Da cosa sono causati i problemi relazionali seri?

  • Maeva, se non altro hai un partner e degli ex, quindi vuol dire che un po' di abilità sociali nel tempo le hai costruite, io neanche quello...

    Se la mia famiglia di origine scomparisse resterei sola al mondo.

  • Maeva, se non altro hai un partner e degli ex, quindi vuol dire che un po' di abilità sociali nel tempo le hai costruite, io neanche quello...

    Se la mia famiglia di origine scomparisse resterei sola al mondo.

    Diciamo che gli uomini con cui sono stata (sempre storie durate comunque non oltre i 2 anni e, spesso, cariche di sofferenza) sono le uniche persone con cui sono riuscita a relazionarmi. O magari uomini a cui piacevo ma che per me erano solo amici e che hanno continuato a volte a rimanere nell'orbita come amici.

    Però non sono mai riuscita ad instaurare amicizie significative con altre donne.

    Capisco come ti senti perché è anche una delle mie più grandi paure quella di rimanere sola al mondo quando i miei familiari (3 persone in tutto, di cui 2 anziane) saranno scomparsi.

    È come se ci fosse una sorta di autosabotaggio interno...da un lato ho paura di questo e dall'altro agisco quasi allontanando gli altri confermando il fatto che rimarrò prima o poi da sola.

  • Se posso permettermi Maeva, non sei ovviamente tenuta a rispondermi ad una domanda tanto diretta.


    Che effetto credi possa destare nelle persone a te affettivamente più vicine (parenti stretti/fidanzati) il vederti sotto questa luce di soggetto insofferente?


    Quando hai aperto il rubinetto come stai facendo quì sul forum, che reazioni hai potuto raccogliere?

  • Se posso permettermi Maeva, non sei ovviamente tenuta a rispondermi ad una domanda tanto diretta.


    Che effetto credi possa destare nelle persone a te affettivamente più vicine (parenti stretti/fidanzati) il vederti sotto questa luce di soggetto insofferente?


    Quando hai aperto il rubinetto come stai facendo quì sul forum, che reazioni hai potuto raccogliere?

    Cosa intendi con "soggetto insofferente"? Nel senso che mi lamento?

  • Leggendo il thread "Non si muove una foglia" hai descritto il tuo attuale stato d'animo...non vorrei volutamente correre ed usare il termine "lamentarsi" (che include già un autogiudizio).


    Se lo facessi con le persone a te care (o se lo hai fatto) quale sarebbe la loro (quale è stata) reazione?


    Viene legittimata ed in che modo la tua "sofferenza"?

  • Leggendo il thread "Non si muove una foglia" hai descritto il tuo attuale stato d'animo...non vorrei volutamente correre ed usare il termine "lamentarsi" (che include già un autogiudizio).


    Se lo facessi con le persone a te care (o se lo hai fatto) quale sarebbe la loro (quale è stata) reazione?


    Viene legittimata ed in che modo la tua "sofferenza"?

    Con le persone a me vicine evito ormai di "lamentarmi" perchè sono consapevole di risultare pesante e comunque non riescono a capire fino in fondo la mia sofferenza. Mi sentirei solo fastidiosa e giudicata.

  • Con le persone a me vicine evito ormai di "lamentarmi" perchè sono consapevole di risultare pesante e comunque non riescono a capire fino in fondo la mia sofferenza. Mi sentirei solo fastidiosa e giudicata.

    Mi ero permesso di farti quella domanda per capire fino a che punto e perchè cercassi di evitare di soffrire.


    Scrivo "evitare" perchè non di rado ho potuto osservare dentro di me una sofferenza sotterranea (ed aggiuntiva) determinata dalla mia paura di manifestare disagio verso le persone care.


    Il sentirmi inascoltato/un "problema" in quelle delicate fasi di crescita ha fatto sì che oggi sia rimasto un pò vittima di questa paura di soffrire (che è diversa e di conseguenza da non confondere con la sofferenza in quanto tale).


    Non vado avanti per non portare la discussione sui miei problemi, soprattutto nella consapevolezza che questo non servirebbe a nessuno.

  • Ti dirò che nel mio caso, invece, io ho avuto esperienze negative con i miei familiari sin dall'infanzia o quasi. Se mi aprivo per esprimere un mio disagio o problematica, questi ultimi venivano inevitabilmente banalizzati e io automaticamente accusata di esagerazione (cosa che accade tutt'oggi), oltre al fatto di sentirmi giudicata. Per cui fatico molto a esprimere i miei disagi emotivi ai miei familiari. Con conoscenti, ecc faccio fatica perchè mi vergogno dei miei problemi, quindi mi rimangono la psicologa e questo forum dove sento di potermi aprire senza filtri.

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