Cambio lavoro per orgoglio

  • Lavoro da più di vent'anni per un'azienda, sono impiegato. Lo stipendio è medio/alto e le responsabilità sono tutto sommato limitate.
    Sono sposato e ho figli, quindi il posto di lavoro vicino a casa è molto comodo.

    Il problema è che ho gli stimoli sotto le scarpe nonostante il lavoro mi piaccia, ma quando vedi che le promozioni vengono date "a caso" oppure solo alla stretta cerchia degli amici degli amici, mi cascano le braccia. In passato avevo chiesto di poter seguire progetti speciali, ma con varie scuse mi hanno sempre detto no (salvo poi proporli ai soliti....).

    Onestamente rimango qui solo perchè l'ufficio è a pochi minuti di auto da casa e per quello che ho scritto nella prima riga.

    Nel caso decidessi di cambiare, sicuramente dovrei allontanarmi e fare almeno 1/1.30h di autostrada per recarmi al posto di lavoro e difficilmente andrei a guadagnarci in termini monetari.

    Seguendo l'impulso me ne andrei, ma poi ci ripenso e torno nella mia confort zone. Col mio responsabile non so quanto possa essere utile parlare, non è cattivo, ma è bravissimo a rigirare la frittata con i vari "vedrai" "sarai" "diventerai" e poi non cambia mai nulla.

  • Penso che valutare un cambiamento, anche a livello mentale, non faccia mai male. Ti consente di evitare di rinchiudersi troppo negli schemi, nelle prevedibilità. Poi di questo periodo, porsi almeno l'eventualità di una nuova sfida, è anche ammirevole.

    Poi è chiaro che si deve iniziare anche il ragionamento per costi/benefici, come stai facendo, d'altronde. E considerare in questi "costi", che nessuno può garantirti che nel nuovo posto di lavoro non si configuri nuovamente una situazione in cui gli stimoli languono, la meritocrazia si dilegua, le promesse si dissolvono, i responsabili si nascondono, cosa, in questo paese, tutt'altro che rara. Anzi.

  • E considerare in questi "costi", che nessuno può garantirti che nel nuovo posto di lavoro non si configuri nuovamente una situazione in cui gli stimoli languono, la meritocrazia si dilegua, le promesse si dissolvono, i responsabili si nascondono, cosa, in questo paese, tutt'altro che rara. Anzi.

    quoto e aggiungo, se hai avuto delle responsabilità limitate è difficile che nel nuovo lavoro te le diano. Sulla base di cosa?

    Le aziende sono tutte uguali, dappertutto ti mettono la cosiddetta banana davanti al naso. Ma poi non si concretizza. Ti pagano bene e sei vicino a casa io non mi muoverei

  • Le aziende sono tutte uguali, dappertutto ti mettono la cosiddetta banana davanti al naso. Ma poi non si concretizza. Ti pagano bene e sei vicino a casa io non mi muoverei

    vero, anche se a volte è davvero difficile digerire sermoni e benedizioni....mi si torce lo stomaco dl nervoso....

  • Io capisco...Però pensa se sermoni e benedizioni li dovessi digerire dopo un'ora di traffico e percependo un magro stipendio.

    Io non mi muoverei di lì.

    Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo

    e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita.

    (Goffredo Parise)

  • Se penso di dover passare altri 20 così mi viene male. Proverò a tenere d’occhio linkedin nel caso ci fosse un annuncio interessante, nel frattempo tengo duro...

  • Ti posso chiedere che ne pensa tua moglie? Sempre che ne abbiate parlato.

    Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo

    e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita.

    (Goffredo Parise)

  • ciao, ti capisco perfettamente, faccio ogni giorno questi pensieri e ogni giorno guardo annunci di lavoro. Quello che mi frena però è l esperienza. Non so se è il tuo primo lavoro serio e ci sei da 20 anni, io avrò cambiato 10 lavori, spesso perché non mi stava bene questa identica situazione e mi illudevo che da dipendente avrei trovato di meglio, e ogni volta all' inizio in effetti le cose erano migliori, ma poi tutto tornava come prima, perché appunto, sei un dipendente, un impiegato. Ormai per esperienza mi sono rassegnato, a meno che non trovi qualcosa di oggettivamente migliore sotto un punto di vista oggettivo, perché da un punto di vista di mansioni o comportamenti ormai so che è ovunque la stessa storia

  • Ciao Beppe. Devi farti qualche domanda prima di pensare di cambiare.

    La tua esperienza maturata in questi 20 anni è spendibile altrove? Perché se la risposta non è sì, magari troverai anche qualcos'altro ma sarà di sicuro un downgrade.

    Subito ti sentirai anche sollevato, ma durerà poco.

    Senza qualifiche importanti sarai quasi certamente costretto ad accettare uno stipendio ridimensionato e si riproporranno le stesse dinamiche che ti hanno portato a non sopportare più questo lavoro.

    Con l'aggiunta che non sarai nemmeno più tanto vicino a casa.

    E bada bene io non sono tra quelli che ti dicono "io resterei lì e basta".

    Se farti altri 20 anni così ti mette addosso angoscia, devi pensare a una exit strategy. Ma guardando in faccia la realtà.

    Se hai qualche talento inespresso o una qualche passione molto forte che può essere spendibile per un progetto personale che vada al di là del concetto di lavoro dipendente, pensaci su.

    Io l'ho fatto ma va detto che non avevo una famiglia da mantenere.

    È stata ed è ancora dura, mi faccio il mazzo ogni giorno e spesso pure il sabato e la domenica, ma in termini di soddisfazioni personali sto molto meglio di prima perché faccio quello che mi piace.

    Anche da me promuovevano la gente secondo criteri politici o di simpatia personale.

    È un malcostume che troverai quasi ovunque.

    Per cui non farti illusioni su quello che verrà dopo.

    Capisco la voglia di scappare da un ambiente che non ti valorizza, ma valuta bene le carte che hai in mano.

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