Ho la giusta percezione?

  • Se vado ad acquistare un'auto e trovo un cerchione rotto con scritto: in perfetto stato, sempre garage, pochi km....che faccio?

    Mi faccio due risate o dico: NO, IO VOGLIO CHE SUL CARTELLO CI SIA SCRITTO, SONO UNA RUOTA ROTTA CON LA GOMMA BUCATA?

    Ma che me ne importa? A meno che non metta completamente in discussione le mie conoscenze in campo automobilistico per me il problema nemmeno si porrebbe.

    Scusate l'esempio scemo.

  • In ultima analisi quelli che definisci (con toni pesumibilmente nobili) "sentimenti", non possono per ovvie ragioni esulare da delle scelte che sono meno distanti da quelli che chiami "oggetti da acquistare" di quanto tu creda.

    Il problema è che abbiamo la testa infarcita di condizionamenti che ci vorrebbero principi e principesse in un mondo idealizzato (questa idealizzazione si che è un pericolo).

    Ad ogni modo ci siamo confrontati ed ognuno credo abbia almeno compreso la posizione dell'altro.

    Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto ;-)

  • Non è che uno lo fa fino ad una certa età...è proprio fatto così l'essere umano.

    L'idea del non egoriferito è appunto un'invenzione.

    Ma assolutamente non è vero, fa parte della maturità della persona uscire da questa dimensione. È "questo" essere umano ad essere fatto così, ma il mondo è pieno di uomini che non hanno questo problema di immaturità.

  • Boccaccio io mi sento come racconti tu.

    Anch'io ho avuto storie dove entrambi avevamo interessi, uscite di lavoro o con amici ma ovviamente la priorità era sempre la coppia.

    Io vorrei solo che lo ammettesse invece di negare e io mi metterei l'anima in pace. Giuro.

    Il fatto è che lui non vede nulla da "ammettere", si vede che è abituato così, il suo mondo gira intorno alle cose che gli danno piacere, e se "non gli rompi troppo le scatole" e ti adegui allo spazio che è disposto a darti per lui può andare avanti a lungo. Lui non ti mente quando ti dice che non vede problemi e che gli piaci; è sincero. Ma non è chiaramente uno con cui costruire una relazione seria e tra adulti e meno che mai farci dei figli (per carità!). Ovviamente mi baso sulla tua descrizione. A me tipo così sono capitati a 18-20 anni ...ma lì comprensibile. A 40...no, in tutta sincerità mi fanno anche un po' pena.

  • Boccaccio io mi sento come racconti tu.

    Anch'io ho avuto storie dove entrambi avevamo interessi, uscite di lavoro o con amici ma ovviamente la priorità era sempre la coppia.

    Io vorrei solo che lo ammettesse invece di negare e io mi metterei l'anima in pace. Giuro.

    Prova ad aspettare senza troppe aspettative, vedi come si muove lui per vivere il vostro amore( sul quale lui mi sembra si è sbilanciato un bel po' almeno a parole) se poi continui ad avere la percezione di essere un tappabuchi evidentemente non andate nella stessa direzione. Almeno all'inizio ci dovrebbe essere un po' di entusiasmo , un agire "di pancia" cercandosi reciprocamente. Essere un impegno sull'agenda anche no grazie.

  • Conosciuto virtualmente a dicembre. Da gennaio abbiamo iniziato a vederci, purtroppo a causa delle restrizioni abbiamo mantenuto i contatti quotidianamente e trascorso qualche weekend insieme.

    Prima mi scriveva e dedicava poesie, (saranno una trentina in totale) poi mi diceva che voleva stare con me tutta la vita (che a me sembrava esagerato dirlo eppure continuava a ripeterlo), che ero la persona che ha sempre sognato e quindi io mi sono aspettata un proseguimento diverso. Ora non dice più queste cose, non scrive più poesie... ma sono cambiata anch'io perchè mi sono stancata delle belle parole quando i fatti non le confermano.

    Riguardo alla possibile percezione : io direi che le due osservazioni quotate siano di grande importanza.

    Si tratta di soli cinque mesi in cui la frequentazione reale è stata di SOLO qualche week end.

