Come capire se è necessario cambiare terapeuta?

  • Ieri tramite messaggio ho preso con lui un nuovo appuntamento e gli ho accennato che parleremo della questione. Ora io ho un problema: quando parliamo della mia situazione (che tra l'atro in questi giorni sta rovinosamente precipitando) mi dice che ho tutti gli strumenti per affrontarla e devo trovarli e usarli. Cosa che fino ad ora sono riuscita a fare. Fino ad ora. Adesso non trovo più niente se non la disperazione. Il mio problema è la solitudine. Poi penso di soffrire anche io di dipendenza affettiva, altrimenti certe cose se guardo la vera me non le spiego. Ma io ho quasi 50 anni e gli vorrei dire che non è mica così semplice a 50 anni fare un twist e cambiare la propria vita...Io penso lui sia veramente bravo, mi ha salvata. Ma io sono diventata più sensibile e più refrattaria al cambiamento. Forse il cognitivo comportamentale non fa più per me.

    Scusa il papiro.

    Anch'io a volte ho la sensazione che con più passano gli anni e più fatico a cambiare. Per quanto nella vita si possano sempre operare dei cambiamenti e io, forse, sono un po' restia a farne. Credo che certe cose fortemente radicate si faccia fatica a sbloccarle e modificarle completamente.

    A volte ho come la sensazione di sprecare i colloqui, nel senso che passo un sacco di tempo a parlare sempre della mia situazione affettiva, degli alti e bassi con lui, delle litigate, della mia insoddisfazione...lei, ovviamente mi lascia parlare di quello che per me è importante in quel momento...ma, non so come spiegarlo, ho la sensazione che qualcuno a un certo punto dovesse dirmi:"Ora basta, parlare di lui, ora parliamo di te."

    Non so, per quanto sia consapevole che siamo noi a scegliere di cosa parlare durante la seduta e, inevitabilmente, portiamo le cose che ci fanno stare male e ci danno noia in quel momento, mi rendo conto che i miei ormai 10 anni di psicoterapia sono stati tutti impostati sul parlare del partner di turno, del nostro rapporto, delle mie ansie e preoccupazioni in merito...come se non esistesse altro nella mia vita. Nonostante anche in altri ambiti ci siano problematiche grosse da risolvere.


    Per me il metodo è stato molto semplice (lo ho già scritto altrove, ma mi ripeto volentieri)

    Se dopo un periodo ragionevole (anche molto meno di 3 anni, secondo me), in cui mi sono affidato allo psicologo/terapeuta, impegnandomi ogni giorno in quanto ci diciamo in studio, ecco, se dopo questo periodo, osservo che c'è una tendenza globale ad una diminuzione anche lieve della mia sofferenza, allora la strada è giusta. Altrimenti, se questa lieve tendenza non c'è, cambio aria senza rancori, cercando di far tesoro delle cose utili che comunque posso avere imparato.

    A me sembra che la sofferenza sia sempre la stessa. Sto bene solo quando la mia relazione funziona bene, se no è uno schifo.

    So che dovrei focalizzarmi su altri aspetti della mia vita e lavorarci, ma in alcuni casi non so bene come.

    Edited once, last by Maeva: Incorporato un post creato da Maeva in questo post. ().

  • Io sono in cura da uno psicologo che trovo bravissimo. Ma ho la tua stessa sensazione anch'io. Di essere ferma.

    Come te poi ho dovuto ridurre drasticamente le sedute, anche se riesco ancora a farle in presenza. Non so se avrei bisogno di fare più sedute (cosa non fattibile) o se io sia arrivata alla fine del mio cammino. Nel senso che tutto l'aiuto che lui poteva darmi me l'ha dato e adesso devo camminare con le mie gambe.

    coraggio Leyla, se hai bisogno io ci sono, ho aiutato tante persone.


    certo se non fai progressi e stai sempre male potrebbe essere un segnale di cambiamento.

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  • Anch'io a volte ho la sensazione che con più passano gli anni e più fatico a cambiare. Per quanto nella vita si possano sempre operare dei cambiamenti e io, forse, sono un po' restia a farne. Credo che certe cose fortemente radicate si faccia fatica a sbloccarle e modificarle completamente.

