attacchi di panico anche in casa

  • Buonasera a tutti, non sono nuova nel forum, ho già scritto altre volte, questa volta credo sia quella in cui sto peggio. Ho sempre sofferto di attacchi di panico ma in questi ultimi 2 anni si sono riacutizzati in una maniera incredibile, ho terrore puro ad allontanarmi da casa anche se accompagnata, non riesco in casa a stare in una stanza da sola, la paura è talmente forte che a volte mi metto persino a urlare, sia in macchina che in casa. Sono ovviamente stata da uno psichiatra e ho provato 2 terapie farmacologiche con 2 antidepressivi, prima la paroxetina e poi lo zoloft ma con entrambi ho avuto un forte desiderio di tentare il suicidio , prima dei farmaci ogni tanto avevo pensieri di suicidio ma non in modo così forte come sotto farmaci, sono rimasta terrorizzata. Inutile dire che terrorizzata da questo e altri effetti collaterali brutti degli antidepressivi ho smesso la terapia, ora non prendo nulla però da sola non riesco a fare piu nulla, devo sempre essere accompagnata in ogni luogo, anche in bagno per fare un esempio, perché sola non riesco a starci, mi viene paura di compiere qualche gesto tipo bere del detersivo . Sto andando da un po da una psicologa ma non sto risolvendo nulla, sto facendo Emdr come tecnica, se qualcuno la conosce. Grazie a chi ha letto e vorrà rispondermi, degli psicofarmaci ho molta paura però non vedo una via d'uscita, ho anche un disturbo alimentare (anginofobia), ho diverse fobie tutte date sempre dal panico, insomma da 1 anno e mezzo diciamo a questa parte sto vivendo un inferno. Cosa posso fare?

  • sara84

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  • Leggendo quello che hai scritto mi viene da fare questo ragionamento, non so se può essere utile in qualche modo.


    Ti viene paura di compiere qualche gesto, però di fatto non lo compi. Non bevi il detersivo e non ti butti dalla finestra. E' la tua mente che produce questi pensieri, a me veniva di andare contro le altre auto mentre ero in macchina e guidavo, oppure di uscire di strada di colpo. Come se la mente facesse uno scarto, mi vedevo fare un incidente frontale o andare contro il guard rail. Sembrava quasi reale, come un flash, in realtà non accadeva niente, mi spaventavo molto ovviamente, a volte decidevo di fermarmi a bordo strada per riprende un minimo il sangue freddo, a volte tornavo indietro perché avevo paura di continuare. Col tempo ho imparato che forse sono solo pensieri, non sta accadendo niente, posso continuare a guidare se me la sento. Mi succede ancora oggi di averne, spesso ho ancora paura. Però posso anche scegliere di non enfatizzare questi pensieri, posso scegliere di non seguirli, questo riduce il loro potere in qualche modo.

  • Premesso che è IMPOSSIBILE (mai accaduto nella letteratura medica) morire/impazzire per un attacco di panico (per quanto forte esso sia).


    L'impressione è che ci si trovi di fronte ad un Disturbo da Attacchi di Panico che, nel tempo, attraverso la spirale dell'evitamento, si sia oggi trasformato in patologia cronica e totalmente invalidante.


    La via d'uscita esiste e passa dalla graduale inversione di tale spirale attraverso una strategia cognitivo comportamentale che riaddestri e desensibilizzi gli schemi mentali errati.


    In parole povere occorre che, attraverso step graduali ed attraverso gli strumenti cognitivi che può darti un professionista (al punto in cui sei arrivata è ostico farcela senza un aiuto) tu affronti l'ansia e le crisi di panico nelle situazioni temute e, piano piano, estendi quella zona di comfort che il panico ha ristretto sino ad una camera...

  • eh infatti immagino ma la mia psicologa sta facendo Emdr, secondo la tua impressione e/o esperienza dovrei dirle di cambiare metodo? sui farmaci che opinione hai?


    devi provare a riprenderti alcuni spazi, studi? Lavori? Perché un minimo di routine per quanto faticosa ti potrebbe aiutare

    lo so però vedi, non riesco a stare in una stanza da sola , come posso pensare ora come ora a lavorare? come farei ad andarci? non è pensabile per me ora come ora..........

