Nomi stranieri ai bambini

  • Che ne pensate di questa tendenza che si e' diffusa sempre piu nel nostro paese negli ultimi anni ?
    Dalle mie parti non si contano piu i Michael ,Alex, Charlotte, Denise, Nicolas...ecc...
    Fermo restando che si parla di tendenze quindi i gusti tutti leciti...
    A me personalmente non piacciono...cioe' non e' tanto che non mi piacciono i nomi in se (anche quello...)ma il fatto che lo si faccia per distinguersi dagli altri..e in un certo senso si rifiuti la cultura /lingua italiana....sono troppo patriottica ?

  • A me piacciono i nomi italiani e stranieri a patto che per i genitori abbiano un significato importante. Non sono d'accordo invece sul fatto di dare al bambino un nome seguendo l'onda della moda. Questa è una cosa che non mi piace affatto...Il nome del bimbo non va scelto alla leggera, in modo superficiale, ma deve essere legato ad un evento importante, un ricordo significativo o comunque altri motivi un po' profondi, invece che " perché suona bene "...
    ( Mio parere personale)

  • Tanja, il tuo post mi ha fatto ricordare un film di Carlo Verdone, Viaggi di Nozze.

    In una scena due dei protagonisti, seduti vicino ad una piscina, parlano proprio di possibili nomi da dare ai bambini; Ivano il "coatto" vorrebbe avere un figlio maschio e chiamarlo "Alan" o "Kevin" (negli anni Novanta l'attore Kevin Costner, che aveva interpretato da poco Balla coi Lupi, Robin Hood ed altre pellicole di successo era molto popolare).

    Invece sua moglie Jessica, interpretata da una giovane Claudia Gerini, desidererebbe avere una bambina e chiamarla "Maria".
    Ivano rimane visibilmente sorpreso, aggrotta la fronte e le dice "È un nome da presepio, chi si chiama più Maria?".

    A quel punto Jessica gli risponde con un candore disarmante "Mi piace perchè è semplice e poi non è volgare".

    In generale NON sono molto favorevole ai nomi stranieri, specialmente a quelli dettati da mode più o meno effimere, infatuazioni per qualche celebrità o simpatie politiche. Anche perchè diventano velocemente datati e persino anacronistici.

    Quanti cinquantenni nati in regioni storicamente "rosse", specialmente in Emilia Romagna o in Toscana, si chiamano Yuri o Jury, equivalente russo di Giorgio, perchè i loro genitori erano fans dell'astronauta sovietico Jurij Gagarin? *

    Un caso celebre è quello dell'ex ginnasta olimpionico Jury Chechi, nato a Prato nel 1969.
    In giro c'è anche qualche Vladimiro, italianizzazione di Vladimir (il nome completo di Lenin era Vladimir Ilyich Ulyanov).

    E del resto anche un certo Benito nato nei pressi di Predappio nel 1883 fu chiamato così perchè il padre, fabbro socialista, era un grande ammiratore di Benito Juárez, leader rivoluzionario e presidente messicano del XIX secolo (Benito è la versione ispanica di Benedetto).

    P.S.
    *Alle bambine nate negli anni Sessanta da genitori che ammiravano le imprese spaziali sovietiche è andata meglio: la più famosa astronauta russa si chiama (è anziana ma è ancora viva, essendo nata nel 1937) Valentina Tereshkova. Un nome femminile che in italiano suona assai meno "esotico" di Juri.

  • Anche a me non piace, però mi fa tenerezza.

    In fondo...oggi per tutti la scelta del nome di un figlio è legata ai più alti auspici che si possano formulare per lui/lei.

    E chiaramente ognuno li valuta alla luce della propria sensibilità e cultura...

    Sempre un passo avanti, secondo me, rispetto ai tempi in cui venivano battezzati i "Primo" e i "Secondo" ..solo perchè erano nati per primo o per secondo, oppure "Agostino" solo perchè erano nati in agosto..... :dash: :)

    P.s. : di ricerca di originalità in ricerca in di originalità...forse in passato ci sono stati battesimi peggiori. Sarà stato figlio di uno a cui piaceva Verdi, ma sta di fatto che ho avuto a che fare con un artigiano anzianetto che - tra l'ignoranza dei genitori e quella dell'impiegato dell'anagrafe ai temi che furono - probabilmente doveva chiamarsi Ernani, ma per tutta la vita si è portato sulla carta di identità il dverso ERNANO.... E meno male che non lavora a Roma...

