Ho la giusta percezione?

  • Per me auto-conoscenza è prendere atto della paure che creano i "bisogni" di cui in realtà non abbiamo bisogno e che portano a vedere l'altro come un nemico o una persona con cui lottare per briciole di attenzioni.

    «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

  • Non ci entro fin dall'inizio.


    In un gioco che non mi appassiona.

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  • In realtà non mi riferivo agli aperitivi, ma al vivere centrato su se stesso. È questo che è intollerabile in un uomo adulto. Uno che intreccia relazioni superficiali e le usa alla stregua di oggetti che possono o meno soddisfare le sue necessità non è certo maturo. Da questa dimensione in cui ci si mette al centro e gli altri ruotano attorno si esce tra l'adolescenza e la giovinezza, non oltre direi. Poi va benissimo coltivare tanti interessi, io stessa l'ho sempre fatto, ma non mollerei mai nemmeno un amico in stazione per correre a un aperitivo; quella sera l'aperitivo salta e basta. E qui invece abbiamo davanti un adulto che parla di amore e figli...che si portano appresso responsabilità sconfinate...ma di cosa va parlando? Uno così non è adatto nemmeno ad allevare un gatto altro che figli.

    Evidentemente non sa di cosa parla.

    Perciò per me va benissimo che uno voglia dedicare l'esistenza a coltivare arte, musica, e quant'altro, ma se oltre a ciò non è in grado di dare la necessaria considerazione a una donna che dice di amare non può essere un compagno di vita come quello che cerca l'opener. Inoltre in tutta onestà dalla descrizione non vedo un D'Annunzio e nemmeno un Baudelaire, vedo piuttosto un tardo adolescente ultraquarantenne fortemente autocentrato e certamente incapace di creare una propria famiglia e e quindi inadatto a stare con una persona che abbia questi obiettivi. Per questo io lo lascerei proprio perdere, a meno che non si abbia voglia di investire molto tempo su una relazione dall'esito totalmente incerto, perché io alle maturazioni tardive e ai 40-50 enni che vogliono vivere da 20 anni sono allergica, non saprei che farmene di uno così.

  • Per gioco intendo erigermi a giudice di ciò che mi rende felice.


    Scusate tutti/e non riesco a scrivere dal telefono, sono sull'autobus.

    Ho pasticciato il thread.

    Scrivo semmai dopo... intanto leggo con grande interesse.

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  • vivere centrato su se stesso. È questo che è intollerabile in un uomo adulto. Uno che intreccia relazioni superficiali e le usa alla stregua di oggetti che possono o meno soddisfare le sue necessità non è certo maturo. Da questa dimensione in cui ci si mette al centro e gli altri ruotano attorno si esce tra l'adolescenza e la giovinezza, non oltre direi. Poi va benissimo coltivare tanti interessi, io stessa l'ho sempre fatto, ma non mollerei mai nemmeno un amico in stazione per correre a un aperitivo; quella sera l'aperitivo salta e basta. E qui invece abbiamo davanti un adulto che parla di amore e figli...che si portano appresso responsabilità sconfinate...ma di cosa va parlando? Uno così non è adatto nemmeno ad allevare un gatto altro che figli.

    Evidentemente non sa di cosa parla.

    Ma chi l'ha stabilito che <uomo adulto> sia quello allineato/adattato che fa contenti mamma-papà-professori-datore di lavoro- fidanzata-moglie e figli?

    Per me, non da oggi, l'uomo (o la donna) adulti sono quelli che sanno dialogare con se stessi quanto basta per sapere cosa vogliono, e che sanno farlo scindendo i loro autentici bisogni da quelli etero-indotti, e che - soprattutto - si strutturano per soddisfare in Autonomia i loro bisogni riconosciuti come veri.

    Perchè fermo mi resta che, anche parlando di amore-dedizione-benevolenza, ....come in Diritto...nessuno può donare quel che non ha mai avuto.

    Come può essere <matura> una persona che ...abbia 20 anni o 50...denoti solo la capacità di adattarsi a quello che le convenzioni reputano <dabbene> nel calendario umano?

    Mi sconcerta pensare che possa essere considerato "più maturo" uno che obtorto collo e solo perchè ha 30 anni, conquisti la cosiddetta <testa a posto> e si allinei non ascoltando i PROPRI bisogni, piuttosto che quelli socialmente indotti!

    Si aprirebbe un discorso infinito, ma per restare al tema : non ci vedo proprio niente di strano o irriverente in un giovane uomo che, evidentemente avendo la sua esperienza di vita, conserva la gioia di sognare come ipotesi possibile e gradita quella di una famiglia...e poi abbia la maturità (appunto!) di sapere che una rondine non fa primavera e che così importanti progetti non si pianificano essendosi visti in qualche WE!

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Aggiungo che i problemi relazionali che si sperimentano i primi mesi cioè quando dalla fase di idealizzazione si passa a quella dove entrano in gioco le rispettive personalità con corredo di paure, irrisolti e tutto quanto ... con le classiche reazioni emotive o la richiesta di attenzioni o l'incapacità di comunicare in modo chiaro i propri bisogni non hanno niente a che vedere con la possibilità di costruirsi una famiglia ...


    Prima si cerca di fare chiarezza appena si entra inevitabilmente in questo "tunnel" ... perché è appunto inevitabile dopo la fase idealizzata. SE si riesce a far luce ... poi magari si pensa alla famiglia ...

    Ma l'uomo che ti "da tutto pronto" non esiste ...

    «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

  • Infatti io non parlo di ciò che vuole la società, io parlo del processo di "maturazione" dell'individuo che appunto prescinde da ciò che possono volere società o genitori o datori di lavoro, e la maturazione porta a questo, a togliere il focus da noi stessi e capire che esistono anche gli altri, e ad intrecciarvi relazioni basate su rispetto e sincerità, e sapersi assumere responsabilità. Tutto ciò che questo tipo non sembra sapere fare. Poi se si è in due a volere relazioni superficiali basate sul "se ho tempo ci si vede" non vedo problemi. Ma non è questa la situazione. Io mi sarei staccata per molto, molto meno. Non ho mai pensato di "tirarmela" ma ho sempre voluto per me molto, molto, molto di più e nessuno mi ha mai lasciato in una stazione ad aspettare un treno per vedere gli amici, io da quel momento lì avrei cancellato il numero senza dare alcuna spiegazione.

  • Quello che trovo scorretto è sognare una famiglia illudendo l'altra persona quando sai che non è un tuo bisogno e non la vuoi veramente.

    Io ho voluto evitare il discorso famiglia perchè mi sembrava presto ma lo ha tirato fuori lui.

    Ed è stato lui a chiedermi ripetutamente di ufficializzare il rapporto.

    Se uno vuol sognare faccia pure se questo lo rende felice e se questo corrisponde alla sua soddisfazione ma non si impegni in un rapporto con una persona che invece la famiglia la desidera davvero.

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