Come capire se è necessario cambiare terapeuta?

  • Secondo me invece la terapia cognitivo-comportamentale è la più inutile. È come fare delle modifiche al piano superiore, mettere la carta da parati, bei mobili e poi e poi... le fondamenta sono marce e la casa è sul punto di crollare!

    Se le nostre risposte a determinate circostanze oggi sono tali è perché affondano nel passato.

  • "mi sta in fondo bene rimanere così"

    Inconsciamente sì, stiamo bene nel nostro stare male. Abbiamo trovato un bozzolo accogliente, una comfort zone com'è di moda dire.

    Uscirne, per poter magari stare meglio, significa affrontare un percorso che a volte è veramente tosto. E io, che non sono in terapia da 10 anni ma da molto meno, mi sento troppo stanca e soprattutto troppo vecchia per cambiare. Sono sicura che la prossima volta che andrò da lui e gli dirò le "buone nuove" sulla mia salute mi dirà: "Ma lei ha tutte le carte per uscirne vincente". Solo che io questo mazzo di carte vincente l'ho messo in un cassetto e non mi ricordo dov'è. E, ora come ora, nemmeno mi va di cercarlo.

    Per questo penso che lui non sia più adatto. Ma chi è adatto a questo punto? Non è facile trovare un altro professionista di cui fidarti.

    Io boh...

    Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo

    e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita.

    (Goffredo Parise)

  • il mio terapeuta attuale e' cognitivo comportamentale e devo dire che mi trovo bene. I cambiamenti sono difficili perche' presumono che dobbiamo fare una rinuncia a tutto cio' che ci ha fatto ammalare e se da un lato vogliamo ritornare ad essere sani e felici da un altro lato non lo vogliamo fprse perche' aspettiamo che qualcosa cambi dall' esterno. Ma in realta' siamo noi che dobbiamo cambiare e come prima cosa dobbiamo imparare ad accettare ed accogliere la nostra storia di vita. Io sono al punto della consapevolezza e sto passando alla fase dell'azione....devo dire abbastanza difficile. Ma vado avanti e non demordo sopportando anche gli scivoloni e le ricadute. Fanno parte del percorso perche' proprio da quelli impariamo ed ogni fallimento mi ha fatto vedere qualcosa di me che non mi piaceva.....ho imparato ad accettare il fatto che non sono perfetta, nessuno di noi lo e', possiamo correggerci, questo si. Forza ragazzi....andiamo avanti....

  • Sarà che io non sono mai stata sana e felice e non ho un'età dell'oro a cui guardare...

    Per modificare il nostro comportamento non bastano atteggiamenti esteriori perché in situazioni di stress dobbiamo scegliere in frazioni di secondo, non con il raziocinio, ma con l'istinto e in quel momento riemerge tutto il nostro vissuto e se non è stato rielaborato sono cavoli amari.


    Comunque accettare la realtà (che condivido) è più una visione del buddismo che un'eredità della terapia cognitivo-comportamentale.

  • no e' insita anche nella Tcc....la relazione fra comportamenti emozioni e pensieri e' ciclica se provi a cambiare uno cambi il resto...in genere si inizia dal comportamento e' piu' facile...forza cara...

  • Io ho provato vari terapeuti di Tcc e l'ho trovata piuttosto inutile. Poi magari per altre problematiche va bene.

    Certo l'essere umano è complesso e trovo un po' riduttivo ridurlo a cambi vita o atteggiamento= cambi tu. Ci sono buone probabilità sia così, ma in primo luogo come lo cambi il comportamento senza cambiare la testa? In secondo luogo puoi cambiare tutta la tua vita ma tenere fondamentalmente i tuoi problemi.

  • guarda DaliaBlu io iniziai proprio dal variare un comportamento che era diventato un' abitudine. Passavo ore a casa a piangere rimuginare e lamentarmi. Il mio terapeuta mi disse che avevo istaurato una specie di vizio che dovevo in qualche modo interrompere. Mi consiglio' di iscrivermi in palestra e cominciare un' attivita' fisica. Facevo molta resistenza anche perche' io sono notoriamente pigra ma alla fine con mille dubbi mi arresi e cominciai a frequentare la palestra. All'inizio sbuffavo e mi annoiavo ma poi cominciai a sentirmi meglio piu' attiva inoltre uscivo e mi distraevo ed i pensieri neri e rimuginanti cominciarono a venire meno ed anche di umore stavo meglio. Inoltre ho conosciuto altre persone con cui ora ho stretto amicizia e ti dico che mi diverto anche. Ho poi cominciato a indossare qualche capo piu' colorato io che rigorosamente vestivo solo di nero tipo vedova nera ed anche se il nero rimane il mio colore preferito ci abbino sempre un qualche accessorio con colri piu' vivaci o vistosi. E' chiaro che non ho risolto i miei problemi ma comincio a sentirmi meglio e forse li affronto meglio e con piu' ironia. Ora ho un terzo comportamento da cambiare quello di dire sempre si a tutti...questa la vedo piu' dura pero'...un abbraccio Daliablu

