Panico con agorafobia

  • Ciao a tutti. Scrivo per un problema certamente già noto a molti qui, ma che mi fa sentire terribilmente sola. Dopo un primo violento attacco di panico a metà luglio dello scorso anno, ho sviluppato agorafobia: terrorizzata da quel momento (ero in un supermercato), non capivo cosa fosse successo e sentivo solo il costante terrore di riavvertire quelle orribili sensazioni. Dopo aver capito di cosa si trattasse, con enorme sforzo, ho fatto violenza a me stessa imponendomi quotidianamente di fare piccole uscite esponendomi gradualmente (anche grazie ad un ansiolitico) a ciò che mi creava malessere: ogni luogo aperto o chiuso dal quale non riuscivo a percepire una via di fuga immediata. Ho avuto un circa due mesi miglioramenti notevoli, a tal punto da sentirmi serena da fine agosto fino a fine marzo...quando ho avuto una ricaduta, mentre ero in bicicletta da sola (ho fatto molto ciclismo, ora sono frenata). Ad oggi faccio fatica a non essere accompagnata e non riesco neanche ad entrare da sola in un bar. Mi sento molto isolata e debole per dipendere sempre da qualcuno. Avverto sempre un senso di morte imminente e temo di impazzire o star male davanti agli altri. Da poco ho deciso di seguire una psicoterapia psicodinamica per uscirne, coadiuvata a queste “istruzioni” che mi impongo sempre (sforzarmi di uscire gradualmente ecc...). Secondo voi faccio bene? Grazie per l’ascolto.

  • Qubit

    Approved the thread.
  • Quanto ti capisco...io ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e con il passare del tempo si è sviluppata anche l'agorafobia e claustrofobia. Paura di stare in posti affollati, aperti e di non avere via di scampo qualora fossi stata male...oppure entrare in un negozio e avere la costante paura di allontanarmi. E' bruttissimo... però devo dire che sei stata bravissima. Hai deciso di esporti e hai scelto la strada migliore. Solo così si può battere questo disturbo. Ci vuole tanta costanza e tanto impegno. E' anche pesante il fatto di dover chiedere aiuto ogni volta, purtroppo lo faccio anche ora ma diciamo che sto vedendo dei miglioramenti nel mio caso. Il mio consiglio è quello di continuare la psicoterapia e ogni giorno di porti un piccolo obiettivo. Sei forte, credi di più in te stessa. Di certo la psicoterapia ti darà una grossa mano ma molto dipende da te. So che ci vuole una forza di volontà enorme ma c'è la farai. Non ti spaventare se avrai ricadute...purtroppo possono capitare.

  • Quanto ti capisco...io ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e con il passare del tempo si è sviluppata anche l'agorafobia e claustrofobia. Paura di stare in posti affollati, aperti e di non avere via di scampo qualora fossi stata male...oppure entrare in un negozio e avere la costante paura di allontanarmi. E' bruttissimo... però devo dire che sei stata bravissima. Hai deciso di esporti e hai scelto la strada migliore. Solo così si può battere questo disturbo. Ci vuole tanta costanza e tanto impegno. E' anche pesante il fatto di dover chiedere aiuto ogni volta, purtroppo lo faccio anche ora ma diciamo che sto vedendo dei miglioramenti nel mio caso. Il mio consiglio è quello di continuare la psicoterapia e ogni giorno di porti un piccolo obiettivo. Sei forte, credi di più in te stessa. Di certo la psicoterapia ti darà una grossa mano ma molto dipende da te. So che ci vuole una forza di volontà enorme ma c'è la farai. Non ti spaventare se avrai ricadute...purtroppo possono capitare.