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • non ho mai notato questa moda
    forse perché per noi abitanti vicino alla frontiera siamo abituati ad usare altre lingue

  • Alla fine della guerra Italo-Turca del 1911-12 "Tripoli" (il nome della città libica) ebbe un breve ma intenso momento di popolarità. Tra i "fortunati" Tripolino Torrini, fantino più volte vincitore del Palio di Siena e campione della Giostra del Saracino di Arezzo. Scherzi a parte, questo insolito nome gli ha portato bene... infatti è vissuto oltre cento anni, dal 1913 al 2014.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Tripoli_Torrini

    Tripolino

  • Un mio compagno di studi era - e suppongo sia ancora - un fan sfegatato di un fumetto di fantascienza pubblicato da Bonelli, "Nathan Never". Non ho notizie troppo aggiornate sul suo conto; mi sembra che sia sposato ma che per il momento non abbia ancora bambini. Ad ogni modo, conoscendo la sua fissazione, potrebbe veramente chiamare un figlio maschio Nathan.

    A condizione che la moglie glielo permetta... :)

  • non sono solo i nomi propri...
    solo negli ultimi 2 mesi hanno introdotto "lockdown", "smart working" (che in terra d'Albione non esiste), task force, ecc. che andranno tutte nei dizionari di lingua italiana sostituendo vocaboli originari, nel menefreghismo totale dei vari governi che si susseguono, di qualunque colore.
    comunque sui nomi propri ci fu un bell'articolo di Langone, poi querelato dal diretto interessato :-PL

    https://www.ilfoglio.it/preghi…amato-i-suoi-figli-93725/

  • Io non faccio testo ma mi chiedo dove comunque sia il problema nell' usare un nome straniero per identificare un bimbo "perfettamente italiano".

    Aprirei il tuo link Crobatus...avessi omesso "preghiera" dopo il tag :-WD
    Paura :S ;( ;(

    Apatico,da smuovere con le granate. Non ci sono femministe in una nave che sta affondando. "Ha un tasso alcolico del 60%."

  • mi chiedo dove comunque sia il problema nell' usare un nome straniero per identificare un bimbo "perfettamente italiano"

    Molto spesso e senza scherzi il problema è di chi quel nome lo per tutta la vita, e non vale solo per i nomi stranieri (il mio nome di battesimo è italianissimo, ma non è mi è mai piaciuto neanche un po').

    Ma Tanja notava un aspetto cjhe secondo me è tanto importante, e cioè che molto spesso il nome straniero viene scelto per "sentirsi originali" . E siccome le possibilità di essere originali con buon gusto (in tutti i campi) dipendono molto da cultura e sensibilità individuali....ecco che il nome di battesimo può anche diventare una dolorosa stimmata che...per quanto cammino puoi fare nella vita...starà sempre lì a dichiarare le origini e le aspirazioni e ispirazioni culturalmente molto modeste della tua famiglia.
    Porto un solo esempio perchè non voglio ferire nessuno, e quindi scelgo quello già scelto da Verdone nel film che è stato ricordato da Lightspeed : JESSICA !

    Vero che questo nome fu utilizzato anche da Shakespeare , ma (fonte Wiki) : Jessica è stato il nome più popolare durante gli anni '80[8] e '90[9] negli Stati Uniti. Nel 2005 è arrivato al primo posto fra i nomi più usati nel territorio inglese e gallese[10]. Prima della metà del XX secolo, invece, era poco comune

    Cosa lo ha reso comune e anzi "borgataro" in Italia ?
    Ce lo ha reso il fatto che questo fosse il nome d'arte di attricette e soubrettine varie, oltre che il nome scelto per personaggi vincenti di letteratura e filmografia di bassissimo rango!
    E accetto scommesse sul fatto che non troviamo nessuna Jessica in Italia che sia figlia di due insegnanti di liceo!
    Sintesi : se mi avessero battezzata Jessica...la vivrei come se mi avessero regalato un'ipoteca ! :D

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • Mi è tornata in mente una meteora onomastica... Romina!
    Diverse ragazze della mia generazione sono state chiamate così in onore della ex consorte di Albano Carrisi.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Romina
    Oggi è considerato un legittimo nome italiano, tuttavia prima della fine degli anni Sessanta era pressochè sconosciuto.
    Non è certo ma è opinione diffusa che sia stato coniato dal padre della cantante, l'attore Tyrone Power, che si sposò a Roma.

