O sono sbagliata io o lo è il mondo

  • Donna 17 anni, chiamatemi V.

    Dai, dillo! Lo so tu che leggi i tag pensi "Sarà la solita ragazza con problemi adolescenziali". E anche fosse? Ci saranno passati milioni o soltanto io, poco mi importa.
    Non c'è secondo della mia vita che l'ansia mi assale, questa ansia si fa sentire nei rapporti con le persone o nelle cose che faccio. La gente ovviamente alle mie reazione esagerate non sa come reagire, anche se forse esagerate non sono.
    MA, come ci sono arrivata a questo punto? Bella domanda, 10 punti a Grifondoro! Una mezza idea comunque ce l'ho.

    Da quando ho memoria, io e la scuola non siamo mai andati d'accordo (Alt! non sono nè pigra, nè voglio incolpare scuola o maestre, espongo quello che mi ha turbato)
    Stavo dicendo ...

    OVVIAMENTE NON PARLO SOLO DI SCUOLA

    Anche alla scuola materna io non ci andavo molto volentieri, mi saliva sempre quella specie di magone, e i compagnetti non erano malaccio da quel che ricordo.
    Certo che io da quel che ricordo stavo soltanto con una bambina, questa era molto timida, a differenza mia che tentavo di socializzare con tutti. Io ci provavo a giocar anche con le altre bambine, ma lei ogni volta si auto-emarginava, e io da pirla le andavo dietro pensando fosse colpa mia. Che cucciola che ero!

    Oltre a questa bambina, che poi ci hanno separate alle primarie, c'era una maestra letteralmente pazza. Non faceva cose dei film tipo violentare o umiliare (come nei film) bambini. Certo trovava modi per farti isolare. Io sono sempre stata ipersensibile, riesco a piangere per i dispiaceri altrui quindi ...

    Un giorno ricordo di star mangiando per i fatti miei, avevo la tovaglietta e sopra la tazza, non ricordo se piena o meno. Arriva una bambina che sotto istruzioni di altre bambine (perfide), mi coincia a tirare la tovaglietta per farmi cadere la tazza.
    Se ero un po' più grande magari potevo evitare di sbattergli la tazza in testa, ma a quattro\cinque anni non è che ci rifletti tanto. Ma la cosa grave è a mio parere che ho provato soddisfazione e la provo ancora oggi, come se giustizia fosse stata fatta. Già a quel tempo mi sentivo oppressa e senza voce in capitolo.

    Va beh, poi ci sono le primarie e lì veramente sono stata discriminata. In quel periodo ho cominciato seriamente a non voler andare a scuola, i voti si abbassavano perchè non lo so. Fatto sta che la casa era l'unico ambiente felice. Dato che a scuola si fanno le prime amicizie, e io da emarginata non ne avevo neanche una, o meglio, una c'era ma era falsa.
    Dato che andavo male a scuola, i miei hanno cambiato faccia. Ma magari in modo normale, no! Gridavano sempre, e lo fanno ancora oggi.
    Lo so, è tutto confuso, procediamo per gradi.

    La scuola primaria mi vede vittima di bullismo, e praticamente la mia voglia di socializzare si azzera. Il mio essere sempre allegra e l'eccessività di espressioni, mi vede etichettata come pazza. Le maestre mi sottovalutano, etichettandomi come stupida (specialmente quella di italiano, poi capite perchè mi sono soffermata su questa grande tr°°a della mia vita)
    Cinque anni infernali sono stati, ma illusa a sperare che sarebbe andata meglio! I miei genitori col passare del tempo diventavano sempre più rigidi, invece di aiutarmi gridavano e mi davano la colpa. Nonostante sapevano che non mi trovavo bene, nessuno ha mosso un dito. Sia i genitori (i miei) che le maestre. Non vi racconto li episodi che altrimenti si fa sera, o mattina, dipende da voi.
    Vi basta sapere che le maestre sapevano ma non intervenivano. Una addirittura mi imbruttiva la voce e quando le ho risposto è rimasta di stucco e offesa, ma se ti fai una giornata di schernire una bimba cosa ti aspetti?
    Il giorno seguente un compagno, che tutt'ora mi schernisce, continuava con il suo rito di prendermi per i fondelli. " Maestra, Pinco mi disturba" Una, due, tre, quattro ed infinite volte, questa non risponde. Alla fine della giornata come se ne esce? "Ieri V. mi ha risposto male e io l'ho ignorata e altre cavolate che non mi ricordo" Che bella maestra ...

    Veramente, non so dove mettere le mani. Ma passiamo avanti ed andiamo alle medie. Quella scuola dove tutti diventano magicamente casi umani.