    Ti sono tanto tanto vicina. Parlare serve molto. La cosa che mi deprime a volte è uscire e vedere tutti così perfettamente normali, che viaggiano, ridono, viaggiano, mentre persone agorafobiche come noi tremano solo al pensiero di fare ste cose. Tu segui una terapia? Se ti può aiutare, nei momenti più critici io mi imponevo di stare dove mi trovavo e cercavo di contare piano “1001, 1002” ecc fino a 1005, per poi ricominciare se non passava, e nel frattempo cercavo di respirare piano, con il diaframma (espirando per 8 secondi). In alternativa cercavo di pensare alle volte in cui sono sempre stata bene, e al fatto che non posso morire né svenire perché sono tutte sensazioni causate da ansia. So che a dirsi è una bazzecola (oggi non sono riuscita neppure ad entrare sola in un bar a prendere una bottiglietta d’acwua), ma allenarsi a pensarci spesso per pensarci sempre meno può aiutare. Per me - per se per poco tempo- è stato salvifico l’ampre: mi ero innamorata di un uomo e questo senso di perenne desiderio mi aiutava.

  • Hai proprio ragione...capisco cosa intendi. Si, al momento sto seguendo un ennesima psicoterapia. Grazie mille dei consigli, te ne sono davvero grata! Io per il momento mi sto esponendo e quando mi capita di avvertire un sintomo mi domando :"Che cosa può accadermi?". Non so se lo conosci, questo è l'esercizio delle peggiori fantasie. Me lo ha spiegato la psicologa ma già lo conoscevo dato che avevo visto dei video su youtube. In più cerco di pensare che se me ne scappo peggioro il problema e non va per niente bene.

    E' vero, bisogna allenarsi mentalmente tutti i giorni.

    Tu sei seguita da qualcuno?

  • ho avuto una ricaduta, mentre ero in bicicletta da sola

    Ciao.

    Questa frase mi ha colpita molto, perchè ho prova certa su me stessa del rapporto esistente tra attacchi di panico e respirazione scorretta, particolarmente con l'andare in iperventilazione.

    Prova a cercare su Google con la stringa "attacchi di panico respirazione".

    Nell'immediato, quando senti "salire" l'attacco di panico...smetti semplicemente di respirare per una decina di secondi.

    Vedrai che sentirai fisicamente regredire e poi sparire l'attacco. ;)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Ciao, ho letto tutto ciò che hai scritto e mi sono ritrovata in tutto ciò che ho letto, se c’è una cosa che da sollievo è sapere che anche se queste sensazioni ci fanno sentire pazzi nelle nostre turbe mentali, in realtà non lo siamo, ci sono tante persone che provano le stesse paure e questo pensiero fa sentire meno soli. Quello che mi sento di dirti è di non pensare che solo perché hai avuto una ricaduta non puoi tornare a fare quello che facevi prima.. sicuramente se hai avuto questa ricaduta ci sarà stato un motivo, forse qualcosa che ha smosso alcuni equilibri interni. Ho letto che stai facendo psicoterapia, fai bene perché solo grazie alla psicoterapia ci si conosce a fondo e soprattutto si comincia ad avere la consapevolezza e l’accettazione di noi stessi. Per me è fondamentale, io la seguo da anni e mi ha aiutata tantissimo..

  • Hai proprio ragione...capisco cosa intendi. Si, al momento sto seguendo un ennesima psicoterapia. Grazie mille dei consigli, te ne sono davvero grata! Io per il momento mi sto esponendo e quando mi capita di avvertire un sintomo mi domando :"Che cosa può accadermi?". Non so se lo conosci, questo è l'esercizio delle peggiori fantasie. Me lo ha spiegato la psicologa ma già lo conoscevo dato che avevo visto dei video su youtube. In più cerco di pensare che se me ne scappo peggioro il problema e non va per niente bene.

    E' vero, bisogna allenarsi mentalmente tutti i giorni.

    Tu sei seguita da qualcuno?

    Sono felice di poter essere stata d’aiuto. Al momento sto seguendo una terapia psicodinamica, transazionale. Ho iniziato da pochissimo e mi è stata consigliata visto che tante istruzioni da cognitivo comportamentale sono riuscita a metterle in atto già da sola, ma non sono bastate. Purtroppo di recente ho avuto un trauma emotivo forte (allontanamento improvviso da parte della persona amata quando ho spiegato di avere questo problema, dopo un anno di relazione fondata sul sostegno e la fiducia) e questo mi ha creato un colpo enorme. Autostima a pezzi, senso di impotenza alle stelle. Oggi ho provato ad entrare in un bar e tremavo, poi mi sono imposta di non fuggire da lì: mi sentivo morire, ho avuto una crisi di pianto e poi poco per volta mi sono ripresa. Questo problema penso nasca spesso un po’ dalla nostra indole sensibile alla nodtre sensazioni e agli stimoli esterni, e gran parte come reazione spropositata a certi vissuti. Io ad esempio ho capito di avere un forte conflitto nato da imposizioni genitoriali forti, di cui mi ero assunta la responsabilità mettendo a tacere le mie emozioni per tanto tempo. Tu che terapia segui, se posso chiedertelo?