    Personalmente : mi sembrano quanto basta per potersi entusiasmare e per desiderare di frequentarsi e conoscersi meglio, ma (personalmente) mi sembrano davvero niente per parlare addirittura di famiglia e figli. Anzi: mi fosse capitato uno che progetta subito in direzione famgilia-figli...avrei riportato la molto spiacevole sensazione che...desideri fare famiglia, e non necessariamente me.

    Senza giri di parole, poi, a me sembra che quell'entusiasmo di frequentarsi e conoscersi meglio ci fosse, e che sia andato effettivamente scemando.

    Ovviamente ne ignoro le ragioni, ma è astrattamente possibile che tra queste ragioni possa esserci il fatto di essersi sentito un po' pressato, anche semplicemente nel senso che il "godere dei momenti condivisi" (che sempre a mio parere è il vero collante che d due persone fa una coppia) possa essere stato vagamente incupito/oscurato da tue aspettative/richieste che gli siano risultate premature e dissonanti.

    E infine mi sembra significativo il fatto che lui abbia 40 anni.

    Mi sembra del tutto normale che un 40enne si sia costruito un suo equilibrio relazionale e suoi interessi, e non trovo per nulla raccapricciante il fatto che questo passi anche per aperitivi. Anzi mi sembra solo qualcosa di rallegrante, giacchè il risultato sembra essere quello di un uomo sereno e aperto alla vita. Come già detto: a me avrebbe raccapricciato, piuttosto, il tipo "cerco moglie".

    Per fortuna, poi, un 40enne medio non è neanche quello che vede "il paradiso che gli cambia la vita" nell'intimità fisica con una donna. E anche su questo fronte troverei personalmente preoccupante l'uomo adulto che riuscisse ad essere travolto da così poco.

    E insomma...non posso negare di essermi fatta l'idea di una storia che in effetti vada spegnendosi.

    Mentre mi è sempre appartenuta (e ho sempre praticato) il profondamente credere e sentire che i legami importanti (inclusi quelli che portano all'essere famiglia) si tessano da soli quando si condivide il Piacere di stare insieme OGGI, e che - invece - si sfilaccino sul nascere quando si pretenda di infuturarli in modalità ritenute canoniche e irrinunciabili. A meno che, in questo secondo caso, non si incontrino un "cerco moglie" con una "cerco marito" (che a me fanno tanta tanta tristezza). Ma è solo il mio pensiero.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Se sia sereno e aperto alla vita non lo so visto che va dallo psicoterapeuta da qualche anno per risolvere delle questioni di cui non mi ha voluto parlare.I legami si formano da una comunione un po' più profonda rispetto al semplice piacere di stare insieme oggi. Io posso provare molto piacere a stare con una persona ma non desiderare un certo tipo di legame con lei.

  • Ma assolutamente non è vero, fa parte della maturità della persona uscire da questa dimensione. È "questo" essere umano ad essere fatto così, ma il mondo è pieno di uomini che non hanno questo problema di immaturità.

    Qui rispondevi alla questione <aperitivi con gli amici> (associabile all'intero comparto degli interessi, hobbies, svaghi personali).

    E perdonami ipposam , ma quel tuo "assolutamente non è vero"...per me non sta nè in cielo nè in terra.

    Quello che tu chiami <maturità>, sono sincera, io lo chiamo <adattamento a standards generalisti e preconfezionati> , e ...(secondo me) non solo non esprime maturità, ma esprime addirittura pericolosa debolezza.

    Una debolezza che alla lunga si paga e si fa pagare al prossimo, perchè è la chiusura del coperchio di quella pentola a pressione a cui si auto-otturata la valvola in nome , appunto, della "maturità" .

    Uomo o donna che sia, ogni persona esprime e contagia serenità nella misura esatta in cui la vive.

    E la <maturità> intesa come supino/forzoso adeguamento a standards eteroindotti...non può mai dare serenità.

    Senza contare che...saremmo tutti immensamente più miseri se non ci fossero stati sublimi (e apparenti) fancazzisti che...seguendo se stessi e le proprie vere passioni..., spesso in ristretti circoli interpares di "matti", hanno donato pietre miliari in Arti, Musica, Spettacolo e Scienze...

    Insomma, e sempre solo mio pensiero : maturità non è allinearsi, è sentire cosa si vuole e avere il felice coraggio di non tradirsi da soli.

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

    Edited once, last by gloriasinegloria ().

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