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  • Ciao Meravigliosa,


    innanzitutto ti abbraccio forte, perchè sappiamo tutti quanto gli attacchi di panico siano tremendi, tremendi!! Solo chi ci passa, sa cosa si prova. Un incubo. Paura a mille per ogni cosa, ogni pensiero, somatizzazioni, come ti esponi, stai male. Un incubo. Ma si può guarire. Se ne esce. Anche se in questa fase tua può esser difficile crederci.

    Posso dirti che i pensieri che facevi tu, spesso sono un sintomo dell'ansia, piu che altro. Non penso sia un effetto collaterale del farmaco.. Hai forse letto il bugiardino? Te lo chiedo perchè PER ESPERIENZA😅, ti consiglio di non farlo..

    Consiglio: vai a camminare. Anche se si tratta di iniziare facendo 3 m fuori dal cancello di casa. Ma comincia. È miracoloso. Non potrai piu farne a meno, perchè ti sentirai sempre meglio. So bene, cosa provi. Ma davvero, se riesci, un passettino alla volta, inizia a camminare ANCHE se ti senti svenire. Non sverrai.❤ Poi ci dirai come andrà.. se ti va, tra un mesetto. ❤ Ogni giorno, una passeggiatina. 💪❤


    Un abbraccio fortissimo, pieno di FORZA.

  • Ciao!

    Secondo me devi pian piano sbloccare qualcosa e iniziare a riprenderti un po’ di libertà dai pensieri della tua mente.

    Comincia dalla casa, una cosa alla volta.

    Se vai in bagno da sola sono certa che non berrai nessun detersivo, è solo un pensiero che la tua mente crea.

    Comincia da lì, dall’andare in bagno da sola.

    È fondamentale iniziare ad allargare la tua comfort zone.

  • meravigliosa92


    Mi permetto di osservare che se in anni di terapia, sia farmacologica che psicologica, la tua zona di comfort si è ridotta alla tua cameretta (e neppure quella) qualcosa nelle strategie messe in atto per gestire il disturbo da attacco di panico non ha funzionato.


    A mio avviso occorre una strategia, principalmente psicoterapica, che, senza troppi fronzoli e senza troppe chiacchiere, ti fornisca strumenti per poter esporti, gradualmente, alle situazioni temute e per rieducare i processi mentali disfunzionali che, non opportunamente trattati, si sono cronicizzati.


    Operativamente dovresti iniziare, con molta gradualità, a far le cose che oggi eviti... inizierei dallo stare nelle varie camere da sola... poi in casa da sola... poi nell'uscire da sola e percorrere a piedi 500 metri... poi 1 Km... e così via... e la terapia dovrebbe dirti come gestire l'ansia ed il panico che SICURAMENTE arriveranno quando le prime volte ti esponi a queste situazioni...


    Perché se ti esponi e subisci/gestisci il panico, il tuo cervello inizia a registrare informazioni importantissime ("mi sentivo morire/impazzire ma non sono morta/impazzita e dopo 10 minutini è finito tutto ed ho fatto quello che dovevo fare ed ora mi sento meglio") nel processo di riabilitazione...

  • i farmaci devono dire che li ho stessi io da sola dopo pochi giorni, sia la paroxetina prima che lo zoloft poi, perché mi sentivo male, e non sono riuscita a continuarli... la psicoterapia la sto facendo ma non sto notando nessun tipo di miglioramento, non so se sia per la terapia che non è la cognitivo comportamentale ma è questa tecnica Emdr

  • Ciao Meravigliosa92, la terapia cognitivo-comportamentale, come dicono altri è sicuramente la più adatta per te. Ma capisco benissimo che nella fase più acuta della malattia probabilmete una terapia farmacologica possa servire. Dici che hai smesso di tua spontanea volonta i farmaci, e questo è uno degli errori che spesso facciamo. Le cure vanno calibrate in base ai disturbi che si hanno. Negli attacchi di panico gli antidepressivi vanno inseriti molto gradualmente, proprio per non avere effetti paradossi. Mi ricordo benissimo che io ebbi uno dei miei pochi attacchi di panico proprio con l'inizio della cura con paroxetina. Ma 20 anni fa la si prescriveva a dose piena senza gradualità . Capirai che sconbusolamento a livello cerebrale. In ogni caso poi inpiegano dalle 2 alle 4 settimane a piena dose a far effetto. Quì bisogna avere la pazienza e la tenacia di aspettare e vedrai che i risultati arriveranno.

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