Il segreto della durata di un matrimonio

  • gloriasinegloria : condivido quello che dici, poi nel caso di alcuni eventi avversi la relazione non può che radicalmente cambiare ed essere altro rispetto a quanto preventivato. Ma ci sono persone capaci di grande amore e abnegazione che sanno adattarsi anche alle difficoltà poi estreme. Ci sono cose evitabili e altre meno e di fronte ad esse c'è chi sceglie di restare, anche laddove molti di noi scapperebbero e non mi sento di giudicare. D'altra parte qui si parla già di situazioni estreme, mentre molti matrimoni saltano con poco.

  • Proprio ieri una persona a me molto cara (dopo una notizia devastante) mi ha detto che...come coppia niente potrà più farci temere.


    In realtà credo che sia vero ma solo in parte, ciò che comunque va tenuto presente è che si cambia e una coppia deve trovare continuamente nuovi equilibri. Per quanto banale credo che solo il sentimento dia la forza per andare alla ricerca di questi equilibri.

    namasté

    Love all, trust a few, do wrong to none

  • parlo per me...io avrei anche perdonato il mio ex tutti possiamo avere momenti di crisi. Ero disposta a continuare anche se ero ferita e delusa. Ma poi quando ho visto che stava affamando i nostri figli nel vero senso della parola inseguendo le sue manie ed i suoi capricci ho smesso di camminare con lui ed anche di tendergli la mano. Mi sono rimboccata le maniche ed eccomi qui...certo e' doloroso...

  • Mi sembrano due considerazioni molto vere.


    Tranne casi rari, nei quali si contrae matrimonio senza grande convinzione, normalmente si parte con grande trasporto ed entusiasmo.

    I problemi sono la capacità di resistenza alle avversità, che varia da individuo ad individuo, e la trasformazione che si attua in ciascuno dei partner nel corso del tempo.


    Questo costringe a trovare sempre nuovi punti di equilibrio nella coppia e non sempre riesce: perché tutti cambiano, anche senza accorgersene.

    E' come quando ti vedi in due fotografie scattate, dico per esempio, a distanza di 15 anni. Nella seconda (la più recente) vedi quanto sei cambiato e noti le differenze delle quali non ti eri accorto.


    (----------- :/ -----------)

    Il più bello dei mari / è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli / non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni /non li abbiamo ancora vissuti. / E quello / che vorrei dirti di più bello / non te l’ho ancora detto.   Nazim Hikmet (1901-1963)

  • Ma il matrimonio in sé come istituzione è da molto tempo in crisi. Specialmente il matrimonio in chiesa (e vedo questo come ottima cosa). Una volta si dava a questa cerimonia un significato simbolico enorme, resisteva una certa idea cattolica dell'indissolubilità, era una cosa assai seria, che le donne erano condannate a rispettare anche se i mariti si recavano al bordello. Per cui oggi possiamo pure lasciar da parte l'idea di matrimonio, parliamo di unione fra due esseri in generale. Per me può riuscire bene se non si parte da una posizione di bisogno e/o possessività. L'unione che dura è basata su un'idea di libertà, possibilità di seguire i propri interessi quando divergono, trovarsi insieme quando se ne sente la voglia, essere d'accordo sull'avere o non avere figli. Che ne pensate?

    Aveva la coscienza pulita. Mai usata.

  • D'altra parte qui si parla già di situazioni estreme, mentre molti matrimoni saltano con poco.

    E' vero che molti matrimoni sembrano saltare con poco.

    Ma è anche vero che noi non viviamo i matrimoni altrui e in realtà...ben poco ne sappiamo.

    Chiedo venia per l'autoriferimento, ma basti pensare a un fatto che sicuramente ho già detto in passato : quando io annunciai agli amici di sempre che ci saremmo separati...fu tutt'altro che rara la reazione stralunata "cooooosa? Ma stai scherzando? Ma ma ma come, perchè? Voi siete per tutti la coppia perfetta!" ...

    E certamente gli eventi gravi, imprevisti o imprevedibili, possono spiazzare in modo altrettanto imprevisto e imprevedibile, ma penso che sia molto più frequente quel logorio di "risvolti reciproci e involontariamente interattivi" che si presta ad essere accumulato nel sostanziale silenzio - e non soltanto agli altri, ma anche a se stessi - fino a deflagrare in una insoddisfazione che come unica via d'uscita ha il separare i percorsi.

    ciò che comunque va tenuto presente è che si cambia e una coppia deve trovare continuamente nuovi equilibri.

    Condivido.

    Per quanto banale credo che solo il sentimento dia la forza per andare alla ricerca di questi equilibri.

    Condivido anche questo e non mi sembra banale.

    Ma è un po'come parlare delle "malattie della volontà", in cui a nulla serve il dire "dai, dai, mettici un po' di buona volontà", quando <malata> è proprio la volontà.

    Il sentimento regge ed è il motore della ricerca di nuovi equilibri...finchè regge.

    Ma cambiamenti o semplici <scoperte> sul conto del partner possono minare direttamente e nel profondo (a torto o a ragione) proprio quel sentimento che condurrebbe a cercare i nuovi equilibri. E lì salta tutto, inevitabilmente, tipo atomica che esploda dal fondo di un oceano che era liscio come l'olio...

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Bisognerebbe intervistare le coppie di anziani, chissà cosa direbbero...

    Già, mi ricordo quando, da adolescente, tornai in auto con mia nonna e suo fratello dopo aver celebrato, prima a messa e poi al ristorante, le nozze d'oro dei miei nonni.

    Le amarezze e recriminazioni che mia nonna riuscì ad esprimere nella conversazione con suo fratello, citando le angherie che il marito le aveva inflitto, mi colpirono molto.

    E mia nonna, che sapeva che ascoltavo, mi disse di non fermarmi alle apparenze, perché la vita in coppia non era una cosa facile. Lo ricordo a distanza di oltre 40 anni.

    Mia nonna, dopo più di 60 di matrimonio, in un piccolo angolo di paradiso montano, quando mio nonno già over 80 si ammalò di Alzheimer disse che se avesse saputo che sarebbe finito così non si sarebbe mai sposata, per lei era un dolore insopportabile vederlo sparire giorno per giorno. L'ho sempre reputato un momento di grande stanchezza e tristezza ma chissà...

    Credo anche io (e concordo con Ipposam) che sia un momento di esasperazione e stanchezza comprensibile. Perché quel tipo di malattia fa scomparire la personalità della persona che ti sta accanto, mentre il corpo della stessa è sempre quello che conoscevi.

    Ti trovi nella disperata condizione di provare sentimenti nei confronti della persona amata, la quale, però, è diventata estranea. Terribile esperienza ...


    In realtà, sono arrivato alla conclusione che l'unica via di scampo, in quei tristissimi casi, è di mettere in un istituto di lungodegenza la persona malata arrivata all'ultimo stadio, quando non ci sono più sprazzi di consapevolezza. Solo così, allontanandoti, riesci a conservare un buon ricordo della vita trascorsa insieme.


    (----------- :( -----------)

    Il più bello dei mari / è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli / non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni /non li abbiamo ancora vissuti. / E quello / che vorrei dirti di più bello / non te l’ho ancora detto.   Nazim Hikmet (1901-1963)

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