    I tre anni peggiori della mia vita, conoscenze sbagliate, genitori che usano le mani. Ma andiamo anche qui per gradi.

    Se le prese in giro di prima mi pesavano, queste mi facevano sprofondare sotto il loro peso. Già dal primo anno si presagiva che bella esperienza si presagiva. Nessuno mi voleva come compagna di banco, il classico. Quando venivo affiancata a qualcuno, le ragazze (avoglia gentil sesso, sono vipere) mi prendevano per i fondelli.
    Una volta respiravo col fiatone, alla fine dell'ora questa si alza e davanti a me facendo in modo che io sentissi "Ma si è fatta tutta l'ora di respirare come un cane."
    Una seconda volta me ne stavo ad ascoltare la lezione e le tr**e di dietro mi tiravano i capelli o mi davano pizzicotti di quelli forti. Io ovviamente richiamavo l'attenzione della prof, ma i reclami sono stati inutili e il 'gentil sesso' continuava imperterrito ...

    MA!
    c'è una cosa a secondo anno che veramente, la mia autostima è scomparsa credo.
    Esattamente, si parla di ragazzi. Premessa che sono sempre stata un figurino e che il mio viso è più o meno grazioso, ma la pubertà non perdona nessuno! ed eccomi alle medie con dei chili di troppo. Si sa che se non sei perfetto te lo fanno notare.
    Un ragazzo si poteva mai abbassare a volere una ragazza presa di mira come me? Certo che no! Quindi accodandosi al trenino un giorno si avvicina e mi dice una semplice frase +si schiarisce la voce+

    "SEI BRUTTA, SEI LAIDA, NON TI VOGLIO ORA E NON TI VORRò MAI"

    Ecco, moh come me la sono presa? Male! (era l'ora di matematica e questa era una delle professoresse inesistenti) Il bello è che tutti avevano sentito, ma qualcuno è venuto per dirmi qualcosa? Anche la prof? No! Sono rimasta lì col sangue gelato per un tempo indeterminato, quando proprio mi sentivo male chiedo il permesso di chiamare mio padre. E quando me ne vado lo str**zo mi saluta cose nulla fosse successo. Ma sono scema?

    La mia vita è una cozzaglia di eventi che mi hanno destabilizzata fino aduna sorta di esaurimento nervoso, mi fanno schifo tutti, per davvero. Ai miei genitori non è mai venuto in mente che forse c'era qualcosa che non andava, per loro bastava gridare e dare due menate il problema è risolto.

    L'anno scorso sono andata dallo psicologo, mi ha detto che sono molto instabile di carattere, ma non mi ha aiutata definivamente, dipendo dalle sedute, perchè se sto troppo tempo senza sono punto e a capo.

    In un forum ho scritto dello stupro che ho subito a 8\9 anni da parte di mio cugino, questa storia è venuta a galla l'anno scorso.Quindi c'è la combo di tenere questo 'vergognoso segreto'.

    Le superiori sono l'anno dove ho perso il controllo della situazione, se avevo la media del sette ora rischio di bocciare in quarto anno. Non so dove sta il problema e non so che fare, so che la scuola mi serve per scappare da una famiglia che sa solo gridare e metterti le mani a dosso. Ma non c'ho la forza.

    Se rispondete magari ci confrontiamo

    V.

  • Ciao cara V! Mi spiace per ciò che hai passato! Spesso i bambino sanno far male ed i ragazzi ancora di più! Quello che mi duole è che i tuoi genitori, da quello che racconti, non abbiano saputo supportarti...anche io da piccola ero bullizzata, perchè cicciotta e con gli occhiali, dai compagni di scuola e presa di mira (ancora non so perchè!) da un paio di maestre però i miei genitori hanno saputo gestire la situazione ed io non ho avuto problemi a superare la cosa!
    Un'ulteriore dolore nel leggere la tua storia mi deriva dall'apprendere dell'abuso che hai subito...lo hai superato psicologicamente? Sei stata aiutata e supportata nel farlo?
    Ora hai problemi con la scuola ma, come dici, sai bene di averne bisogno...
    Non so come poterti aiutare...sappi solo che se hai bisogno di uno sfogo o di parlare io ci sono!

  • Prima di risponderti desidero chiederti: in questo momento/periodo, senti il bisogno di aggrapparti alla speranza di un futuro migliore o, viceversa, di conoscere retrospetticamente i "perché" della tua vita ripercorrendo il tuo passato? In base a ciò che risponderai valuterò se scriverti di bullismo e in particolar modo del rapporto vittima/carnefice.

  • Seguita più o meno, ne ho parlato con lo psicologo, ma boh. Forse saranno troppi problemi a non farmi vedere via di uscita?

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