    In tempi più recenti alcuni genitori fantasiosi hanno provato a dare ai figli nomi assurdi e per questo motivo sono finiti in tribunale.

    Varenne, come il celebre cavallo
    Van Basten, come l’ex calciatore olandese del Milan
    Venerdì, che si presta a due possibili interpretazioni: il giorno della settimana in cui il pargolo è nato, sulla falsariga di Mercoledì Addams, o un (meno probabile) omaggio all'omonimo personaggio del romanzo di Daniel Defoe, Robinson Crusoe.

    Nutella, per quanto folle :crazy: è italiano; peccato che la fortunata bambina vivesse in Francia.
    Alla fine un magistrato ha imposto una versione abbreviata e meno "dolce", Ella.

    Un altro bambino, sempre in Francia (Tolosa), ha corso il rischio di essere chiamato Jihad. :huh:
    Anche in questo caso è intervenuto un giudice, obbligando la famiglia a ripiegare su Jahid.

    https://www.corriereadriatico.…_maggio_2018-3750597.html
    https://www.tgcom24.mediaset.i…eta_3134666-201802a.shtml

  • Tanti anni fa, avevo letto un un'articolo su questo fenomeno. Pare che sia tipico delle famiglie di "basso livello" dare ai figli nomi stranieri, magari di attori famosi. Avevano intervistato alcune maestre e pare che questi fossero i più problematici.
    In effetti nella mia esperienza di formatore quelli con i nomi stranieri rompevano di più.

  • Pare che sia tipico delle famiglie di "basso livello" dare ai figli nomi stranieri, magari di attori famosi. Avevano intervistato alcune maestre e pare che questi fossero i più problematici.
    In effetti nella mia esperienza di formatore quelli con i nomi stranieri rompevano di più.

    E personalmente lo credo, perchè la scelta del nome "bomba"...ma scelto in base a fumetti o telenovelas...è indice di un "vorrei ma non posso" che probabilmente riguarda l'intera lettura della propria vita e dello stile che si trasmette ai figli, anche ben oltre il nome di battesimo!
    E questo...come può non "segnare" i figli?

    E' la stessa storia e matrice dello spastico e impotente "famolo strano"... :roftl:

    Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

  • storie di relativismo
    ho un nome italianissimo, l'unica in casa nostra e per i miei nonni era un nome decisamente brutto perché italiano
    che fatica guardare oltre l'orlo del proprio piatto :hmm: e farsi una manciata di fatti propri

  • Il mio nome di battesimo è quello di mia nonna ed è il nome di una figura mitologica greca.
    L'ho sempre vissuto come un peso, perché tutti lo storpiavano. Ora non mi importa più, anzi mi piace, è "importante".
    Però già da piccola avevo deciso che se avessi avuto una figlia avrei scelto per lei un nome semplice: ai tempi adoravo
    mia zia e il suo nome Lucia, che le si addice molto.

    A proposito di Nathan: il figlio di Briatore e della Gregoraci si chiama Nathan Falco.

    Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello. (Tommaso Landolfi)

  • Leyla: penso che l'autrice della disc. si riferisse ai nomi anglofoni, la moda del momento, non a quelli greci, anche perchè molti nomi italiani Cristiani sono di origine ellenica (Luca per esempio)
    Nathan era già diffuso nella comunità ebraica, che penso abbia anche un certo disgusto a vedere i propri nomi tra certi personaggi...

  • Crobatus: ok, volevo solo dire che anche i nomi italiani o italianizzati possono essere pesanti da portare da bambini perché troppo
    "importanti".

    Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello. (Tommaso Landolfi)

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