    A volte ho come la sensazione di sprecare i colloqui, nel senso che passo un sacco di tempo a parlare sempre della mia situazione affettiva, degli alti e bassi con lui, delle litigate, della mia insoddisfazione...lei, ovviamente mi lascia parlare di quello che per me è importante in quel momento...ma, non so come spiegarlo, ho la sensazione che qualcuno a un certo punto dovesse dirmi:"Ora basta, parlare di lui, ora parliamo di te."

    Non so, per quanto sia consapevole che siamo noi a scegliere di cosa parlare durante la seduta e, inevitabilmente, portiamo le cose che ci fanno stare male e ci danno noia in quel momento, mi rendo conto che i miei ormai 10 anni di psicoterapia sono stati tutti impostati sul parlare del partner di turno, del nostro rapporto, delle mie ansie e preoccupazioni in merito...come se non esistesse altro nella mia vita. Nonostante anche in altri ambiti ci siano problematiche grosse da risolvere.


    A me sembra che la sofferenza sia sempre la stessa. Sto bene solo quando la mia relazione funziona bene, se no è uno schifo.

    So che dovrei focalizzarmi su altri aspetti della mia vita e lavorarci, ma in alcuni casi non so bene come.

    Quindi dopo tre anni non c'è nessuna tendenza al miglioramento: io lo cambierei oggi stesso.

  • Dopo 10 anni qualsiasi terapia secondo me diventa inutile. La terapia non dovrebbe mai durare troppo, sennò si perdono anche gli obbiettivi. Dopo 10 anni smetterei di andarci anche perché se non si sono nel frelattempo risolti i problemi che si voleva curare, ormai sono cronici.

  • Io sono migliorata moltissimo negli ultimi tempi con il cambio di casa e buttandomi in un nuovo progetto di lavoro. Lo psicoterapeuta invece in mesi di terapia è stato di utilità praticamente pari a zero, pur essendo una bravissima persona. Ho interrotto le sedute già da un bel po' non ricordo da quanto, credo che l'ultima sia stata a febbraio, non so. Con questo non voglio assolutamente dire che tutti debbano fare come me, ovviamente, anzi. E' solo la mia esperienza. Però nel mio caso lo "sblocco" non è certamente venuto da lui e non ne sento affatto la mancanza.

  • Io sono migliorata moltissimo negli ultimi tempi con il cambio di casa e buttandomi in un nuovo progetto di lavoro. Lo psicoterapeuta invece in mesi di terapia è stato di utilità praticamente pari a zero, pur essendo una bravissima persona. Ho interrotto le sedute già da un bel po' non ricordo da quanto, credo che l'ultima sia stata a febbraio, non so. Con questo non voglio assolutamente dire che tutti debbano fare come me, ovviamente, anzi. E' solo la mia esperienza. Però nel mio caso lo "sblocco" non è certamente venuto da lui e non ne sento affatto la mancanza.

    purtroppo di terapeuti bravi ce ne sono pochi a mio avviso.


    Per me il metodo è stato molto semplice (lo ho già scritto altrove, ma mi ripeto volentieri)

    Se dopo un periodo ragionevole (anche molto meno di 3 anni, secondo me), in cui mi sono affidato allo psicologo/terapeuta, impegnandomi ogni giorno in quanto ci diciamo in studio, ecco, se dopo questo periodo, osservo che c'è una tendenza globale ad una diminuzione anche lieve della mia sofferenza, allora la strada è giusta. Altrimenti, se questa lieve tendenza non c'è, cambio aria senza rancori, cercando di far tesoro delle cose utili che comunque posso avere imparato.

    anche meno di 3 anni, dopo un pò capisci se funziona o no.

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  • "A volte ho come la sensazione di sprecare i colloqui, nel senso che passo un sacco di tempo a parlare sempre della mia situazione affettiva, degli alti e bassi con lui, delle litigate, della mia insoddisfazione...lei, ovviamente mi lascia parlare di quello che per me è importante in quel momento...ma, non so come spiegarlo, ho la sensazione che qualcuno a un certo punto dovesse dirmi:"Ora basta, parlare di lui, ora parliamo di te."

