Sono alla resa

  • Non so se posso scrivere certe cose, se il moderatore ritiene sia il caso di censurarlo non mi offendo.


    Ci sono poche forme di suicidio che non hanno conseguenze diciamo "spirituali" o "pentimenti"


    Una è smettere di respirare ma è una tecnica molto complessa che può non essere raggiunta nemmeno dopo una vita di allenamento.


    L'altra più adatta alla nostra società è smettere di mangiare.

    Quest'ultima è molto praticata anche nel regno animale.

    L'interruzione volontaria dell'assunzione di cibo, che è la vita, porta a far emergere le priorità.

    Se la tua motivazione è così forte, o guarisci o in qualunque modo cessa la sofferenza.


    Non è assolutamente un consiglio, è una risposta un po' dura ma è ciò che penso e conosco.

  • Senti, so che le mie parole ti appariranno vuota retorica, ma mi sento di dirtelo, per cui te lo dico.

    Ieri leggevo alcuni articoli su una famosa pallavolista che oggi avrebbe avuto circa la mia età ed è morta di leucemia due anni fa. Poco prima di morire scriveva "Il mio sogno è vivere, semplicemente vivere. Vivere senza grandi pretese, ma vivere". Ho pensato a cosa poteva aver provato e mi sono detta che aveva proprio ragione.

    La mia vita non va benissimo al momento, potrebbe sicuramente andare meglio, ma anche peggio e comunque non ci rinuncerei mai. Ma ci pensi a quante cose belle ti perderesti? Certo, c'è anche della sofferenza, ma fa parte del "gioco".

  • il problema è che la mia vita è solo ed esclusivamente sofferenza..quindi il suicidio non è altro che l'unica soluzione che ho a disposizione..solo attraverso questo posso eliminare la sofferenza

  • Credimi, la vita è una sofferenza per tutti! E' un principio di base della vita.

    Ora tu stai passando un momento che ora vedi difficilissimo ed insormontabile, e per te è così.

    Ma sappi che ogni sofferenza va attraversata.

    La cessazione della vita ti da l'illusione di cessare la sofferenza perché sei profondamente identificato con la vita.

    Anche per questo che soffri.

    Stare tanto male perché una compagna ci ha lasciati è un chiaro sintomo di una dipendenza affettiva.

    Capirne le origini è un lavoro per professionisti.


    Ora hai bisogno di uscire da queste "sabbie mobili", dopo però dovrai affrontare il problema.


    Detto questo, ammiro il fatto che comunque stai provando a chiedere aiuto anche qui sul forum.

    E se soffri tanto è perché sei una persona molto più sensibile della media.

    Il mio consiglio è di affrontare con coraggio questo momento perché così darai modo alla tua sensibilità di sbocciare.

    E la ricompensa sarà enorme. 8)


    Quel dolore e quella sofferenza saranno le radici della tua personalità.

    Nietzsche scrisse:

    "Se un albero vuole innalzare i suoi rami fino alle più alte vette del cielo, le sue radici devono sprofondare fino all'inferno"

  • Mezzuomo tu hai pensieri intrusivi molto forti e non controllati, ci sono passato anche io e so benissimo come ci si sente. Fai uso di sostanze tipo alcolici o fumi?

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