Non ne posso più... Ansia

  • Ciao a tutti. Premetto che non volevo scrivere qui ma mi ritrovo a farlo data la mia condizione. Non ne posso più. Sembra di vivere in un loop continuo. "Vivere" ah, è meglio dire sopravvivere... faccio un riassunto di quello che mi è successo in questi anni. Inizio a soffrire di attacchi di panico a 18 anni per poi iniziare ad avere problemi di agorafobia e claustrofobia (ad esempio nei negozi stavo vicino l'uscita o mi facevo mappe mentali di dove fosse appunto la via di uscita in caso fossi stata male). Preciso che nonostante la mia agorafobia, uscivo lo stesso, sempre accompagnata, ma tendevo ad evitare appunto luoghi troppo affollati. Penso che ci siano varie forme di questo disturbo e io non ho mai fatto parte di quelle persone che si chiudono totalmente in casa. Insomma ora ho quasi 23 anni e durante questi anni ho vissuto sulle montagne russe. Momenti in cui sembrava che andasse meglio e altri no. Fine gennaio di quest'anno inizio a stare male nuovamente con attacchi di panico frequenti. Diciamo che prima di stare male ho passato una settimana davvero stressante, problemi in famiglia e stavo conoscendo anche un ragazzo che mi deluse parecchio.

    Insomma, inizio un ennesima terapia psicologica ad aprile e ho capito diverse cose su cosa mi stava accadendo. Questa continua ansia era venuta a dirmi che non potevo più vivere così. Non mi accontento più di fare un giro o di stare fuori per negozi. E' arrivato il momento in cui devo darmi da fare e pensare di più a me stessa.

    La psicologa mi ha detto più volte che l'ideale sarebbe avere la patente e trovare un lavoro. Ovviamente a piccoli passi...

    Stare a casa mi mette ansia, non riesco più a prendere parte alle conversazioni in famiglia, sono esausta. Faccio fatica anche a mangiare...

    Tutta questa consapevolezza si è realizzata solamente adesso, perchè prima appunto ero quasi "cullata" o forse perchè ero più piccola...

    Fatto sta che sto molto male, la mattina ho un ansia incredibile proprio perchè non so come passare la giornata.

    L'idea di trovare un lavoro (a detta della dottoressa è la mia unica via di uscita) mi mette ansia. Ho tanta paura. Non so se sono in grado ma so che è arrivato il momento. Oppure pensare di prendere la patente...in questo caso il problema sarebbe fare l'esame di teoria. Stare ferma lì, con altre persone in una stanza, al pensiero mi viene ansia.

    Scusate per lo sfogo. Voi cosa ne pensate? cosa posso fare data la situazione? Accetto consigli :(

  • ciao, ti comprendo perfettamente. Anche io ho sempre sofferto di attacchi di panico, ci sono stati periodi in cui questi sembravano essersi nascosti e sono riesplosi in tutta la loro ferocia con il lockdown di marzo 2020, e ora sto davvero male, hai mai pensato di rivolgerti anche a uno psichiatra per una terapia farmacologica?

    "Non fu forse creato per restare anche solo per un attimo nelle vicinanze del tuo cuore?"

  • Inizio a soffrire di attacchi di panico a 18 anni per poi iniziare ad avere problemi di agorafobia e claustrofobia (ad esempio nei negozi stavo vicino l'uscita o mi facevo mappe mentali di dove fosse appunto la via di uscita in caso fossi stata male). Preciso che nonostante la mia agorafobia, uscivo lo stesso, sempre accompagnata, ma tendevo ad evitare appunto luoghi troppo affollati.


    Fine gennaio di quest'anno inizio a stare male nuovamente con attacchi di panico frequenti. :(


    In seguito ai primi attacchi di panico hai sviluppato schemi di evitamento (nei negozi MA vicino alla porta, fuori di casa MA solo col potenziale soccorso pronto accanto, in mezzo alla gente MA non troppa...) che ti hanno permesso, per un pò, di tirare avanti, mascherando il problema.


    Purtroppo gli schermi di evitamento non si limitano a mascherare il problema ma lo ingigantiscono. Non è che a Gennaio tu "hai iniziato a star nuovamente male", semplicemente a Gennaio la morsa dell'ansia (mai risolta con gli stratagemmi messi in atto da te) ha stretto la morsa e si è appropriata di quelle che prima (a seguito degli evitamenti messi in atto) erano diventate le tue zone comfort.


    Punto di partenza oggi ? Una passeggiata nel quartiere da sola...

    Trust No One

  • ciao, ti comprendo perfettamente. Anche io ho sempre sofferto di attacchi di panico, ci sono stati periodi in cui questi sembravano essersi nascosti e sono riesplosi in tutta la loro ferocia con il lockdown di marzo 2020, e ora sto davvero male, hai mai pensato di rivolgerti anche a uno psichiatra per una terapia farmacologica?

    Ora come stai?

    Si, ho fatto delle visite durante gli anni.

  • In seguito ai primi attacchi di panico hai sviluppato schemi di evitamento (nei negozi MA vicino alla porta, fuori di casa MA solo col potenziale soccorso pronto accanto, in mezzo alla gente MA non troppa...) che ti hanno permesso, per un pò, di tirare avanti, mascherando il problema.


