dalla vita - con cui sono costretti a misurarsi in mancanza di alternative - traggono Nuova Vita.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • sono d'accordo sul concetto di fondo, gli eventi passati cambiano totalmente nel futuro, anche dopo molti anni. In questo senso si, la percezione delle cose data dalle esperienze fatte poi in seguito ad un determinato evento, ad esempio la fine di una lunga storia, cambia totalmente la percezione della storia in sé, quindi il futuro cambia il passato, perché esiste solo attraverso la nostra percezione e comprensione delle cose. Però non sono d'accordo, pur non conoscendo la storia in sé, sul fatto dell odiare il padre della ex e accusarlo della fine della relazione, inoltre ti ha anche lasciato lei. Una coppia è fatta di due persone, le responsabilità sono esclusivamente loro, e se si sono fatti influenzare da terzi la colpa rimane la loro sulla fine della storia. Con gli anni si perdona, si comprendono le dinamiche, ma quando ci si lascia non c'entra mai una influenza esterna e dargli la colpa è non aver capito come girano le relazioni. Credo sia sempre una questione di scelte, scegliere un altro al posto tuo, o altri. Insomma una questione di priorità. È come pensare che in un tradimento la colpa sia dell'amante, della situazione, del vino.


    E forse è il segreto scoperto senza nessuna accademia da quei ragazzini che sembrano partire dalle peggio condizioni possibili (anche in termini di abbandono affettivo) e... dalla vita - con cui sono costretti a misurarsi in mancanza di alternative - traggono Nuova Vita.

    Vero, anche se mi vengono purtroppo in mente tanti episodi di quei ragazzini che apparentemente trovano un loro campo, una loro via di fuga, e magari per anni sembrano esserne usciti, poi però i fantasmi tornano

    Edited once, last by giulietto: Incorporato un post creato da giulietto in questo post. ().

  • Il passato non è impermanente.


    Il passato è un'illusione del cervello, noi sperimentiamo solo il presente (dove ricordiamo fatto passati). Quello che chiamano passato è memoria registrata, quindi una sorta di virtualità.


    Il passato e il futuro come "tempi" non esistono.


    Non lo dico io, c'è una vasta argomentazione scientifica a riguardo.


    Il passato condiziona il futuro perché siamo noi a stabilire i significati, sempre nel presente, unico tempo che sperimentiamo. Il resto è una storia che creiamo noi. Se per esempio a una persona capita un'amnesia anche il suo "futuro" cambia, poiché è sempre lei (con le sue memorie) a condizionarselo.

    Prima che gli occhi possano vedere devono essere incapaci di lacrime. Prima che l'orecchio possa udire, esso deve aver perduta la sua sensibilità. Prima che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, deve aver perduto il potere di ferire. Prima che l'anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono esser lavati nel sangue del cuore."

  • Sono d'accordo con Giulietto rispetto al fatto che le responsabilità rimangono sempre dei singoli. Non so quanti anni avesse lei al momento della fine della vostra storia, ma è stata comunque una sua scelta che il padre potrà anche aver influenzato, ma è una scelta che ha preso lei.

    Per il resto io penso che la tua percezione degli eventi ti abbia portato a vederla in quel modo: menomale che il padre della mia ex ha portato alla chiusura della relazione, altrimenti ora non sarei qui con questa bellissima ragazza.

    Un altro avrebbe potuto pensarla anche diversamente...che ne so: per colpa di quello st❤❤❤zo mi sono illuso di poter frequentare questa ragazza che mi è sempre piaciuta, ma alla fine si è sposata con un altro e io sono rimasto nuovamente fregato.

    Sì, credo che nella vita non sia mai detta l'ultima parola e non si sa mai cosa potrebbe riservarci il futuro, ma molto dipende anche dalla nostra visione e percezione degli eventi.

  • Probabilmente mi deve arrivare la fatidica "gioia" per farmi dire " oh ma guarda, tutto quello che ho vissuto in passato, compreso le porte in faccia, sono servite per farmi arrivare a questo" ma la cosa bella non arriva mai e io continuo a dire di non essermele meritate certe cose. E comunque anche "la cosa bella" sicuramente sarà molto molto aleatoria :D

  • Comunque tornando più chiaramente sulla questione da un punto di vista "filosofico" (anche se non è filosofia)

    Bignorebbe fare una distinzione fra quelle che sono delle Leggi al di là delle "leggi". Come l'impermanenza, che è universale ovvero non è dunque una "qualità" di qualcosa in particolare. "Tutto è Impermanenza" diceva il Buddha. Ecco, questo va differenziato da quello che il nostro "Cervello" può percepire.

    Il "grosso" della Realtà è anti-intuitiva per il nostro cervello. Per esempio, voi avete "percezione" di essere su pianeta, sospeso in uno spazio, che gira su se stesso e su una stella ? O che il tempo che percepiamo qui non è lo stesso su Marte ?


    Ecco, noi abbiamo una "percezione" della realtà decodificata dalle capacità (che sono quelle che sono) del cervello.

    Per questo "concettualmente" è facile capire ad esempio l'imparmanenza ma poi la realtà non sembra cambiare.


    La "mente" (processi cognitivi generati dal cervello) vive nel passato o nel futuro e li considera una realtà "reale".

    Noi siamo convinti che domani è domani, che ci sarà un giorno nuovo, perché domani farò, oppure domani sarà: Ma sperimentiamo solo un presente continuo. C'è sempre e solo questo momento, che la mente fra "memoria" immagazzina come passato (ieri) o anticipa come "futuro". La sensazione (falsata) è di muoversi nel tempo, che il tempo scorre come nel calendario, giorni che passano, mesi che si susseguono, cose accadute e cose che avverrano: E intanto noi siamo sempre stati nell'adesso, che non abbiamo percepito.


    E' un processo appunto anti-intuitivo.

    Il passato "blocca" il presente perché la nostra mente non avverte il presente ma continua a vivere fra proiezioni "nel tempo" (passato e futuro)


    Detto terra terra:
    La mente è come lo schermo di un televisore. La persona è il televisore in cui è incluso lo schermo. Ma nello schermo passano immagini, avanti e indietro fra ricordi, informazioni e anticipazioni di quel che sarà. Il televisore è nel presente, ma lo "schermo" continua a proporre queste immagini. Il televisore non si accorge "dell'adesso" perché segue lo schermo. E quindi segue "la storia".

    Tutto ciò che avviene è sempre e solo nel presente.
    E solo dal presente può essere "lasciato" andare.

    Però, quando noi avvertiamo un pensiero, seguito da un'emozione, torniamo immediamente nella "storia". Sorge il ricordo dell'ex fidanzato e: Parte la storia. "Io sono quello che è stato lasciato perché ... lui/lei ha fatto questo perché ... Io sono quello soffre sempre perché ... " tutto ciò, occupa il tempo presente, energeticamente. E quindi "il passato" sopravvive così urupando il presente. E sembra "non passare".

    Basta fare qualcosa, come una nuova esperienza o qualunque esperienza ci permetta di uscire (anche per un secondo) dalla storia, dalla mente, entrare nel momento e già tutto cambia: Tutto il passato sembra avere meno importanza, le cose appaiono più chiare, più vive. Ognuno di noi ne ha fatto esperienza.


    Prima che gli occhi possano vedere devono essere incapaci di lacrime. Prima che l'orecchio possa udire, esso deve aver perduta la sua sensibilità. Prima che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, deve aver perduto il potere di ferire. Prima che l'anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono esser lavati nel sangue del cuore."

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