  • Ciao.

    Questa frase mi ha colpita molto, perchè ho prova certa su me stessa del rapporto esistente tra attacchi di panico e respirazione scorretta, particolarmente con l'andare in iperventilazione.

    Prova a cercare su Google con la stringa "attacchi di panico respirazione".

    Nell'immediato, quando senti "salire" l'attacco di panico...smetti semplicemente di respirare per una decina di secondi.

    Vedrai che sentirai fisicamente regredire e poi sparire l'attacco. ;)

    Grazie di cuore per questo prezioso consiglio. Tu soffri anche di agorafobia per caso? Un abbraccio.

  • Ciao, ho letto tutto ciò che hai scritto e mi sono ritrovata in tutto ciò che ho letto, se c’è una cosa che da sollievo è sapere che anche se queste sensazioni ci fanno sentire pazzi nelle nostre turbe mentali, in realtà non lo siamo, ci sono tante persone che provano le stesse paure e questo pensiero fa sentire meno soli. Quello che mi sento di dirti è di non pensare che solo perché hai avuto una ricaduta non puoi tornare a fare quello che facevi prima.. sicuramente se hai avuto questa ricaduta ci sarà stato un motivo, forse qualcosa che ha smosso alcuni equilibri interni. Ho letto che stai facendo psicoterapia, fai bene perché solo grazie alla psicoterapia ci si conosce a fondo e soprattutto si comincia ad avere la consapevolezza e l’accettazione di noi stessi. Per me è fondamentale, io la seguo da anni e mi ha aiutata tantissimo..

    Grazie per la tua condivisione. Sì, ho avuto traumi recenti già protratti da tempo che le attese strazianti dovute alle chiusure covid hanno peggiorato (attese affettive e aspettative emotive disattese dopo anni di investimenti emotivi...in più malattia importante di mia madre che mi ha posto in una situazione di fragilità). Che tipo di terapia segui? A me hanno suggerito la psicodinamica transazionale, ho appena cominciato, chi lo sa.

  • Tu soffri anche di agorafobia per caso? Un abbraccio.

    Di sicuro ho una grande avversione verso i luoghi affollati (tipo centri commerciali, stadi, concerti di piazza), mentre assolutamente mai potrei percorrere a piedi un sentiero in aperta campagna. Mi è capitato di agitarmi moltissimo anche nel percorrere in auto strade con lunghi tratti senza case. Ho provato vero terrore sulle colline della Val di Chiana, benchè fossi con mio marito, per il fatto puro e semplice di non vedere case e umani a perdita d'occhio. Anche la scorsa settimana ho avuto una reazione che mi ha un po' impressionata. Sono entrata in un palazzo (in un gruppo di palazzoni molto moderni) convintissima che fosse quello del mio commercialista. Trovo il portone aperto e salgo a piedi fino al primo piano. Tutto silenzio, al primo piano otto portoncini tutti senza nessuna etichetta o targa, tranne uno che però porta il nome di un altro commercialista. Suono. Quando nessuno risponde comincio ad agitarmi e chiamo al cell il mio amico, che mi dice che ho sbagliato il civico in quel gruppo di palazzoni. Scendo e siccome la struttura è molto labirintica...mi ritrovo addirittura nel sottoscala e ovviamente lì non c'erano vie d'uscita. L'agitazione sale e mi vergogno ma è la verità : io ho dovuto RAGIONARE per rendermi conto che il portone non potesse essere sparito in due minuti, e che dovevo solo risalire una rampa per trovarlo.

    Assurdo ma vero...ero agitatissima.

    Però avevo sempre pensato che queste avversioni e reazioni assurde fossero dovute ai troppi film e romanzi horror divorati da ragazzina.

    Un abbraccio a te ;)

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

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