Io che amo troppo..

  • salve.. scusate il disturbo, sono un ragazzo ho 31 anni, sono omosessuale, ho avuto solo 2 relazioni, la prima è durata 4 anni, la seconda 7 mesi circa a oggi.. ma mi rendo conto che mi affeziono davvero tanto.. cosi tanto da starci male e permettere anche di farmi trattare male per paura di restare solo.. tutte e due le relazioni che ho avuto mi davano davvero poco affetto se non quando erano anche presenti i rapporti sessuali.. permettevo di farmi trascurare affettivamente per il bene della coppia.. ed cercando di essere comprensivo.. quello che mi chiedo è che visto che le relazioni sono state 2 con più o meno gli stessi problemi (poco affetto) penso che forse ho sbagliato qualche cosa io.. ma io ho sempre cercato di lasciare lo spazio necessario che gli esseri umani hanno bisogno per sentirsi liberi.. ma ho regalato anche tanto affetto e comprensione.. senza volere nulla in cambio.. quando hanno avuto bisogno ci sono sempre stato per loro ma loro non con me.. quindi cosa sbaglio? Perché adesso che ho lasciato il mio ultimo partner non riesco a vivere senza.. è un tira e molla continuo.. ma ogni volta lo perdono e mi ritrovo sempre nella stessa situazione.. sto davvero male chiedo gentilmente un piccolo consiglio.. per questa mia difficile situazione senza fine.. in questo vortice vizioso..mi sento davvero manipolato che ogni volta lo perdono. HELP dimenticavo.. lui è hiv positivo io hiv negativo.. e cerco in tutti i modi di evitare il contagio.. soprattutto perché anche se mi fa stare male lo amo. ..

  • Qubit

    Approved the thread.
  • Guarda.... io sono sempre l'avvocato del diavolo, ma non perchè son cattivo, bensì perchè ho capito come girano certe dinamiche.

    Ebbene, io penso che sarebbe fantastico sentire "la campana dell'altro". Potresti capire tantissime cose (oppure incazzarti tremendamente senza imparare niente, ma questo sarebbe un problema tuo).


    Come fare per sentire la SINCERA campana dell'altro?

    -incarichi un tuo amico di andare a chiedergliela e poi te la riferisce

    -la chiedi (chiedendo sincerità) a un ex che ormai non avrebbe più motivo per condirtela più dolcemente.

  • Bellissima risposta. Con questo non intendo assolutamente insinuare che gli sforzi profusi da te nel rapporto non ci siano, ma il problema è che l'altro potrebbe avere la stessa impressione. Purtroppo, è impossibile quantificare obiettivamente. Magari tu fai dieci cose "per lui", ma di queste nove le fai perchè non ti pesano o almeno ti peserebbero di più le conseguenze del non farle, quindi in realtà le fai anche per te. Magari lui ne fa per te una sola ma quella gli pesa come un macigno.


    Quanto al problema di fondo, non sono la persona che possa dare consigli, perchè anche io ho un modo di vivere l'amore che attualmente viene catalogato come dipendenza affettiva. Dico "attualmente", perchè ho 52 anni e fino a un certo punto della mia vita per me si chiamava semplicemente amore, mi sembrava il normale modo di viverlo e pensavo che fosse circa uguali per tutti.

    Poi ho scoperto che adesso è assimilato a un disturbo psichiatrico, e in effetti nel mio caso sarebbe uno dei tanti, per cui non sono sorpresa di averne uno in più ;) . Di fatto penso che questo mio modo di vivere l'amore sia il risultato applicato alle coppia e agli uomini del carattere rigido e tendente alle compulsioni che ho in generale.

    Nello stesso tempo, continuo però anche a pensare che, se uno vive l'amore in maniera davvero molto diversa, non sia amore nel senso comunemente inteso...

    Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo. J.W.Goethe

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