• Come sapete sono un pianista classico; suono da quando avevo 9 anni (e solo musica classica da quando ne avevo 17). Adesso studio e suono su un pianoforte verticale acustico 'Belarus', ma appena mi sarà possibile, andrò ad acquistarmi un pianoforte digitale (se riesco a coda, vedremo). Apro questa discussione, per parlarvi di come studio i brani e come cerco di portarli al tempo finale, ma soprattutto vorrei parlare di cosa faccio per ricordarmi su quali aspetti lavorare e quali aspetti valorizzare. Adesso che suono e studio da solo posso dedicarmi ai brani che rientrano nella mia zona di comfort; innanzitutto, quando ho ache fare con un brano nuovo do una letta al brano, se riesco dall'inizio alla fine, altrimenti, se scarico la partitura da internet, lo leggo pagina per pagina. Dopodichè, faccio di tutto per cucirmelo addosso, nel senso che cerco sempre di metterci del mio in quello che suono: se non ce la faccio, significa che o non è un brano per me, o che è un brano che devo affrontare più avanti. Una volta fatto questo lo suono dall'inizio alla fine per vedere se ci sono dei passaggi problematici e, se ci sono, cerco di capire come mai non viene e cosa posso fare per farlo venire come si deve. Infine lo metto tutto insieme. Se poi è un brano lungo, ad es. una Sonata (come quella per violino e pianoforte di Franck che sto studiando in questo periodo), ripeto queste procedure tante volte quanti sono i tempi (o movimenti) in cui si articola la Sonata. Infine, il metodo che uso per ricordarmi cosa migliorare e cosa valorizzare. è scrivere sull'app di Word del mio cellulare. Ogni brano nuovo che affronto apro quell'app e scrivo. All'inizio di questo post, vedete un video con una mia esecuzione: l'intermezzo sinfonico dall'opera 'Fedora' di Umberto Giordano. Buon ascolto

  • Complimenti Luca, si nota immediatamente la tua grande passione per la musica. Se posso permettermi l'unica mia osservazione è in merito a questo passaggio del tuo post:

    Adesso che suono e studio da solo posso dedicarmi ai brani che rientrano nella mia zona di comfort

    Capisco quale possa essere la motivazione alla base di questa scelta, però solo 'uscendo dalla' e non 'entrando nella' propria zona di comfort, e questo vale per qualunque attività, ci si può realmente elevare oltre i propri limiti e mi pare che tu abbia tutte le carte in regola per poterlo fare. Chiaramente questa è solo la mia personalissima opinione. :slightly_smiling_face:

  • Certo, caro Qubit. il discorso è che mi sono reso conto che ci sono dei compositori che sono completamente fuori dalla mia zona di comfort. Rientrano quasi tutti nel periodo classico, ma ce ne sono alcuni che rientrano nel periodo romantico e tardo romantico. Ho provato a uscire dalla mia zona di comfort, ma ho avuto quelle che definisco 'cadute di gusto'.


  • Ho preso una decisione ben precisa: ho deciso di scegliere personalmente i brani da studiare e/o da eseguire. Questo perchè onestamente mi sono trovato ad avere a che fare con una persona poco seria, che prima mi propone di suonare in un trio di musica da camera (avevamo in programma di suonare il Trio per pianoforte, flauto e violoncello op. 63 di Carl Maria von Weber), poi, a ridosso delle prove, mi dice che non se ne fa niente perchè avevo farro arrabbiare un suo amico pianista a cui avrei dovuto chiedere il permesso per suonare questo brano.

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