Perchè l'essere umano è l'unica specie che rende dannoso il cibo?

  • Pur sapendo che un'alimentazione sana risolverebbe la maggior parte dei nostri problemi, sia fisici che psicologici, l'essere umano è l'unica specie che fa della sua fonte di vita un danno per se stesso.

    I nutrizionisti e tutti i sostenitori delle varie diete hanno ottime ragioni secondo me, ma spesso vedo in loro un atteggiamento duro e categorico, se mangi così starai male, se mangi così starai bene.
    Sono convinto che senza esagerare il 90% delle persone mangerebbe solo frutta e verdura sapendo che in questo modo farebbe una vita sana e probabilmente non si ammalerebbe.

    Ma come mai non ci stanchiamo di hamburger e patatine, hot dog, pizza, bevande zuccherate, pasta, condimenti, sughi salse ecc... invece fatichiamo tremendamente se dobbiamo mangiare tutti i giorni frutta, verdura, legumi, poco sale ecc... C'è un confine tra il cibo e la droga? Anche le principali droghe sono di origine naturale (Marijuana, Eroina, cocaina ecc...) ma in questo caso la dipendenza fisica e psicologica è evidente, ma anche l'alcool può essere considerato un prodotto naturale che crea dipendenza. Allora mi chiedo, forse anche gli zuccheri ed i carboidrati agiscono come le droghe e ci spingono a cercarne sempre di più, a trasformarli come una forma di gratificazione? Perchè la carota non crea dipendenza? O per lo meno non ho mai sentito dire che qualcuno non riesce a smettere di mangiare le carote o la lattuga, o i legumi, ecc...

    Combinando la psicologia, la medicina, la filosofia e la scienza dell'alimentazione si potrebbe andare oltre e cercare di capire perché l'essere umano necessita di cibo come forma di gratificazione. Esistono studi che mirano a trovare un equilibrio naturale e non forzato tra stile di vita e alimentazione?
    Voglio dire, un filosofo direbbe che se mangiamo bene viviamo meglio e più a lungo, ma alla fine dobbiamo arrenderci comunque...

  • Il peso corporeo è uno dei pochissimi tratti esteriori su cui abbiam controllo... se sei 1.65 non ci puoi fare nulla... se diventi calvo a 20 anni non ci puoi fare nulla... non puoi farci nulla se hai un brutto viso... etc etc... se sei in sovrappeso, invece, puoi, non invasivamente, risolvere il problema... almeno entro sovrappesi non eccessivi...

    Nella mia vita ho avuto un periodo difficile... in corrispondenza di quel periodo ho raggiunto la decina di chili oltre il peso forma... nulla di trascendentale... però non appena me ne son reso conto, ho subito intrapreso una piccola dieta (molto leggera) e son rientrato nei ranghi nel giro di qualche mese... ecco... io non capisco cosa cavolo scatta nella testa di certe persone che si vedono in sovrappeso, si "fanno schifo" ma continuano a prendere peso perchè continuano deliberatamente ad alimentarsi male...

    Tra l'altro alimentarsi bene non significa alimentarsi di carotine e frullati tutto il giorno... nella corretta alimentazione rientra il piatto di pasta quotidiano... rientra il pane... rientrano anche dolci e piccoli sfizi un paio di volte alla settimana... però a al soggetto che mangia male non va bene così... DEVE mangiare il cornetto a colazione, la rosticceria a metà mattina ed il piatto esagerato di pasta a pranzo... lo snack al pomeriggio... al sabato in pizzeria DEVE prendere la pizza più carica di condimenti...

    Perchè ?

    Non lo so... paragonare il cibo alla cocaina mi sembra improprio... anche perchè tutti mangiano... perchè solo per alcuni scatta la dipendenza ? Secondo me, come in qualsiasi disturbo di carattere psicologico, si realizza una particolare convergenza tra fattori ambientali (educazione in primis) e fattori genetici...

    Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

  • Difatti non mi soffermavo al lato estetico che sarebbe di importanza irrilevante se non avesse implicazioni sulla salute.
    Il mio intento è quello di capire perché l'essere umano arriva ad avere una relazione col cibo simile a quella che può avere con le droghe se non uguale.
    Osservando l'animale, e forse erroneamente considerare la parte "animale" dell'essere umano come parte "sana".
    L'intento finale sarebbe di trovare una soluzione ai disturbi alimentari che colpiscono solo l'essere umano.
    Teoricamente una volta soddisfatta la necessità di nutrire il corpo dovremmo essere soddisfatti e appagati. Invece così non è.

    Riflettendo in questi giorni, sono arrivato alla prima considerazione che l'essere umano si comporta così con tutto.
    Possiamo distinguere il bene dal male a differenza degli animali, in questo modo costruiamo le nostre paure e cerchiamo in ogni modo di allontanarle utilizzando i mezzi apparentemente più assurdi.
    Le droghe per esempio ci aiutano a tenere lontani i pensieri negativi o a forzare uno stato di benessere o euforia.
    Il cibo ha tendenzialmente la stessa funzione in quanto il piacere che ne deriva allontana momentaneamente i cattivi pensieri e fornisce una gratificazione momentanea che ovviamente crea dipendenza.

