Piccolo schermo / Radio e non solo.

  • A parte che "piccolo schermo" mi sembra una descrizione ormai troppo riduttiva, ma capisco che é per distinguerla dal grande schermo, il cinema.
    Io guardo, per rilassarmi, per distrarmi dal pensare, il piccolo schermo.
    Quasi per niente ormai i canali Rai ( pur pagandone la quota, che credo in ogni caso ingiusta) e Mediaset.
    Le mie preferenze le ho scritte, se a qualcuno interessa, su Libri... Cinema, non ricordo bene, in: Serie tv turche. In quanto essendo nuova non mi ero accorta che c'era anche questo canale apposito.
    Ciao :-)

  • Ciao Piccolo schermo,
    tu sei entrato tanto tempo fa nelle case, quando ancora pochi potevano permetterselo e in luoghi dove non esisteva il cinema, in luoghi persino difficili da raggiungere allora.
    Ricordo ancora la mia infanzia, riuniti in cucina intorno ad un fuoco, con senza neanche una radio. Ad ascoltare favole antiche, racconti tramandati oralmente (e che purtroppo non ricordo più se non qualche pezzettino) dalla nonna ad esempio.
    Poi sei arrivata tu, una finestra sul mondo.
    Noi eravamo tra i primi del paese ad averla, un regalo fattoci da un caro zio lontano e tutto il rione si riuniva da noi la sera per vederla.
    Tutto rigorosamente in bianco e nero.
    Si sei stata importante, non dimenticarlo. Ci hai regalato momenti di riflessione e di leggerezza. Siamo cresciuti in linea di massima con te.

  • Per scherzare un po' giocando con il titolo del thread... :)
    Le prime televisioni degli anni 40 effettivamente somigliavano a delle radio... con un "piccolo schermo".



  • https://alexknowthebest.wordpr…sto-il-primo-tv-al-mondo/


    Come ha iniziato tutto.

    Con il XX secolo, la moda era quotidiano. Poi, lentamente, radio e fece il suo ingresso sul palco. La prima dimostrazione di una trasmissione televisiva è stata raggiunta solo nel 1926 ed è firmato da John Logie Baird.
    (...)
    Ingegnere scozzese, ma speso “sulle spalle dei giganti” non avrebbe avuto successo senza Willoughbi Smith, che nel 1873 scoprì il selenio fotoconduttore, e anche senza Paul Gottlieb Nipkow, che nel 1884 si affermava il principio della rotazione del disco – elecromecanic primo TV.

    Nel 1927, Baird trasmesso un segnale ad una distanza di 705 km tra Londra e Glasgow, e nel 1928, la società di Baird riesce a far prima trasmissione televisiva translatlantica da Londra a New York.

    Pieno di entusiasmo, lo scozzese ha contribuito a sviluppare la tecnologia in Germania, nel 1929. Quello stesso anno, messo insieme da Bernard e Nathan televizune le prime aziende in Francia. Nello stesso anno ha venduto il suo primo televisore. Costo, in denaro oggi, circa 12 mila dollari.

    La Gran Bretagna rimane nella storia. Il 2 novembre 1936, la BBC ha iniziato a trasmettere il primo servizio di televisione pubblica nel mondo Alexandra Palace di Londra.

    *************************************************************************************************************************************************

    ITALIA 1954
    GRAN BRETAGNA 1936

    Noi dopo 18 anni...in che cosa eravamo impegnati nel frattempo? :thinking:

  • Le Interviste Impossibili:
    Sanguineti incontra Freud (you tube).

    Il programma di divulgazione culturale andato in onda su Radio 2 dal 1974, riproposto su Radio Techete' a cura di Elisabetta Malantrucco.

    Molto belle e interessanti riascoltarle.

  • 1)
    Le interviste impossibili - Umberto Eco incontra Attilio Regolo

    2)
    Le interviste impossibili - Guido Ceronetti incontra Attila

    3)
    Le interviste impossibili - Edoardo Sanguineti incontra Sigmund Freud

    ecc.


    (dal Web)

    In onda per la prima volta il 2 luglio del 1974. Mario Scaccia è Fedro; la regia è di Sandro Sequi.

    Il primo luglio del 1974, sul Secondo Programma della Radio (l’attuale Radio Due), cominciava la messa in onda, dal lunedì al venerdì alle 15, di un programma di divulgazione culturale pensato in modo talmente geniale da avere un grandissimo successo, fino a diventare una trasmissione di culto della storia della Radio italiana.
    Facciamo chiaro riferimento a Le interviste impossibili, incontri irrealizzabili tra i grandi scrittori e i grandi intellettuali italiani di allora – che prestarono la loro voce anche al microfono, all’inizio con diffidenza e poi con entusiasmo – e alcuni personaggi storici molto famosi interpretati da alcuni attori di prosa molto noti e apprezzati dal pubblico. Primo fra tutti Carmelo Bene, alla sua prima prova d’artista in radio. Oltre a lui, tra gli altri, Paolo Bonacelli, Mario Scaccia, Adriana Asti, Gianni Santuccio, Carlo Dapporto, Carlo Cecchi, Anna Maria Guarneri, Tino Carraro, Salvo Randone, Rossella Falk, Alfredo Bianchini, Romolo Valli. Gli intellettuali coinvolti come autori e interpreti, tra i tanti: Alberto Arbasino, Guido Ceronetti, Italo Calvino, Umberto Eco, Giorgio Manganelli (che ne fece anche un libro), Vittorio Sermonti, Andrea Camilleri (soprattutto nel ruolo di regista ma anche di autore), Carlo Castellaneta, Paolo Portoghesi, Edoardo Sanguineti, Nelo Risi, Oreste Del Buono, Luigi Santucci, Giulio Cattaneo e tanti altri ancora. I personaggi sono tantissimi e coprono un arco temporale davvero notevole: Tutankamon, Muzio Scevola, Attilio Regolo, l’Uomo di Neanderthal, Marat, Freud, Giovanna D’Arco, Ponzio Pilato, Jack lo Squartatore, Puccini, Fedro, Marco Aurelio, Pitagora, i Lumière... un numero indefinito di storie e di puntate, che sono conservate per la maggior parte negli archivi Radio Rai, in numero di 82.
    Radio Techeté le ritrasmetterà tutte, riproponendole interamente all’ascolto dei suoi utenti, dal lunedì al venerdì e le metterà a disposizione per l’ascolto sul suo sito.
    Il primo ad avere l’idea di un programma simile, ma per la televisione, era stato Diego Fabbri. Lidia Motta - figura di riferimento della Rai di quegli anni, soprattutto nel settore della Prosa - riprese l’idea per la Radio, aiutata da Roberta Carlotto e Alessandro D’Amico, proponendola addirittura come trasmissione estiva. Il risultato fu talmente felice da prevedere le immediate repliche nell’autunno 1974 e l’inverno 1975 e un nuovo ciclo, che andò in onda fino al 10 dicembre del 1976.
    A cura di Elisabetta Malantrucco

Participate now!

Don’t have an account yet? Register yourself now and be a part of our community!