Parlarne agli amici o meno? Problemi di ansia e depressione

  • Ho riflettuto sul postare questo argomento in questa categoria o in quella legata ai rapporti con gli altri. In caso di errore me ne scuso.


    Sto vivendo un periodo difficile dal punto di vista psicologico.


    Mi sento completamente smarrito, perso, non riesco più a vedere vie d'uscita, non ho motivazioni.

    Non lavoro, sono fuoricorso di qualche anno all'università e gli ultimi due esami non sono andati bene...vivo ancora con i miei genitori.

    Se di solito sono ansioso di mio, tutte queste cose più l'attuale situazione di restrizioni, incertezza e paura non fanno altro che gettarmi in fondo ad un pozzo profondissimo, e non ho la forza di risalire nè di organizzare le poche energie rimaste...

    Ho l'impressione da un anno di vivere due vite : una fatta di apparenza, di falsi sorrisi e di maschere da clown per poter divertire quantomeno chi mi circonda e chi mi sente quotidianamente, l'altra è un orribile limbo infinito e vorticoso dove sono sprofondato, senza alcun impegno portato a termine nè successo, dove ogni mia piccola dote è venuta meno, dove esisto solo come un essere vivente fatto di carne che vive tutti i giorni sempre allo stesso modo, fatti di notti insonni e crisi di ansia da affrontare in piena solitudine, tra un pianto ed un pacchetto di sigarette, per non inficiare sugli equilibri della mia famiglia e per non ammorbare i pochi amici con cui ho preservato i contatti in questo anno di inferno.

    Non so neanche dove stia trovando la forza di scrivere queste parole su un forum, forse a guidarmi è l'estrema necessità di cacciare tutto fuori, da qualche parte.

    Aspettarsi del conforto è totalmente sbagliato dato che ognuno dovrebbe aver la forza di affrontare i propri problemi, ma a me tale forza manca del tutto.

    Mi sento in balia di un oceano che la mia stessa testa ha creato, non riesco a trovare equilibri o appigli da dove ricominciare, non riesco a focalizzarmi su nulla. Passo le giornate sforzandomi di star seduto alla scrivania, ascoltando musica, sdraiato sul letto, a programmare sessioni d'esame per salvare la laurea che pare non arrivi più. Mi sento in un perenne stato di sconforto dove solo cose totalmente insignificanti come il prendere un po' di sole sul balcone o ascoltare una canzone che mi piace possono alleviare una vita che in due anni non sono riuscito a rendere soddisfacente sotto nessun punto di vista, colpevoli me stesso e l'attuale situazione.



    Questo continuo nascondere ciò che provo mi ha spaccato in due di netto, in alcuni momenti rido per poi sentirmi morire due secondi dopo, sembro un pazzo.


    Vorrei tanto parlarne con la mia famiglia e con i miei amici più stretti, ma di sicuro a casa rovinerei il loro equilibrio, mentre con gli amici finirei per essere "quello che ammorba", la zecca, il parassita che parla delle proprie "disgrazie", dei problemi, anche perchè cosa posso saperne io di come se la stiano davvero passando gli altri, non vorrei andare a mettere il dito in ulteriori piaghe...


    Non riesco più a condurre due vite parallele ma dal carattere totalmente opposto. Sto uscendo fuori di testa.

  • sara84

    Approved the thread.
  • Ciao lost 95,mi spiace molto per la situazione che stai vivendo.Certo questo periodo non è dei più favorevoli purtroppo,ma cerca di non lasciarti andare. Già il fatto che hai scritto su questo forum,vuol dire tanto,che sei riuscito in qualche modo a tirare fuori le emozioni.Di persona non ci conosciamo nessuno,ma virtualmente siamo un' unica grande famiglia,nella quale ci possiamo confrontare e consigliare.Se non te la senti di parlarne con qualcuno faccia faccia,"puoi farlo"con noi.

  • Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza.