    Questa spiegazione non mi sembra sufficiente per giustificare la necessità di abusare del cibo per l'effimero piacere che apporta.

    Forse, eliminando ogni forma di eccesso ci si trova di fronte alle proprie paure e quindi costretti ad affrontarle. Ma avremmo la forza di rimanere lucidi ed obbiettivi? O troveremo il modo di giustificarle per continuare a conviverci?

  • Perché il cibo genera dopamina. E' un piacere.
    Il cibo "spazzatura", come quello dei fast food è un tipo particolare. E' la consistenza che fa la differenza, avere a che fare con un qualcosa di "morbido" da molta più soddisfazione a livello mentale, perché ricorda il nutrimento che proviene dai seni materni.
    I carboidrati è risaputo che creano dipendenza. E ci rendono iperattivi. La mancanza di quelli la sentiamo tantissimo. Più ne mandiamo giù e più ne sentiamo il bisogno, proprio perché da un punto di vista nutritivo non apportano niente, se non energie. E ci mettiamo anche più tempo a smaltirti con la conseguenza di affaticarci maggiormente.

  • Molti bevono. Pochi diventano alcolisti.

    Tutti noi mangiamo. Perchè molti riescono ad alimentarsi in modo corretto e controllato ed altri non possono fare a meno di mangiare tanto e male ?

    Il cibo è uguale per tutti. Non può stare nel cibo il problema.

    Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

  • Per me è abitudine.
    Se ti abituano a mangiare bene difficilmente mangerai male.
    Se cresci con una madre che ti fa la pasta con la carbonara tutti i giorni, sarà più complicato farne a meno.

  • Hai citato un "fattore ambientale" ;)

    Di solito, per esempio, dietro le ragazze un pò "cinghialotte" c'è un contesto familiare dove i valori della cucina e del convivium sono molto ben presenti e radicati, oltre ad un albero genealogico che esalta un determinato modo di trascorrere il tempo a tavola. Magari ci son i medesimi genitori e parenti di una certa stazza che lodano la salute del bimbo paffutello. Magari, crescendo, c'è anche un social circle che continua ad esaltare "la mangiata"...

    Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincere.

  • In generale il cibo è un piacere per tutti.....anche per motivazioni psicologiche (come ti ho scritto prima, alcune consistenze attirano più di altre)
    Che i carboidrati in eccesso (pasta..zuccheri) creino dipendenza è vero. Infatti se cresci con la dieta della pasta asciutta a tutti i pasti, quando dovrai farne a meno...sarà davvero difficile.

  • Quote

    Molti bevono. Pochi diventano alcolisti.
    Tutti noi mangiamo. Perchè molti riescono ad alimentarsi in modo corretto e controllato ed altri non possono fare a meno di mangiare tanto e male ?
    Il cibo è uguale per tutti. Non può stare nel cibo il problema.

    Sono d'accordo, ragionando logicamente il problema non sta nel cibo, tuttavia gli esperti parlano di cibo che crea dipendenza. E' davvero il cibo oppure come dice MeMedesima è la dopamina che produce a creare dipendenza? Però per quale motivo produciamo più dopamina quanto più il cibo è elaborato, saporito, speziato, edulcorato e comunque meno naturale?

    Quote

    In generale il cibo è un piacere per tutti.....anche per motivazioni psicologiche (come ti ho scritto prima, alcune consistenze attirano più di altre)
    Che i carboidrati in eccesso (pasta..zuccheri) creino dipendenza è vero. Infatti se cresci con la dieta della pasta asciutta a tutti i pasti, quando dovrai farne a meno...sarà davvero difficile.

    Per questo motivo ho voluto riflettere sull'argomento "cibo" in termini psicologici. Non volevo fare una questione alimentare, se è giusto o meno trattenersi dal mangiare cibo dannoso, quanto riflettere sulla necessità di controllarci, di desiderare un determinato cibo che ci fa male piuttosto che quello che ci fa bene. Come appunto fai notare anche tu, se ti abitui ad un certo cibo poi farai fatica a resistere alla tentazione. Di nuovo il dubbio: è il cibo il problema o siamo noi?
    Se il leone ha già mangiato, non desidera altro cibo fino a quando non ha di nuovo fame. E nel frattempo non desidera sgranocchiare patatine o popcorn o bastoncini di bacon visto che è carnivoro.
    Però gli animali domestici possono avere lo stesso problema. Per esempio certi gatti abituati a mangiare cibo in scatola rifiutano ogni altro cibo che diversamente avrebbero ricercato in natura. E questo di nuovo mi fa pensare che il problema è nel cibo e non in noi esseri umani.

  • Però, se ci rifletti.
    In televisione vediamo programmi sul cibo spazzatura spesso. Gente che tenta di dimagrire, che perde tantissimo peso.
    In quel caso loro fanno una dieta e dell'attività fisica, in sostanza cambiano le loro abitudini.
    Non li si vede mai fare un percorso psicologico. Però riescono a dimagrire comunque moltissimi chili

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