    Purtroppo gli schermi di evitamento non si limitano a mascherare il problema ma lo ingigantiscono. Non è che a Gennaio tu "hai iniziato a star nuovamente male", semplicemente a Gennaio la morsa dell'ansia (mai risolta con gli stratagemmi messi in atto da te) ha stretto la morsa e si è appropriata di quelle che prima (a seguito degli evitamenti messi in atto) erano diventate le tue zone comfort.


    Punto di partenza oggi ? Una passeggiata nel quartiere da sola...

    Hai proprio ragione e hai compreso bene la situazione. È una lotta costante, anzi una guerra, per quanto è dura. Anche farsi due passi sotto casa. Comunque ci tengo a ringraziarti, perché oggi avevo il pensiero di farmi una passeggiata ma la paura mi stava per bloccare e quando ho letto il tuo messaggio mi sono detta di andare e basta. Sarò stata due minuti forse, dato che tremavo ma non ho rinunciato. Quindi di nuovo grazie.

  • Ora come stai?

    Si, ho fatto delle visite durante gli anni.

    ora non sto bene, purtroppo sono disturbi che se non trattati tendono a ripresentarsi e a peggiorare, io ne so qualcosa. Che terapia ti aveva prescritto lo psichiatra? Io purtroppo non sono molto d'accordo su ciò che dice Leonardh, perché io ad esempio senza ansiolitico non sarei riuscita neanche ad arrivare al centro vaccinale, dovevo dovevo andare, poi spesso a volte mi prendono crisi di ago4afobia inacchina per le quali mi viene voglia di aprire la portiera mentre sono in corsa...quindi non so sforzarsi sinceramente quanto possa valere se non a peggiorare la situazione, almeno nel mio caso.

    "Non fu forse creato per restare anche solo per un attimo nelle vicinanze del tuo cuore?"

  • ora non sto bene, purtroppo sono disturbi che se non trattati tendono a ripresentarsi e a peggiorare, io ne so qualcosa. Che terapia ti aveva prescritto lo psichiatra? Io purtroppo non sono molto d'accordo su ciò che dice Leonardh, perché io ad esempio senza ansiolitico non sarei riuscita neanche ad arrivare al centro vaccinale, dovevo dovevo andare, poi spesso a volte mi prendono crisi di ago4afobia inacchina per le quali mi viene voglia di aprire la portiera mentre sono in corsa...quindi non so sforzarsi sinceramente quanto possa valere se non a peggiorare la situazione, almeno nel mio caso.

    Mannaggia, mi dispiace.... E' vero, sforzarsi non aiuta molto. Nel mio caso a volte mi sento male se vengo forzata a fare una cosa, preferisco decidere da sola se farla o meno. Hai anche ragione sul fatto che questi disturbi se non trattati adeguatamente ricompaiono. Infatti eccomi ancora qua, dopo 5 anni e terapie psicologiche fallite...

  • Sarò stata due minuti forse, dato che tremavo ma non ho rinunciato.


    Non dovresti fuggire.


    Tu tremi e vuoi fuggire semplicemente perché il tuo sistema nervoso simpatico attiva, impropriamente, le stesse reazioni che ti salverebbero la vita qualora, nella giungla, un leone ti avesse puntato. E sono reazioni biochimicamente fatte apposta per essere molto veloci ed in grado di bypassare la parte razionale del tuo cervello.


    Però, se tu non fuggi, accadono queste cose:


    1) Non ti accade nulla. Non c'è alcun pericolo reale. Non puoi svenire/impazzire/morire.

    2) Dopo un pò (solitamente 10-20 minutini), senza che tu faccia nulla, il sistema nervoso parasimpatico interviene e smorza tutto.

    3) Il cervello registra l'esperienza.

    4) Esperienza dopo esperienza, il sistema nervoso simpatico inizia a smettere di attivarsi a caso e, quando lo fa, dura molto poco.


    Questo è l'unico modo per uscirne... non ci sono specialistici e farmaci che tengano (al massimo possono essere dei coadiuvanti)... ma se non si attiva questo processo, non si esce dall'ansia e da ciò che essa comporta...


    Mai evitare E mai fuggire.

    Trust No One

  • 4) Esperienza dopo esperienza, il sistema nervoso simpatico inizia a smettere di attivarsi a caso e, quando lo fa, dura molto poco.


    E' l'unico modo per uscirne...

    tu dici esperienza dopo esperienza, e se queste esperienze sono sempre una più terrificante dell'altra, come succede nel mio caso? Io ho pensieri di suicidio in quei momenti li, perché il panico non mi passa mai, non è come dici tu che provando e provando prima o poi passa...

    "Non fu forse creato per restare anche solo per un attimo nelle vicinanze del tuo cuore?"

  • e se queste esperienze sono sempre una più terrificante dell'altra


    In termini oggettivi... le esperienze sono sempre le stesse ;)... in termini reali, oggi non ti accade nulla, come non ti accadeva ieri, come non ti accadrà domani ;)


    In termini percettivi... più il soggetto evita e fugge... più crede che le situazioni temute siano insormontabili... più le esperienze cognitive diventano terrificanti... più diventa difficile affrontarle... è un cane che si morde la coda... è il circolo vizioso della "paura di aver paura"...


    Se il paziente non riesce a spezzar da solo tale circolo, esistono terapie che aiutano... ma è comunque richiesta una grande dose di forza di volontà al soggetto per iniziare e portare avanti un percorso virtuoso...

    Trust No One

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