    E' la stessa sensazione che ho anch'io. Mi dice sempre che devo pensare a me, al mio benessere, alla mia felicità, al mio stare bene. Perché me lo merito. E io che gli chiedo "Come si fa?". Ci sono state due sedute in cui l'ho visto abbastanza alla resa perché gli ho risposto: "Secondo lei se sapessi trovare il modo e applicarlo, se sapessi come si fa sarei qui? Anche no, grazie". E' vero che ho imparato che la nostra mente ci sabota, nel senso che la soluzione ce l'hai davanti agli occhi, ma a volte è più comodo non vederla, ma...Mi ripeto, la soluzione è lì, la vedo, ma non posso applicarla. Avrei potuto farlo fino a un 15 anni fa, ma adesso...Quel che è fatto è fatto, si tratta di trovare qualcosa che mi renda più accettabile lo stato di cose. E niente, mi sento dire che "Devo prendermi tempo per me, devo circondarmi di bellezza, devo fregarmene di quello che pensano gli altri". Sono discorsi da riviste tipo ...(non so se si possano fare i nomi) che fino a qualche tempo fa non faceva. Io ho la sensazione che si sia arreso. Così come mi sto arrendendo anch'io.

    Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo

    e mi fanno perdere anche un solo secondo di vita.

    (Goffredo Parise)

  • "A volte ho come la sensazione di sprecare i colloqui, nel senso che passo un sacco di tempo a parlare sempre della mia situazione affettiva, degli alti e bassi con lui, delle litigate, della mia insoddisfazione...lei, ovviamente mi lascia parlare di quello che per me è importante in quel momento...ma, non so come spiegarlo, ho la sensazione che qualcuno a un certo punto dovesse dirmi:"Ora basta, parlare di lui, ora parliamo di te."

    E' la stessa sensazione che ho anch'io. Mi dice sempre che devo pensare a me, al mio benessere, alla mia felicità, al mio stare bene. Perché me lo merito. E io che gli chiedo "Come si fa?". Ci sono state due sedute in cui l'ho visto abbastanza alla resa perché gli ho risposto: "Secondo lei se sapessi trovare il modo e applicarlo, se sapessi come si fa sarei qui? Anche no, grazie". E' vero che ho imparato che la nostra mente ci sabota, nel senso che la soluzione ce l'hai davanti agli occhi, ma a volte è più comodo non vederla, ma...Mi ripeto, la soluzione è lì, la vedo, ma non posso applicarla. Avrei potuto farlo fino a un 15 anni fa, ma adesso...Quel che è fatto è fatto, si tratta di trovare qualcosa che mi renda più accettabile lo stato di cose. E niente, mi sento dire che "Devo prendermi tempo per me, devo circondarmi di bellezza, devo fregarmene di quello che pensano gli altri". Sono discorsi da riviste tipo ...(non so se si possano fare i nomi) che fino a qualche tempo fa non faceva. Io ho la sensazione che si sia arreso. Così come mi sto arrendendo anch'io.

    Ti capisco. La mia psicologa non parla nemmeno visto che l'analisi funziona così, solo ogni tanto sottolinea qualcosa che ho detto, mi fa delle domande o dà dei suggerimenti per farmi capire meglio la questione.

    Anch'io come te penso che se fosse stato così facile risolvere le cose non saremmo finite in terapia.

    Ad ogni modo credo che ci siano delle resistenze inconsce causate da paure, abitudini radicate, ecc e non è facile superarle. La terapia forse aiuta man mano a smantellarle ma è tutto tranne che semplice uscirne.

    A volte penso di essere solo io il problema. Perchè sono troppo pigra e mi sta in fondo bene rimanere così...però vorrei trovare il modo di cambiare.


    Io sono migliorata moltissimo negli ultimi tempi con il cambio di casa e buttandomi in un nuovo progetto di lavoro. Lo psicoterapeuta invece in mesi di terapia è stato di utilità praticamente pari a zero, pur essendo una bravissima persona. Ho interrotto le sedute già da un bel po' non ricordo da quanto, credo che l'ultima sia stata a febbraio, non so. Con questo non voglio assolutamente dire che tutti debbano fare come me, ovviamente, anzi. E' solo la mia esperienza. Però nel mio caso lo "sblocco" non è certamente venuto da lui e non ne sento affatto la mancanza.

    Sì, forse a volte serve solo cambiare qualcosa nella propria vita per sbloccare alcune cose. Il problema è superare la paura del cambiamento.

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