  • Ti rendi conto anche tu dal tuo racconto che è efficace per le cose estremamente superficiali e inutile per ciò che conta davvero.

  • Concordo in un certo senso con DaliaBlu.

    Voglio dire. Non voglio né demonizzare la tcc e né esaltare l'analisi . Ognuno deve trovare il proprio percorso in un ambito (il sistema nervoso) dove scientificamente si sa ben poco.

    Quello che secondo me non va bene è pensare, come va ormai di moda, che il cognitivismo e il comportamentalismo abbiamo superato e soppiantato la psicanalisi o la psicodinamica.

    Non c'è fondamento alcuno di ciò. E soprattutto, con noi stessi, con il nostro profondo, prima o poi dovremo farci incontri e provare ad andare un po' più d'accordo.

  • L'orientamento terapeutico a mio modesto avviso andrebbe giudicato in base ai disturbi per cui esso è generalmente indicato, per questo esistono diversi approcci ... non per decidere quale sia l'universalmente "meglio" per tutti ma quello che può fare al caso proprio.


    Anche se ho fatto una Tcc (ma conta anche l'umanità del terapeuta e ciò che riesce a trasmetterci) conosco molto bene i limiti di questa terapia e li ho sperimentati sulla mia esperienza di vita. Un limite che ho riscontrato (che poi è un limite comune anche ad altre terapie) è il metodo molto razionale e scientifico. Nel mio caso la Tcc non ha risolto il "problema" nei tempi e nei modi in cui si era prospettato MA mi ha comunque fornito degli strumenti molto utili che in determinati momenti hanno fatto la differenza.

    Sarà anche una terapia superficiale ma il mio modesto pensiero è che bisogna abbandonare immediatamente l'idea che esista una "Terapia Miracolosa" che grazie alla sua "perfezione" è capace di rimuovere il problema: Perché in genere, anche se non si dice, l'aspettativa inconscia generale è quella.


    Conosco persone (una ce l'ho in famiglia) che con la Tcc hanno cambiato la qualità della propria vita (cosa che non vale per tutti i disturbi ovviamente, ma per quelli per cui questa terapia è PARTICOLARMENTE indicata). Ora, essendo io una che in genere filosofeggia parecchio e legge libri di psicologia a tempo perso ... certo mi è venuto il pensiero che la tale persona magari ha "tralasciato" una parte di consapevolezza più profonda ... che magari non è cosciente delle manipolazioni dell'ego ... o non si è messa in contatto con il Bambino Interiore ferito ... Poi ho visto che questa persona tutto sommato va avanti e mi sono ricordata le parole sacrosante di uno psicologo di cui seguo i corsi di strategico-relazionale parlando appunto di persone che non hanno consapevolezza profonda: "Possibilmente quello sta meglio di te, e in quel momento, a lui serve quello!" ... come dargli torto ?


    Io ai tempi feci il mio pellegrinaggio fra i vari approcci ... prima la psicoanalisi, poi come ho detto la TCC ... oggi a 30 anni non credo più di andare da qualcuno e "farmi risolvere il problema" ... Questo percorso durato ANNI di alti e sopratutto bassi ... Prima di problemi "personali" e poi anche "relazionali" mi ha insegnato questo: Che si cresce anche strada facendo ... Oggi giudicherei "sbagliati" alcuni passaggi del passato perché sono più consapevole del bambino interiore, la maschera, l'ego, e compagnia bella ma in quel momento era il livello di consapevolezza più "alto" che potessi raggiungere. Inutile giudicare quindi ... Se una persona ha dei benefici, ben venga ... Se non ci sono ... che segua i venti della vita per continuare il suo percorso ...

    Prima che gli occhi possano vedere devono essere incapaci di lacrime. Prima che l'orecchio possa udire, esso deve aver perduta la sua sensibilità. Prima che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, deve aver perduto il potere di ferire. Prima che l'anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono esser lavati nel sangue del cuore."

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