    Sai che alle volte le persone che ci sono vicine sono troppo condizionate per aiutarci davvero. Molto spesso poi sorge in noi il pensiero di essere un peso, un disturbatore. È anche vero che gli amici, quando hai problemi di questo tipo, si sentono spesso inadeguati per cui tendono o a scappare o a sdrammatizzare. Di fatto non è semplice trovare qualcuno in grado di ascoltare. Come detto da Criceto, qui siamo una famiglia virtuale. Tutti sconosciuti ma legati un po'dagli stessi mali, da quelle piaghe della mente che si possono comprendere solo quando le vivi. Quindi , non temere di esporre qui i tuoi sentimenti. E sicuramente, se puoi, parla con terapeuta .

  • Ciao

    Per esperienza credo che si possa parlarne solo con chi ha avuto le stesse problematiche, per gli altri credo sia troppo difficile credere e capire, sta cosa pesa molto anche a me , quando stavo male cercavo di trovare qualcuno che comprendesse quello che mi stava accadendo, ma ho trovato il nulla!!!

  • Io non lo farei mai a meno che non fosse necessario. La gente può mostrarsi comprensiva e tutto, ma lo stigma tuttora esiste ed è ben presente nelle persone, anche quelle più aperte apparentemente. Mi dispiace ma su queste questioni sono molto cinico. Sono fatti miei privati e intimi.

    NON RASSICURARTI, NON COMPULSARE :!:

  • ...

    Non so neanche dove stia trovando la forza di scrivere queste parole su un forum, forse a guidarmi è l'estrema necessità di cacciare tutto fuori, da qualche parte.

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    Gentile lost95

    Non entro nel merito di quello che dice, mi focalizzo su questa frase. Lei ha estremo bisogno di parlare della sua situazione.

    Naturalmente è difficile farlo e certamente c'è il rischio di non essere compresi.

    Stabilire però a priori quali saranno le reazioni degli altri è sbagliato. Quella che lei descrive dopo, nel post, è la reazione che avrebbe la sua personale proiezione interna di familiari e amici.

    Le persone sono spesso molto diverse da come pensiamo.

    Non è necessario dire tutto in un colpo. Può provare a tastare il terreno, dicendo qualcosa e stare a vedere.

    D'altronde, anche nella psicoterapia, i pazienti cominciano di solito a sbloccarsi totalmente dopo un certo tempo.

    L'alternativa, se vuole parlare con qualcuno, è proprio un professionista. Se ha mezzi molto limitati, si rivolga ad un servizio pubblico. Sono migliori di quanto chiunque possa pensare.

    Molti professionisti offrono primi cołloqui gratuiti, inoltre, potrà così capire se vale la pena proseguire.

    Ma provi prima con un familiare o un amico. Potrebbe avere insospettabili e positive sorprese.

    Parlare è il primo passo, di solito necessario. L'illusione di risolvere da soli è spesso molto pericolosa.

    Un affettuoso saluto.

    Dottor Michelangelo Di Stefano, medico e psicoterapeuta Certificato EMDR, Training Autogeno e Psicoterapia

  • Ciao! Guarda,molto dipende dal rapporto che hai con le persone con cui vorresti parlarne. Sarebbero obiettivi nello starti vicino? O sarebbero troppo condizionati dal rapporto che avete e dall'idea che hanno di te?

  • dall'idea credo... sanno che sono una persona ansiosa ma arrivare a dire di soffrire di doc e prendere farmaci e fare psicoterapia.... boh non mi sento pronto assolutamente. poi le vedo come cose intime... ovviamente se hai amici che senti fidati e ti senti di farlo, fallo :) la mia è più una insicurezza personale...

    NON RASSICURARTI, NON COMPULSARE :!:

  • Comunque, anche con amici comprensivi, alle volte è meglio ponderare quel che si racconta. A me spesso danno consigli inadeguati o giudizi non richiesti.

  • Comunque, anche con amici comprensivi, alle volte è meglio ponderare quel che si racconta. A me spesso danno consigli inadeguati o giudizi non richiesti.

    ESATTAMENTE! Le persone su queste cose non hanno mai sufficiente conoscenza... meglio parlarne solo con la famiglia e medici a mio avviso. Perchè poi gli amici credono chissà che

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